<TABLE id=Table1 width="100%"><TBODY><TR><TD>Ddl randagismo. Bosio "testo di evidente matrice animalista"
martedì 25 gennaio 2011<!-- (99 visite)--><!--(Archiviato il venerdì 4 febbraio 2011)--> <TD align=right>
</TD></TR><TR><TD colSpan=2>Vi sono poi indicazioni rispetto all'utilizzo di animali d'affezione in fiere, mostre e manifestazioni (nulla osta obbligatorio rilasciato dal servizio veterinario ufficiale, età non inferiore a 6 mesi) e inserito il divieto di impiegare tali animali come richiamo per il pubblico in esercizi commerciali, mostre e circhi, nonchè spettacoli ambulanti e accattonaggio. Ulteriori restrizioni sono indicate per il trasporto che deve rispettare esigenze fisiologiche ed etologiche stabilite e per la sepoltura.
Secondo Giancarlo Bosio, vetarinario bergamasco e presidente dell'Associazione Caccia e Cinofilia, nominato nel Cda dell'Enci dall'ex Ministro Zaia, il testo contiene disposizioni di evidente matrice animalista, anticostituzionali e addirittura lesive della libertà della persona. La gestione del randagismo canino ad oggi costa 55 milioni di euro alle casse pubbliche. "Con questo ddl - spiega Bosio - si impongono costi sanitari alle famiglie e agli enti pubblici che non riescono a prendersi cura dei bambini".
Ci si preoccupa di intensificare l'assistenza ai randagi mentre "a Bologna un neonato è morto di freddo per strada, sanza alcuna assistenza". Nel nuovo ddl si pensa all'istituzione di un'anagrafe felina, che secondo Bosio non funzionerà visto che i gatti sono migratori e non stanziali e altre novità che andranno ad aggravare sui comuni e sulle Asl. Con certe disposizioni inoltre avere un cane in casa non sarà più sostenibile per molte famiglie, con la conseguenza che molti animali finiranno per strada, il che porterà ad un vertiginoso aumento dei costi per la gestione del randagismo.
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