Leggo il comunicato ANSA del 29 agosto scritto da Paolo Procacci e mi assale un dubbio: parentela o omonimia con l’ On. Anna Maria Procacci, nemica acerrima dei cacciatori? A di là degli opinabili gradi di parentela o delle omonimie più o meno manifeste, occorre dire comunque che una certa attinenza con l’ ex deputato Verde il Sig. Paolo Procacci ce l’ ha. Perché se non è amico degli animalisti di certo questo signore non è amico dei cacciatori. O meglio, spero in buona fede, egli scrive le “sue” verità aggiustandole come gli suggerisce la propria ideologia. Oppure ricopia i testi che scrive da chi amico degli Uomini dei Boschi non è. Tuttavia, in entrambi i casi, dimostra una disinformazione allarmante per chi pretende di appartenere alla schiera dei missionari dell’ informazione. Ma tant’ è.<O:p</O:p
Prima di convincermi se l’ autore del comunicato ANSA appartiene alla schiera degli anticaccia o dei pappagalli copiatutto, vorrei puntualizzare un paio di cosette. Pur volendo sorvolare sulla decisione del TAR di Bolzano che “ha voluto salvare duemila marmotte dall’ abbattimento” –ndr- (così scrive Procacci), non posso fare a meno dal pensare che proprio grazie a questo grazioso mammifero, al di là della frontiera italiana, la civilissima Austria può commercializzare nei negozi specializzati un balsamo antireumatico molto apprezzato dal pubblico e che, guarda caso, è a base proprio di grasso di marmotta. Ma l’ Austria non è l’ Italia. E i comunicati stampa dell’ ANSA sono letti prevalentemente nel nostro Bel Paese, vivadiana!<O:p></O:p>
La mia osservazione, semmai, è questa: perché il Sig. Procacci scrive con tanta disinvoltura e senza un minimo di equidistanza le notizie apprese in vivavoce dalle organizzazioni animaliste e non si va a guardarsi invece come stanno veramente le cose? Espone le preoccupazioni del WWF a riguardo della modifica della L. 157/92 “richiesta da una parte estremista del mondo venatorio'' –ndr-. Si fa portavoce della LIPU, del WWF, della LAV, della LAC e dei Verdi, ma riporta le note di una sola organizzazione venatica, la Federcaccia. E non solo non si pone minimamente la domanda del perché esistano altre associazioni di cacciatori, ma non si chiede neppure dei perché “qualcuna” di queste ultime voglia modificare a tutti i costi la normativa del 1992. “Una parte estremista del mondo venatorio”, ci riporta. Ma quale? L’ “altra”, quella che non appartiene al suo intervistato, Franco Timo, presidente della FIdC? Chi l’ ha detto?<O:p</O:p
Ma torniamo all’ informazione. Anzi alla disinformazione. Ma lei Sig. Procacci, conosce la differenza che corre fra la fauna selvatica migratrice e quella sedentaria? Veda, Paolo –mi consenta la confidenza, la prego- una lepre non è un coniglio. Come un cinghiale non è un maiale. Lei mi dirà che questo lo sapeva; allora mi consenta di farle osservare un’ altra cosuccia che forse a lei –per così dire- è sfuggita: da quest’ anno, in deroga e in ossequio alle disposizioni comunitarie, dal 1° di settembre, nel nostro Paese, tenendo conto della loro consistenza numerica, dei danni che esse possono provocare all’ agricoltura, del loro flusso migratorio e, non ultimo, in considerazione delle tradizioni e delle abitudini culturali delle popolazioni residenti nelle nostre regioni, si potranno cacciare ESCLUSIVAMENTE alcune specie MIGRATRICI. Anche il germano reale, la marzaiola e l’ alzavola che pure sono migranti, si potranno cacciare dal 1° settembre; ma lei, forse per pura sbadataggine, li ha imprudentemente trascurati…. I cinghiali, i conigli selvatici, e pure i caprioli e i camosci, specie stanziali per antonomasia invece, avranno anch’ essi le loro attenzioni da parte dei cacciatori, mi creda, ma a tempo debito. Per sapere queste cose sarebbe bastato leggersi i calendari venatori. Cosa che, a quanto pare, lei non ha ancora fatto. Lo faccia. Sono certo che le farà bene.
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Sergio Gunnella – Ufficio Stampa CACCIA AMBIENTE
(ANSA) - ROMA - Conto alla rovescia per la preapertura della stagione della caccia, con 15 regioni al via nei primi giorni di settembre. Nel frattempo il Tar di Bolzano ha salvato dall'abbattimento duemila marmotte, accogliendo il ricorso di Wwf, Lega anti vivisezione (Lav) e Lega abolizione caccia (Lac). Mentre in Veneto sono sempre a rischio, a partire dall'apertura ufficiale del calendario, la terza domenica del mese, piccoli uccellini insettivori come le pispole, oltre a fringuelli, storni e peppole, grazie all'autorizzazione della caccia in deroga. Deroga contrastata dalle associazioni, che come ogni anno si scontrano in un dibattito con le doppiette. Secondo i dati della Lega italiana protezione uccelli (Lipu), a sparare per primi rispetto alla partenza ufficiale del calendario, il 21 settembre, saranno i cacciatori in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, diverse province in Emilia Romagna e Toscana, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Marche, Molise, Puglia, Sicilia, Umbria, Valle d'Aosta, Veneto. Tra le specie nel mirino delle doppiette si trovano gazze, tortore, allodole, quaglie, cornacchie grigie, merli, ghiandaie, cinghiali, conigli selvatici, ma anche caprioli e camosci.Critica nei confronti della preapertura la Lipu, secondo cui ''ogni anno ci si ritrova di fronte lo stesso scenario: e' stato deciso qualche giorno di caccia in piu' a carico di alcune specie, che gia' versano in uno stato precario di conservazione''. Insomma, le date vengono fissate ''senza alcuna considerazione scientifica dell' impatto sugli animali''. Analoga la posizione del Wwf, che considera la preapertura non un' eccezione alla regola ma l'anticipo della caccia vera e propria, mentre ''dovrebbe servire - spiega Sara Fioravanti, dell'ufficio legale del Wwf - dietro parere dell'Istituto nazionale di fauna selvatica (oggi Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, Ispra), per cacciare le specie migratorie. A quanto ci risulta invece ci sono regioni dove si cacciano una decina di specie, incluse specie stanziali''. La preoccupazione del Wwf e' che questo atteggiamento delle regioni possa essere l'anticamera della modifica della legge voluta ''da una parte estremista del mondo venatorio''. Punta proprio su un progetto di modifica della legge Federcaccia, che verra' presentato a settembre. L'obiettivo, spiega Franco Timo, presidente dell' associazione, e' quello di ''migliorare partecipazione, gestione e tutela del territorio e della fauna selvatica'', con ''il cacciatore come cittadino impegnato tutto l'anno''. La proposta prevede anche la ''valorizzazione degli ambiti territoriali di caccia e comprensori alpini''. Intanto, in vista della riapertura della stagione Timo invita tutte le doppiette ''a essere rispettose delle norme e dell'etica''. Prosegue poi la battaglia per salvare le marmotte, con Wwf, Lav e Lac soddisfatte per la decisione del Tar ma impegnate in un sit in domani davanti al Palazzo della provincia di Bolzano. E non si arresta la mobilitazione degli ambientalisti contro l' autorizzazione della caccia in deroga ad alcune specie in Veneto: la Lega abolizione caccia ha scritto una lettera-appello per salvare i piccoli volatili. Sul fronte politico intervento della portavoce dei Verdi, Grazia Francescato che ha detto no alla ''preapertura delle doppiette selvagge'' sottolineando che ''i cacciatori partono alla volta di specie gia' fortemente a rischio strappando sempre piu' giorni extra rispetto all'apertura ufficiale''. (ANSA).