Ho inviato il mio articolo di dissenso e sarebbe opportuno che lo facessimo tutti, tacere significa acconsentire alle assurdità animaliste. Noi rappresentiamo una categoria a parte cioè quella dei cani da caccia e non da salotto quindi mettiamo per iscritto il nostro disappunto.
Vi prego di dare un segno tangibile del vostro appoggio. Facciamo sentire con determinazione la nostra voce per chiedere un'adeguata rettifica alle Istituzioni interessate
ecco l'articolo:
SONO INDIGNATO, ANZI INCAZZATO
Oggi sono veramente indignato, anzi incazzato, per la mancanza di rispetto nei
confronti degli allevatori di Spinoni, di Bracchi italiani e di Continentali in
genere, eredi di secoli di selezione e che non sono stati nemmeno interpellati
prima dell’emissione di questa assurda Ordinanza sul taglio della coda, a firma
di una sottosegretario che – sia pure di sfuggita – abbiamo visto apparire in
diretta TV su quel palco di Pontida in cui la sgargiante camicia verde aveva il
solo scopo di far risaltare la lunga e bionda capigliatura; quella camicia
verde solo falsamente bandiera leghista, perché di fatto l’elettorato che
sostiene la Martini è rappresentato da quei furibondi animalisti che mascherano
come crociata cinofila il loro vero obbiettivo di anticaccia.
Oggi sono veramente indignato, anzi incazzato, per l’emissione di un’Ordinanza
che ad un’opinione pubblica disinformata contrabbanda un falso ed inesistente
“maltrattamento” da cui deriverà un danno irreversibile al nostro patrimonio
cinotecnico.
Sono indignato, anzi incazzato, perché il vero maltrattamento consiste nel
precludere a cani delle razze da ferma di svolgere la funzione per le quali
sono state create da secoli e di assecondare i comportamenti che rappresentano
il principale appagamento delle loro attitudini comportamentali e quindi il
raggiungimento della loro felicità. Perché l’Ordinanza mira a relegare i nostri
cani da ferma all’infelice inettitudine a cui sono stati condannati i Labrador
che non si tuffano più nell’acqua per il riporto, o i Jack Russel che – anziché
catturare topi troppo grandi per i gatti – sono costantemente soggetti alla
costrizione di un guinzaglio.
Oggi sono veramente indignato, anzi incazzato, perché si condanna il taglio
della code che – a differenza delle altre caratteristiche morfologiche – non
sono state oggetto della selezione che nei secoli ne contenesse le dimensioni e
la postura … anziché indirizzare l’attenzione ai Beagle che probabilmente sono
ancor soggetti allo sciagurato destino della sperimentazione medica per l’
infelice similitudine con alcune caratteristiche umane.
Oggi sono veramente indignato, anzi incazzato, per la palese sordità che
impedisce di sentire le grida provenienti dalle gabbie degli animali da
pelliccia tuttora vittime di un inqualificabile business, nei confronti dei
quali – non essendo animali da compagnia – non esiste il “maltrattamento”.
Oggi sono veramente indignato, anzi incazzato, per l’indifferenza di
rappresentati del Governo che assistono e promuovono la cementificazione
indiscriminata del nostro territorio e chiudono gli occhi per non vedere le
migliaia di conigli che fanno da cavia per l’industria di cosmetici e
concentrano il loro aggressivo protezionismo solo a difesa di inesistenti
maltrattamenti su talune razze di cani, laddove la vera difesa a cui mirano
sono gli interessi economici di associazioni (che non meritano l’uso della “a”
maiuscola) che succhiano indebiti finanziamenti statali con cui mantenere le
loro ridondanti strutture.
Oggi sono veramente indignato, anzi incazzato, con i miei colleghi cinofili
che tacciono e subiscono il falso moralismo dal quale siamo assaliti; che
accettano l’immobilismo di coloro che per statuto dovrebbero combattere a spada
tratta in nostra difesa; che acconsentono a sterili tatticismi politicanti,
anziché scendere uniti a protestare in piazza con i nostri cani, che purtroppo
neanche volendo saprebbero essere mordaci nei confronti di nessuno e neppure
dei nostri oppositori ai quali saprebbero solo festosamente agitare il tronco
di coda che la malafede di alcuni vorrebbe fosse ingombrantemente intera.
Oggi sono veramente indignato, anzi incazzato e tutti coloro che lo sono come
me, mandino una e-mail a me ovvero d.serafino@libero.it o a cesare.bonasegale@gmail.com per unire i sensi della nostra protesta

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