Comunque ciò di cui parliamo non mi pare sia l'arresto vero e proprio, ma la rappresentazione che inquirenti e forze dell'ordine hanno voluto offrire ai media. La scelta in questo caso è stata chiara e credo l'abbiano spiegata già nella prima conferenza stampa: mostrare alle telecamere che il super latitante, sconfitto, veniva accompagnato verso il suo destino (le quattro mura di una cella) da due carabinieri in divisa, uomo e donna, a volto scoperto. Alle loro spalle e attorno, uomini del GIS.
La didascalia della rappresentazione potrebbe essere qualcosa del tipo: lo Stato ha vinto, il latitante a lungo braccato è definitivamente sconfitto e non può più nulla. Viene consegnato alla Giustizia come un qualsiasi altro condannato.
P.S.: il suo autista è stato caricato in macchina con le manette ai polsi, lo si vede nelle immagini riprese dalla gente coi telefonini. Le manette le avranno messe probabilmente anche al boss al momento dell'arresto, così come in momenti successivi, ma hanno scelto di mostrarlo diversamente. Personalmente gliele avrei lasciate.
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