La prima volta che sparai !
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La prima volta che sparai !
La prima volta che sparai fu ad un passerotto con un cl 12 franchi a canna rinculante, galeotto fu Alfredo un caro signore vicino di casa, che spesso mi portava dietro a caccia di tordi merli,. Quella botta fece male alla mia spalla ,ma non alla mia anima ,anzi provai un piacere ancestrale nell'uccidere quella povera bestiola.Cosa è che ci spinge a cacciare altri esseri viventi ,ma soprattutto cosa è che ci produce piacere nel togliere la vita a questi esseri viventi. Senza essere troppo filosofico vorrei da voi una risposta secondo le vostre sensazioni, per vedere se cio' che capita a me quando uccido e' lo stesso che capita anche a voi sperando di non essere un sadico killer "a Caccia si intende": dite la vostra ,ciao Faio Nuargus[vinci] -
i. Senza essere troppo filosofico vorrei da voi una risposta secondo le vostre sensazioni, per vedere se cio' che capita a me quando uccido e' lo stesso che capita anche a voi sperando di non essere [/U][/U]un sadico killer "a Caccia si intende": dite la vostra ,ciao Faio Nuargus[vinci][/QUOTE]
non vorrei essere scortese ma sei apparso cosi............il cacciatore non è quello che deve ammazzare per sentirsi realizzato,non è massacrare.............la caccia è ben altro........è stare intorno alla stessa tavola con il focolare acceso e con un buon bicchiere di vino,è camminare tra cespugli,rovi e paludi,è vivere la natura,è sfidare gli animali e se stessi....« Come adoro questo Lago e come mi fa ira, quando certuni, come Illica, me lo chiamano pantano! Già essi non possono comprendere le dolcezze del vivere al cospetto della natura......... -
vedi Fabio, non si tratta di godere della morte di un animale o di essere un killer ne di nulla del genere!
si tratta di aver vinto o perduto una sfida in cui si fronteggiano la tua presenza e quella di un animale selvatico nel suo ambiente naturale, si tratta di cogliere il frutto di una natura che ci è madre, altrimenti anche un falco che caccia una quaglia sarebbe un killer!
non è diverso per la quaglia morire fra gli artigli del falco o del piombo del cacciatore, si tratta solo di due predatori differenti! solo che il cacciatore può sbagliare il colpo, selo può permettere, il falco no!
è diverso invece se la quaglia la prendi col tuo cane che ci sono voluti due o tre anni per prepararlo e quando lo vedi fermo ti tremano le gambe dall'emozione e magari sbagli il tiro e la quaglia va via e sei contento uguale,
o col richiamo elettrico alzandola coi piedi, che ci sono voluti 10 minuti per comprarlo e piazzarlo per ammazzare a tradimento una quaglia!
è tutta questione di poesia.....che chi non va a caccia non capirà mai.....
se prendi un selvatico nel suo ambiente, dove sa difendersi al meglio, dove sei tu l'estraneo che non conosce i segreti del posto, se ci riesci hai vinto una sfida in cui erano molte di più le probabilità di perdere che quelle di riuscire, altrimenti sei un assassino!
un giorno portai a tordi uno che sosteneva che i cacciatori non danno nessuna possibilità di fuga alle prede e per quello sono assassini!
vro dissi! allora domani vieni allo spollo dei tordi con me! no!, disse lui, sono contrario! ed io allora non sei uomo ma infido mentecatto ciarlatano che non ha il coraggio delle proprie idee! dimostrami che hai ragione sul campo!
abboccato il pesce lo portai allo spollo e gli consegnai un browning a lungo rinculo che tirava dei calci da stendere un puggile!
su 30 colpi sparati neanche una penna!
gli dissi: come non era facile? non cadevano tutti? non era come tirare alla croce rossa?
no, ma ,se, il freddo, i piedi puntati male, il fucile troppo fucile, il buio troppo buio, vanno come razzi! ecc.....
la prossima volta che apri la bocca cerca di farlo dopo avere provato l'esperienza sulle tue spalle!!!! gli dissi!Ultima modifica gianni74; 21-01-11, 00:03.Commenta
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è proprio per la presenza di gente come te che PROVA, cito testualmente "PIACERE NEL TOGLIERE LA VITA A QUESTI ESSERI VIVENTI" che veniamo additati come sanguinari e distruttori del bioequilibrio...
A QUELLI COME TE L'UNICA COSA CHE PIACE DELLA CACCIA (quella che pratichi non è caccia ma chiamiamola così...) E' L'ODORE DI ZOLFO...Commenta
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scusa , ma non penso che il messaggio di Gianni , o che la sua passione sia solo odorare lo zolfo , penso che nella sua spiegazione ci sia molto di piu' , potrebbe essere stato frainteso , ma io leggo di una forte passione , e non di un Killer.......mia umile impressione[stop] ps : se il tuo sms era rivolto a Fabio , allora mi astengo perche' non son sicuro di aver capito le sue sensazioni.....Maury , l 'Harleysta cinofilo/cacciatore....
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uccidere per se stesso nn è caccia.
la caccia è poesia la caccia è arte la caccia è emozione, l'uccisione da cacciatore, secondo me, è la degna conclusione di un insieme di cose e di una sequenza di azioni... al punto che certe volte "dopo una giornata spettacolare con le gambe a pezzi tornato alla macchina e caricato a braccia il cane che nn ce la fa piu guardi la singola pernice presa e pensi che se potessi lasciarla andare e ricercarla l'indomani per provare le stesse emozioni sarebbe stupendo", (pernice e cane sono un esempio personale, vale allo stesso modo per ogni singola forma di caccia e preda) è proprio per questo che chi è cacciatore lo è tutto l'anno, perchè coltiva la sua passione nei mille gesti della sua vita...Commenta
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ma io credo,fabio,che le emozioni non le regali solo il fatto di aver abbattuto una preda.prendere il selvatico è la conclusione di un percorso:come avviane con la becca magari prima la alzi la padelli poi la ribatti e la ripadelli poi se sei fortunato alla fine la prendi.a quel punto non sarai contento solo di averla prese e quindi uccisa ma sarai felice del lavoro fatto dal cane,del tuo tiro e della resa della cartuccia.
uccidere è solo una parte del tutto,di sicuro la piu dura,ma non puo essre l'unico motivo.ci devono essere altre mille emozioni che ti accompagnano qnd recuperi un tordo altrimenti diventiamo macellai e non cacciatori.Commenta
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sisi scusa mi sono dimenticato di esprimere il destinatario...era fabioscusa , ma non penso che il messaggio di Gianni , o che la sua passione sia solo odorare lo zolfo , penso che nella sua spiegazione ci sia molto di piu' , potrebbe essere stato frainteso , ma io leggo di una forte passione , e non di un Killer.......mia umile impressione[stop] ps : se il tuo sms era rivolto a Fabio , allora mi astengo perche' non son sicuro di aver capito le sue sensazioni.....
rileggendolo adesso però mi sono convinto che non sia un assolutamente cacciatore ma semplicemente uno dei tanti contrari alla nostra passione curioso di leggere le risposte ad una tale provocazione...
mi scuso per eventuali fraintendimentiCommenta
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Beh! Ferro hai capito subito tutto sei un fulmine di ciarvellone , meno male che ci sei tu a sostenere la categoria. Dato a cesare quello che è suo rilancio il mio discorso per pura curiosita', specificando che avevo 9 anni quando sparai la prima volta, piccola postilla che mi ero dimenticato di dire . Non volevo spiegazioni sul mio comportamento ,ma sapere cio' che provate voi , che avete provato la prima volta che avete sparato ad un animale, se vi siete mai sentiti in colpa per quello che avevate fatto. Queste domande non nascono per provocazione,ma dal' esigenza di vedere se cio' che talvolta accade a me accade anche ad altri, il senzo di colpa che si alterna ad un piacere come dicevo ancestrale , il bene ed il male dentro di noi.Conosco un ex cacciatore , un beccacciaio "quasi piu bravo di me " che da4 anni non va piu a caccia perche ' a furia di uccidere questi animali ha sentito verso di loro un senzo di pena e di pieta' cosi forte che ha smesso di andare a caccia . Dunque la mia domanda credo che sia piu legittima che non le offese di Ferro il quale forse si è sentito colpito nel vivo, ma il "non raggioniam di loro ma guarda e passa" vale anche oggi, ciao cari amici se non vi dispiace rispondetemi pure . Fabio NuargusCommenta
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Ciao Fabio.
Il primo selvatico che ho ucciso è stato un cardellino (prima volta che sparai) e devo dire che ho provato un senso di compassione (premetto che allevo canarini), ma non perchè lo avevo ucciso ma semplicemente perchè gli sparai con una cartuccia 7,5 di piombo, ovviamente essendo giovane all'epoca non sapevo nulla di caccia. Bhe di quel cardellino trovai solo la testa, le ali e la coda. Ora quando mi capita di abbattere un tordo dopo ore di attesa e ricerca, e quando vedo il mio TOM che si infila in mezzo ai rovi come un fulmine e me lo riporta!!!! Il mio cuore quasi esplode dalla gioia perchè l'ho trovato e ti dico una cosa quando lo prendo lo guardo gli dico sempre "grazie a te vivo momenti che pochi sanno e conoscono e questa sera sarai la mia cena". Ringrazio il mio cane TOM per il lavoro che fa e perchè senza di lui non ne troverei neanche uno di quelli che abbatto. Riassumendo:
la caccia oppure il cacciare un selvatico qualsiasi esso sia per me è un insieme di sensazioni buone, orgogliose e un po di freddezza e cinicità messe insieme all'amore per questa disciplina all'amore per la natura e il bene che voglio al mio ausiliare (Io lo tratto come un figlio che non ho) mischiati insieme. Il tutto è un qualcosa che ognuno di noi prova diversamente.
Chi dice che siamo assassini a sangue freddo non sa che cosa vuol dire questa passione che ci è scritta nel nostro patrimonio genetico dall'alba dei tempi.
Gli assassini sono coloro che distruggono il loro mondo, con palazzi, centri commerciali e tutto ciò che riguarda il cemento e l'urbanizzazione.
Io quando vado a caccia rispetto anche le formiche, e credo di essere uno dei pochi.
La caccia è amore e sensazioni indescrivibili che ben poche persone hanno l'onore di provare.Daniele
Il mio cuore è un cacciatore solitario che caccia su una collina solitaria. (William sharp)Commenta
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il mio primo sparo è stato a 9 anni nel lontano 1968 con un sovrapposto beretta cal12 di mio zio bruno ed uccisi un pettirosso. Mi ricordo che il rinculo, mi mandò quasi a gambe all'aria, ma il pettirosso fu colpito e io mi sentivo al settimo cielo. Mi dispiace tanto per Super90, ma allora non provai nessun rimorso per l'uccellino morto.Nessuna donna è mai riuscita a farmi battere il cuore quanto i miei cani in ferma su una Regina.Commenta
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ma andate a sparare ai piattelli.............ci credo che oggi stanno tutti contro la caccia.......il mio primo sparo è stato a 9 anni nel lontano 1968 con un sovrapposto beretta cal12 di mio zio bruno ed uccisi un pettirosso. Mi ricordo che il rinculo, mi mandò quasi a gambe all'aria, ma il pettirosso fu colpito e io mi sentivo al settimo cielo. Mi dispiace tanto per Super90, ma allora non provai nessun rimorso per l'uccellino morto.« Come adoro questo Lago e come mi fa ira, quando certuni, come Illica, me lo chiamano pantano! Già essi non possono comprendere le dolcezze del vivere al cospetto della natura.........Commenta
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io mi trovavo a Montefiascone avevo 10 anni e tirai con un flobert a un beccafico vicino a una pianta di fico........nelle vicinanze c'erano una decina di contadini che nell'ara capavano ginestra.....sono passati 35 anni,la sensazione che provai la tengo gelosamente dentro di me e ancora viva,ma rispetto quelle di altrui .........Saluti Marco65Commenta
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Bravissimo!!! La cosa più difficile è dirgli prendi il fucile e spara! Tu ci sei riuscito e gli hai dato uno schiaffo morale non da poco! Infatti tutti gli animalisti che non hanno mai sparato una botta credono sia facile, però non pigliano un pagliaio a 2 metri!!! loro pensano che la caccia sia sparare da dentro un pollaio ai fagiani, non sanno che per trovare un fagiano di quelli veri ci vogliono, buona mira, buon'cane, fortuna e sesto senso! Però tanto è inutile, non è che non vogliono capire sti ambientalisti da salotto, il guaio è che non ci arrivano proprio...! [:D]vedi Fabio, non si tratta di godere della morte di un animale o di essere un killer ne di nulla del genere!
si tratta di aver vinto o perduto una sfida in cui si fronteggiano la tua presenza e quella di un animale selvatico nel suo ambiente naturale, si tratta di cogliere il frutto di una natura che ci è madre, altrimenti anche un falco che caccia una quaglia sarebbe un killer!
non è diverso per la quaglia morire fra gli artigli del falco o del piombo del cacciatore, si tratta solo di due predatori differenti! solo che il cacciatore può sbagliare il colpo, selo può permettere, il falco no!
è diverso invece se la quaglia la prendi col tuo cane che ci sono voluti due o tre anni per prepararlo e quando lo vedi fermo ti tremano le gambe dall'emozione e magari sbagli il tiro e la quaglia va via e sei contento uguale,
o col richiamo elettrico alzandola coi piedi, che ci sono voluti 10 minuti per comprarlo e piazzarlo per ammazzare a tradimento una quaglia!
è tutta questione di poesia.....che chi non va a caccia non capirà mai.....
se prendi un selvatico nel suo ambiente, dove sa difendersi al meglio, dove sei tu l'estraneo che non conosce i segreti del posto, se ci riesci hai vinto una sfida in cui erano molte di più le probabilità di perdere che quelle di riuscire, altrimenti sei un assassino!
un giorno portai a tordi uno che sosteneva che i cacciatori non danno nessuna possibilità di fuga alle prede e per quello sono assassini!
vro dissi! allora domani vieni allo spollo dei tordi con me! no!, disse lui, sono contrario! ed io allora non sei uomo ma infido mentecatto ciarlatano che non ha il coraggio delle proprie idee! dimostrami che hai ragione sul campo!
abboccato il pesce lo portai allo spollo e gli consegnai un browning a lungo rinculo che tirava dei calci da stendere un puggile!
su 30 colpi sparati neanche una penna!
gli dissi: come non era facile? non cadevano tutti? non era come tirare alla croce rossa?
no, ma ,se, il freddo, i piedi puntati male, il fucile troppo fucile, il buio troppo buio, vanno come razzi! ecc.....
la prossima volta che apri la bocca cerca di farlo dopo avere provato l'esperienza sulle tue spalle!!!! gli dissi!
SalutiCommenta
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Caro Fabio,Beh! Ferro hai capito subito tutto sei un fulmine di ciarvellone , meno male che ci sei tu a sostenere la categoria. Dato a cesare quello che è suo rilancio il mio discorso per pura curiosita', specificando che avevo 9 anni quando sparai la prima volta, piccola postilla che mi ero dimenticato di dire . Non volevo spiegazioni sul mio comportamento ,ma sapere cio' che provate voi , che avete provato la prima volta che avete sparato ad un animale, se vi siete mai sentiti in colpa per quello che avevate fatto. Queste domande non nascono per provocazione,ma dal' esigenza di vedere se cio' che talvolta accade a me accade anche ad altri, il senzo di colpa che si alterna ad un piacere come dicevo ancestrale , il bene ed il male dentro di noi.Conosco un ex cacciatore , un beccacciaio "quasi piu bravo di me " che da4 anni non va piu a caccia perche ' a furia di uccidere questi animali ha sentito verso di loro un senzo di pena e di pieta' cosi forte che ha smesso di andare a caccia . Dunque la mia domanda credo che sia piu legittima che non le offese di Ferro il quale forse si è sentito colpito nel vivo, ma il "non raggioniam di loro ma guarda e passa" vale anche oggi, ciao cari amici se non vi dispiace rispondetemi pure . Fabio Nuargus
mi scuso sinceramente con te per non aver assolutamente capito quello che intendevi e per aver usato parole fuori luogo.
mi sono inalberato perchè (come penso molti altri di voi), da che ho memoria sono sempre stato l'ombra di mio padre quando andava a caccia al punto che essendoci cresciuto la vedevo come ordine naturale delle cose, simile alla raccolta del frutto dall'albero, al punto che pensavo fossero gli altri bambini più "cittadini" di me ad avere qualcosa che non funziona non andando a caccia, non sapendo quale è il merlo o il tordo o la tortora...
parte di questa naturalità è il prelievo, l'uccisione del selvatico.
sentendo tutto questo definito ancestrale piacere di uccidere mi sono inalberato ma è solamente un differente punto di vista.
mi scuso di nuovo se ti sei indispettito (se offese simili fossero state rivolte a me mi sarei molto alterato)...
sinceramente
ferroCommenta
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