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In questi giorni ho letto il libro "Cime boschi e paludi" di Giorgio Gramignani. Si parla di carnieri enormi: 71 starne , 77 beccacce, 70 beccaccini, 30 coturnici, 60 marzaiole... e sono tutti carnieri giornalieri!!!! 203 beccacce sul Gargano in una settimana!!! Si racconta di brigate di starne che venivano ribattute continuamente!!!
Ora ci si lamenta che non c'è più selvaggina e si accusa l'antropizzazione (che influice molto certamente) ma io credo che se oggi c'è poco sia anche conseguenza di 70 anni senza carnieri fissati dalla legge con la possibilità di muoversi in tutta Italia, di 7 giorni di caccia su 7 con 2 milioni di cacciatori, di caccia nei periodi di riproduzione visto che si chiudeva a Maggio. Voi, cosa ne pensate?
Comunque il libro è molto bello e vi consiglio di leggerlo.
Ciao
Marco
Dove lo scorso anno ho fatto la preapertura alle tortore ora c'è una fabbrica di prodotti alimentari. Quest'anno tirerò ai biscotti......
Proprio questo è il problema e non i carnieri passati.
Un tempo cacciavi e cacciavi ma ogni anno loro erano li presenti nel loro normale numero (tutti i selvatici).
Oggi siamo un terzo e mille regole e st...te e ogni anno ci lamentiamo che c'è sempre meno.
Il problema amico mio non è la caccia ma l'ambiente che non c'è più.
Oggi anche nei parchi la nobile selvaggina stenta...gli animali protetti e non cacciati stentano...e questo dovrebbe far capire a molti che non è la pressione...i carnieri passati o altro....ma che l'uomo ha abbandonato la campagna e la montagna lasciando gli animali con i loro mille problemi senza nessun tipo di supporto alimentare (prati non sfalciati, agricoltura inesistente se non quella intensiva e chimica, vacche rinchiuse nelle stalle a mangiare schifezze).
Non guardare al passato con rammarico....loro hanno cacciato in un mondo che non c'è più...se tutto fosse come un tempo a livello di ambiente troveresti molto probabilmente gli stessi animali di allora.[:142][:-cry]
In questi giorni ho letto il libro "Cime boschi e paludi" di Giorgio Gramignani. Si parla di carnieri enormi: 71 starne , 77 beccacce, 70 beccaccini, 30 coturnici, 60 marzaiole... e sono tutti carnieri giornalieri!!!! 203 beccacce sul Gargano in una settimana!!! Si racconta di brigate di starne che venivano ribattute continuamente!!!
Ora ci si lamenta che non c'è più selvaggina e si accusa l'antropizzazione (che influice molto certamente) ma io credo che se oggi c'è poco sia anche conseguenza di 70 anni senza carnieri fissati dalla legge con la possibilità di muoversi in tutta Italia, di 7 giorni di caccia su 7 con 2 milioni di cacciatori, di caccia nei periodi di riproduzione visto che si chiudeva a Maggio. Voi, cosa ne pensate?
Comunque il libro è molto bello e vi consiglio di leggerlo.
Ciao
Marco
Marco hai veramente ragione, stiamo vivendo veramente una situazione tragica per la continuazione della nostra passione chiamata "CACCIA".
Noi cacciatori nella nostra zona in Provincia di Salerno precisamente nel basso cilento qust'anno non abbiamo mai visto una cosa simile, praticamente quando si esce a caccia si porta a spasso solo il fucile.
In questi giorni ho letto il libro "Cime boschi e paludi" di Giorgio Gramignani. Si parla di carnieri enormi: 71 starne , 77 beccacce, 70 beccaccini, 30 coturnici, 60 marzaiole... e sono tutti carnieri giornalieri!!!! 203 beccacce sul Gargano in una settimana!!! Si racconta di brigate di starne che venivano ribattute continuamente!!!
Ora ci si lamenta che non c'è più selvaggina e si accusa l'antropizzazione (che influice molto certamente) ma io credo che se oggi c'è poco sia anche conseguenza di 70 anni senza carnieri fissati dalla legge con la possibilità di muoversi in tutta Italia, di 7 giorni di caccia su 7 con 2 milioni di cacciatori, di caccia nei periodi di riproduzione visto che si chiudeva a Maggio. Voi, cosa ne pensate?
Comunque il libro è molto bello e vi consiglio di leggerlo.
Ciao
Marco
Non credo che il problema presente oggi della cronica scarsita' di selvaggina,stanziale e migratoria,dipenda da quanto dici in proposito,basta leggere un qualsiasi testo di narrativa venatoria di quell'epoca per rendersi subito conto che la selvaggina era abbondantissima,nonostante la pressione venatoria protratta sino a primavera inoltrata ed esercitata con tutti i mezzi,molti dei quali anche illeciti..bisogna pero' dire che a quei tempi,del Gramignani come del Garavini,la caccia era appannaggio dei benestanti che potevano dedicargli molti mesi dell'anno senza problemi economici di sorta,mentre per il popolino,caccia voleva spesso dire mettere un po' di carne sotto i denti per se e per la famiglia e prima di sparare una cartuccia ci pensavano bene.sempre a quei tempi c'era si la possibilita' di cacciare 7 su 7 ed in tutta Italia,ma era sempre prerogativa dei soliti che dicevo prima,anche nell'immediato dopoguerra non e' che la situazione economica fosse delle migliori per la maggiorparte di italiani,eppoi specie per chi abitava in centri rurali o nelle immediate vicinanze bastava fare poche centinaia di metri per incontrare buona selvaggina di tutte le specie,gli altri si trasferivano con gli autobus,coi treni e coi primi mezzi motorizzati a due ruote di quei tempi.quindi a che serviva andare tanto lontano per cio' che avevi vicino casa?riguardo ai due milioni,questo risale forse agli anni 60' ed al boom economico di quell'epoca,molti presero il pda cosi' per moda ma i piu' visto che non erano tagliati per l'attivita' venatoria rinunciarono in breve e il numero dei cacciatori inizio' la fase discendente sino agli esigui numeri di oggi.Puo' darsi che decenni di caccia senza regole abbino influito sulla consistenza numerica,ma questo e' avvenuto in diverse parti del globo non solo in Italia,parlo delle regole,basta pensare alla caccia ai tordi nelle riserve private di Spagna e Portogallo,dove gia' 40 anni fa chi si recava la faceva numeri giornalieri che oggi te le sogni e questo e' andato avanti sino ai giorni d'oggi,conosco persone che hanno conosciuto quell'epoca e che oggi mai piu' si recherebbero in Spagna,dicono che non ne vale piu' la pena...poi negli ultimi 20 anni ce' stato il boom dei viaggi venatori all'estero su piu' specie e anche piu' alla portata di molti.c'e' chi dice che la pressione venatoria all'estero e' ininfluente...chi dice di si!resta il fatto che in alcune nazioni,specie dell'est,si fa cacciare selvatici con l'uovo al culo,basta vedere la pubblicita' asfissiante che viene fatta su qualsiasi rivista venatoria o giornalino d'associazione,ma non voglio entrare nella solita polemica che tante discussioni ha prodotto negli ultimi tempi.Io cmq resto dell'idea,non per assolvere alcuno,ma che la selvaggina ha iniziato a perdere colpi di pari passo con la scomparsa degli habitat prediletti,con la fine dell'agricoltura tradizionale,vedi starne,con l'avvento in uso massiccio dei pesticidi e delle monocolture,con l'urbanizzazione abitativa e industriale selvaggia..questi secondo me sono i veri motivi di una cosi' eccessiva rarefazione..questa stagione venatoria 2010-2011 e' l'esempio piu' lampante dei cambiamenti in corso del clima,e' da novembre che fa sempre caldo,tutt'ora sono 15 16 gradi le temperature est di molte regioni e siamo a meta' gennaio,ma quando mai?piove a mesi interi senza sosta e anche quando non serve inoltre piove molto male,in dei posti si alluviona ed in altri a pochi km c'e' siccita',non spirano piu' i venti da nord come una volta..ettari ed ettari di boschi e campagne sono vuoti di qualsiasi uccello migratore,nemmeno i pettirossi si notano,molta gente sta pensando seriamente di attaccare il fucile al chiodo,pensandoci bene tutti i torti non l'hanno![:-clown]
Non credo che il problema presente oggi della cronica scarsita' di selvaggina,stanziale e migratoria,dipenda da quanto dici in proposito,basta leggere un qualsiasi testo di narrativa venatoria di quell'epoca per rendersi subito conto che la selvaggina era abbondantissima,nonostante la pressione venatoria protratta sino a primavera inoltrata ed esercitata con tutti i mezzi,molti dei quali anche illeciti..bisogna pero' dire che a quei tempi,del Gramignani come del Garavini,la caccia era appannaggio dei benestanti che potevano dedicargli molti mesi dell'anno senza problemi economici di sorta,mentre per il popolino,caccia voleva spesso dire mettere un po' di carne sotto i denti per se e per la famiglia e prima di sparare una cartuccia ci pensavano bene.sempre a quei tempi c'era si la possibilita' di cacciare 7 su 7 ed in tutta Italia,ma era sempre prerogativa dei soliti che dicevo prima,anche nell'immediato dopoguerra non e' che la situazione economica fosse delle migliori per la maggiorparte di italiani,eppoi specie per chi abitava in centri rurali o nelle immediate vicinanze bastava fare poche centinaia di metri per incontrare buona selvaggina di tutte le specie,gli altri si trasferivano con gli autobus,coi treni e coi primi mezzi motorizzati a due ruote di quei tempi.quindi a che serviva andare tanto lontano per cio' che avevi vicino casa?riguardo ai due milioni,questo risale forse agli anni 60' ed al boom economico di quell'epoca,molti presero il pda cosi' per moda ma i piu' visto che non erano tagliati per l'attivita' venatoria rinunciarono in breve e il numero dei cacciatori inizio' la fase discendente sino agli esigui numeri di oggi.Puo' darsi che decenni di caccia senza regole abbino influito sulla consistenza numerica,ma questo e' avvenuto in diverse parti del globo non solo in Italia,parlo delle regole,basta pensare alla caccia ai tordi nelle riserve private di Spagna e Portogallo,dove gia' 40 anni fa chi si recava la faceva numeri giornalieri che oggi te le sogni e questo e' andato avanti sino ai giorni d'oggi,conosco persone che hanno conosciuto quell'epoca e che oggi mai piu' si recherebbero in Spagna,dicono che non ne vale piu' la pena...poi negli ultimi 20 anni ce' stato il boom dei viaggi venatori all'estero su piu' specie e anche piu' alla portata di molti.c'e' chi dice che la pressione venatoria all'estero e' ininfluente...chi dice di si!resta il fatto che in alcune nazioni,specie dell'est,si fa cacciare selvatici con l'uovo al culo,basta vedere la pubblicita' asfissiante che viene fatta su qualsiasi rivista venatoria o giornalino d'associazione,ma non voglio entrare nella solita polemica che tante discussioni ha prodotto negli ultimi tempi.Io cmq resto dell'idea,non per assolvere alcuno,ma che la selvaggina ha iniziato a perdere colpi di pari passo con la scomparsa degli habitat prediletti,con la fine dell'agricoltura tradizionale,vedi starne,con l'avvento in uso massiccio dei pesticidi e delle monocolture,con l'urbanizzazione abitativa e industriale selvaggia..questi secondo me sono i veri motivi di una cosi' eccessiva rarefazione..questa stagione venatoria 2010-2011 e' l'esempio piu' lampante dei cambiamenti in corso del clima,e' da novembre che fa sempre caldo,tutt'ora sono 15 16 gradi le temperature est di molte regioni e siamo a meta' gennaio,ma quando mai?piove a mesi interi senza sosta e anche quando non serve inoltre piove molto male,in dei posti si alluviona ed in altri a pochi km c'e' siccita',non spirano piu' i venti da nord come una volta..ettari ed ettari di boschi e campagne sono vuoti di qualsiasi uccello migratore,nemmeno i pettirossi si notano,molta gente sta pensando seriamente di attaccare il fucile al chiodo,pensandoci bene tutti i torti non l'hanno![:-clown]
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---------- Messaggio inserito alle 06:05 AM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 06:04 AM ----------
Originariamente inviato da Lume
Proprio questo è il problema e non i carnieri passati.
Un tempo cacciavi e cacciavi ma ogni anno loro erano li presenti nel loro normale numero (tutti i selvatici).
Oggi siamo un terzo e mille regole e st...te e ogni anno ci lamentiamo che c'è sempre meno.
Il problema amico mio non è la caccia ma l'ambiente che non c'è più.
Oggi anche nei parchi la nobile selvaggina stenta...gli animali protetti e non cacciati stentano...e questo dovrebbe far capire a molti che non è la pressione...i carnieri passati o altro....ma che l'uomo ha abbandonato la campagna e la montagna lasciando gli animali con i loro mille problemi senza nessun tipo di supporto alimentare (prati non sfalciati, agricoltura inesistente se non quella intensiva e chimica, vacche rinchiuse nelle stalle a mangiare schifezze).
Non guardare al passato con rammarico....loro hanno cacciato in un mondo che non c'è più...se tutto fosse come un tempo a livello di ambiente troveresti molto probabilmente gli stessi animali di allora.[:142][:-cry]
l' ambiente... il clima... l' agricoltura ..e l' antropizzazione ... certo dobbiamo e dovremo fare i conti con queste ... oserei definirle "calamità" !
.. certo è però che sparare .. sapendo che forse si spara, o si è sparato...come in passato, all' ultimo esemplare di quella specie ... non è da "cacciatori "
Chiaro che no maremmano ,non ci sono dubbi sull'etica dei cacciatori ,ma io considererei, che molti di noi di vere straggi ne hanno fatte e le fanno tuttora, Giannatti ha ragione in toto ,ma è vero pure che un prelievo esagerato è una calamita'. Dalle parti mie fino a 5 anni fa c'erano ancora le starne ,qelle vere intendo , poi ci siamo messi sotto di buon cuore e oggi di starne non c'è piu' neanche la puzza. Cosa è stao l'abitat che è cambiato oppure noi che aiutati dai mezzi di trasporto li inseguiamo fino a farle sparire e poi diciamo che è tutta colpa del tempo delle stagioni , del riscaldamento globale ,ma le FUCILATE, non fanno male a nessuno! Dovremmo considerare un po' di piu' il danno che possiamo comportare non utilizzando il cervello.Nuargus
Forse dipende anche dalle specie, e dalle zone. Ciclicamente si ripropone questa discussione, GiannettiLuciano e MichelePaini danno la colpa all'habitat: evidentemente nelle loro zone sarà così!
E io ogni volta, tanto per testimonianza, dico che intorno alla città, in mezzo alle tangenziali, quando chiudono un pezzetto di territorio, poi vedi fagiani, rosse e lepri anche di giorno, ci hanno fatto le catture questa settimana e han preso trenta lepri in un fazzoletto tra due quartieri periferici. Vai in collina in zona di caccia, agricoltura mista non all'antica ma certo non estremizzata, e di selvatici ce n'è molti meno. Qualcosa vorrà dire.
Comunque,secondo me,i problemi di oggi sono frutto di errori passati.A parte l'attività venatoria indiscriminata,che non ha certo fatto bene alla selvaggina, anche le scelte "ambientali" disastrose sono figlie del boom.Da noi era pieno,prima di lepri e starne,poi di fagiani:risultato:anni 60 e 70 sperperato tutto.Quelli che ora vanno a caccia al cinghiale,perchè,parole loro:"Ora un c'è più nulla!!"andavano a tirare ai fagiani quando montavano e se ci fossero ancora,ci andrebbero ancora.La prima settimana dopo l'apertura,via,una settimana di ferie e giù a sterminare tutto quello che c'è (c'era).Si parla di antropizzazione e poi se si salva un fagiano o una lepre,si salvano in mezzo alle case.La mia generazione non è certo migliore e probabilmente,nell'abbondanza,avrebbe commesso gli stessi errori,ma di sbagli se ne son fatti tutti,chi in nome del progresso,chi per vil denaro facile. Noi cacciatori,poi, non siamo stati buoni di gestire nemmeno la nostra passione e non mi venite a dire che la colpa è sempre degli altri......Gli fà male tutto,ma come gli fà male i' piombo!!!!!(Lo diceva uno che ora non c'è più,e non è morto giovane....).Saluti Gigi.
Sicuramente incide molto il cambiamento di clima e la bioagricoltura, ma anche l'incuria dell'uomo sul territorio non è da meno.Molti anni fa quando alle mie prime licenze di caccia (in territorio in prov. di bergamo) esisteva un oasi di ripopolamento e cattura che era strapieno di selvaggina (fagiani lepri starne pernici rosse) bastava attraversare due o tre coltivi fra campi di medica ,boschetti , e granturcheti e potevi vedere veramente un infinità di selvatici di ogni tipo.I boschi erano ben curati e non lasciati al degrado come adesso( non riesce neanche a entrare il cane) e sopratutto il territorio era veramente vasto.Oggi tutto è cambiato sono sorti capannoni ovunque, strade,case e come se non bastasse alla domenica si riversa in questi posti una moltitudine di persone chi con la bicicletta, chi a piedi per portare a spasso il cane chi a cercare funghi e via di seguito.In piu i guardiacaccia che una volta tenevano sotto controllo i nocivi (cani randagi, gatti ,volpi ,ecc.) adesso non l'ho fanno più.Risultato la riserva esiste ancora ma selvatici zero,di volpi è pieno mi dite voi come possono nidificare in questo modo in primavera?La soluzione a tutto questo è stato il lancio selvaggina il giorno prima della caccia e dopo tre ore di caccia Deserto!!!!! La mia domanda è questa: La possiamo ancora chiamare caccia!!!
sarò matto, ma dalle mie parti negli ultimi 10/15 anni alcune specie sono aumentate considerevolmente, ad esempio ci sono tantissimi colombacci, storni, merli, cinghiali e volpi, mio nonno mi dice che non si vedevano così tanti colombacci neanche quando era ragazzo lui.ffice:office" /><O:p></O:p> Secondo me i veri problemi della selvaggina in generale derivano per il 90% dall'inquinamento, dall'eccessiva antropizzazione e demagogica gestione del territorio, in Sicilia è pieno di parchi e se ci entri dentro c'è meno selvaggina di quanto ne trovi nelle zone cacciabili (ESCLUSO CINGHIALI E BECCACCE), conigli e lepri dentro ai parchi zero, anzi i conigli dapprima aumentano e in un paio d'anni si decimano, mentre le beccacce no, quelle si ficcano tutte li dentro (fatevi una passeggiata in qualche parco a funghi con cane, ovviamente senza fucile e vi accorgere che in un annata di beccacce scarsa come questa, dentro i parchi 10/15 incontri in un paio d’ore).<O:p></O:p>
Una volta tanto tutti hanno ragione!E questo non è bello, vuol dire che tutte le cause si intrecciano fra di loro , dando vita a una situazione diabolica " termine legale per spiegare intrigo", talmente nefasta per noi cacciatori da insinuare in molti la voglia di smettere.In ogni intervento è puntualizzato con dovizia di particolari e di cause la nostra difficoltà nel reperimento della selvaggina.Certamente la condizione ambientali sono mutate, il clima sta facendo il resto, chi gestisce la caccia anche, quindi cercando di fare una disamina corretta e equilibrata, non ci possiamo esimere dal fare un mea culpa, non perchè siamo responsabili dei cambiamenti climatici o altro, ma perchè non stiamo facendo niente per cambiare, lasciando di fatto che i nostri problemi e necessità vengano gestiti male!Io credo che ci sarebbero i margini per un recupero accettabile della fauna vocata alla caccia, però occorrerebbe darsi una regolata per alcuni anni, e questo può essere accettabile?Siamo disposti a gestire il patrimonio faunistico d' interesse venatorio in prima persona?Sono domande che sarebbe legittimo porsi se vogliamo continuare con la nostra passione.Altre volte ho proposto o melio ho cercato di stimolare, una discussione sull' opportunità di promuovere o di convicere settori agricoli "in crisi" montani o collinari a intraprendere uno fruttamento dei terreni , riadottando vecchie metodologie produttive, si meno redditizie, ma più vantaggiose per la fauna d' interesse, integrando la dove necessario i mancati guadagni con i fondi degli A T C .Io ho parlato di soldi, che noi versiamo annualmente a un ente per lo sviluppo e tutela della caccia, allora questi soldi invece di garantire sopravvivenza a un ' ente di chiara matrice assistenziale, dove fanno buca politici e amministratori trombati, vengano inpiegati veramente per lo scopo principe! Detto questo concludo, condivido tutte le posizioni espresse fino ad ora da voi cari colleghi, la mia posizione è certamente talebana, ma spero anche condivisibile. Saluti
sigpic Chi fa la posta alla Beccaccia è uno ....... [bi]Nato non fui,per lavorare come un ciuco, ma per seguitar cani e selvaggina
clima e temperature,la notte sia ieri che oggi fuori catania appena c'erano 2 gradi,a mezzogiorno nello stesso luogo c'erano 24 gradi che dire....
meno male che la sicilia e' un punto di.... ma certo se continuiamo cosi' la selvaggina andra' tutta in spagna hahahahaha
saluti a tutti
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