Ma oggi un nuovo articolo di Diego Pistacchi, sempre sul Giornale, torna a scoperchiare il vaso di Pandora. Questa volta si va nel dettaglio: una consistente eredità, tra beni immobili e denaro da cui poi l'associazione trasse nel 2006 2 milioni e 700 mila euro, lasciata da una signora alla sezione genovese a precisa condizione che la stessa curasse anche i lasciti ad altre strutture benemerite,opportunamente decise dall'ereditiera: 50.000 euro alla Casa di Sollievo della Sofferenza di Padre Pioa San Giovanni Rotondo, 10.000 euro all'Opera don Guanella di Roma, 10.000 euro all'Associazione Amici del Cane di Genova e ancora 10.000 euro alla parrocchia di San Paolo di Genova. Un totale di 80 mila euro cui se ne aggiungevano circa altri 20 mila indicati in un altro documento registrato successivamente al primo testamento.
Il tesoriere dell'epoca, ora oggetto delle indagini della Procura, era Piermario Villa, fu lui a spingere per vendere tutti gli immobili ad un unico proprietario. Ma dei 100 mila euro da distribuire agli altri enti non si è saputo più nulla. “A tutt'oggi - scrive Pistacchi sul Giornale - non risulta che questi centomila euro alle comunità di Padre Pio o di altri enti benefici (ma neppure agli Amici del Cane di Genova) siano stati consegnati come da volontà della defunta. Che peraltro nel testamento indicava chiaramente un tempo massimo di 60 giorni dalla lettura del documento, perché venissero rispettati versamenti".
Suona quindi strano che, con tutti questi soldi piovuti dal cielo, a detta dell'attuale commissario Massimo Pigoni, l'Enpa si ritrovi a non avere nemmeno i soldi necessari a curare gli animali in difficoltà.Proprio in questi giorni l'Enpa ha raccontato la triste vicenda di un daino morto di stenti perchè incastrato in una pozza di fango. Nessuno si è mosso, perchè le risorse per andare a prendere questi animali non ci sono. "Noi non abbiamo più soldi neppure per fare benzina", dice Pigoni.
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