Complimenti vivissimi al cacciatore garista.
Castelsangiovanni
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Siamo vicini al rapporto di Chirone: 0,469; non male direi. Siamo al di sotto del rapporto 0,530 x cm., che tu, Lucio, hai recente indicato come accettabile.
Complimenti vivissimi al cacciatore garista.Ultima modifica stefano branca; 21-06-10, 13:53.Stefano -
Sia chiaro che indicavo questi rapporti ancor prima che Chirone nascesse e ho sempre indicato fra i 36 ed i 37 kg. il massimo auspicabile. Non tanto per penalizzare qualcuno (ché in Italia sarebbe difficile trovarne) ma per dare indicazioni d'allevamento e per cercare di ridurre lo sproposito della forbice oggi esistente.
In quest' ambito le mie preferenze personali vanno a soggetti maschi con rapporto inferiore ai 500 gr x cm.
Riguardo a Chirone, se lo pesassi adesso probabilmente sarebbe
un po' piu' pesante e comunque non si tratta certo di un cagnolino. Immaginatevelo con 7/8 kg. in piu'........
File allegatilucioCommenta
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Guardando questa fotografia mi compiaccio sempre più del fatto che tu non abbia intenzione di cederlo; in essa si evidenzia un treno posteriore impressionante, ed è quello che dà la spinta nel movimento, e un tono delle toppe del mantello che in precedenti fotografie non appariva così accentuato.StefanoCommenta
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La muscolatura si sviluppa con l'esercizio e Chiro di esercizioStefano Branca Guardando questa fotografia mi compiaccio sempre più del fatto che tu non abbia intenzione di cederlo; in essa si evidenzia un treno posteriore impressionante, ed è quello che dà la spinta nel movimento, e un tono delle toppe del mantello che in precedenti fotografie non appariva così accentuato.
ne ha fatto molto, a Canossa non l' ho certo risparmiato.
Probabilmente è solo un impressione, perché prima dela muta il pelo dei cani si "sbiadisce" alquanto ed il nuovo pelo
appare molto piu' brillante. Quindi dipende dal momento in cui sono state fatte le foto ( a parte che per ragioni di luci ed ombre i colori possono apparire piu' o meno brillanti in fotografia)
invece di "se" diciamo "quando", perché di Bracchi buoni ce ne sono e piu' di quanti tu possa immaginare, malgrado la ridotta diffusione della razza. Se poi oltre ad intrinseche qualità venatorie sono aiutati da una buona costruzione e da un rapporto peso /potenza NON penalizzante ,Giuseppe ecco la riprova di quello che dico, se i bracchi sono buoni sul serio,possono contendere con tutte le razze,il alcune saranno penalizzate,in altre saranno favorite,ma non sfigureranno mai se buoni e cacciatori.
sarà ancora piu' facile che siano ottimi ausiliari e che lo siano su molti tipi di terreno.lucioCommenta
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Personalmente preferisco 2-3 cm. im meno d'altezza !
cm 65 x 32 kg che porta ad un rapporto pesox1 cm di 0,492 kg.
mentre il massimo dello standard (40 kg. x 67 cm) porta ad un rapporto di 0,597 personalmente e ripeto il "personalmente" , situo il rapporto ottimale per i maschi da 450 a 540 gr x 1 cm e per le femmine
da 450 a 500 gr. x 1 cm di altezza, soggetti in forma lavoro.
Non vedo, in Italia, soggetti per altezza e peso ai limiti massimi dello standard.
Sinceramente , senza alcuna vena polemica, non capisco perche' poi idealizzi il "bracchetto leggero " sul tipo dell'estinto " ceppo Aschieri".Antonio CasamassimaCommenta
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Come puoi vedere il fatto che io " idealizzi " il Bracchetto Aschieri o Bagnasco, non mi impedisce di avere una visione misurata ed oggettiva del "bracco nobile".
La perdita o meglio la deliberata distruzione di una italianissima razza, colpita nella sue peculiari caratteristiche fisico/somatiche, è stata pagata a carissimo prezzo dalla cinofilia italiana, quello era (sempre a mio modestissimo parere) il cane adatto a fronteggiare l'invasione di razze estere , veloci, contenute nelle dimensioni e adatte alle esigenze di una caccia che doveva coprire molto terreno per reperire la sempre piu' scarsa selvaggina. Ed i fatti, sono li a dimostrarlo, bracchi tedeschi, epagneul bretons per non parlare degli inglesi, hanno incontrato il favore dei nembrotte italiani ed i nostri fermatori nazionali, ristagnano ancora , malgrado i sensibilissimi miglioramenti strutturali, sanitari e venatici, conseguiti dal 1970 in avanti, quando si è cominciato a guardare alla dinamica ed a a selezionare basandosi sui soggetti agonisticamente piu' validi.
Ora mi auguro che le risultanze dell'utilizzatore (ho piu' volte detto che diminuendo il peso non si colpirebbero che pochissime unità in ambito nazionale) vengano recepite anche dalla SS e vengano considerate delle indicazioni importanti per gli allevatori.
Gli utilizzatori queste "indicazioni" le hanno recepite da tempo.lucioCommenta
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Bracchi straordinari in stile ed a caccia
Un piccolo commento alla gara di Castelsangiovanni.
Prima di tutto un mare di congratulazioni all'amico Marco ed al bravo Aiace, risultato più che meritato. Mi dicono che a fine gara il bravo Marco aveva le lacrime agli occhi per la felicità. La sensibilità ed emozionabilità dei braccofili è risaputa.
Personalmente ho corso al mattino con i miei bracconi, Sultan, Malvasia ed Adelchi non arrivati al risultato per colpa del conduttore (naturalmente ero io, devo convenire che sono proprio una schiappa!!!).
Quello che più mi ha fatto piacere è stata la notevole presenza di bracchi italiani (pareva a detta di molti una speciale di razza) che si sono comportati tutti molto bene anche se spesso non a punteggio. Venaticità, copertura del percorso e collegamento sono state le doti più ammirate dal nutrito gruppo di partecipanti.
Ma la cosa che più mi ha commosso e, perdonatemi reso molto fiero sono state le due prove effettuate dal mio Adelchi, andato a punto in entrambe ma con risultato invalido dovuto alla mia incapacità nel condurlo.
Il trotto di Adelchi ha destato impressione ed ammirazione da parte di tutti i presenti, elogiato più volte dal giudice che alla fine l'ha voluto premiare come il cane più stilista fra tutti i partecipanti.
Permettetemi ma ne sono molto fiero, è un braccone che mi piace moltissimo, ed il temperamento che pone nell'azione è una cosa che mi entusiasma. Penso che nel futuro preparerò un DVD affinchè molti possano godere le immagini delle azioni dirompenti e di stile che questo bracco è in grado di mostrare. Per il bene della ns. amata razza.
Inoltre ho avuto il piacere di partecipare ad una prova con un ambiente cinofilo come dovrebbe essere, con educazione, simpatia e corretta partecipazione di tutti i concorrenti, qualsivoglia razza avessero. Questo dovrebbe essere lo spirito vero e competitivo della sana e vera cinofilia, di uomini che partecipano per il solo piacere di mostrare quanto sia più o meno bravo il proprio ausiliare, senza prevaricazioni ne invidie ne risentimenti verso chichessia.
Un grazie agli organizzatori da parte mia e di tutti per la piacevole giornata e per l'ottima organizzazione sia sul campo che......a tavola.
Mauro Nerviani
Una foto di AdelchiFile allegatiPierino la pesteCommenta
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Cio' non puo' che farmi piacere !
Ritengo che non si tratti di perdita e tanto meno di distruzione ma il dover ricorrere , per poter mantenere determinate caratteristiche, all'apporto di altre razze.La perdita o meglio la deliberata distruzione di una italianissima razza, colpita nella sue peculiari caratteristiche fisico/somatiche, è stata pagata a carissimo prezzo dalla cinofilia italiana, quello era (sempre a mio modestissimo parere) il cane adatto a fronteggiare l'invasione di razze estere , veloci, contenute nelle dimensioni e adatte alle esigenze di una caccia che doveva coprire molto terreno per reperire la sempre piu' scarsa selvaggina. Ed i fatti, sono li a dimostrarlo, bracchi tedeschi, epagneul bretons per non parlare degli inglesi, hanno incontrato il favore dei nembrotte italiani ed i nostri fermatori nazionali, ristagnano ancora , malgrado i sensibilissimi miglioramenti strutturali, sanitari e venatici, conseguiti dal 1970 in avanti, quando si è cominciato a guardare alla dinamica ed a a selezionare basandosi sui soggetti agonisticamente piu' validi.
Ora mi auguro che le risultanze dell'utilizzatore (ho piu' volte detto che diminuendo il peso non si colpirebbero che pochissime unità in ambito nazionale) vengano recepite anche dalla SS e vengano considerate delle indicazioni importanti per gli allevatori.
Gli utilizzatori queste "indicazioni" le hanno recepite da tempo.
Il Kurzhar , se non ricordo male, nacque dopo l'estinzione dell'Aschieri .
Le razze estere comunque sarebbero arrivate !
Probabilmente avro' fuorviato il tema originario della discussione e...me ne scuso .Antonio CasamassimaCommenta
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non staro' a citarti le parole del Delor e del Benasso in merito,Ritengo che non si tratti di perdita e tanto meno di distruzione ma il ricorrere , per poter mantenere determinate caratteristiche, all'apporto di altre razze.
Il Kurzhar , se non ricordo male, nacque dopo l'estinzione dell'Aschieri .
gli Aschieri in quanto razza erano scomparsi proprio mentre nasceva il K in Germania, ma il tipo rimaneva ancora ben presente ed è il "tipo"
che è stato "scartato" a favore di un altro tipo ben diverso per caratteristiche fisiche e venatorie.
Certo sarebbero arrivate ugualmente le razze straniere , questo è indubbio, ma avremmo potuto opporre una piu' valida "resistenza" proponendo un'alternativa venatoriamente accettabile. L'apporto di altre razze non era ad inizio 900 prerogativa del bracco (leggero o pesante ) ma era prassi comune a tutte le razze da ferma, si trattava soltanto di essere un po' piu' pragmatici. Malgrado gli anatemi della cinofilia ufficiale il bracco/pointer è stato una "razza" usatissima fino a dopo il secondo conflitto, perché rappresentava il tipo di cane di cui i cacciatori sentivano il bisogno. D'altra parte cos'era allora il K se non un bracco pointer ??? e lo é concettualmente, ancora oggi.lucioCommenta
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Ma è proprio la mancanza di una selezione avveduta e mirata che ne ha provocato l'estinzione.non staro' a citarti le parole del Delor e del Benasso in merito,
gli Aschieri in quanto razza erano scomparsi proprio mentre nasceva il K in Germania, ma il tipo rimaneva ancora ben presente ed è il "tipo"
che è stato "scartato" a favore di un altro tipo ben diverso per caratteristiche fisiche e venatorie.
Certo sarebbero arrivate ugualmente le razze straniere , questo è indubbio, ma avremmo potuto opporre una piu' valida "resistenza" proponendo un'alternativa venatoriamente accettabile. L'apporto di altre razze non era ad inizio 900 prerogativa del bracco (leggero o pesante ) ma era prassi comune a tutte le razze da ferma, si trattava soltanto di essere un po' piu' pragmatici.
Analogo il caso del bracco-pointer - non discuto sulla sua validita' venatoria - ricorderai che quando iniziarono a far accoppiare, tra loro, i prodotti di prima generazione non se ne capi' piu' nulla , altro che Torre di Babele , e... inesorabilmente scomparve dalla scena "cacciatoresca" !Malgrado gli anatemi della cinofilia ufficiale il bracco/pointer è stato una "razza" usatissima fino a dopo il secondo conflitto, perché rappresentava il tipo di cane di cui i cacciatori sentivano il bisogno. D'altra parte cos'era allora il K se non un bracco pointer ??? e lo é concettualmente, ancora oggi.Antonio CasamassimaCommenta
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proprio così, ma la causa è stata la mancanza di indirizzi dati dai braccofili del tempo, che hanno fatto scelte comprensibili all'epoca (penso io) condannabili sul piano storico/cinofilo. Hanno detto invece di un mezzo pointer prendiamo il pointer intero..... mentre il bracco è solo quello pesante , aggiungi a questo una certa dipendenza culturale/cinofila dall'estero particolarmente evidente presso le classi piu' agiate ,che nemmeno l'autarchia del ventennio è riuscita a scalfire.
purtroppo questo "meticciamento" è avvenuto in modo empirico e piu' o meno casuale, è mancato un programma o meglio un progetto di allevamento e soprattutto è mancato uno sponsor di grande carisma cinofilo. (che invece ha trovato il K)Analogo il caso del bracco-pointer - non discuto sulla sua validita' venatoria - ricorderai che quando iniziarono a far accoppiare, tra loro, i prodotti di prima generazione non se ne capi' piu' nulla , altro che Torre di Babele , e... inesorabilmente scomparve dalla scena "cacciatoresca" !
Ormai è cronaca e non c'é piu' nulla da fare, l'acqua è passata , quello che possiamo fare e cercare di fare del nostro bracco un cane competitivo e funzionale e -sempre a mio modestissimo parere- è tempo di fare delle scelte, la prima delle quali è l'unificazione del tipo
riducendo in termini "umani" o meglio "cinofili" le assurde forbici di taglia e peso.lucioCommenta
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