come molti di voi sapranno io lavoro in Kazakistan che ha +3 ore di fuso orario in piu rispetto all'Italia, ieri sera tornato nel mio appartamento alle 7.30 ho acceso la televisione su Rai 3 dove stava parlando Sveva Sagramola ed ho sentito la parola "CACCIA", al che ho pensato che fosse la solita sparata contro di noi, impulso iniziale lancio del martello su monitor 32" ma in quel momento hanno inquadrato un volto a me noto, era il cacciatore professionista Massimiliano Torielli, che avendo preso la parola stava raccontando come fosse realmente la caccia fatta dai Cacciatori con la "C" maiuscola.
Trasmissione ben fatta, ben definiti dal cacciatore i confini netti tra caccia e bracconaggio, ribadito che il cacciatore e il primo innamorato dell'ambiente ( AMBIENTALISTA la ritengo una parola bieca), sottolineato e rimarcato il fatto che nella caccia, l'aspetto etico e di rispetto della selvaggina sia la parte piu importante e che quella meno importante sia lo sparo, ribadito anche che per certe specie,il controllo sotto forma di gestione venatoria sia addirittura raccomandato, infina che l'istinto venatorio sia qualche cosa di innato in tutti noi ma che solo alcuni (per come la penso io.....pochi eletti) lo sviluppano.
La partenza e stata la caccia parlando di africa, ma anche lo studioso della Sapienza di cui mi sfugge il nome, ha portato alcuni esempi positivi di gestione venatoria come la slovenia e l'austria.
Conclusione finale,e stato ribadito da tutti la compatibilita di una caccia etica e regolamentata anche ai giorni nostri.
Credetemi, sono rimasto piacevolmente scioccato.
saluti Paolo
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