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siete due grandi amici e vi stimo molto per la vostra competenza.
Ma siamo arrivati forse al fondo, in pianura è arrivata la moda di seminare sul sodo(seminare senza arare).
A mio avviso è solo un modo di ostacolare il cacciatore, cosa si potrà raccogliere dalla terra che non ha un attimo di resporo?
Serei più propenso a pagare una quota per lasciare dei campi a perdere come rifugio della selvggina
E invece rino è proprio qui che ti sbagli... premetto che studio agraria, la semina su sodo, soprattutto quando fatta su terreni con buona presenza di residui erbacei, permette alla fauna vertebrata di trovare rifugio contro i predatori e alla microfauna - insetti et alius- di nutrirsi e svilupparsi. Oggi la chimica è molte volte meno dannosa che un tempo, ma un grosso problema sono le monocolture con asportazione contemporanea dell'intera copertura del suolo.
Ci tengo a precisare che alcune tecniche di lavorazione non hanno nessun fondamento scentifico, ed altre si stanno riscoprendo valide!
bravissimo Costa...secondo me hai focalizzato bene il vero problema d'impatto,come hanno detto in molti,oggi la chimica ha subito un drastico ridimensionamento,i prodotti realmente pericolosi sono stati messi al bando e quelli permessi hanno un minor potere distruttivo(credo)...i veri danni li fanno le tecniche utilizzate...falciature in periodi errati,bruciature delle stoppie,i risi asciutti,i fanghi di decantazione dei depuratori,le falciatrici senza barre per allontanare gli animali dalle lame.......
Bisogna trovare il modo che all'agricoltore venga riconosciuto il"valore" della selvaggina che vive sui suoi fondi.
E non e' detto che si debba pagare. Ma ad esempio condizionare l'erogazione dei premi in base a corrette pratiche agricole.
Ars venandi est collectio documentorum, quibus scient homines ad opus suum deprehendere animalia non domestica cuiuscumque generis vi vel ingenio. (Fridericus II Imperator 1194-1250)
Forse si sta andando fuori dalla discussione, o almeno in maniera parziale.
Conosco un po' di "contadini", che poi non lo sono perchè li definirei più imprenditori, che coltivando cio' che in sede di associazione hanno deciso fanno assolutamente i loro comodi senza nessun controllo!
ora, quello che mi interessa capire per vie chiare e dirette è:
Se coltivano mais da alimentazione hanno controlli, quaderni, denunce, etc.. etc.. e sono rogne, e ovviamente il tutto è in piena regola e andando in un campo si sente l'odore della terra coltivata!
ma se disgraziatamente coltivano mais per foraggio o comunque destinato a bestiame nel campo non ci puoi mettere piede perchè il naso brucia e la testa gira nessun controllo, nessun quaderno, addirittura sono arrivato a mettere a novembre e gennaio letame chimico che vi posso assicurare brucia le piante di rughetta e qualsiasi stoppia o graminacea presente non lasciando crescere nulla per 20gg. perchè? il latte non lo bevo? le bistecche le mangiano solo loro?
Si lamentano anche loro dei prezzi e del loro guadagno... ok, sono d'accordo è uno dei primi settori a risentirne e non a caso si chiama primario.
Ora perchè se mi dicono "vai a quel supermercato che li rifornisco io!" io pago 1.50€ Kg e se loro fanno la fiera di paese e vendono diretti con migliaia di gente che ci va il tutto sovvenzionato dalla regione e quindi per loro a costo 0 devo pagare 2.00€Kg??????? [occhi]
(i prezzi sono puramente indicativi ma erano sotto gli occhi di tutti nei telegiornali di non molto tempo fa!)
Forse si sta andando fuori dalla discussione, o almeno in maniera parziale.
Conosco un po' di "contadini", che poi non lo sono perchè li definirei più imprenditori, che coltivando cio' che in sede di associazione hanno deciso fanno assolutamente i loro comodi senza nessun controllo!
ora, quello che mi interessa capire per vie chiare e dirette è:
Se coltivano mais da alimentazione hanno controlli, quaderni, denunce, etc.. etc.. e sono rogne, e ovviamente il tutto è in piena regola e andando in un campo si sente l'odore della terra coltivata!
ma se disgraziatamente coltivano mais per foraggio o comunque destinato a bestiame nel campo non ci puoi mettere piede perchè il naso brucia e la testa gira nessun controllo, nessun quaderno, addirittura sono arrivato a mettere a novembre e gennaio letame chimico che vi posso assicurare brucia le piante di rughetta e qualsiasi stoppia o graminacea presente non lasciando crescere nulla per 20gg. perchè? il latte non lo bevo? le bistecche le mangiano solo loro?
Si lamentano anche loro dei prezzi e del loro guadagno... ok, sono d'accordo è uno dei primi settori a risentirne e non a caso si chiama primario.
Ora perchè se mi dicono "vai a quel supermercato che li rifornisco io!" io pago 1.50€ Kg e se loro fanno la fiera di paese e vendono diretti con migliaia di gente che ci va il tutto sovvenzionato dalla regione e quindi per loro a costo 0 devo pagare 2.00€Kg??????? [occhi]
(i prezzi sono puramente indicativi ma erano sotto gli occhi di tutti nei telegiornali di non molto tempo fa!)
Forse hai colto nel segno Illidan... il decadimento delle attività rurali -caccia-agricoltura etc è nato proprio in corrispondenza del grande benessere degli ultimi anni...In troppi ci si è adagiati su facili guadagni e questo vale dall'operaio al contadino e all'industria...per tutti avere una casa propria di un valore minimo di 400.000 € è una necessità cosi come avere almeno un Audi nel garage..(questo ovviamente è un paragone e non per tutti corrisponde a realtà).
Capisci che non esiste più il contadino che vive per mantenere solo il proprio podere, mantenere con onore la propria famiglia e accantonare soldi per il trattore nuovo... oggi si lavora per il podere la famiglia, i trattori, il mercedes, la casa per il week end... etc
Si è obbligati per forza di cose a cercare di aumentare reddito coltivando tutto il coltivabile intensivamente, perdendo il minor raccolto possibile, velocizzando le attività di raccolta e vendita...è normale [:-cry] che sia cosi.... siamo diventati tutti cosi possiamo aspettarci che altri si siano fermati a 25 anni fa mentre tutto il resto del mondo cambiava?
Se rivogliamo gli animali e ambienti curati l'unica cosa da fare sarebbe un salto carpiato triplo di 20 anni indietro...ma non è più possibile a meno che al contadino venga riconosciuto un valore aggiunto sul venduto che gli consenta di non esasperare il raccolto e i mezzi di raccolta.
Per quanto riguarda l'arricchirsi : sapete come si fa a diventare Milionari ?................basta essere Miliardari e darsi all'Agricoltura.[occhi]
L'arricchirsi non era riferito all'agricoltore, ma all'industria chimica...e un po' in generale al costume di questa società odierna, dove si vorrebbe fare soldi in poco tempo. Tutte le bolle economiche sono lì a dimostrarlo, ma il discorso è generalizzato purtroppo.
---------- Messaggio inserito alle 09:45 AM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 09:25 AM ----------
Originariamente inviato da Po
Sono leggermente spaventato dal parere di " fior fiore di intellettuali " ( ma è un problema mio [:D] ).
non sempre le voci fuori dal coro provengono da contestatori per partito preso. Spesso, se le analisi sono condotte da persone competenti nei rispettivi campi, un fondo di verità, ancorché minimo, lo contengono. Se un'economista solleva la questione che l'utilizzo massiccio della chimica è solo in apparenza economicamente conveniente ma nella realtà non lo è, magari sarebbe il caso di indagare la questione, secondo me.
E di sicuro non è che posso indagarla io, che non sono un economista.
Se esistono sperimentazioni di tecniche agronomiche alternative che offrono buoni risultati con minori costi, significa che si sta tentando di dimostrare che ci sono strade alternative percorribili senza troppe rinunce. E le sperimentazioni vengono fatte sotto il controllo di personale qualificato, che magari non è legato a doppio filo a qualche grosso gruppo o ha interesse a mantenere le cose come stanno.
Il biologico è una nicchia ma non è l'unico sistema per usare meno veleni. Però ci sono gruppi commerciali che hanno puntato molto su questa nicchia e con un certo riscontro del mercato e, di conseguenza, con tornaconto economico.
Spesso il rinnovamento è una questione di mentalità, più che una questione di affidabilità di strade alternative.
Vi faccio un esempio nei vigneti 20 anni fà si dava il diserbante sulla fila a gennaio e fino a settembre non crescva erba. Oggi si da il diserbante sulla fila a marzo e a giugno inizia già a rinascere erba sotto la fila ma a quel punto lo scopo è già stato raggiunto cioè di consentire una buona allegagione. Tutto ciò se vengono rispettati i dosaggi e calcolate bene le distribuzioni ad ha. POi se qualcuno sbaglia le dosi è un'altro fatto .Quando il trattamento è fatto bene se si va in campo il giorno dopo trattato si sente puzza di diserbante ma quando sono passate 3-4 nottate con l'umidità che cade non si sente più.
siete due grandi amici e vi stimo molto per la vostra competenza.
Ma siamo arrivati forse al fondo, in pianura è arrivata la moda di seminare sul sodo(seminare senza arare).
A mio avviso è solo un modo di ostacolare il cacciatore, cosa si potrà raccogliere dalla terra che non ha un attimo di resporo?
Serei più propenso a pagare una quota per lasciare dei campi a perdere come rifugio della selvggina
Guarda che hanno dimostrato che la tecnica è molto valida e la resa resta impregiudicata, almeno a quello che dicono coloro che, per anni, hanno condotto gli esperimenti colturali.
---------- Messaggio inserito alle 10:20 AM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 10:03 AM ----------
Originariamente inviato da ojaja
ottima risposta!! si vede che in campagna ,come me del resto io,ci lavori!....
troppo comodo mettersi a pontificare da una comoda poltrona di un ufficio... spesso l'uso dei vari prodotti chimici in agricoltura serve unicamente per dare una speranza di poter pareggiare i conti!!! ma perche pensate che la nostra agricoltura al pari di quella di qualche altra nazione europea sia in fase di declino??? i costi stanno diventando altissimi e il prodotto lo dobbiamo cedere quasi gratis...come potete illudervi che gli agricoltori rimasti possano fare a meno di certi prodotti ,gli unici a poter tenere in piedi la speranza di un possibile tornaconto ai limiti della soppravvivenza???? mi dispiace ma e una triste e tragica realta....
Nessuno nega questo, e nessuno pretende che l'agricoltore viva di stenti in nome dell'ecologia, ci mancherebbe altro. Non è questo che si sostiene.
Quello che io sostengo è che, forse, ci potrebbe essere (uso il condizionale) una serie di soluzioni che stanno venendo prese in esame, le quali consentirebbero, magari, di usare meno chimica (e quindi di abbattere un poco i costi vivi) sia per i trattamenti antiparassitari che per le concimazioni, per ipotesi.
Farebbe così schifo, nell'eventualità, rinunciare in parte all'utilizzo della chimica?
Perché possiamo girarci intorno finché vogliamo, però una incidenza della chimica sulla fauna c'è, e la cosa è innegabile. Così come esiste una incidenza sulla fauna da parte delle tecniche agronomiche utilizzate.
---------- Messaggio inserito alle 10:30 AM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 10:20 AM ----------
Originariamente inviato da costa
E invece rino è proprio qui che ti sbagli... premetto che studio agraria, la semina su sodo, soprattutto quando fatta su terreni con buona presenza di residui erbacei, permette alla fauna vertebrata di trovare rifugio contro i predatori e alla microfauna - insetti et alius- di nutrirsi e svilupparsi. Oggi la chimica è molte volte meno dannosa che un tempo, ma un grosso problema sono le monocolture con asportazione contemporanea dell'intera copertura del suolo.
Ci tengo a precisare che alcune tecniche di lavorazione non hanno nessun fondamento scentifico, ed altre si stanno riscoprendo valide!
Eccolo qua quello che volevo sostenere. Ieri, quando frequentavo io l'istituto agrario, si insegnava l'assoluta necessità dell'aratura per l'ossigenazione del terreno. Oggi, si insegna invece l'esatto opposto. E non certo per moda mi pare, ma a seguito di sperimentazione scientifica.
Se le tecniche sono valide, e oltretutto si tratta di interventi che riescono ad incidere in positivo sui costi, perché rimanere ancorati a vecchi sistemi?
Guarda che hanno dimostrato che la tecnica è molto valida e la resa resta impregiudicata, almeno a quello che dicono coloro che, per anni, hanno condotto gli esperimenti colturali.
---------- Messaggio inserito alle 10:20 AM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 10:03 AM ----------
Nessuno nega questo, e nessuno pretende che l'agricoltore viva di stenti in nome dell'ecologia, ci mancherebbe altro. Non è questo che si sostiene.
Quello che io sostengo è che, forse, ci potrebbe essere (uso il condizionale) una serie di soluzioni che stanno venendo prese in esame, le quali consentirebbero, magari, di usare meno chimica (e quindi di abbattere un poco i costi vivi) sia per i trattamenti antiparassitari che per le concimazioni, per ipotesi.
Farebbe così schifo, nell'eventualità, rinunciare in parte all'utilizzo della chimica?
Perché possiamo girarci intorno finché vogliamo, però una incidenza della chimica sulla fauna c'è, e la cosa è innegabile. Così come esiste una incidenza sulla fauna da parte delle tecniche agronomiche utilizzate.
---------- Messaggio inserito alle 10:30 AM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 10:20 AM ----------
Eccolo qua quello che volevo sostenere. Ieri, quando frequentavo io l'istituto agrario, si insegnava l'assoluta necessità dell'aratura per l'ossigenazione del terreno. Oggi, si insegna invece l'esatto opposto. E non certo per moda mi pare, ma a seguito di sperimentazione scientifica.
Se le tecniche sono valide, e oltretutto si tratta di interventi che riescono ad incidere in positivo sui costi, perché rimanere ancorati a vecchi sistemi?
hai fatto bene ad usare il condizionale perche le condizioni a cui alludi per poter eliminare certi prodotti dall'agricoltura semplicemente non esistono!!! l'agricoltura biologica sopratutto sulle grandi estensioni ,lasciatelo dire ,e un'autentica presa in giro...non a caso ,come ha fatto notare qualcuno nei precedenti post, la frutta biologica, una volta con tanti diffetti,ora e presente nei punti vendita con un'aspetto troppo perfetto... e poi qualcuno mi deve spiegare come si fa ,in campi enormi, serviti da impianti a pioggia, a non crescere un filo d'erba... vorrei vedere i contadini affrontare un campo di un ettaro con l'ausilio della sola zappa ,vero e unico erbicida biologico... vi ricordo un altra cosa...anni fa quando vennero stabiliti i principi di un'agricoltura biologica ,vennero reintrodotte alcune sostanze che erano state bandite in precedenza come potenziali cancerogene!!!! altri appunti... la comunita europea dal 2013 (se non ricordo male...) eliminera alcuni contributi(benessere animale ad esempio..) che permettevano a agricoltori-allevatori di sopperire ai mancati redditti percepiti a fronte di un minore impegno sia nella lavorazione dei terreni( i famosi terreni a riposo...) che per quanto rigurda i minori carichi di bestiame sulle superfici aziendali.. ovviamente chi rimarra sulla campagna dovra correre ai ripari pena l'esclusione da un mondo lavorativo estremamente poco reddittizio e molto selettivo... ricordiamoci che non tutte le vigne producono vini altamente remunerativi come il famoso brunello... oggi come oggi non lo sono piu neanche la gran parte delle colture o degli allevamenti... purtroppo riconosco che i primi a farne le spese di questo processo conseguenza dell'antropizzazione ,sono proprio i selvatici e non solo loro ma si e andati in questa direzione e non e mai apparsa una chiara volonta di fare marcia indietro... per fortuna dalle mie parti pesticidi e diserbanti sono utilizzati di rado visto che quelle poche colture ancora esistenti non li richiedono ...personalmente ho usato i diserbanti quando preparavo i campi alla semina del mais..oggi anche questa produzione conviene acquistarla visti gli alti costi di produzione(almeno qui...) e quindi non li ho piu usati... inutili invece nella coltivazione di grano e orzo anche se mi pare di capire che li da voi se ne fa ancora un uso indiscriminato..
siete due grandi amici e vi stimo molto per la vostra competenza.
Ma siamo arrivati forse al fondo, in pianura è arrivata la moda di seminare sul sodo(seminare senza arare).
A mio avviso è solo un modo di ostacolare il cacciatore, cosa si potrà raccogliere dalla terra che non ha un attimo di resporo?
Serei più propenso a pagare una quota per lasciare dei campi a perdere come rifugio della selvggina
Da otto anni semino il Grano su sodo e il raccolto è meno consistente ma ad un costo unitario un po' più basso.
Garantisco che, in generale, le condizioni sono più favorevoli alla fauna , micro e macro ,rispetto alle arature che , peraltro , sono indispensabili per altre colture.
In alcuni casi ,dietro pagamento di una cifra che non esito a definire ridicola , sono state effettuate colture a perdere in terreno libero. Se , e ripeto se , c'è stato il risultato di incrementare la presenza di selvaggina , e se , dopo la prova dei cani preapertura c'era ancora qualcosa , alla sera del primo giorno non rimaneva quasi nemmeno l'erba !!
---------- Messaggio inserito alle 01:50 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 01:26 PM ----------
Originariamente inviato da Alessandro il cacciatore
Bisogna trovare il modo che all'agricoltore venga riconosciuto il"valore" della selvaggina che vive sui suoi fondi.
E non e' detto che si debba pagare. Ma ad esempio condizionare l'erogazione dei premi in base a corrette pratiche agricole.
Potrebbe essere una soluzione , ma teorica , stante l'attuale condizione giuridica ( art. 842 ecc)
I cosiddetti "premi" sono interventi paragonabili agli aiuti che qualsiasi comparto economico riceve in un modo o nell'altro . Inoltre sono dell'idea che gli Agricoltori , anche solo , come " fornitori " di un paesaggio rurale a tutta la comunità e come custodi del suolo svolgano un compito sociale mai abbastanza riconosciuto.Siamo in Toscana ( ma altrove è la stessa cosa) e vorrei vedere se bastassero gli Uffizi ad attrarre milioni di turisti.
Se non ci si rende conto che l'Agricoltura italiana è un bene da salvaguardare si arriverà , inevitabilmente , ad importare ciò che mangiamo ma soprattutto non avremo più attorno a noi il mondo in cui siamo cresciuti.
Se ,poi, è questo che si preferisce per il futuro allora sono io che mi sbaglio.
Scusate il fuori tema .
---------- Messaggio inserito alle 02:17 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 01:50 PM ----------
Originariamente inviato da ojaja
hai fatto bene ad usare il condizionale perche le condizioni a cui alludi per poter eliminare certi prodotti dall'agricoltura semplicemente non esistono!!! l'agricoltura biologica sopratutto sulle grandi estensioni ,lasciatelo dire ,e un'autentica presa in giro...non a caso ,come ha fatto notare qualcuno nei precedenti post, la frutta biologica, una volta con tanti diffetti,ora e presente nei punti vendita con un'aspetto troppo perfetto... e poi qualcuno mi deve spiegare come si fa ,in campi enormi, serviti da impianti a pioggia, a non crescere un filo d'erba... vorrei vedere i contadini affrontare un campo di un ettaro con l'ausilio della sola zappa ,vero e unico erbicida biologico... vi ricordo un altra cosa...anni fa quando vennero stabiliti i principi di un'agricoltura biologica ,vennero reintrodotte alcune sostanze che erano state bandite in precedenza come potenziali cancerogene!!!! altri appunti... la comunita europea dal 2013 (se non ricordo male...) eliminera alcuni contributi(benessere animale ad esempio..) che permettevano a agricoltori-allevatori di sopperire ai mancati redditti percepiti a fronte di un minore impegno sia nella lavorazione dei terreni( i famosi terreni a riposo...) che per quanto rigurda i minori carichi di bestiame sulle superfici aziendali.. ovviamente chi rimarra sulla campagna dovra correre ai ripari pena l'esclusione da un mondo lavorativo estremamente poco reddittizio e molto selettivo... ricordiamoci che non tutte le vigne producono vini altamente remunerativi come il famoso brunello... oggi come oggi non lo sono piu neanche la gran parte delle colture o degli allevamenti... purtroppo riconosco che i primi a farne le spese di questo processo conseguenza dell'antropizzazione ,sono proprio i selvatici e non solo loro ma si e andati in questa direzione e non e mai apparsa una chiara volonta di fare marcia indietro... per fortuna dalle mie parti pesticidi e diserbanti sono utilizzati di rado visto che quelle poche colture ancora esistenti non li richiedono ...personalmente ho usato i diserbanti quando preparavo i campi alla semina del mais..oggi anche questa produzione conviene acquistarla visti gli alti costi di produzione(almeno qui...) e quindi non li ho piu usati... inutili invece nella coltivazione di grano e orzo anche se mi pare di capire che li da voi se ne fa ancora un uso indiscriminato..
Sottoscrivo quanto hai affermato ( buono anche per quel che riguarda le comode poltrone in altro post [:D]).
Ci sarà , come in ogni settore , qualcuno che non sa fare il suo mestiere ma ti garantisco che l'utilizzo di diserbanti è , PURTROPPO, indispensabile dalle nostre parti per condurre in fondo una coltura di Grano o di Orzo.[:-golf]
.Siamo in Toscana ( ma altrove è la stessa cosa) e vorrei vedere se bastassero gli Uffizi ad attrarre milioni di turisti.
Se non ci si rende conto che l'Agricoltura italiana è un bene da salvaguardare si arriverà , inevitabilmente , ad importare ciò che mangiamo ma soprattutto non avremo più attorno a noi il mondo in cui siamo cresciuti.
Se ,poi, è questo che si preferisce per il futuro allora sono io che mi sbaglio.
Scusate il fuori tema .[/QUOTE]Il futuro e' gia' deciso..centrali solari ed eoliche [menaie] il business attuale e' questo e gli avvoltoi sono gia' all'opera..facilitati anche dalle tragiche condizioni in cui versa la nostra agricoltura..sempre piu' ettari ed ettari di terreno agricolo lasciato incolto perche' non piu' fonte di reddito ma in alcuni casi di pura rimessa,allora come possibile dire di no a chi ti offre migliaia di euro d'affitto annuale per impiantare siti di produzione elettrica,i problemi tanto verranno in seguito,quando si trattera' di smaltire gli impianti obsoleti,ma su questo al momento si preferisce tacere [:-bunny]comuni e province gia' si affrettano a rassicurare che le nostre pregiate zone agricole saranno tutelate anche paesaggisticamente...ma i dubbi e le paure sono molte,di vedere le nostre belle campagne infestate da specchi e pale..[:-cry]il grano per fare il pane e la pasta tanto ce lo vende la Turchia..ma e' granetto che un tempo si dava ai polli nell'aia e cosi' per l'olio,per i pomodori e per tanti altri prodotti che si producevano e che ora non conviene piu'...mah ?vorra' dire che perlomeno per anda' a spara' alle lodole un c'e' piu' bisogno degli specchietti portati da casa...ma per l'agricoltura e il paesaggio la vedo brutta,scusate se ho divagato [:D]
Andiamo con ordine... l'agricoltore "dovrebbe" essere un imprenditore che lavora quindi per la massimizzazione del profitto, e non c'è nulla di male; spesso però non ha i mezzi e i dati per farlo... i controlli li fanno le asl ad intervalli regolari e i nas - random -direttamente in azienda più ci sono quelli dell'arpa sull'ambiente in generale; per le aziende che conferiscono il loro prodotto all'industria della trasformazione e/o della distribuzione tramite contratto - la maggiorparte - ci sono i controlli di quest'ultime che a loro volta subiscono controlli da asl e nas più associazioni dei consumatori; quindi i controlli sono veramente tanti, anche troppi...
Cosa controllano? tutti gli organismi precedentemente elencati soprattutto la presenzadi residui, la conformità alle leggi sul benessere animale e la tenuta in ordine dei vari registri (registro trattamenti antiparassitari et alius, registro trattamenti con farmaci su animali).
A queste istituzioni bisogna aggiungere l'agea che è l'ente erogatore dei contributi della politica agronomica comunitaria e controlla soprattutto che ci sia la coltura dichiarata e che siano rispettate le norme sulla condizionalità (tra cui il divieto di bruciare le stoppie) poi però a molte di quest'ultime cose sono applicate deroghe...
Scusate ma mison fatto prendere la mano...
Mi informano della scomparsa del dott. Bruno Lauro Vigna già presidente UNCZA e della commissione Grand Gibier nonché Cacciatore Gentiluomo
Condoglianze...
Il telefono squillo' alle dieci di sera di un Venerdi' d'Ottobre. Fulvio, gia' mezzo addormentato davanti alla TV, rispose con un biascicato "Pronto,...
È da un po' di tempo che penso se creare o meno questo thread ed oggi mi sono deciso. Ho spesso sentito parlare e letto(a destra e a manca) che questa...
Buongiorno,ancora prima che incominciasse il periodo di irrigazione ho notato in campagna dei canali gia "ripuliti" dall'uso di diserbante,mi...
13-04-25, 07:11
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