Ecco come finiscono, in mano agli animalisti, i patrimoni cinotecnici della cinofilia ufficiale italiana! Ecco cosa possono fare alle persone le leggi animaliste!
E' lo stesso Guberti che ha comunicato la notizia, telefonando ai responsabili locali di FederFauna. Racconta l'anziano veterinario: "l'anagrafe canina di Ravenna mi ha avvertito che un mio cane con chip 982000115846916 e' stato "smaltito" dalla ditta Mac di Ferrara". Per sapere qualcosa di piu' di uno di quegli animali a cui ha dedicato la sua vita, Guberti racconta di aver contattato la Mac ed appreso che il cane, il cui nome li' registrato gli risulta sconosciuto, sarebbe morto il 9/8/2010 in circostanze ignote, che si tratterebbe di una femmina, ma che ormai non sia piu' possibile compiere accertamenti tramite un perito di parte, essendo avvenuta la comunicazione a smaltimento avvenuto. Il microchip non risulta nei ROI on line cosi' lo stesso Dr. Guberti si e' attivato per cercare di sapere chi fosse il suo cane morto, presso l'anagrafe canina. Ha scoperto cosi' che il cane sia stato microchippato il 18/3/2009, ovvero gia' ben dopo il sequestro, durante la detenzione animalista dei cani e che non risulta alcun dato identificativo dell'animale che faccia riferimento alle iscrizioni originali. Il cane quindi potrebbe essere stato uno dei cuccioli, come uno dei cani anziani di cui non si conosce l'identificativo originale. Ma qui viene "il bello": tale sig Trevisani M. avrebbe portato il cane ad incenerire dichiarandolo "incrocio setter pointer", quando Guberti non aveva incroci setter pointer e nemmeno setter. E c'e' di piu': la persona che ha portato ad incenerire il cane non avrebbe nemmeno dichiarato che si trattasse di un animale sotto sequestro ma l'avrebbe smaltito come se il cane gli appartenesse. La comunicazione al legittimo proprietario del decesso di un cane, che teoricamente dovrebbe essere stato in affido temporaneo, non c'e' stata da parte del tribunale o della forestale, tramite corretto comportamento dell'affidatario, ne' tanto meno dalla sempre "solerte" Animal Liberation della Casali, ma semplicemente perche', di prassi, la ditta di smaltimento ha comunicato all'anagrafe di origine il decesso dell'animale. Insomma, se non fosse stato per un normale iter burocratico, probabilmente il Dr Guberti non sarebbe mai venuto a conoscenza della morte del suo cane. E, a questo punto, chissa' quanti altri cani potrebbero essere morti fuori Regione (o fuori dall'Italia?!) e quindi non garantiti da iter burocratici altrettanto corretti (visto che i detentori non paiono esserlo!). Dalla documentazione in possesso di Guberti, il sig Trevisani M. non risulterebbe nemmeno nelle liste degli affidatari e comunque per il veterinario sarebbe impossibile la tracciabilita' dei suoi cani, visto che la forestale di Ravanna, nel richiedere gli ultimi affidi al tribunale, ha elencato i nomi degli affidatari ma non i microchips dei cani, riservandosi di indicarli in seguito. Il caso dei pointer Del Vento rimane emblematico per mettere a conoscenza di cosa avvenga nel "dopo sequestro" agli animali e di cosa sia "il nuovo iter" che gli animalisti intendono consolidare indifferentemente a carico di colpevoli e di innocenti, visto che tale iter si applica non solo prima delle sentenze ma addirittura prima dei processi! Ecco cosa puo'provocare ad un uomo una legge come la 189/04 e i sequestri animalisti. E per fortuna che il Parlamento non ha ancora approvato la famigerata "ratifica della convenzione europea sugli animali da compagnia", altrimenti il povero Guberti probabilmente si sarebbe trovato anche il conto da pagare. I cani invece, i mitici pointer del Vento "salvati" dal sequestro animalista, muoiono lontani da casa, senza il loro nome, in circostanze ignote e, pur con rispetto dei meticci, fatti passare per "bastardi"! Non e' piu' concesso loro essere pointer, nemmeno in punto di morte!
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