Potevo contare sulla guida del mio grande mentore zio cacciatore, nonché impagliatore bravissimo, faceva lui gli zimbelli impagliati, poi nel tempo ne modificammo alcuni con ali battenti comandati da cordino , ma quello che funzionava meglio strano a dirsi era uno con le ali ripiegate in alto a V collegato ad una grossa molla sotto i piedi che facevamo ondeggiare avanti e indietro al momento giusto.
Poi riuscì ad addestrare un giovane e metterlo su racchetta, li salimmo di qualità, più avanti ne tenemmo due per un paio di stagioni, infine cominciarono a chiudere i boschi che frequentavamo e finì tutto …peccato.
Una mattina gelida mentre posizionavo quelli impagliati mi si posò un volo attorno quelli vicini mi guardavano forse chiedendosi ma che razza di Colombo fossi
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Avevamo diversi capanni fatti di rami raccolti sul posto e frequentavamo quello che in base al meteo periodo e presenza ritenevamo opportuno. Poi c’era l’albero santo così battezzato perché dava i carnieri più importanti nel periodo natalizio che bei ricordi


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