Caccia all'estero

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Solitario
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  • Cosimo76

    #46
    <div align="center" id="quote2"><table class="quote"><tr><td class="quotetd"></td></tr><tr><td class="quotetd2"><span class="quotetext">Messaggio inserito da Solitario

    Carissimi ragazzi cominciamo a pensare al nostro paese e cerchiamo di essere uniti per combattere chi lo vuole distruggere.La caccia ce la dobbiamo conservare.La prima cosa che si sbaglia qui da noi sono proprio i lanci di selvaggina che vengono effettuati 2 mesi prima dell'apertura.Secondo me andrebbero effettuati a chiusura della caccia e dopo un controllo delle volpi nella zona.Poi bisognerebbe far ambientare l'animale al posto tipo:ES un recinto per i lepri,una voliera per i volatili ecc.per poi aprire dopo una mesata e lasciarli in libertà.Viste le cose come vanno avanti, bisogna usare un pò più di serietà, sopratutto noi più giovani. [menaie]
    </span></td></tr></table></div align="center" id="quote2">
    mi trovi assolutamente d'accordo, bisogna superare la vergogna dei "pronta caccia" (espressione che mi fa ribrezzo) per recuperare qualità della piccola selvaggina e, quindi, della caccia in generale.
    indispensabile anche il controllo dei nocivi..ma diciamo la verità: per molti ATC ( non tutti per carità!!) è assai più facile lanciare animali che fanno schifo da quanto puzzano di pollaio e di mangime per galline, anziché impegnarsi seriamente per riqualificare territorio, fauna e caccia, e questo con il plauso della quasi totalità dei cacciatori che di buon grado "cacciano" (mi viene da ridere..) animali stupidi, lenti, e quindi più facili!!!! il successo delle aziende nè è la conferma lampante.....

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    • Valerio
      ⭐⭐⭐
      • Apr 2005
      • 4181
      • Torre del Lago Puccini, Toscana
      • Bracco Italiano

      #47
      All'inizio di Luglio il mio comune riceverà dall'ATC i soliti 600 fagianotti da lanciare in terreno libero, ebbene vorrei tanto che qualcuno dall'esterno potesse riprendere il consesso, ne verrebbe fuori un mix di stupore e pena. Gente che non muove mai un dito per la gestione reale del territorio (ZRC e tutto il resto) si fa vedere solo in quest'occasione e accampa pretese assurde su quegli animalucci, non so neppure come definirli, lo scorso anno c'è chi ha alzato le mani perché invece di 15 fagiani ne ha ricevuti 10! Io mi sono beccato non so quanti improperi per aver "osato" proporre di ricevere dall'ATC il corrispettivo in denaro al posto dei fagiani, per fortuna le ZRC sono gestite dalla provincia con intenti ben diversi da quelli dell'ATC e così la situazioni faunistica non è delle peggiore. Ciò premesso, è logico che molti individui all'estero diano sfogo alle loro peggiori pulsioni venatorie, lo fanno anche a casa loro figuriamoci in trasferta! Quindi una consapevolezza del problema è evidente, da qui a pretendere chiusure nette e drastiche ce ne corre, anzi a dirla davvero tutta certi discorsi non li condivido per niente, perché insistere tanto con questa responsabilità collettiva? perché devo pagare anch'io per quello che non ho fatto e anzi evito accuratamente di fare?
      Valerio

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      • Lucio Marzano
        Lo zio
        • Mar 2005
        • 30090
        • chiasso svizzera
        • bracco italiano

        #48
        <div align="center" id="quote2"><table class="quote"><tr><td class="quotetd"></td></tr><tr><td class="quotetd2"><span class="quotetext">per molti ATC ( non tutti per carità!!) è assai più facile lanciare animali che fanno schifo da quanto puzzano di pollaio e di mangime per galline, anziché impegnarsi seriamente per riqualificare territorio, fauna e caccia, e questo con il plauso della quasi totalità dei cacciatori che di buon grado "cacciano" (mi viene da ridere..) animali stupidi, lenti, e quindi più facili!!!! il successo delle aziende nè è la conferma lampante.....</span></td></tr></table></div align="center" id="quote2">

        <div align="center" id="quote2"><table class="quote"><tr><td class="quotetd"></td></tr><tr><td class="quotetd2"><span class="quotetext">Ciò premesso, è logico che molti individui all'estero diano sfogo alle loro peggiori pulsioni venatorie, lo fanno anche a casa loro figuriamoci in trasferta! Quindi una consapevolezza del problema è evidente, da qui a pretendere chiusure nette e drastiche ce ne corre, anzi a dirla davvero tutta certi discorsi non li condivido per niente, perché insistere tanto con questa responsabilità collettiva? perché devo pagare anch'io per quello che non ho fatto e anzi evito accuratamente di fare?</span></td></tr></table></div align="center" id="quote2">


        Con le dovute eccezioni, sia per gli ambiti che per le AFV, questa è la situazione di molta "caccia" in Italia. Di positivo c'é che questi "cacciatori" abbattuti i pochi polli messi a loro disposizione vanno a farsi qualche giornata a pagamento e non entrano in concorrenza per la poca buona selvaggina rimasta.
        Con questa mentalità, come volete che vadano all'estero rispettosi ?? vanno e sparano a tutto quello che possono, per giove pagano quindi.......no bum, no party, così tanti bum, tanti parties,e sempre meno selvaggina, ma è il concetto di fondo che non va, la caccia non può essere
        solo abbattimento, se così fosse appenderei subito ilfucile al chiodo !!!
        lucio

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        • Cosimo76

          #49
          Caro Lucio, hai ragione da vendere. Il problema è che quei cacciatori che sparano ai polli e poi vanno nelle aziende sono la maggioranza e, finché sarà così, niente cambierà nella gestione sciagurata di certi ATC, i quali non fanno altro che soddisfare la domanda dell'utente finale (cioè lo "sparatore di polli")....se tutti i cacciatori chiedessero a gran voce caccia di qualità, le cose cambierebbero....

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          • ursusarctos

            #50
            Troppo spesso alcuni ATC si lasciano influenzare dalle miopi richieste degli iscritti che vogliono lanci pre apertura[nono]in questi casi bisognerebbe prima di tutto fare opera di sensibilizzazione per spiegare i vantaggi dei miglioramenti ambientali e dell'immissione di meno capi ma di maggiore qualità(provenienti da catture sul territorio).So che non è facile,ma mi sembra assurdo che alcuni ATC lo facciano già ed altri hanno un ingiustificabile ritardo nell'applicare dei corretti sistemi gestionali.

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            • Cosimo76

              #51
              Alessandro, se lo vuoi sapere la mia opinione è ancora più radicale...io smetterei proprio di fare lanci di animali alloctoni (fagiano) o, di fatto, estinti allo stato brado in natura (starna.) Una giusta politica ambientale e faunistica sarebbe quella di seguire la vocazione del territorio. Mi speigo meglio. Dalle mie parti, sull'Appennino tra Prato e Bologna, l'ambiente rinselvatichito è favorevole agli ungulati, che trovano condizioni ad hoc e si riproducono tranquillamente. Allora, dico io, che senso ha lanciare fagiani, che non sono una specie autoctona, e non hanno nessuna possibilità, non dico di riprpodursi, ma nemmeno di sopravvivere oltre la prima settimana di caccia? La caccia secondo me ha un senso se và a prelevare all'interno di un capitale di animali veramente selvatici, che realmente abitano il territorio, un capitale che preesiste alla caccia e le sopravvive a stagione chiusa. Il fagiano, come la starna, di fatto, non esistono in natura se non introdotti dall'uomo, sono messi lì per la caccia. Per questo la caccia a questi animali mi ha sempre dato la sensazione di qualcosa di artefatto..beccatoi, voliere a cielo aperto...pare veramente di andare a caccia in un pollaio !!! Secondo me si dovrebbe intervenire sull'ambiente solo per favorire le condizioni di vita di animali che già sussistono sul territorio ed hanno la capacità di riprodursi allo stato brado, senza immetterli direttamente. Questa secondo me è gestione seria, il resto è qualcosa che potremmo definire "consumismo venatorio"...

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              • Lucio Marzano
                Lo zio
                • Mar 2005
                • 30090
                • chiasso svizzera
                • bracco italiano

                #52
                <div align="center" id="quote2"><table class="quote"><tr><td class="quotetd"></td></tr><tr><td class="quotetd2"><span class="quotetext">Troppo spesso alcuni ATC si lasciano influenzare dalle miopi richieste degli iscritti che vogliono lanci pre apertura</span></td></tr></table></div align="center" id="quote2">
                e siccome è la maggioranza che comanda..........

                già mi sembra che si stia facendo una politica di reintroduzione solo di specie storicamente esistenti , infatti ho sentito che stanno riproponendo il francolino mediterraneo, animale che io non concosco affatto, ma di cui parlano le cronache rinascimentali.
                ma le starne, rosse, coturnici sono specie storicamente presenti ed il fagiano allo stato
                libero ha ormai una tradizione secolare.
                vi sono zone dove questa politica sta dando dei frutti, basta adeguarsi !!
                lucio

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                • Solitario

                  #53
                  Cosimo sono daccordissimo con le tue idee.[:-golf]

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                  • Solitario

                    #54
                    <div align="center" id="quote2"><table class="quote"><tr><td class="quotetd"></td></tr><tr><td class="quotetd2"><span class="quotetext">Messaggio inserito da Cosimo76

                    Alessandro, se lo vuoi sapere la mia opinione è ancora più radicale...io smetterei proprio di fare lanci di animali alloctoni (fagiano) o, di fatto, estinti allo stato brado in natura (starna.) Una giusta politica ambientale e faunistica sarebbe quella di seguire la vocazione del territorio. Mi speigo meglio. Dalle mie parti, sull'Appennino tra Prato e Bologna, l'ambiente rinselvatichito è favorevole agli ungulati, che trovano condizioni ad hoc e si riproducono tranquillamente. Allora, dico io, che senso ha lanciare fagiani, che non sono una specie autoctona, e non hanno nessuna possibilità, non dico di riprpodursi, ma nemmeno di sopravvivere oltre la prima settimana di caccia? La caccia secondo me ha un senso se và a prelevare all'interno di un capitale di animali veramente selvatici, che realmente abitano il territorio, un capitale che preesiste alla caccia e le sopravvive a stagione chiusa. Il fagiano, come la starna, di fatto, non esistono in natura se non introdotti dall'uomo, sono messi lì per la caccia. Per questo la caccia a questi animali mi ha sempre dato la sensazione di qualcosa di artefatto..beccatoi, voliere a cielo aperto...pare veramente di andare a caccia in un pollaio !!! Secondo me si dovrebbe intervenire sull'ambiente solo per favorire le condizioni di vita di animali che già sussistono sul territorio ed hanno la capacità di riprodursi allo stato brado, senza immetterli direttamente. Questa secondo me è gestione seria, il resto è qualcosa che potremmo definire "consumismo venatorio"...
                    </span></td></tr></table></div align="center" id="quote2">Non sono daccordo quando dici che gli animali non si riproducono, perchè cinque anni fà nella mia zona abbiamo messo circa 300 fagiani e ti posso dire che quest'anno sono stati trovati fagiani con marcatura 2002.Ancora ce nè qualcuno in giro e sono cinque anni che non vengono più lanciati.L'importante quando si fanno i lanci è che gli animali vanno messi al posto giusto e nella maniera giusta.Le starne uguale,vanno fatti i recinti per farle abituare sul posto.Mi raccontano gli anziani che una volta dovunque andavi si trovavano fagiani,starne ,pernici,coturnici,ma vi rendete conto che a forza di costruire non si trovano nemmeno più i merli?Poi dicono che la colpa è dei cacciatori.

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                    • Cosimo76

                      #55
                      Solitario,non prendiamoci in giro....qualche covata la si trova in giro...ma quanti sono i fagiani che si riproducono in rapporto al numero totale di quelli lanciati? la mortalità degli animali lanciati, anche se non insidiati dalla volpe o dal fucile è comunque altissima, perchè non sono animali autoctoni e spesso non sono nemmeno capaci di alimentarsi fuori dalle voliere.
                      Dai sù, il fagiano non ha storia, non è in grado di sopportare la pressione venatoria, tanto è vero che si salva solo nelle zone di ripopolamento, dove la caccia è interdetta... nel terreno libero ad una settimana dall'apertura è già terra bruciata...qualcuno lo puoi trovare, ma si contano sulle dita della mano..
                      Le starne, peggio ancora, sono assai più delicate ed esigenti...recinti dici tu?..ma per carità, a me sembra una forzatura...prendiamo atto che l'era della starna è tramontata..qualcuna qua è la può essere introdotta e sopravvivere anche, ma una rondine non fa primavera..il fatto fondamentale è che mancano le condizioni ambientali che esistevano ai tempi dei nostri nonni.. pensare di reintrodurre stabilmente la starna è come combattere con i mulini a vento..è una battaglia persa in partenza..
                      Sarebbe assai meglio utilizzare le risorse per favorire animali come le lepri, che almeno dalle mie parti stanno tornando spontaneamente e le beccacce, pulendo qualche pascolo qua e là, che funzioni da richiamo e ne favorisca la sosta e che, tra l'altro, tornerebbe utile anche alla stessa lepre, al capriolo ecc...

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                      • Lucio Marzano
                        Lo zio
                        • Mar 2005
                        • 30090
                        • chiasso svizzera
                        • bracco italiano

                        #56
                        E' evidente che i fagiani da voliera "lanciati" abbiano scarsissime possibilità di sopravvivere, ma dove sono stati liberati riproduttori seri ed è stata loro concesso il tempo di adattarsi alla vita selvatica, hanno ripopolato le aree , una per tutti, lungo il Trebbia si catturano annualmente centinaia di fagiani che vengono poi liberati negli ATC della provincia e questi sono riproduttori indubbiamente validi.
                        per le starne, devo purtroppo ammettere che tutti gli sforzi fatti, e sono stati numerosissimi, hanno sortito esito sostanzialmente negativo.
                        Le rosse invece stanno ripopolando l'appennino e meriterebbe maggiore attenzione da parte dei vari ATC, certo poi fare carnieri con le rosse selvatiche.....non è affatto facile.
                        Non bisogna scoraggiarsi per qualche insuccesso e bisogna insistere con ripopolamenti fatti con selvaggina buona, alla lunga i risultati si vedranno, se i cacciatori rispetteranno i regolamenti,
                        altrimenti tutto è inutile.
                        lucio

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                        • Cosimo76

                          #57
                          Lucio, ma si tratta di zone cacciabili? perché il punto è anche questo... non so' quale sia la pressione venatoria lungo il Trebbia, ma dalle mie parti, in Toscana, con la densità di cacciatori che abbiamo, anche se avessimo 1.000.000 di fagiani per l'apertura, dopo dieci giornii non ce ne sarebbe più uno lo stesso!!!!
                          una cosa mi sembra quindi chiara...se si vuole investire in una caccia di qualità alla piccola selvaggina stanziale, bisogna rivedere i prelievi e fare dei piani di abbattimento come quelli che vengono fatti per gli ungulati, con dei limiti di carniere individuale, altrimenti si torna inevitabilmente al "pronta caccia"....

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                          • piccoletto

                            #58
                            Caro Cosimo, ma dove cacci tu in Toscana e sopratutto che caccia pratichi ???
                            Perchè dalle tue parole sembra che traspaia una non completa conoscenza del selvatico e del suo habitat (parlo del fagiano!!)
                            Se gli ATC toscani ripopolassero con fagiani "buoni" di cattura e smettessero di fare quella sciocca propaganda ripopolativa con animali pronta-caccia, ed impiegassero i fondi anziché per lanciare 1000/2000 polli ad agosto, per lanciarne 500/600 a gennaio/febbraio vedresti che ci sarebbero anche molti meno c.d. "sparatori" della domenica che si dedicherebbero a rincorrere i poveri fagiani, che poi tanto poveri e bischeri non sarebbbero davvero, ed allora scomparirebbero anche quelle pietose sceneggiate che tutti gli anni sono costretto a vedere in occasione dell'apertura generale del "surrogato" della caccia.

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                            • Cosimo76

                              #59
                              Massimo, ti posso assicurare che io la caccia al fagiano la conosco bene per averla praticata con mio padre fino dalla più tenera età, ho girato tutta la Toscana e parte dell'Emilia, ed ho riscontrato, più o meno, la stessa situazione ovunque...anche se i fagiani sono buoni, ed in molte zone della Toscana, senese e grossetano in particolare, ce ne sono anche tanti, non sono in grado di reggere una pressione venatoria come quella che la nostra regione sopporta (120.000 cacciatori circa su un totale nazionale di 750.000 circa, se non sbaglio), a meno che nei paraggi non ci sia qualche zona di ripopolamento e cattura o, comunque, di rispetto ove si possano rifugiare....

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                              • Valerio
                                ⭐⭐⭐
                                • Apr 2005
                                • 4181
                                • Torre del Lago Puccini, Toscana
                                • Bracco Italiano

                                #60
                                Ne scomparirebbe una bella parte, senza dubbio, passato il ciclone travolgente dell'apertura i fagiani rimasti diventano assai difficili per cani e cacciatori, questo è lapalissiano. Certo anche in Toscana ci sono habitat più o meno vocati per il nostro, non possiamo certo pretenderlo di averne nell'alto Mugello, nel Pratomagno, in Garfagnana o nel Casentino, tanto per fare quattro esempi qualsiasi. Da qui a dire che la gestione di questo selvatico sia generalmente un controsenso ce ne corre! La provincia di Pisa ha 27-28 ZRC se non sbaglio, la maggior parte funziona decentemente e quei fagiani di cattura vengono lanciati a gennaio-febbraio; sopravvivono praticamente tutti com'è logico e, con maggiore o minore fortuna (ma non dipende quasi mai da loro purtroppo) covano e allevano la prole. Solo nel mio comune ne catturiamo 90-100 l'anno e ti posso garantire che diversi di questi passano l'annata venatoria indenni pur restando in terreno libero, e non manca davvero chi li cerca in periodo di caccia. Certo senza gestione il capitale faunistico sarebbe minimo, questo a mio avviso vale per le lepri stesse anche se negli ultimi 7-8 anni stanno dimostrando capacità riproduttive davvero notevoli e difficoltà inferiori rispetto ai fagiani. Questa è la via da percorrere, non i lanci in Agosto-Settembre, ma l'80% dei codaioli (e sto basso...) non la pensa come me così gli ATC si adeguano volentieri, visto che il loro compito viene facilitato di gran lunga.
                                Valerio

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