ora mi spiego.
Parlando con un sacco di persone,ho notato che per la maggioranza la caccia,non è una passione,ma più semplicemente un modo per dare sfogo alle loro passioni omicide.
parole dure,ma come si può definire uno che ammazza becche prima alla posta ,poi col cane e ancora alla posta ,un altro che riempie i monti di richiami acustici per attrarre quaglie durante il passo, o altri che ammazzano milioni di anatre cosi,quasi fosse un dovere.
ho visto tanti che quando vedono una piuma perdono la testa,ma li ho sentito e visto cose da non credere.I fagiani e le starne che uscivano dal campo di gara,venivano sistematicamente impiombati in volo dai cacciatori locali appostati praticamente dietro ai confini dell'azienda.ma non solo.Ho sentito di gente che stende reti per tordi,che caccia di martedi e venerdi.certo,magari riderete di me leggendomi come uno sprovveduto,ma io ci rimango male,uno che si comporta cosi non è un cacciatore.ritengo che se continueremo di questo passo rischieremo di scomparire,abbiamo bisogno di cultura e di coraggio per cambiare,il coraggio di fermarsi e dire"...oggi sono contento e basta,a casa..." e la cultura di cacciare per il piacere degli occhi con un prelievo razzionale non di massa come tuttora avviene.
cosa ne pensate?

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