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  • silvio roncallo
    ⭐⭐⭐
    • Dec 2006
    • 5650
    • genova, Genova, Liguria.
    • spinone

    #61
    Donato, data la "folta" partecipazione a questo thread (praticamente noi due), inizia a sorgermi qualche dubbio ...... che forse non interessa???
    silvio

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    • Donatino

      #62
      Originariamente inviato da silvio roncallo
      Donato, data la "folta" partecipazione a questo thread (praticamente noi due), inizia a sorgermi qualche dubbio ...... che forse non interessa???
      Spero proprio che ti sbagli. Ad ogni modo come si dice: "homo faber fortunae suae..." Mah, d'altronde siamo in Italia....

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      • enrico
        ⭐⭐⭐
        • Apr 2006
        • 7098
        • Casarza Ligure, Genova, Liguria.
        • bracco italiano

        #63
        cioao Silvio, ho seguito il post, ma nessuno mi ha ancora detto ciò che è successo per far arrivare i soci del mio paese ad abbandonare la federcaccia e non ho ancora trovato nessuno dei soci che mi spiegasse l'accaduto.
        Credo che se i problemi siano dovuti solo al ripopolamento e agli atc.... bhe quelli ci sono semre stati e non vedo perchè si sono scoperti solo ora o forse perchè qualche altra associazione ha fatto promesse da "campagna elettorale"?, dalle tue parti cosa si dice, avete fatto qualche assemblea?
        enrico

        le opinioni personali sono come le palle.... ognuno ha le sue

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        • silvio roncallo
          ⭐⭐⭐
          • Dec 2006
          • 5650
          • genova, Genova, Liguria.
          • spinone

          #64
          Ciao Enrico.
          No nessuna assemblea; io poi non frequento il consiglio dell'ATC mi basta e avanza la sez. cacciatori della mia zona di caccia.
          Scontento ce n' è perchè se dai un'occhiata a come vengono distribuiti i soldi nell'ATC capirai che qualcosa si deve fare.
          Personalmente ho contattato di recente l'ufficio caccia della Provincia di Ge perchè il Piano Faunistico Venatorio (quinquennale) è scaduto nel 2008 e volevo sapere cosa avevano intenzione di fare e quando.
          ciao
          silvio

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          • franco barca
            • Mar 2006
            • 185
            • Empoli, Firenze, Toscana.

            #65
            Mi scusi Sig. Roncallo,ma ho capito bene secondo lei ci vorrebbero ancora più atc e addirittura più piccoli???

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            • silvio roncallo
              ⭐⭐⭐
              • Dec 2006
              • 5650
              • genova, Genova, Liguria.
              • spinone

              #66
              Originariamente inviato da franco barca
              Mi scusi Sig. Roncallo,ma ho capito bene secondo lei ci vorrebbero ancora più atc e addirittura più piccoli???
              il discorso è abbastanza semplice (o conplicato dipende da come uno lo vede):
              1 - la gestione di ATC (o chiamiamole con altro nome se vogliamo) di dimensioni comunali o poco più è senz'altro più snella ed economica perchè i cacciatori parlano direttamente con i responsabili; perchè i responsabili, eletti dai cacciatori, effettuano una gestione "amatoriale" dati i piccoli numeri in ballo ( un conto è gestirne 2.000, un conto 150) e quindi senza indennità di carica, spese di personale, affitto, luce ecc.
              2 - lo stesso discorso vale per i contributi messi a disposizione dalle Province o Regioni per il recupero del territorio, non c'è verso: più grosso è il palazzo più i soldi si perdono in lungaggini burocratiche o altro; c'è chi aspetta da oltre 6 mesi o 1 anno il rimborso per aver messo a dimora delle colture a perdere. Se l'agricoltore può parlare direttamente con il responsabile dell'atc, perchè vive nello stesso comune e magari lo incontra al bar, è diverso che non dover magari fare il viaggio nel capoluogo di provincia (sede dell'ATC) per parlare con la segretaria del responsabile della gestione dell'ufficio rimborsi dei contributi regionali. O no?
              silvio

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              • giannettiluciano
                ⭐⭐⭐
                • Jan 2008
                • 3103
                • riotorto, Livorno, Toscana.
                • denny-setter inglese

                #67
                sono concorde su cio ' che dice silvio..e' vero atc piu' piccoli piu' gestione diretta e tanta meno burocrazia ,di conseguenza meno sperpero di euro tolti dalle tasche dei diretti interessati..pero' c'e' sempre un se o un ma..gia' adesso con atc perlomeno a livello provinciale esistono realta' per le quali ,vuoi per problemi ambientali faunistici o di spazi cacciabili,molta gente dove e' fattibile ricorre all'iscrizione in altri atc o perlomeno in regime di interscambio come succede dalle mie parti..in breve io sono favorevole a eliminare tutta la burocrazia,pero' non vorrei che poi le spese ricadessero sempre sui soliti..non vorrei che magari il mio atc comunale non sia vocato per i tordi,per fare un esempio,per forza di cose cosa faccio,smetto?no!mi iscrivo anche ad un altro! e cosi' via...insomma chiariamo un po' meglio![:D]
                giannetti luciano

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                • silvio roncallo
                  ⭐⭐⭐
                  • Dec 2006
                  • 5650
                  • genova, Genova, Liguria.
                  • spinone

                  #68
                  Originariamente inviato da giannettiluciano
                  ..non vorrei che magari il mio atc comunale non sia vocato per i tordi,per fare un esempio,per forza di cose cosa faccio,smetto?no!mi iscrivo anche ad un altro! e cosi' via...insomma chiariamo un po' meglio![:D]
                  Ok Luciano, chiariamo un pò meglio (tieni presente che queste sono idee, concetti di base, che andrebbero comunque sviluppati in altro modo e con più ampio spazio):
                  allora, prendiamo il caso di un atc formato da duo e tre comuni che, grazie alle operazioni di riqualificazione del territorio diventa particolarmente vocato per beccacce e fagiani OK?
                  Però non per le lepri che sono invece abbondanti su un atc della stessa provincia (contiguo o meno ha poca importanza). Attualmente cosa succede: tu fai domada presso l'altro atc, quello che ha più potenzialità per la caccia, PREVALENTEMENTE da te praticata. Ovvio che sei merce di scambio nel senso che se un atc dà disponibilità per tot posti (tot cacciatori x ettaro) deve riceverne altrettanta dagli altri atc e questo attualmente succede all'interno della stessa provincia e non vedo perchè dovrebbe cambiare.
                  Certo, se siamo contrari alla specializzazione (tu pratichi solo la caccia al passo da appostamento fisso) non tutto e non subito è realizzabile, ma ci si può arrivare (p. es. nell'atc 1 pratichi la caccia da appostamento fisso, nell'atc 4 quella al cinghiale). Tu però rimani legato ad UNO ed UNO solo atc (eventualmente a tua scelta) nel quale oltre ad esercitare il tuo diritto di voto e di essere eletto, svolgi attività di riconversione ambientale.
                  E' più complicato a parole che con i fatti, credimi. Quello che voglio dire, in definitiva è che:
                  1 - se non siamo noi a riappropriarci della gestione del territorio c'è chi lo fa (i verdi per es.) a nostro danno;
                  2 - che sempre di più non potremo contare solo sul fatto di aver pagato un tesserino, balzelli e tasse varie per poter andare a caccia ma dovremo impegnarci in prima persona;
                  3 - che quanto sopra vale se intendiamo la caccia con la C maiuscola: per chi si accontenta del kg di carne da "pronta caccia" ce n'è d'avanzo di quello che c'è oggi ....... fin che dura.

                  P.S.
                  Mi farebbe piacere, come ho già provato a chiedere, se fra gli utenti del forum c'è qualcuno che gestisce un AFV come si deve, che ci parlasse dei costi sostenuti (ma anche dei risultati ottenuti), così, per fare un "piccolo" paragone.
                  silvio

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                  • Donatino

                    #69
                    Ciao Silvio,
                    il concetto dei piccoli atc, è molto valida sia sotto il profilo dei costi, che sotto l'aspetto della gestione del territorio, del recupero e/o crazione di ambienti vocati a particolari specie; un piccolo esempio, ti può venire dalla provincia dell'aquila, dove sono state eliminate quasi del tutto le AFV e sono presenti ben 6 ATC, che ricomprendono un gruppo di una decina o più di comuni. Per un commento sarei felice che Francesco Petrella ci portasse la sua valutazione, in quanto residente proprio a l'Aquila.

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                    • silvio roncallo
                      ⭐⭐⭐
                      • Dec 2006
                      • 5650
                      • genova, Genova, Liguria.
                      • spinone

                      #70
                      Lo stesso in Prov. di PIACENZA dove gli ATC, se non sbaglio, sono ben 11!!!!!!!
                      In prov. di PARMA, anche qui se non vado errato, 9!!!!
                      Ci fosse qualcuno di Piacenza (Paoleo?) o Parma sarebbe interessante avere commenti
                      silvio

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                      • PaoLeo
                        ⭐⭐⭐
                        • Jun 2007
                        • 2350
                        • Piacenza

                        #71
                        Silvio, provo a dire alcune cose.
                        La situazione a Piacenza è mediamente buona, anche se molto migliorabile: lepri sufficienti ovunque e spesso abbondanti, fagiani tanto da far caccia, pernici rosse addirittura numerose in certe zone, cinghiali e caprioli finchè se ne vuole.. Per quantificare: dalla fine della stagione nel comune dove caccio di solito sono stati liberati 40 fagiani selvatici catturati con le gabbie e 60 lepri prese in battuta; i lanci di pernici si faranno più avanti con animali di allevamento, ma non pronta-caccia. Si potrebbe fare molto, molto meglio, ma, rispetto ad un lancio di polli il giorno prima dell’apertura, è un altro pianeta. Testimonianza della buona consistenza della stanziale il fatto che pochissimi si dedichino alla migratoria
                        Io ho vent’anni ma posso riportare che passando dai 4 TGSC ai 17 (diciassette) ATC si è avuta una netta maggiore partecipazione dei cacciatori alla gestione del territorio, per i motivi detti da Silvio in un precedente post. Questa è l’UNICA buona cosa degli atc piccoli, ma è FONDAMENTALE (fin dall’inizio ogni ATC ha obbligato i soci ad un certo numero – solitamente 3 - di prestazioni obbligatorie annuali (catture, ripristini recinti, ecc); quest’anno alcuni ATC hanno aumentato il costo del tesserino fino a 230 Euro, a cui per ogni prestazione vengono tolti 15 euro, e mi sembra una soluzione migliore. Senza le prestazioni non ci potrebbero essere: ripristini ambientali; gestione della zrc, e quindi catture nelle stesse, e quindi ripopolamenti CON ANIMALI SELVATICI che si riproducono; controllo dei nocivi; ecc.)
                        Gli svantaggi potete immaginarli da soli: se uno vuol fare molti tipi di caccia deve avere più atc, perché questi sono perimetrati in base all’omogeneità del territorio (questa io ritengo sia un enorme stronzata, ma mi sembra di essere l’unico a pensarlo).
                        Tre anni fa si è fatta una riperimetrazione e gli ATC sono diventati 11.
                        Non vorrei far passare l’idea che sia il paradiso venatorio; i problemi sono innumerevoli, ma si prova a risolverli – non si spera che il sovrano che siede sul trono dell’ATC Unico sia abbastanza illuminato da porvi rimedio.
                        I problemi principali sono: poca chiarezza nei metodi di ottenimento dei tesserini; maggiore produttività delle zrc della pianura; su tutto, il coordinamento non sempre facile.
                        Circa i tesserini, quest’anno la Provincia ha obbligato gli ATC a soddisfare, dopo residenti nell’ATC stesso, prima le richieste dei piacentini, poi degli emiliani e, infine, dei fuori regione.
                        Annoso il problema delle catture delle lepri (sempre abbondanti in pianura e quasi nulle in montagna), causa di tante litigate tra ATC con una buona dose di ragione per ogni parte in causa; la soluzione attuale è: la Provincia obbliga gli ATC di pianura a vendere un tot numero di lepri ai montanari a prezzo fisso (100 euro/capo, mi pare).
                        <?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p>
                        A testimonianza della maggiore partecipazione nel piccolo un esempio: nel vecchio ATC (tre comuni) la sezione federcaccia più numerosa (40 iscritti) esprimeva il presidente ATC e più o meno partecipavano tutti: adesso che è stato annesso ad un ATC più grande, venti giorni fa, per il rinnovo delle cariche fidc (formalità) ma soprattutto per parlare col rappresentante della sezione in Consiglio ATC, c’erano il rappresentante suddetto, il presidente di sezione, il segretario, io e tre vecchi ottuagenari - e dire che avevo inviato le lettere invito dieci giorni prima!
                        Si doveva discutere di una cosa importantissima, la proposta per la riduzione di una zrc improduttiva, che andava fatta in modo tale che il territorio non potesse essere fagocitato da una AFV, ma non c’era nessuno….
                        Sempre per argomentare a favore del “federalismo venatorio”: gli ATC di pianura hanno come vanto il controllo dei cinghiali - in uno ne hanno abbattuti oltre cento - e Piacenza paga così agli agricoltori un terzo dei danni da cinghiale rispetto alle altre province emiliane; o ancora: Bologna paga ogni anno 30.000 euro di danni da… gruccione (??!?). Ai danni però tutti i cacciatori contribuiscono in modo eguale con la tassa regionale. A questo punto… chi lo fa fare alla provincia X di controllare le specie dannose? Datemi pure del Leghista ma secondo me la grande dimensione aiuta gli sprechi.
                        <o:p></o:p>
                        Concludendo, io non voglio dire che buoni risultati si possano avere solo con ATC piccoli. Anzi se si potessero avere con atc più grandi, magari divisi in distretti, sarebbe meglio. Ma – domanda da un milione di dollari - come favorire la partecipazione, se non legando al territorio?
                        Per esempio una situazione faunistica nettamente migliore che a Piacenza c’è a Reggio Emilia, dove hanno mi pare solo 4 ATC.
                        Probabilmente sarebbe interessante sentire cosa hanno da dire loro, io ho già scritto anche troppo, ho buttato lì spunti per un mese….
                        ____________________________________________

                        Paolino

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                        • silvio roncallo
                          ⭐⭐⭐
                          • Dec 2006
                          • 5650
                          • genova, Genova, Liguria.
                          • spinone

                          #72
                          Grazie Paolino, veramente interessante e tanta tanta sana invidia per come vanno le cose da te!!!!!!
                          certo, tutto è migliorabile, però sapere che anche dopo l'apertura puoi far uscire il cane non solo per una passeggiata mi sembra molto positivo.
                          Vediamo se qualcun altro può dirci cosa capita nel proprio ATC (VanVonVac per es. dov'è che cacci? Modena?com'è lì?)
                          silvio

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                          • Donatino

                            #73
                            Questa si che è una ottima base di partenza, magari potesse accadere anche da me.
                            Ma come si può avere un Atc con ben 43 comuni compreso il capolugo di provincia(Frosinone) e dove, solo su quasi dieci comuni è presente un pò di selvatico ma che non basta neanche a 10 cacciatori...???? tranne alcune pochissime eccezioni per il cinghiale. Starne 0; Fagiani quasi inesistenti; lepri:come le mosche bianche; e badate bene, stiamo parlando di ben 43 comuni. Vorrei tanto che qulcuno della mia provincia (Frosinone mi smentisse)!!!!

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                            • silvio roncallo
                              ⭐⭐⭐
                              • Dec 2006
                              • 5650
                              • genova, Genova, Liguria.
                              • spinone

                              #74
                              Donato, rileggi bene cosa ha scritto Paolino: 1 - partecipazione diretta obbligatoria.
                              Poi il problema del capoluogo non è in realtà un problema: i cacciatori saranno suddivisi più o meno come avviene adesso nei vari atc; non credo che i frosinonesi (si chiamano così?) vadano a caccia nella piazza del mercato.
                              silvio

                              Commenta

                              • Donatino

                                #75
                                Originariamente inviato da silvio roncallo
                                Donato, rileggi bene cosa ha scritto Paolino: 1 - partecipazione diretta obbligatoria.
                                Poi il problema del capoluogo non è in realtà un problema: i cacciatori saranno suddivisi più o meno come avviene adesso nei vari atc; non credo che i frosinonesi (si chiamano così?) vadano a caccia nella piazza del mercato.
                                Non capisco, certo che la partecipazione diretta deve essere obbligatoria;
                                riguardo ai frusinati, così si chiamano, ti assicuro che sulle montagnole circostanti la città e nelle campagne, ti giuro, ci hanno lasciato solo pietre e falasco, e quindi ci ritroviamo, a dispetto del carico venatorio 1/40Ha, con migliaia di doppiette che rischiano di spararsi in faccia tutte le mattine per prendere qualche sparuto tordo nelle zone della Valle di Comino, e sperare di trovare qualche pollo colorato che è scappato da qualche Afv-macelleria....

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