UE e biodiversità

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  • SPRINGER TOSCANO
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    • Sep 2013
    • 5682
    • VOLTERRA
    • Breton

    #31
    Originariamente inviato da pointer56
    .........che dovrebbe convincere chiunque sia in buona fede e non parcofilo per partito preso.
    O peggio per mero interesse economico...
    The Rebel![;)]

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    • Alessandro il cacciatore
      🥇🥇
      • Feb 2009
      • 20199
      • al centro della Toscana
      • Deutsch Kurzhaar

      #32
      Originariamente inviato da SPRINGER TOSCANO
      O peggio per mero interesse economico...
      Purtroppo non solo quello, ma uno ben maggiormente pericoloso: istituire un parco significa creare dei posti di lavoro (improduttivo) e di potere su cui i politici possono trarne linfa vitale per le elezioni. E il conto tanto lo pagano i contribuenti. Invece le microoasi, non costano nulla, ma non offrono voti sicuri in cambio. Per quale motivo pensi che in Toscana, anziche' fare ATC a livello comunale, abbiamo fatto ATc a livello di 2 o 3 a provincia? Avevano tentato addirittura di farne 1 per provincia.
      Ars venandi est collectio documentorum, quibus scient homines ad opus suum deprehendere animalia non domestica cuiuscumque generis vi vel ingenio. (Fridericus II Imperator 1194-1250)

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      • SPRINGER TOSCANO
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        • Sep 2013
        • 5682
        • VOLTERRA
        • Breton

        #33
        Originariamente inviato da Alessandro il cacciatore
        Purtroppo non solo quello, ma uno ben maggiormente pericoloso: istituire un parco significa creare dei posti di lavoro (improduttivo) e di potere su cui i politici possono trarne linfa vitale per le elezioni. E il conto tanto lo pagano i contribuenti. Invece le microoasi, non costano nulla, ma non offrono voti sicuri in cambio. Per quale motivo pensi che in Toscana, anziche' fare ATC a livello comunale, abbiamo fatto ATc a livello di 2 o 3 a provincia? Avevano tentato addirittura di farne 1 per provincia.

        Quando furono istituiti gli atc furono le associazioni venatorie che vollero la suddivisione del territorio come lo è adesso.

        In barba a quanto previsto dalla legge gli atc non furono fatti in base alle caratteristiche del territorio (ogni atc doveva racchiudere territori con le caratteristiche più simili per avere esigenze comuni e facilitare e rendere efficiente la gestione) ma bensi in base a come erano distribuiti i cacciatori...
        Per esempio sono state inserite nello stesso atc aree di collina con aree ( e città) di pianura....il motivo?
        La maggior parte dei cacciatori era in pianura (quindi la maggior parte delle tessere) mentre la selvaggina e il territorio cacciabile era in collina......

        Un' associazione che avesse voluto atc come previsto dalla 157/92 avrebbe perso le tessere che gli provenivano dalla pianura....

        Ennesimo esempio di come le associazioni siano paragonabili (uguali?) ai partiti politici.......e di come la polita danneggi qualsiasi cosa.....
        The Rebel![;)]

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        • arfo
          ⭐⭐⭐
          • Feb 2013
          • 1459
          • Provincia di Lodi
          • Deutch drahthaar

          #34
          Originariamente inviato da Alessandro il cacciatore
          Recentemente sono stato in Lomellina, ho avuto anche un pochino di tempo per acquistare un po' di buon riso e di osservare il paesaggio, non c'era un mq di terreno libero da canali e risaie: ma non ho visto un'uccello. Mentre in una ansa di una curva, c'era un mezzo ettaro di terreno evidentemente non "lavorato": lì c'era una densità di uccelli d'acqua a mq davvero imbarazzante.
          Allora mettiamo l'obbligo che di questi habitat ce ne siano di più! Oltretutto, a differenza dei parchi, non serve una sede, un direttore, insomma un carrozzone attaccato che poi si fa fatica a trainarlo.
          Ricordo di aver letto di alcuni progetti di ricerca del professor Bogliani di Pavia (un'autorità nel campo degli studi su fauna e biodiversità, quantomeno in Lombardia) proprio volti a mitigare l'impatto delle risaie su ambiente e biodiversità.

          Fra l'altro un problema notevole è che i periodi di allagamento delle risaie sono oggi molto più ridotti d'un tempo ("riso d'asciutta"), che se da un lato è un bene perché riduce il consumo d'acqua, dall'altro impoverisce quell'ambiente tipicamente umido, con tutto ciò che ne consegue per la biodiversità.
          Bogliani credo avesse sperimentato la creazione di canaletti perennemente allagati all'interno dei campi, oltre a fasce di rispetto lungo il perimetro, sulle rive dei fossi, per creare corridoi prativi non sfalciati, alberature, siepi etc.

          Cose ragionevoli e immagino applicabili con poco impegno, insomma.

          Inviato dal mio ASUS_X00HD utilizzando Tapatalk

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          • Mercurio11
            ⭐⭐
            • Apr 2017
            • 256
            • Crema

            #35
            Buongiorno a tutti,
            personalmente preferire che vi sia omogeneità nei miglioramenti ambientali. Non tanto dal punto di vista del tipo di miglioramento da porre in essere quanto invece sulla uniformità della applicazione al territorio.
            Parlo prettamente di pianura padana (peri territori di collina e montani il discorso è diverso) i finanziamenti dovrebbero a mio avviso essere destinati alla realizzazione di corridoi ecologici uniformemente distribuiti con varietà di piante e arbusti che oltre che fornire rifugio forniscano anche alimentazione. Quindi fondamentalmente obbligherei gli agricoltori alla piantumazione di siepi campestri, al confine di ogni campo, su almeno due lati, fornendo un contributo pari al 100% dell’intervento e un contributo annuo per la loro manutenzione pari al 50% del costo standardizzato. Il tutto a prescindere dall’estensione.
            In considerazione della frammentazione della proprietà terriera è sufficiente che un solo proprietario provveda sul suo terreno per adempiere all’obbligo (a lui andranno i finanziamenti a fondo perduto).
            Incentiverei ove possibile la creazione di marcite, in considerazione del fatto che l’alimentazione bovina negli ultimi anni ha subito cambiamenti. E finanzierei il recupero di zone umide fornendo anche un contributo per il loro mantenimento.
            Per quanto riguarda il Bio-gas francamente a prescindere dagli aspetti etici, mi risulta che molti agricoltori/proprietari terrieri per prendere qualche soldo in più abbiano bruciato interi campi con il digestato (stesso discorso per i liquami dei maiali).

            ---------- Messaggio inserito alle 12:57 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 12:52 PM ----------

            Originariamente inviato da Alessandro il cacciatore
            Recentemente sono stato in Lomellina, ho avuto anche un pochino di tempo per acquistare un po' di buon riso e di osservare il paesaggio, non c'era un mq di terreno libero da canali e risaie: ma non ho visto un'uccello. Mentre in una ansa di una curva, c'era un mezzo ettaro di terreno evidentemente non "lavorato": lì c'era una densità di uccelli d'acqua a mq davvero imbarazzante.
            Allora mettiamo l'obbligo che di questi habitat ce ne siano di più! Oltretutto, a differenza dei parchi, non serve una sede, un direttore, insomma un carrozzone attaccato che poi si fa fatica a trainarlo.
            Se le capita, quando è in zona, faccia un giretto a Groppello Cairoli, vi è una riserva, che merita di essere visitata.

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            • costa
              ⭐⭐
              • Feb 2009
              • 883
              • Viterbo/San Nicandro G./Monticelli d'Ongina/Crotta d'Adda

              #36
              Mercurio, noi due purtroppo conosciamo bene la pianura padana....
              Io credo che di soluzioni tecniche ce ne siano e se ne può discutere. Ma come spesso dico, bisogna passare ai fatti e dimostrare che le cose possono cambiare. Come stanno facendo in Nord Europa, dove i progetti sulla starna stanno allo stesso tempo salvaguardando i bilanci aziendali degli agricoltori e attirano politici e amministratori che hanno il potere di implementare nuove policies in tema.
              Ci vorrebbe un euro a cacciatore all'anno, 600.000 €, per fare progetti sparsi su 3000 ettari. E ci farebbe anche una positivissima pubblicità per i cacciatori. Chi mi da una mano a creare il tutto? Raccolta fondi, pianificazione delle attività....

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              • costa
                ⭐⭐
                • Feb 2009
                • 883
                • Viterbo/San Nicandro G./Monticelli d'Ongina/Crotta d'Adda

                #37
                A proposito di biodiversità....
                E' entrata nel vivo, oggi a Gandhinagar, in India, con la presenza del primo ministro Narendra Modi alla cerimonia di apertura, la tredicesima Conferenza delle parti della convenzione sulla Conservazione delle specie migratorie (Cms Cop13), che sono in for... (ANSA)


                Parliamo spesso di stanziale perché la sentiamo più "nostra". Tuttavia, ogni area di transito/sosta per una specie migratoria (cacciabile o meno) ha secondo me l'obbligo morale di impegnarsi per capire in che modo (positivo o negativo) la sua gestione agisce.
                Faccio un esempio: un piccolo rimboschimento a biancospino lungo l'Adda dietro casa mia ha permesso quest'anno di avere stabilmente non meno di 200 esemplari di cesena. Inoltre, ogni 4 piante vi è un nido.

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                • Alessandro il cacciatore
                  🥇🥇
                  • Feb 2009
                  • 20199
                  • al centro della Toscana
                  • Deutsch Kurzhaar

                  #38
                  Originariamente inviato da costa
                  A proposito di biodiversità....
                  Faccio un esempio: un piccolo rimboschimento a biancospino lungo l'Adda dietro casa mia ha permesso quest'anno di avere stabilmente non meno di 200 esemplari di cesena. Inoltre, ogni 4 piante vi è un nido.
                  Il mantenimento o la ripiantumazione delle siepi costa poco e rende tantissimo.

                  Poi dipende dai posti in cui bisogna fare interventi migliorativi. Io ho il problema opposto,ho troppa natura e punta agricoltura. Al posto delle siepi devo fare dei campetti a perdere e punti di abbeverata fruibili tutto l'anno. Oppure durante il taglio del bosco lasciare come matricine il sorbo, la querce (mentre il cerro si taglia) ed il leccio, mantenere il corbezzolo, lasciare l'edera sulle grandi piante altrimenti i boscaioli se non istruiti la prima cosa che fanno e' tagliarla alla base. Insomma piccole attenzioni che però danno i loro frutti, molto graditi agli animali selvatici. Importante e' anche la rotazione dei tagli: non tagliare tutto insieme o lasciare tutto da tagliare: un giusto mix e' importante. Fra cacciatori non importa sottolineare l'importanza delle tagliate ai fini venatori, ma serve anche bosco vecchio (ghiande).
                  Ultima modifica Alessandro il cacciatore; 21-02-20, 10:03.
                  Ars venandi est collectio documentorum, quibus scient homines ad opus suum deprehendere animalia non domestica cuiuscumque generis vi vel ingenio. (Fridericus II Imperator 1194-1250)

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                  • costa
                    ⭐⭐
                    • Feb 2009
                    • 883
                    • Viterbo/San Nicandro G./Monticelli d'Ongina/Crotta d'Adda

                    #39
                    Esatto, è per questo che è necessario prima di tutto capire gli obiettivi e poi trovare le soluzioni tecniche più adatte. Ma senza fondi o persone che facciano del volontariato, non si va da nessuna parte.

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                    • Ciccio58
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                      • Aug 2008
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                      • palermo
                      • Korthals/orma

                      #40
                      Qualcosa sfugge ai vostri ragionamenti, parlate di agricoltura e non fate riferimento all’allevamento, sembrerebbe che date per scontato che questo si pratichi solo come in certe regioni, intensivo e in stalla.
                      Altra cosa credo che prima di proporre qualcosa occorrerebbe avere le idee chiare su come è ,in tutta la penisola isole comprese, l’orografia il clima le tradizioni insomma tutto il territorio nel suo complesso di componenti.
                      Ciò che sarebbe un ottimo progetto in Lomellina non è applicabile per raggiungere gli stessi risultati in Aspromonte o tavoliere delle puglie .
                      È molto complesso è non pensò proprio che in Europa abbiano idea o peggio vogliano avere idea della complessità del nostro territorio.

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                      • costa
                        ⭐⭐
                        • Feb 2009
                        • 883
                        • Viterbo/San Nicandro G./Monticelli d'Ongina/Crotta d'Adda

                        #41
                        No, Ciccio, io credo proprio che non vi sia una soluzione giusta per qualsiasi posto, l'Italia è lunga e molto diversa, con tradizioni, endemismi.....
                        Per questo mi piace lavorare al contrario: capire dove si vuole arrivare per mettere in campo le azioni giuste. Questo può farlo solo un tecnico preparato, che conosca bene etologia delle specie di interesse, ecologia dell'ambiente che ha di fronte, tradizioni e tecniche agricole locali e possibili scenari futuri. Gli ATC non possono fare questo, non ne hanno risorse e competenze. È la PAC ed il settore agroalimentare, guidati da coscienza politica la prima e scelte di consumo la seconda, che possono riuscire a cambiare la situazione.
                        PS. Non pensiamo sempre che in Europa ci siano dei manovratori che si muovono per chissà quali interessi. Come in tutte le amministrazioni, ci sono dei tecnici che fanno ciò che la politica gli chiede di fare. Se siamo chiari nell'esprimere le nostre preferenze, le cose cambiano, ed anche in fretta. Ma non possiamo abbandonare il lobbismo solo agli agricoltori e a qualche animalaro.
                        Un terreno adatto alle tue coturnici sarà anche un buon pascolo per le vacche Modicane; un finanziamento al mantenimento di una corretta densità di pascolo e la spinta commerciale a mangiare un formaggio sostenibile come il caciocavallo siciliano, ed ecco per magia che tornano le coturnici. Per scelte di altri.

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                        • Alessandro il cacciatore
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                          • al centro della Toscana
                          • Deutsch Kurzhaar

                          #42
                          Originariamente inviato da Ciccio58
                          Ciò che sarebbe un ottimo progetto in Lomellina non è applicabile per raggiungere gli stessi risultati in Aspromonte o tavoliere delle puglie .
                          È molto complesso è non pensò proprio che in Europa abbiano idea o peggio vogliano avere idea della complessità del nostro territorio.
                          Siamo noi che sul nostro territorio dobbiamo fare le proposte per le soluzioni.
                          Sta all' Europa accettarle e finanziarle o meno sulla base dei fondi disponibili e sulla congruità del progetto presentato.
                          Ars venandi est collectio documentorum, quibus scient homines ad opus suum deprehendere animalia non domestica cuiuscumque generis vi vel ingenio. (Fridericus II Imperator 1194-1250)

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                          • arfo
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                            • Provincia di Lodi
                            • Deutch drahthaar

                            #43
                            Non dimentichiamo che esiste un intergruppo del Parlamento Europeo che sotto il cappello "Biodiversità, caccia, spazio rurale" raccoglie trasversalmente i deputati che dovrebbero in qualche modo rappresentare gli interessi del mondo venatorio. Così come esiste un'associazione europea (FACE) che raggruppa le varie associazioni venatorie nazionali.

                            Le armi per fare "lobbing" là dove si decidono i grossi investimenti del futuro (vedi la nuova politica economica "verde", vedi la PAC) e le linee guida normative che li regoleranno, ci sono. Almeno potenzialmente. Bisogna saperle sfruttare a Bruxelles. E bisogna darsi tanto da fare a livello nazionale e locale. L'errore più grande sarebbe continuare a subire passivamente i cambiamenti.

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