Carabine: rosate guarda e piangi?

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    • May 2010
    • 349
    • Torino

    #1

    Carabine: rosate guarda e piangi?

    Mi piacerebbe tentare un confronto sulle esperienze negative con la precisione delle carabine. Prima o poi capita a tutti di produrre rosate del tipo “guarda e piangi”, ma quasi sempre col tempo ci si accorge che, come diceva Antonio Albanese, “ogni why ha il suo because”.

    E’ quello che sta succedendo al mio socio di “camosciate” che si ultimamente si innervosisce un po’ perché la sua nuova (bellissima) Sako Bavaria in 300Win. Mag. con ottica SuB si fa mazzolare senza tanti complimenti dalla dozzinale e volgare canna triangolare di una irriverente Remington in 308 pur se afflitta da uno scatto durissimo e sormontata da un umile Redfield (la rivincita della plebe…). Probabilmente si tratta solo di mettere a punto la munizione del 300, ma andiamo oltre.
    Col passare degli anni ho tentato di raggruppare una mia casistica, raccolta da esperienze personali o viste di persona, da chiacchierate con i (pochi) armaioli che si dimostrano degni di tale nome o da letture di fonti affidabili. Sarebbe bello verificarle insieme e magari ampliare o rivedere la casistica.

    Ho arbitrariamente diviso le voci in 5 categorie:
    - ferro (azione/canna/scatto)
    - legno (calcio: incassatura, sede canna, serraggio viti azione ecc., anche se sintetico)
    - vetro (ottiche e montaggi)
    - igiene (pulizia e manutenzione)
    - munizione (la pappa! Anche le armi sono quello che mangiano).

    Un punto fondamentale è il rapporto tra ferro e legno (o sintetico), cioè l’incassatura, che ricomprendo nel legno.

    Premetto che in genere lascio per scontato che OGNI carabina attuale, con una munizione a lei gradita, in buone condizioni di pulizia, le viti serrate al punto giusto e poco altro può e DEVE fare rosate almeno decenti per l’uso venatorio. Salvo ovviamente difetti meccanici clamorosi o interventi maldestri (vedasi le rimozioni dl punto di pressione sulla canna quando presente).

    Ma veniamo al sodo:

    FERRO:
    - danni o errata esecuzione del vivo di volata;
    - clamorosi eccessi di headspace, magari dovuti ad accoppiamenti tra camere al massimo delle dimensioni con bossoli realizzati al minimo dimensionale (classico caso possibile nei magnum con bossolo belted)
    - attriti anomali tra il percussore e sua sede o con sistemi di ritenuta della sicura (win. 70 o Ruger 77mk2)
    - sfridi o schegge metalliche di lavorazione rimaste nella sede del percussore che causano attriti e percussioni irregolari tra molla e percussore (caso successo a me: rem 700 in 308 che improvvisamente spara male o non spara del tutto: un po’ di ruggine formatasi sulla molla del percussore dopo diversi memorabili acquazzoni in montagna);
    - usura della canna. Francamente canne talmente fruste da sparare tanto male da essere inutili non le ho mai viste;
    - eccessiva pressione verticale del serbatoio contro il fondo dell’azione (il caricatore è sforzato contro la meccanica dal gruppo dell guardia del grilletto). Caso raro, ma rovinoso quanto di facile rimedio, basta un po’ di lima;
    - bullone anteriore dell’azione troppo lunga, tanto da sfiorare una aletta di chiusura dell’otturatore (nelle meccaniche con il foro passante come la 700 e la Win. 70);
    - una aletta dell’otturatore che che non fa presa nella sua sede in chiusura. Questo rarissimo caso in Italia è disastroso, qui non ci sono molti armaioli in grado di intervenire per portare entrambe le alette al contatto minimo necessario intervenendo sulla alesatura della camera e riposizionando la canna con una spesa ragionevole. Ma un fucile così l’ho visto una volta, brutto affare.

    LEGNO (o FIBRA) e accoppiamento:
    - distorsioni, deformazioni, rigonfiamenti o ritirate del legno: anche stagionato il legno è cosa viva, si sa. E’ bello, ma a volte nevrotico peggio di una star della lirica. Per fortuna quasi mai le variazioni delle fibre del legno hanno influenze significative nell’uso venatorio rivolto alla selvaggina ungulata. Un sapiente uso del glass bedding, specie se accoppiato all’inserimento di pilastrini metallici attorno ai bulloni dell’azione (pillar bedding) in genere riesce a domare anche i legni più ribelli. BTW, anche i calci sintetici sono soggetti ad un certo schiacciamento da compressione a causa della pressione dei bulloni verso l’azione, quindi anche qui il pillar potrebbe non essere inutile ;
    - contatti laterali tra le pareti metalliche del caricatore e il calcio: mi è successo con un BSA in 222 a canna pesante, è incredibile quanti flier riescono a indurre! Però basta un colpetto di raspa per risolvere il problema (insegnamento del Monsu’ Bagna, vecchio e mai abbastanza compianto armaiolo astigiano, calcista formidabile e liutaio a tempo perso);
    - contatti tra i bulloni dell’azione e il calcio (foro di passaggio troppo stretto o storto o sporco di scarti di lavorazione): esattamente come sopra, Monsu’ Bagna dixit;
    - eliminazione del punto di pressione canna-calcio. Qui proprio non condivido la fissazione americana per la canna flottante a tutti i costi. Di solito questa eliminazione causa solo casini, se c’è ha un suo motivo. A meno che il calcio non sia realizzato e irrigidito apposta per lavorare a dovere senza pressioni sulla canna (browning BBR per esempio), o che la canna non sia pesante o irrigidita con scanalature ben riuscite (mica facile!), ma non stiamo parlando di costruzioni ordinarie.
    - tiraggio appropriato dei bulloni dell’azione. In certi casi giocando sulla coppia dei serraggi si riesce a deviare un poco la rosata… Poi il legno gonfia o secca e cambia tutto, ma si è già detto.

    VETRO:
    - attacchi o anelli lenti o mal fissati, o che tendono ad allentarsi. O montati alla min*hia di cane. Ho visto la basetta di un attacco a piede di porco di un BEL drilling fissato nella sua sede in bindella con un semplice colpetto di punzone. Montaggio a suo tempo pagato una milionata di lire invece che con la quintalata di legnate sulla gobba che avrebbe meritato.
    - ottica sballata. Capita, anche nelle migliori famiglie. I più tendono a fare questa equazione: cannocchiale nuovo = cannocchiale affidabile. Io a caccia metto a dura prova le ottiche (oltre alla schiena), ho imparato a mie spese a rovesciare il ragionamento: un cannocchiale è da ritenersi affidabile dopo un paio di stagioni di uso intensivo senza problemi. Prima è un pivello in prova, non gli concedo il privilegio di rischiare di rovinarmi una giornata di caccia duramente strappata a partire dalla conquista di un giorno di ferie. Oltre alle perdite di regolazione, ancora peggio gli appannamenti interni dovuti ai brutali sbalzi termici mi hanno spesso fatto perdere fiducia in prodotti di prestigio.
    Un cannocchiale nuovo e mai provato può avere qualche problema che si attribuisce ingiustamente al fucile o alle cartucce.

    IGIENE: col vivo di volata e i serraggi delle viti la pulizia della canna è la prima cosa da guardare. Di pulizia si è parlato a lungo altrove, inutile allungare la già troppo lunga chiacchierata. Ricordo solo il mio caso peggiore: un bel Voere in 270 su meccanica ‘98 completamente erratico. Il padrone (carrozziere) per “proteggere meglio la canna e non farla consumare” l’aveva completamente riempita di olio motore 15w/40 e così sparata. Risultato: rosata di oltre 60 cm a 100 metri. Ho perso il conto delle ore passate a sbacchettare per tirare via tutte le morchie.

    MUNIZIONE: come sopra, discorsi già trattati a dovere non saprei cosa aggiungere.

    Scusate la lunghezza del post, ma tanto dovevo aspettare che si completassero le routine di pulizia annuale del mac.
    Se qualcuno che ha avuto la pazienza di arrivare fino qui avesse obiezioni o aggiunte da fare, ben venga.

    Ciao
    marco
    ...e qualcuno dirà che c'è un modo migliore
  • Andrea (pe)
    ⭐⭐⭐
    • Sep 2008
    • 1150
    • Pescara
    • breton

    #2
    Molto interessante la tua disamina,peccato però che io di rigato non ne capisca proprio nulla...[:D] Fortunatamente però questo forum è frequentato da persone preparatissime che sicuramente interverranno.
    Saluti

    Andrea

    Caccia & Ricarica, finché morte non ci separi.......! [polup]

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    • SARO
      ⭐⭐⭐
      • Oct 2009
      • 3965
      • Andria/Sannicola
      • nessuno

      #3
      Interessantissimo...... grazie, per un principiante come me del rigato è un'iniezione di suggerimenti....
      Cordialità

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      • Ciccio58
        ⭐⭐⭐
        • Aug 2008
        • 3038
        • palermo
        • Korthals/orma

        #4
        beh il calibro, per quel poco che conosco lo possiamo definire impegnativo, quindi fare una analisi della cartuccia in tutti i suoi componenti sarebbe opportuno, magari il complesso arma (ferro, legno, vetro etc..) avrà il suo bel difettuccio, ma sono convinto che una cartuccina cucita su misura attenuerebbe il problema

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        • G.G.
          Moderatore Armi e Polveri
          • Jun 2006
          • 11233
          • BOLOGNA, Bologna, Emilia Romagna.
          • Epagneul Breton

          #5
          Di carabine che ci si sono messe di buona lena per far impazzire proprietari e armaioli ne ho viste diverse e direi che la disamina di Marco (Tersite) è perfetta e pressochè completa.
          Di seguito elenco alcuni concisi casi di evidente imprecisione e le soluzioni poi adottate da noi o amici.

          Rem. 700 cal. 30-06, le viti di giunzione legno-ferro tendevano ad allentarsi e la carabina ad allargare.
          Piccolo bedding localizzato nella sede del tenone di rinculo (recoil lug) e nella punta posteriore dell'azione, tutto OK.

          CZ ZKK 600 cal. 30-06, sempre sparato benissimo, poi di punto in bianco, dà rosate da 4 pollici a 100 metri.
          La bussola guidavite di fissaggio anteriore, forse per un graduale schiacciamento/assestamento del legno non permetteva più il tiraggio della vite stessa, abbassata la bussola col tornio di 3 decimi tutto è tornato OK.

          CZ 550 cal. 7x64, nata male, rosate da schifo con RWS ed ottime ricariche. Rettificato il vivo di volata, ... rosate da mezzo MOA.

          Sauer 202 cal. 25-06, con ogni tipo di cartucce rosate da 3-4 pollici.
          Qui abbiamo rischiato la clinica neuro!
          Continuò finchè il mio socio decise di montare sulla carabina (dotata di attacchi Leupold QR, quindi comodissimi alla necessità) e provare un altro cannocchiale, con un volgare Kahles 6x42 avemmo rosate da 2-3 cm. a 200 metri, inviato alla fabbrica il cannocchiale del cliente e tornato risistemato si è risolto tutto.

          Weihrauch HW 660 222 Remington, provato tutto (bedding compreso), problema migliorato ma non risolto.

          Kipp Blaser in 7x65R, iniziale ottima precisione con cartucce ricaricate ad hoc, poi rosate molto larghe, problema durato mesi, poi i bossoli vennero sostituiti con altrio nuovi e la carabina tornò a sparare in una moneta a 200 metri, ... nei bossoli vecchi ad un certo punto, dopo 3-4 ricariche, credendo di fare del bene, era stato sbavato/alesato il foro del focone...!

          Sako Vixen 222 Rem. acquistata usata, rosate pessime con ricariche e commerciali, ... probabilmente ceduta per quel motivo.
          Visita alla canna col boroscopio, che rivela pesante ramatura, di difficile rimozione, ... tolta, l'arma spara ora in un bottone da camicia a 100 metri.

          Mauser 66 cal. 243 W. con ottica montata ad incastro, rosate larghe con tutti i tipi di cartucce.
          Scoperto che uno dei due attacchi si era parzialmente dissaldato, risaldato tutto è tornato OK.


          Mia pistola Remington XP100 in cal. 221 Fireball.
          mancando i bossoli, improvviso i primi 15 formandoli dal 222 Rem. per accorciatura e tornitura del colletto.
          La pistola montata con un Redfiled 2-7X a lunga focale a 100 metri spara mediamente in mezzo MOA.
          Il compianto Riccò, mi manda dopo pochi giorni 150 bossoli originali R.P. 221 Fireball, quindi inizio a sparare con quelli.
          Usandola pochissimo, dimentico dell'origine dei primi bossoli, mi concentro sulla ricarica dei nuovi originali, ma le rosate sono ora di circa 1 MOA o più ed io non intuisco il motivo, pur chiaro.
          Una sera, ricaricando una trentina di bossoli, mi capitano tra le mani i primi 15 formati dal 222 Rem. e decido di caricarli per l'ultima volta per poi buttarli.
          Il giorno dopo sparo per primi proprio questi, la prima rosata è di 0,25 MOA (degna di una ottima carabina Varmint) la seconda di pochissimo più larga, passo ai bossoli R.P. 221 FB originali e la rosata diventa all'improvviso 1,2 MOA ... ho accantonato i bossoli originali ed acquistato da Sinclair un trim die Redding del 221 Rem. Fireball ...!


          Cordialità
          G.G.
          Some people hear their own inner voices with great
          clearness and they live by what they hear.
          Such people become crazy, or they become legends.
          </O:p

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          • TNT
            ⭐⭐
            • Dec 2010
            • 400
            • Valtellina

            #6
            Io ho avuto difficoltà a tarare un 300win con palle da 165grs provato a variare dosi e polvere ma niente da fare il meglio viene solo con palle da 180/185 grs, forse il passo di rigatura non le digerisce, invece un leupold su Sauer faceva rosate larghe ci siamo accorti per caso che ruotando l'oculare per la messa a fuoco questo aveva giuoco nel filetto, risolto provvisoriamente con due giri di nastro teflon, kipplauf vima primo colpo perfetto i successivi sempre a calare in basso di una ventina di centimetri per volta, a canna fredda tornava perfetto, rimandato in fabbrica sistemate le tolleranze delle chiusure.
            una domanda ma il rodaggio della canna influisce oppure sono fissazioni?
            saluti TNT

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            • sparatore
              ⭐⭐
              • Jan 2010
              • 430
              • Campora (salerno 2)
              • nina springer è working coker spaniel

              #7
              Originariamente inviato da tersite
              Mi piacerebbe tentare un confronto sulle esperienze negative con la precisione delle carabine. Prima o poi capita a tutti di produrre rosate del tipo “guarda e piangi”, ma quasi sempre col tempo ci si accorge che, come diceva Antonio Albanese, “ogni why ha il suo because”.

              E’ quello che sta succedendo al mio socio di “camosciate” che si ultimamente si innervosisce un po’ perché la sua nuova (bellissima) Sako Bavaria in 300Win. Mag. con ottica SuB si fa mazzolare senza tanti complimenti dalla dozzinale e volgare canna triangolare di una irriverente Remington in 308 pur se afflitta da uno scatto durissimo e sormontata da un umile Redfield (la rivincita della plebe…). Probabilmente si tratta solo di mettere a punto la munizione del 300, ma andiamo oltre.
              Col passare degli anni ho tentato di raggruppare una mia casistica, raccolta da esperienze personali o viste di persona, da chiacchierate con i (pochi) armaioli che si dimostrano degni di tale nome o da letture di fonti affidabili. Sarebbe bello verificarle insieme e magari ampliare o rivedere la casistica.

              Ho arbitrariamente diviso le voci in 5 categorie:
              - ferro (azione/canna/scatto)
              - legno (calcio: incassatura, sede canna, serraggio viti azione ecc., anche se sintetico)
              - vetro (ottiche e montaggi)
              - igiene (pulizia e manutenzione)
              - munizione (la pappa! Anche le armi sono quello che mangiano).

              Un punto fondamentale è il rapporto tra ferro e legno (o sintetico), cioè l’incassatura, che ricomprendo nel legno.

              Premetto che in genere lascio per scontato che OGNI carabina attuale, con una munizione a lei gradita, in buone condizioni di pulizia, le viti serrate al punto giusto e poco altro può e DEVE fare rosate almeno decenti per l’uso venatorio. Salvo ovviamente difetti meccanici clamorosi o interventi maldestri (vedasi le rimozioni dl punto di pressione sulla canna quando presente).

              Ma veniamo al sodo:

              FERRO:
              - danni o errata esecuzione del vivo di volata;
              - clamorosi eccessi di headspace, magari dovuti ad accoppiamenti tra camere al massimo delle dimensioni con bossoli realizzati al minimo dimensionale (classico caso possibile nei magnum con bossolo belted)
              - attriti anomali tra il percussore e sua sede o con sistemi di ritenuta della sicura (win. 70 o Ruger 77mk2)
              - sfridi o schegge metalliche di lavorazione rimaste nella sede del percussore che causano attriti e percussioni irregolari tra molla e percussore (caso successo a me: rem 700 in 308 che improvvisamente spara male o non spara del tutto: un po’ di ruggine formatasi sulla molla del percussore dopo diversi memorabili acquazzoni in montagna);
              - usura della canna. Francamente canne talmente fruste da sparare tanto male da essere inutili non le ho mai viste;
              - eccessiva pressione verticale del serbatoio contro il fondo dell’azione (il caricatore è sforzato contro la meccanica dal gruppo dell guardia del grilletto). Caso raro, ma rovinoso quanto di facile rimedio, basta un po’ di lima;
              - bullone anteriore dell’azione troppo lunga, tanto da sfiorare una aletta di chiusura dell’otturatore (nelle meccaniche con il foro passante come la 700 e la Win. 70);
              - una aletta dell’otturatore che che non fa presa nella sua sede in chiusura. Questo rarissimo caso in Italia è disastroso, qui non ci sono molti armaioli in grado di intervenire per portare entrambe le alette al contatto minimo necessario intervenendo sulla alesatura della camera e riposizionando la canna con una spesa ragionevole. Ma un fucile così l’ho visto una volta, brutto affare.

              LEGNO (o FIBRA) e accoppiamento:
              - distorsioni, deformazioni, rigonfiamenti o ritirate del legno: anche stagionato il legno è cosa viva, si sa. E’ bello, ma a volte nevrotico peggio di una star della lirica. Per fortuna quasi mai le variazioni delle fibre del legno hanno influenze significative nell’uso venatorio rivolto alla selvaggina ungulata. Un sapiente uso del glass bedding, specie se accoppiato all’inserimento di pilastrini metallici attorno ai bulloni dell’azione (pillar bedding) in genere riesce a domare anche i legni più ribelli. BTW, anche i calci sintetici sono soggetti ad un certo schiacciamento da compressione a causa della pressione dei bulloni verso l’azione, quindi anche qui il pillar potrebbe non essere inutile ;
              - contatti laterali tra le pareti metalliche del caricatore e il calcio: mi è successo con un BSA in 222 a canna pesante, è incredibile quanti flier riescono a indurre! Però basta un colpetto di raspa per risolvere il problema (insegnamento del Monsu’ Bagna, vecchio e mai abbastanza compianto armaiolo astigiano, calcista formidabile e liutaio a tempo perso);
              - contatti tra i bulloni dell’azione e il calcio (foro di passaggio troppo stretto o storto o sporco di scarti di lavorazione): esattamente come sopra, Monsu’ Bagna dixit;
              - eliminazione del punto di pressione canna-calcio. Qui proprio non condivido la fissazione americana per la canna flottante a tutti i costi. Di solito questa eliminazione causa solo casini, se c’è ha un suo motivo. A meno che il calcio non sia realizzato e irrigidito apposta per lavorare a dovere senza pressioni sulla canna (browning BBR per esempio), o che la canna non sia pesante o irrigidita con scanalature ben riuscite (mica facile!), ma non stiamo parlando di costruzioni ordinarie.
              - tiraggio appropriato dei bulloni dell’azione. In certi casi giocando sulla coppia dei serraggi si riesce a deviare un poco la rosata… Poi il legno gonfia o secca e cambia tutto, ma si è già detto.

              VETRO:
              - attacchi o anelli lenti o mal fissati, o che tendono ad allentarsi. O montati alla min*hia di cane. Ho visto la basetta di un attacco a piede di porco di un BEL drilling fissato nella sua sede in bindella con un semplice colpetto di punzone. Montaggio a suo tempo pagato una milionata di lire invece che con la quintalata di legnate sulla gobba che avrebbe meritato.
              - ottica sballata. Capita, anche nelle migliori famiglie. I più tendono a fare questa equazione: cannocchiale nuovo = cannocchiale affidabile. Io a caccia metto a dura prova le ottiche (oltre alla schiena), ho imparato a mie spese a rovesciare il ragionamento: un cannocchiale è da ritenersi affidabile dopo un paio di stagioni di uso intensivo senza problemi. Prima è un pivello in prova, non gli concedo il privilegio di rischiare di rovinarmi una giornata di caccia duramente strappata a partire dalla conquista di un giorno di ferie. Oltre alle perdite di regolazione, ancora peggio gli appannamenti interni dovuti ai brutali sbalzi termici mi hanno spesso fatto perdere fiducia in prodotti di prestigio.
              Un cannocchiale nuovo e mai provato può avere qualche problema che si attribuisce ingiustamente al fucile o alle cartucce.

              IGIENE: col vivo di volata e i serraggi delle viti la pulizia della canna è la prima cosa da guardare. Di pulizia si è parlato a lungo altrove, inutile allungare la già troppo lunga chiacchierata. Ricordo solo il mio caso peggiore: un bel Voere in 270 su meccanica ‘98 completamente erratico. Il padrone (carrozziere) per “proteggere meglio la canna e non farla consumare” l’aveva completamente riempita di olio motore 15w/40 e così sparata. Risultato: rosata di oltre 60 cm a 100 metri. Ho perso il conto delle ore passate a sbacchettare per tirare via tutte le morchie.

              MUNIZIONE: come sopra, discorsi già trattati a dovere non saprei cosa aggiungere.

              Scusate la lunghezza del post, ma tanto dovevo aspettare che si completassero le routine di pulizia annuale del mac.
              Se qualcuno che ha avuto la pazienza di arrivare fino qui avesse obiezioni o aggiunte da fare, ben venga.

              Ciao
              marco
              ciao,cosa importante dà aggiungere nei ferri sono basi è attacchi di qualità, ò avuto il tuo stesso problema col 300 winc mag,controlla lè viti di serraggio è bloccale con un ottimo frena filetti ciao dà sparatore

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              • Antonio Mitelli
                ⭐⭐
                • Jan 2010
                • 459
                • Bomba (CH)
                • 2 setter, madre e figlia, Milli e Bianca

                #8
                Buondì, Tersite, ottima disquisizione, hai messo in luce i diversi particolari che influiscono sulla precisione di un "ferro"e purtroppo come capita anche su rinomate e costose carabine, dovuto a montaggi a volte a tirar via con scarso controllo finale......
                La questione head-space, accoppiamento azione/canna può essere una grande rogna e
                riguardo al contatto più o meno corretto della superficie dei tenoni di chiusura, nonchè la planarità ortogonale della faccia otturatore, come dici in Italia è disastroso, sicuramente si, ma sicuramente risolvibile con "disastroso" non indifferente esborso di moneta e trovarsi molto probabilmente con le scritte sulla canna ruotate in un senso o l'altro, armaioli che fanno ottimo lavoro, pochi ma ci sono (es.F.Farè).
                D'accordo sulle ottiche e senza far nomi anche rinomate, oggi vedo un decadimento qualitativo a fronte di rinomata pubblicità.
                Basi e anelli ottica, di indiscutibile qualità e montaggio eseguito a regola d'arte, se così non è l'allargamento delle rosate è imputabile a questo nell'80%dei casi.
                Un'operazione lunga e noiosa di un buon rodaggio a canna nuova che spara bene e dove il buongiorno si vede dal mattino è molto utile e sopratutto, gratificante.
                L'unica cosa certa è che acquistando un "ferro" di buon nome e vedere che spara a cavolo fa INCAZZARE PARECCHIO, tanto che, anche risolvendo il problema l'antipatia rimane ben ferma nel cervello ed eliminare alienando è un tutt'uno.
                Un salutone
                A.M.

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                • jonny
                  ⭐⭐⭐
                  • Jul 2008
                  • 2780
                  • veneto
                  • drahthaar

                  #9
                  Manca il fattore umano, anche se per tiratori vacinati in genere si da per secondario.
                  Scelta dell'appoggio, tempi di raffreddamento, pensieri, luce...magari sono fattori non catastrofici come quelli fin'ora esposti, insomma di quelli che farbbero piangere, ma possono far venire qualche strano dubbio al cacciatore che si accinge a verificare i punti di impatto della propria carabina.

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                  • bluejay
                    ⭐⭐
                    • Sep 2009
                    • 684
                    • Alpi Lecchesi
                    • Bayrischer Gebirgschweisshunde

                    #10
                    Ottimo post e molto dettagliato

                    Quando ho un problema di allargamento di rosata, solitamente cerco la soluzione tentando di isolare le possibili cause con vari test, ripetuti fino ad essere 100% sicuro della validità del test e poi passo al prossimo.

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                    • bracchetto
                      ⭐⭐
                      • Jan 2008
                      • 882
                      • rieti, Rieti, Lazio.
                      • Epagneul breton

                      #11
                      Sento parlare di rodaggio di canna, chi sa dirmi di cosa si tratta e come effettuarlo al meglio?
                      Marco

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                      • Antonio Mitelli
                        ⭐⭐
                        • Jan 2010
                        • 459
                        • Bomba (CH)
                        • 2 setter, madre e figlia, Milli e Bianca

                        #12
                        Rodaggio, punto primo, sapere perfettamente a cosa serve, secondo, l'esecuzione prescinde dalla conoscenza degli "ingredienti". In rete al riguardo c'è un mucchio di roba e anche G.G. se non erro ha postato su questo forum in passato, le "ricette" sono molte, ma sapere la finalità aiuta molto a decidere come farlo e con cosa.
                        Posso ben dire che sono un esperto in lubrificanti e metalli e molto documentato sulla materia, per cui il mio rodaggio me lo faccio ad hoc. con modalità e ingredienti mirati e selezionati. Disporre di un amico con boroscopio aiuta moltissimo.
                        Anche se molti consigliano le paste come l'ottima J&B o Josso etc. su un'arma nuova personalmente non le uso, come non uso solventi volatili per un ben preciso motivo.
                        Solventi per rame a base ammoniacale molto efficaci, tipo Robla Solo Mil, Butch's Bore Shine etc. saltuariamente quando non si ha possibilità di pulire la canna dopo 30-40 colpi usandoli come da istruzioni d'uso tenendoli in canna lo stretto necessario, eventualmente ripetere l'operazione.
                        Schiume, schiumette, gel e quant'altro saran pure efficaci e non lo metto in dubbio, ma non le uso. La pulizia periodica della canna in poligono o dopo a casa è una cosa a caccia in determinati ambienti un'altra dove è il primo colpo quello che conta.
                        Una buona ed efficace pulizia della canna NON è un'operazione di 10 minuti.
                        G.G. può dirti meglio, o trovi i suoi post.

                        A.M.

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                        • MERLO
                          • Jan 2009
                          • 181
                          • Prato

                          #13
                          Originariamente inviato da G.G.
                          Di carabine che ci si sono messe di buona lena per far impazzire proprietari e armaioli ne ho viste diverse e direi che la disamina di Marco (Tersite) è perfetta e pressochè completa.
                          Di seguito elenco alcuni concisi casi di evidente imprecisione e le soluzioni poi adottate da noi o amici.

                          Rem. 700 cal. 30-06, le viti di giunzione legno-ferro tendevano ad allentarsi e la carabina ad allargare.
                          Piccolo bedding localizzato nella sede del tenone di rinculo (recoil lug) e nella punta posteriore dell'azione, tutto OK.

                          CZ ZKK 600 cal. 30-06, sempre sparato benissimo, poi di punto in bianco, dà rosate da 4 pollici a 100 metri.
                          La bussola guidavite di fissaggio anteriore, forse per un graduale schiacciamento/assestamento del legno non permetteva più il tiraggio della vite stessa, abbassata la bussola col tornio di 3 decimi tutto è tornato OK.

                          CZ 550 cal. 7x64, nata male, rosate da schifo con RWS ed ottime ricariche. Rettificato il vivo di volata, ... rosate da mezzo MOA.

                          Sauer 202 cal. 25-06, con ogni tipo di cartucce rosate da 3-4 pollici.
                          Qui abbiamo rischiato la clinica neuro!
                          Continuò finchè il mio socio decise di montare sulla carabina (dotata di attacchi Leupold QR, quindi comodissimi alla necessità) e provare un altro cannocchiale, con un volgare Kahles 6x42 avemmo rosate da 2-3 cm. a 200 metri, inviato alla fabbrica il cannocchiale del cliente e tornato risistemato si è risolto tutto.

                          Weihrauch HW 660 222 Remington, provato tutto (bedding compreso), problema migliorato ma non risolto.

                          Kipp Blaser in 7x65R, iniziale ottima precisione con cartucce ricaricate ad hoc, poi rosate molto larghe, problema durato mesi, poi i bossoli vennero sostituiti con altrio nuovi e la carabina tornò a sparare in una moneta a 200 metri, ... nei bossoli vecchi ad un certo punto, dopo 3-4 ricariche, credendo di fare del bene, era stato sbavato/alesato il foro del focone...!

                          Sako Vixen 222 Rem. acquistata usata, rosate pessime con ricariche e commerciali, ... probabilmente ceduta per quel motivo.
                          Visita alla canna col boroscopio, che rivela pesante ramatura, di difficile rimozione, ... tolta, l'arma spara ora in un bottone da camicia a 100 metri.

                          Mauser 66 cal. 243 W. con ottica montata ad incastro, rosate larghe con tutti i tipi di cartucce.
                          Scoperto che uno dei due attacchi si era parzialmente dissaldato, risaldato tutto è tornato OK.


                          Mia pistola Remington XP100 in cal. 221 Fireball.
                          mancando i bossoli, improvviso i primi 15 formandoli dal 222 Rem. per accorciatura e tornitura del colletto.
                          La pistola montata con un Redfiled 2-7X a lunga focale a 100 metri spara mediamente in mezzo MOA.
                          Il compianto Riccò, mi manda dopo pochi giorni 150 bossoli originali R.P. 221 Fireball, quindi inizio a sparare con quelli.
                          Usandola pochissimo, dimentico dell'origine dei primi bossoli, mi concentro sulla ricarica dei nuovi originali, ma le rosate sono ora di circa 1 MOA o più ed io non intuisco il motivo, pur chiaro.
                          Una sera, ricaricando una trentina di bossoli, mi capitano tra le mani i primi 15 formati dal 222 Rem. e decido di caricarli per l'ultima volta per poi buttarli.
                          Il giorno dopo sparo per primi proprio questi, la prima rosata è di 0,25 MOA (degna di una ottima carabina Varmint) la seconda di pochissimo più larga, passo ai bossoli R.P. 221 FB originali e la rosata diventa all'improvviso 1,2 MOA ... ho accantonato i bossoli originali ed acquistato da Sinclair un trim die Redding del 221 Rem. Fireball ...!


                          Cordialità
                          G.G.
                          Se non comprendo male l'unica che non sei riuscito a sistemare è la Weihrauch...io sto acquistando una HW66 Match (il nuovo modello production) in cal. 22 L.R.
                          Mi sembra una bella carabina, superiore alla CZ VArmint...o mi sto prendendo una fregatura??
                          Grazie e cordialità

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                          • tersite
                            ⭐⭐
                            • May 2010
                            • 349
                            • Torino

                            #14
                            Originariamente inviato da Antonio Mitelli
                            La questione head-space, accoppiamento azione/canna può essere una grande rogna e
                            riguardo al contatto più o meno corretto della superficie dei tenoni di chiusura, nonchè la planarità ortogonale della faccia otturatore, come dici in Italia è disastroso, sicuramente si, ma sicuramente risolvibile con "disastroso" non indifferente esborso di moneta e trovarsi molto probabilmente con le scritte sulla canna ruotate in un senso o l'altro, armaioli che fanno ottimo lavoro, pochi ma ci sono (es.F.Farè).
                            A.M.
                            alcune stranezze a memoria in ordine sparso:

                            una bella carabina Varberger con la canna, le scritte e pure le mire metalliche ruotate di alcuni gradi appartenente nientemeno che a Gabriele Cardi. L'aveva risistemata con Gonzatti all'inizio della sua attività, provata e tirava benissimo, ma non aveva voglia di rimetterci le mani per riguadagnare una geometria corretta [:D]

                            Win. 70 varmint in 308, bella, ma aveva i fori per le basi dell'ottica fuori squadra di diversi gradi;

                            Blaser 830: sparava bene, ma il bossolo di risulta appoggiato in verticale sul fondello pendeva come una torre di Pisa. Qualcuno in fabbrica si sarà dimenticato di controllare se la testa dell'otturatore era normale all'asse. Balistica buona, ma impossibile ricaricare quei bossoli.

                            Chiudiamo con un revolver: spettacolare Colt Python degli anni d'oro (fine anni '60), superfici tirate alla grande come mai più se ne videro, brunitura blu notte spettacolare, timing tamburo e scatto da urlo. Canna priva di rigatura [:-clown]. Chissà come avrà fatto a passare al banco di prova...

                            La mia risposta a Merlo circa la HW66 non può che essere tratta da una maglietta di Forrest Gump: "SHIT HAPPENS", il rischio fa parte del gioco.

                            ciao
                            marco
                            ...e qualcuno dirà che c'è un modo migliore

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                            • vingiul
                              ⭐⭐⭐
                              • Jul 2009
                              • 1597
                              • Pogerola di Amalfi (SA)

                              #15
                              Ciao,
                              Canna priva di rigatura [:-clown]. Chissà come avrà fatto a passare al banco di prova...
                              se e' per questo, ho visto al TSN armi nuove, appena acquistate, senza vite di blocco tamburo, e so di almeno 2 prive di percussore: per queste ultime immagino la prova di resisteza alle sovrapressioni con cartucce forzate debba avere avuto un risultato eccezionale....
                              Vincenzo

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