Ma l'agricoltura chi la controlla ?

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  • segugista
    ⭐⭐⭐
    • Mar 2007
    • 8984
    • Alessandria Piemonte.
    • Segugi Bassotti S/D

    #1

    Ma l'agricoltura chi la controlla ?

    Non so da voi, ma negli ultimi anni noto un proliferare di interventi fatti sulle coltivazioni, in modo particolare sui cereali ed in vigna, dal diserbante ai fungicidi ecc ecc... Io mi domando ma qualcuno controlla l'attività di queste persone ? Io capisco le esigenze di produzione di chi gestisce un'azienda agricola, ma mi domando appunto se esistano dei vincoli e se c'è qualcuno che ne verifichi il rispetto in termini di qualità dei prodotti utilizzati, quantità degli stessi, carenze, calendari ecc...
    Al mio vicino è scappato il cane ed è tornata con una dermatite, sarà un caso; in campagna da me se si esce in questi giorni non si respira e bruciano gli occhi... non so...
    Emanuele

    Per ora è soltanto un sogno, ma se c'è la passione perchè non provarci [fiuu]
  • phalacrocorax
    ⭐⭐⭐
    • Apr 2009
    • 5961
    • Veneto, Verona
    • Indy, epagneul breton femmina

    #2
    Mi sa proprio non verifica niente nessuno finché non accade qualche intossicazione o qualcosa del genere...Del resto i divieti o i tetti massimi nelle concentranzioni di solito sono riferiti al singolo principio attivo, mentre nessuno sembra preoccuparsi degli effetti dei cocktail di principi attivi, specialmente nel residuo che ingeriamo tutti i giorni.

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    • segugista
      ⭐⭐⭐
      • Mar 2007
      • 8984
      • Alessandria Piemonte.
      • Segugi Bassotti S/D

      #3
      Per me è una situazione inaccettabile, appena ho un secondo vi fotografo qualche vigna arancione e altre attrattività del territorio. E non è solo per la fauna che mi preoccupo, anche se è ovvio ad esempio che la mia amata lepre non ha grandi speranze di vita in questo ambiente.
      Emanuele

      Per ora è soltanto un sogno, ma se c'è la passione perchè non provarci [fiuu]

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      • PigKill

        #4
        il mio primo pointer è stato rinominato MastroLindo proprio per una dermatite che lo ha pelato come..... me! era diventato "nudelook" con muscolacci in evidenza e da quì il nuovo nome!
        questo preambolo solo per sottolineare la mia idea sull'agricoltura intensiva della mie zone,già allora(e andiamo indietro di circa 20 anni) ho sempre sostenuto che le lotte ambientaliste avrebbero dovuto tendere molto di più alla corretta gestione del territorio da parte del mondo agricolo,piuttosto che dedicare anima e corpo ad una guerra contro la caccia,suscitando molto spesso delle accese discussioni che finivano inevitabilmente conl la solita frase... comamdare a casa degli altri non è possibile ma nemmeno comprensibile.
        io penso che si dovrebbe arrivare ad una collaborazione totale trai nostri 2 mondi,un esempio positivo è la gestione dei nocivi,che provocano moltissimi danni e che vengono(dove è possibile) controllati numericamente dai cacciatori abilitati senza chiedere nessun "rimborso spese" ....uno negativo(ma ne potrei fare moltissimi) è la ffresatura delle ripe e degli argini senza nessun veto temporale,provocando inevitabilmente la distruzione di nidi e covate,di quei micro ambienti necessari alla sopravvivenza delle stesse..
        credo fermamente che per la corretta gestione del territorioe sia necessaria una revisione profonda delle attuali regole,sia argicole che venatorie.

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        • phalacrocorax
          ⭐⭐⭐
          • Apr 2009
          • 5961
          • Veneto, Verona
          • Indy, epagneul breton femmina

          #5
          Le allodole qui non nidificano più come un tempo, e gli insettivori più piccoli, quelli proibiti alla caccia da sempre, scompaiono. Il motivo, secondo me, è appunto legato all'eccessivo utilizzo della chimica in agricoltura e, in generale, un po' ovunque.
          Sono state fatte analisi sui vini e si sono viste certe concentrazioni di principi attivi che sono del tutto lecite, ma c'è chi s'è chiesto perché l'insieme di questi residui chimici che si bevono in ogni bottiglia non è stato attentamente valutato negli effetti sulla salute umana. Le multinazionali, ovviamente, dicono che non ci sono controindicazioni.
          Io aggiungerei che si è sempre sottovalutato l'impatto della chimica sulla fauna e che è sempre stato comodo evitare di sollevare il problema.
          Pare perfino che qualcuno abbia messo in dubbio la convenienza economica dell'utilizzo della chimica nelle quantità che oggi si usano. Fior fior di intellettuali, economisti, agrotecnici, non il primo arrivato. l'argomento però non pare trovare troppo interesse nella comunità.
          La nicchia del biologico, però, intanto cresce o comunque si mantiene stabile, tanto che grosse aziende ormai si sono interessate a questo commercio.
          E c'è perfino chi produce biologicamente il vino. Come faranno queste aziende vinicole a sopravvivere? Eppure...
          Bisognerebbe tutti fare un passo indietro, pensare di più alla salute e all'ambiente e meno ad arricchirsi.
          Certo è che dopo aver speso decenni e infinite risorse economiche per far dipendere l'agricoltura dalla chimica, tornare indietro non lo vedo semplice e tantomeno immediato.
          Però c'è chi comincia ad utilizzare in campagna anche un po' di lotta integrata ai parassiti, oltre ai veleni. E questo è un buon inizio.

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          • Gianni Marcucci
            ⭐⭐⭐
            • Feb 2010
            • 2569
            • Deruta - (PG) - Umbria
            • Bracco Italiano

            #6
            Originariamente inviato da PigKill
            il mio primo pointer è stato rinominato MastroLindo proprio per una dermatite che lo ha pelato come..... me! era diventato "nudelook" con muscolacci in evidenza e da quì il nuovo nome!
            questo preambolo solo per sottolineare la mia idea sull'agricoltura intensiva della mie zone,già allora(e andiamo indietro di circa 20 anni) ho sempre sostenuto che le lotte ambientaliste avrebbero dovuto tendere molto di più alla corretta gestione del territorio da parte del mondo agricolo,piuttosto che dedicare anima e corpo ad una guerra contro la caccia,suscitando molto spesso delle accese discussioni che finivano inevitabilmente conl la solita frase... comamdare a casa degli altri non è possibile ma nemmeno comprensibile.
            io penso che si dovrebbe arrivare ad una collaborazione totale trai nostri 2 mondi,un esempio positivo è la gestione dei nocivi,che provocano moltissimi danni e che vengono(dove è possibile) controllati numericamente dai cacciatori abilitati senza chiedere nessun "rimborso spese" ....uno negativo(ma ne potrei fare moltissimi) è la ffresatura delle ripe e degli argini senza nessun veto temporale,provocando inevitabilmente la distruzione di nidi e covate,di quei micro ambienti necessari alla sopravvivenza delle stesse..
            credo fermamente che per la corretta gestione del territorioe sia necessaria una revisione profonda delle attuali regole,sia argicole che venatorie.
            Come non essere d'accordo con quello che dici!![:-golf]
            Gianni

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            • segugista
              ⭐⭐⭐
              • Mar 2007
              • 8984
              • Alessandria Piemonte.
              • Segugi Bassotti S/D

              #7
              Originariamente inviato da phalacrocorax
              Bisognerebbe tutti fare un passo indietro, pensare di più alla salute e all'ambiente e meno ad arricchirsi.
              .

              Guarda conosco dei meccanismi che a volte sorprendono e se ci si fermasse un secondo a riflettere su quello che si sta facendo. Ad esempio occupandomi per lavoro di gestione del territorio e promozione dell'immagine del territorio ti potrei raccontare di un'area che ha fatto perdere agli amministratori locali interi pomeriggi di dibattiti sulla possibilità e la convenienza di fare lotta biologica alle zanzare, problema che frena l'espansione turistica ma che andrebbe risolto senza arrecare alcun impatto all'ambiente. Ebbene nella stessa identica zona, quella delle risaie, quanti prodotti chimici finiscono in acqua ?
              Oppure vogliamo parlare di quelle cantine sociali sparse sul territorio che hanno dei meccanismi di incentivazione che premiano maggiormente il produttore che realizza alte quantità rispetto a chi produce un vino di maggior gradazione, con la conseguenza che tutti o quasi impiegano qualsiasi prodotto per sfruttare al massimo il terreno e producono vini di scarsa gradazione. Così si produce troppo vino che per giunta per essere venduto deve essere tagliato con altro vino a più alta gradazione? Ma ha senso tutto ciò ?
              Bisognerebbe fermarsi a riflettere, ma anche in agricoltura mi sembra che il buon senso inizi a scarseggiare, gente che abbatte piante secolari perchè gli fanno un minimo di ombra e l'anno dopo si lamentano se è franata la strada...
              Emanuele

              Per ora è soltanto un sogno, ma se c'è la passione perchè non provarci [fiuu]

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              • Po
                ⭐⭐
                • Jan 2007
                • 781
                • Pisa
                • I miei super ex randagi: Nina - Gigia - Newky - Lady - Geremia - Levante . E poi Axel il Setter B/N

                #8
                Originariamente inviato da segugista
                Non so da voi, ma negli ultimi anni noto un proliferare di interventi fatti sulle coltivazioni, in modo particolare sui cereali ed in vigna, dal diserbante ai fungicidi ecc ecc... Io mi domando ma qualcuno controlla l'attività di queste persone ? Io capisco le esigenze di produzione di chi gestisce un'azienda agricola, ma mi domando appunto se esistano dei vincoli e se c'è qualcuno che ne verifichi il rispetto in termini di qualità dei prodotti utilizzati, quantità degli stessi, carenze, calendari ecc...
                Al mio vicino è scappato il cane ed è tornata con una dermatite, sarà un caso; in campagna da me se si esce in questi giorni non si respira e bruciano gli occhi... non so...

                Io sono una di "queste persone" e sono convinto che un ambiente naturale tragga nocumento dall'introduzione in esso della più piccola molecola estranea.
                Premesso ciò ti informo che (perlomeno in Toscana , ma credo ovunque) tutte le Aziende Agricole sono tenute alla compilazione di un Quaderno dei trattamenti che indica come e cosa è stato usato e quindi se si sono rispettate le norme di legge.
                Naturalmente i controlli potrebbero essere carenti ma questo è un discorso generale che investe tutti i campi delle azioni degli Italiani.
                Paolo Malavasi

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                • phalacrocorax
                  ⭐⭐⭐
                  • Apr 2009
                  • 5961
                  • Veneto, Verona
                  • Indy, epagneul breton femmina

                  #9
                  Originariamente inviato da segugista
                  Bisognerebbe fermarsi a riflettere, ma anche in agricoltura mi sembra che il buon senso inizi a scarseggiare, gente che abbatte piante secolari perchè gli fanno un minimo di ombra e l'anno dopo si lamentano se è franata la strada...
                  ...sì o arano fin sul bordo dei fossi tanto per piantare due file in più di polenta e poi spendono tempo oppure hanno bisogno di pagare i terzisti con la ruspa per rifare gli argini perché franano...
                  L'anno scorso trovo un contadino lungo un filare di piante lungo un fosso che divide due prati (l'unico filare rimasto) e, volendo complimentarmi con lui per aver tenuto le piante, gli chiedo se sono sue: no, mi risponde, se fossero mie le avrei già tagliate tutte!

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                  • Po
                    ⭐⭐
                    • Jan 2007
                    • 781
                    • Pisa
                    • I miei super ex randagi: Nina - Gigia - Newky - Lady - Geremia - Levante . E poi Axel il Setter B/N

                    #10
                    Originariamente inviato da phalacrocorax
                    Mi sa proprio non verifica niente nessuno finché non accade qualche intossicazione o qualcosa del genere...Del resto i divieti o i tetti massimi nelle concentranzioni di solito sono riferiti al singolo principio attivo, mentre nessuno sembra preoccuparsi degli effetti dei cocktail di principi attivi, specialmente nel residuo che ingeriamo tutti i giorni.


                    Per quanto riguarda i controlli sul prodotto Vino li fanno eccome , e , sui prodotti Alimentari vengono effettuate milioni di analisi anche perchè , in Italia , abbiamo la Legislazione in merito meno permissiva dell'intera Europa.
                    Sfuggono ,certamente , ai controlli gli alimenti del micro mercato e quelli autoprodotti .
                    Paolo Malavasi

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                    • lukebon
                      ⭐⭐⭐
                      • May 2009
                      • 1350
                      • Veneto
                      • setter Irlandese setter Inglese

                      #11
                      Originariamente inviato da segugista
                      Non so da voi, ma negli ultimi anni noto un proliferare di interventi fatti sulle coltivazioni, in modo particolare sui cereali ed in vigna, dal diserbante ai fungicidi ecc ecc... Io mi domando ma qualcuno controlla l'attività di queste persone ? Io capisco le esigenze di produzione di chi gestisce un'azienda agricola, ma mi domando appunto se esistano dei vincoli e se c'è qualcuno che ne verifichi il rispetto in termini di qualità dei prodotti utilizzati, quantità degli stessi, carenze, calendari ecc...
                      Al mio vicino è scappato il cane ed è tornata con una dermatite, sarà un caso; in campagna da me se si esce in questi giorni non si respira e bruciano gli occhi... non so...
                      non hai sentito tempo fa in Veneto che c'è stata la moria dei Merli?
                      Tutto è stato messo a tacere..per il bene del Prosecco SPA
                      i ghen ha copà 5....8....10 la daea bianchina
                      bianchina??!!
                      ....poenta e cunicio...

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                      • phalacrocorax
                        ⭐⭐⭐
                        • Apr 2009
                        • 5961
                        • Veneto, Verona
                        • Indy, epagneul breton femmina

                        #12
                        Originariamente inviato da Po
                        Per quanto riguarda i controlli sul prodotto Vino li fanno eccome
                        Sì li fanno, ma per i singoli principi. Nel senso, tot di questo, tot di quello, ecc. verificando che i singoli principi siano entro le concentrazioni massime di legge ammesse.
                        Nessuno sa nulla circa gli effetti che possono discendere dall'insieme di tutti questi principi che, presi singolarmente, sono a norma.
                        E' il cocktail di tutti questi principi che nessuno sa dire se sia o meno nocivo e in che misura. Anche se qualcuno sostiene che si tratterebbe solo di stabilire quanto sia nocivo, posto che si tratta pur sempre di sostanze non propriamente...medicamentose.
                        Questo, almeno, è quello che ho sentito dire in una trattazione televisiva dell'argomento, dove veniva analizzato il contenuto di una bottiglia di vino, e poi venivano intervistati vari esperti e studiosi.
                        Anche se è da dire che il vino analizzato mi pare fosse bordeaux, con tutto quel che consegue circa la diversa possibilità di utilizzo, rispetto a noi, di certe sostanze. Però è passato del tempo, su questo punto potrei sbagliarmi.
                        Comunque non è solo un discorso relativo al vino o all'agricoltura. Basta pensare agli inquinanti presenti nell'acqua, che magari presi singolarmente sono a norma, però tutti insieme chi lo sa che effetti possono avere a lungo termine oppure su persone con certe predisposizioni o su certe specie di animali?
                        Per quanto riguarda l'agricoltura, secondo me, non è che ci sia una colpa del contadino. Anche lui deve vivere del suo lavoro, ed esercità un'attività che non è solo esposta alle bizze del mercato ma anche a quelle del tempo, dei parassiti, ecc.
                        Però occorre trovare soluzioni alternative ed egualmente efficaci e non solo quelle proposte dalle multinazionali della chimica, che non essendo società non lucrative hanno la tendenza ad incentivare l'utilizzo massiccio di prodotti esclusivamente per il proprio tornaconto.
                        Ultima modifica phalacrocorax; 20-04-10, 17:11.

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                        • Po
                          ⭐⭐
                          • Jan 2007
                          • 781
                          • Pisa
                          • I miei super ex randagi: Nina - Gigia - Newky - Lady - Geremia - Levante . E poi Axel il Setter B/N

                          #13
                          Originariamente inviato da PigKill
                          il mio primo pointer è stato rinominato MastroLindo proprio per una dermatite che lo ha pelato come..... me! era diventato "nudelook" con muscolacci in evidenza e da quì il nuovo nome!
                          questo preambolo solo per sottolineare la mia idea sull'agricoltura intensiva della mie zone,già allora(e andiamo indietro di circa 20 anni) ho sempre sostenuto che le lotte ambientaliste avrebbero dovuto tendere molto di più alla corretta gestione del territorio da parte del mondo agricolo,piuttosto che dedicare anima e corpo ad una guerra contro la caccia,suscitando molto spesso delle accese discussioni che finivano inevitabilmente conl la solita frase... comamdare a casa degli altri non è possibile ma nemmeno comprensibile.
                          io penso che si dovrebbe arrivare ad una collaborazione totale trai nostri 2 mondi,un esempio positivo è la gestione dei nocivi,che provocano moltissimi danni e che vengono(dove è possibile) controllati numericamente dai cacciatori abilitati senza chiedere nessun "rimborso spese" ....uno negativo(ma ne potrei fare moltissimi) è la ffresatura delle ripe e degli argini senza nessun veto temporale,provocando inevitabilmente la distruzione di nidi e covate,di quei micro ambienti necessari alla sopravvivenza delle stesse..
                          credo fermamente che per la corretta gestione del territorioe sia necessaria una revisione profonda delle attuali regole,sia argicole che venatorie.

                          Sono d'accordo per quanto riguarda la ricerca di un modus vivendi tra tutte le parti ( Ambientalisti , in generale ,compresi) .
                          Nella pianura Pisana si è , finalmente , abbastanza regolarizzato lo sfalcio delle sponde dei canali stabilendo tempi ecologicamente accettabili e il tutto l'hanno ottenuto , per le informazioni che ho , alcune Associazioni ambientaliste.

                          ---------- Messaggio inserito alle 05:11 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 05:06 PM ----------

                          Originariamente inviato da phalacrocorax
                          Sì li fanno, ma per i singoli principi. Nel senso, tot di questo, tot di quello, ecc. verificando che i singoli principi siano entro le concentrazioni massime di legge ammesse.
                          Nessuno sa nulla circa gli effetti che possono discendere dall'insieme di tutti questi principi che, presi singolarmente, sono a norma.
                          E' il cocktail di tutti questi principi che nessuno sa dire se sia o meno nocivo e in che misura. Anche se qualcuno sostiene che si tratterebbe solo di stabilire quanto sia nocivo, posto che si tratta pur sempre di sostanze non propriamente...medicamentose.
                          Questo, almeno, è quello che ho sentito dire in una trattazione televisiva dell'argomento, dove veniva analizzato il contenuto di una bottiglia di vino, e poi venivano intervistati vari esperti e studiosi.
                          Anche se è da dire che il vino analizzato mi pare fosse bordeaux, con tutto quel che consegue circa la diversa possibilità di utilizzo, rispetto a noi, di certe sostanze. Però è passato del tempo, su questo punto potrei sbagliarmi.


                          Può esserci del vero , d'altronde non ti sarà sfuggito che si discute sempre di più sulle interazioni dei principi attivi dei vari medicinali quando si assumono contemporaneamente più farmaci .[:-cry]
                          Paolo Malavasi

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                          • phalacrocorax
                            ⭐⭐⭐
                            • Apr 2009
                            • 5961
                            • Veneto, Verona
                            • Indy, epagneul breton femmina

                            #14
                            Originariamente inviato da Po
                            S
                            Può esserci del vero , d'altronde non ti sarà sfuggito che si discute sempre di più sulle interazioni dei principi attivi dei vari medicinali quando si assumono contemporaneamente più farmaci .[:-cry]
                            Altra questione spinosa...
                            In questo caso sono fortunato perché di medicinali non faccio uso (e altrettanto fortunatamente non sono costretto a farne uso da qualche particolare patologia).
                            Del vino, però, ne faccio uso...[:D] moderato, ovviamente...

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                            • Po
                              ⭐⭐
                              • Jan 2007
                              • 781
                              • Pisa
                              • I miei super ex randagi: Nina - Gigia - Newky - Lady - Geremia - Levante . E poi Axel il Setter B/N

                              #15
                              Originariamente inviato da phalacrocorax
                              Le allodole qui non nidificano più come un tempo, e gli insettivori più piccoli, quelli proibiti alla caccia da sempre, scompaiono. Il motivo, secondo me, è appunto legato all'eccessivo utilizzo della chimica in agricoltura e, in generale, un po' ovunque.
                              Sono state fatte analisi sui vini e si sono viste certe concentrazioni di principi attivi che sono del tutto lecite, ma c'è chi s'è chiesto perché l'insieme di questi residui chimici che si bevono in ogni bottiglia non è stato attentamente valutato negli effetti sulla salute umana. Le multinazionali, ovviamente, dicono che non ci sono controindicazioni.
                              Io aggiungerei che si è sempre sottovalutato l'impatto della chimica sulla fauna e che è sempre stato comodo evitare di sollevare il problema.
                              Pare perfino che qualcuno abbia messo in dubbio la convenienza economica dell'utilizzo della chimica nelle quantità che oggi si usano. Fior fior di intellettuali, economisti, agrotecnici, non il primo arrivato. l'argomento però non pare trovare troppo interesse nella comunità.
                              La nicchia del biologico, però, intanto cresce o comunque si mantiene stabile, tanto che grosse aziende ormai si sono interessate a questo commercio.
                              E c'è perfino chi produce biologicamente il vino. Come faranno queste aziende vinicole a sopravvivere? Eppure...
                              Bisognerebbe tutti fare un passo indietro, pensare di più alla salute e all'ambiente e meno ad arricchirsi.
                              Certo è che dopo aver speso decenni e infinite risorse economiche per far dipendere l'agricoltura dalla chimica, tornare indietro non lo vedo semplice e tantomeno immediato.
                              Però c'è chi comincia ad utilizzare in campagna anche un po' di lotta integrata ai parassiti, oltre ai veleni. E questo è un buon inizio.

                              Sono leggermente spaventato dal parere di " fior fiore di intellettuali " ( ma è un problema mio [:D] ).
                              Occhio al Biologico perchè è spesso , e dico spesso , una Utopia radical - chic , ho troppi conoscenti che hanno fatto rapidamente dietro front .
                              Per quanto riguarda l'arricchirsi : sapete come si fa a diventare Milionari ?................basta essere Miliardari e darsi all'Agricoltura.[occhi]
                              Ultima modifica Po; 20-04-10, 20:03.
                              Paolo Malavasi

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