La pesca con il Tenya

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  • Luca da Lecce
    Moderatore Pesca
    • Mar 2010
    • 1022
    • Lecce
    • Setter inglese

    #1

    La pesca con il Tenya

    Pronti ragazzi si parte, la bella stagione sta per arrivare e chi è cacciatore si sa che spesso e volentieri è anche pescatore e sarebbe interessante potersi confrontare con le varie discipline di pesca che adottiamo. Io abito a Lecce e l’ubicazione dove vivo le mie passioni è il Salento, penisola tra due mari.
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    Abbastanza ricco di pesce, conta vari Hot Spot rilevanti per chi pratica la pesca sportiva da terra e dalla barca.
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    Si dice: il Salento, il sole, il mare e il vento.
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    Oggi inizieremo un percorso di varie tecniche di pesca con la barca, sia in movimento come la traina in tutte le sue sfumature, sia alla deriva o all’ancora come il Vertical Jigging, bolentino, ecc.
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    Parleremo di tecniche “recenti” e molto in voga, di matrice nipponica affine al Vertical Jigging quali il Tenya, il Kabura e l’Inchiku.
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    Per chi ama jerkare, una tecnica di pesca assai redditizia ma ancora relativamente poco conosciuta è il Tenya, oggi toccheremo questa tecnica e man mano approfondiremo anche le altre, seppur simili come azione di pesca.
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    Quando alcune volte con il Kabura e l’Inchiku riscontriamo una certa apatia alimentare nei nostri amati sparidi, la tecnica del Tenya può fare la differenza.
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    Attrezzatura
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    Canna - occorre una buona canna di una lunghezza compresa dai 2 metri ai 2,5 metri di chiara azione parabolica (io uso una 2,25 metri di nota marca) dove l’azione sarà sensibile nella zona terminale (cimino) e di una schiena molto potente sia per avere potenza nella ferrata e sia per poter contrastare pesci di una certa mole assai combattivi quando cercheremo di staccarli dal fondo.
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    Mulinello – preferisco un buon mulo di buona fattura e con potenza media, diciamo un 3000/4000, abbastanza leggero e con la frizione anteriore. Un mio amico usa anche un piccolo mulo rotante che a suo dire si trova ottimamente.
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    Filo madre – come madre nel mulo è consigliato il trecciato o multifibra perché ha una maggiore resistenza a parità di diametro rispetto al nylon, non ha una memoria meccanica, è totalmente privo di elasticità e quindi si ha un’immediata sensibilità e prontezza sulla ferrata. La scelta del trecciato è importante rispetto al nylon in quanto, oltre alle caratteristiche su indicate, essendo di diametro più sottile ne risente poco dell’azione della corrente marina evitando di far “sbandierare” la nostra esca sul fondo. Per questo tipo di tecnica generalmente uso un 15/20 lb di ottima marca.
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    Filo per terminale pescante – il fluorocarbon per sue caratteristiche di rifrazione nell’acqua, indubbiamente, fa da padrone, però per chi inizia un più economico fluorocoated ci può stare tranquillamente. I diametri che uso sono scelti in base alla profondità del fondale ed al tipo di pesce che vado ad insidiare, diciamo che spazio dallo 0,37 allo 0,40 di diametro. Ultimamente sto usando con buoni risultati un fluorocarbon con fluorina rosa, questo perché, come tutti sappiamo, il colore rosso e in tutte le sue sfumature sparisce dai 7/8 metri di profondità in giù. Dei conoscenti usano alleggerire l’apparato pescante finale per insidiare gli sparidi ed usano scendere anche ad uno 0,30 (vedremo il perché qualche rigo più sotto). La lunghezza del terminale pescante che di solito uso è circa due volte la lunghezza della mia canna. Con ciò non confermo la regola sul fluorocarbon perché quando mi sono avvicinato a questa tecnica ho usato il nylon avendo interessanti catture di pagelli e saraghi da porzione.
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    Girella – di eccellente fattura, rigorosamente in acciaio e con un notevole carico di rottura, io uso le Sasame.
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    Nodi – nella giunzione tra madre, girella e terminale uso fare il Super Tony Pena perché più liscio e scorrevole nell’acqua ma non per questo non si possono usare altri nodi come l’eccellente Palomar. Questi due nodi nei vari test di laboratorio, se ben realizzati, conservano circa il 95% del carico di rottura del filo.

    Esca – il bello di questa tecnica è che sposa bene l’utilizzo di un’esca artificiale e di un’esca naturale morta. I luoghi di pesca che di solito frequento vanno da Otranto a Santa Maria di Leuca ed hanno una batimetrica che spazia dai 35 ai 60 metri e questo m’impone di utilizzare gli artificiali più pesanti come i 90 grammi di una nota azienda. Ma nulla vieta di usare artificiali più leggeri e quindi fili più sottili per pescare su batimetriche di 20/30 metri andando ad insidiare maggiormente i saraghi. Come esca naturale uso spessissimo un gambero dalle carni sode come l’ottimo mazzancolle, il gambero di paranza o il Tiger congelato fresco appena pescato. Cosa molto importante è che al gambero non dovrà essere tolto il carapace. Categorica è la scelta dell’esca che non dovrà essere trattata con conservanti (ammoniaca) perché gli sparidi hanno il palato sopraffino e sentiranno la puzza da notevole distanza. Ad ogni modo quando non ho la possibilità di reperire l’esca fresca, uso, per mia fissazione, sciacquare varie volte l’esca congelata con abbondante acqua di mare prima di iniziare la battuta di pesca. Detto questo, al posto del gambero nulla ci vieta di usare una striscia di calamaro, oppure una seppiolona che dalle mie parti la chiamano “scarpetta” o un tentacolo di polpo sapientemente innescato. Possiamo sbizzarrirci come vogliamo l’importante che l’esca sia profumata e non abbia subito a monte un puzzolente processo di conservazione.
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    Fondale – adoro pescare sul grotto basso o sulle franate, luogo ideale della mia adorata cernia, ma va bene qualsiasi fondale adatto al bolentino l’importante è non calare sulle praterie di posidonia per evitare che il nostro “insidioso boccone” si sporchi rendendo vana tutta l’azione di pesca.
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    Tecnica – effettuato l’innesco dell’esca (ad esempio il gambero), apro l’archetto del mulo per far giungere il “boccone” sul fondo. Il gioco consiste nell’animare l’esca in modo tale che sembri un gambero che nuota e saltella in prossimità del fondo. Esaminando le due prospettive, noi da sopra la barca dovremmo jerkare lentamente con la canna, cioè sollevare lentamente quanto possibile la canna per poi abbassarla altrettanto lentamente imprimendo all’esca un moto sinuoso comandato anche dalla forma dell’artificiale stesso; dal basso si vedrà questo bel boccone saltellante che richiamerà quanti più pesci possibile.
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    Velocità di scarroccio – quando possibile la pratico solo con mare calmo e vento da sud, questo perché in qualche modo tende a compensare la corrente predominante di 2 nodi da nord.
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    Il Tenya è una tecnica affascinate e divertente, che non richiede grandi mezzi nautici o spese folli per le attrezzature da pesca, è economico perché si fa in prossimità della costa e una volta in pesca si va a scarroccio.<O:p</O:p
    Ricordo una bella mattina di primavera di due anni fa di tra Otranto e Porto Badisco dove con Antonio, il mio amico e compagno pescacciatore, ci siamo divertiti tanto facendo un bel carniere di saraghi fasciati e tanute.<O:p</O:p
    Abbiamo toccato l’argomento in generale ma sarebbe bello poterlo approfondire con i vostri consigli ed esperienze.
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    Ciao.
    File allegati
    Luca
    Le parole devono andare pari passo con i fatti, in caso contrario sono solo chiacchiere!
  • Ciccio58
    ⭐⭐⭐
    • Aug 2008
    • 3036
    • palermo
    • Korthals/orma

    #2
    Mi sfugge qualcosa, si usano contemporaneamente l'artificiale e il fresco ?

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    • Luca da Lecce
      Moderatore Pesca
      • Mar 2010
      • 1022
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      • Setter inglese

      #3
      Originariamente inviato da Ciccio58
      Mi sfugge qualcosa, si usano contemporaneamente l'artificiale e il fresco ?
      Si contemporaneamente, ci sono numerose tecniche di pesca che sfruttano l'idea del "morto manovrato".
      Luca
      Le parole devono andare pari passo con i fatti, in caso contrario sono solo chiacchiere!

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      • Ciccio58
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        • Aug 2008
        • 3036
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        #4
        Rispetto al bolentino classico credi sia più redditizio .
        L'artficiale crostaceo o si può usare un qualche piccolo pesce da jigging

        ---------- Messaggio inserito alle 11:58 AM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 11:56 AM ----------

        Pensavo di darmi allo spinning, ma tu hai incuriosito

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        • Luca da Lecce
          Moderatore Pesca
          • Mar 2010
          • 1022
          • Lecce
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          #5
          Originariamente inviato da Ciccio58
          Rispetto al bolentino classico credi sia più redditizio .
          L'artficiale crostaceo o si può usare un qualche piccolo pesce da jigging

          ---------- Messaggio inserito alle 11:58 AM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 11:56 AM ----------

          Pensavo di darmi allo spinning, ma tu hai incuriosito
          Dipende da cosa intendi per redditizio perchè con il Tenya andrai ad insidiare prede ben più grosse del bolentino anche se gli strike saranno inferiori.

          Ad ogni modo sono felice di averti incuriosito perchè è una tecnica affascinante e le percentuali di catturare un bel sarago o un pagello sono ben più alte rispetto alla tecnica da te menzionata.

          No, non puoi usare gli artificiali da Jig perchè hanno forme idrodinamiche diverse e sono concepiti per una pesca diversa, tutt'al più potresti ricavare dal loro taglio due artificiali da Kabura, ma questo lo tratteremo in seguito per non andare Off Topic.

          L'artificiale del Tenya è composto da una testa piombata, da un grosso amo la cui estremità è inserita nel piombo quando è ancora in punto di fusione e da un assist (un altro amo).
          Considera che per il gambero vi sono varie tipologie d'innesco, una sola per il polpo, la seppiolina, il tentacolo di polpo o la strisciolina di calamaro.
          Facci sapere.
          Ciao.
          Luca
          Le parole devono andare pari passo con i fatti, in caso contrario sono solo chiacchiere!

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          • Ciccio58
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            • Aug 2008
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            • palermo
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            #6
            In sostanza l'artficiale funge da attrattivo per forma colore e movimento il fresco per l'odore. Magari qualche disegno o foto di come sistemare il tutto non sarebbe male, numerazione ami?
            Redditizio effettivamente era un termine non proprio appropriato, perché non mi riferivo tanto alla quantità ma piuttosto a questa in in percentuale di catture più di taglia .
            Pensi che ancorati funzioni bene o occorre scarrocciare per forza, il che in certe mie zone sarebbe davvero complicato per via della forte corrente

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            • Luca da Lecce
              Moderatore Pesca
              • Mar 2010
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              #7
              Originariamente inviato da Ciccio58
              In sostanza l'artficiale funge da attrattivo per forma colore e movimento il fresco per l'odore. Magari qualche disegno o foto di come sistemare il tutto non sarebbe male, numerazione ami?
              Redditizio effettivamente era un termine non proprio appropriato, perché non mi riferivo tanto alla quantità ma piuttosto a questa in in percentuale di catture più di taglia .
              Pensi che ancorati funzioni bene o occorre scarrocciare per forza, il che in certe mie zone sarebbe davvero complicato per via della forte corrente

              Certo, tutto l’insieme è attrattivo per il pesce, il colore, il movimento ed il profumo.
              Non bisogna stare ancorati ma pescare a scarroccio e se la corrente è troppo forte puoi usare una semplice ancora galleggiante dal costo di 20/25 euro; giusto per rendere l’idea dovresti assestarti su 1 nodo circa di velocità.
              In questo video ([ame="https://www.youtube.com/watch?v=UNDcirJKMaU"]https://www.youtube.com/watch?v=UNDcirJKMaU[/VIDEO]) vedrai i 3 tipi d’innesco del gambero anche se quello più usato è il primo per via della sua maggiore tenuta all’amo.<?xml:namespace prefix = o ns = "urn:schemas-microsoft-com:office:office" /><o:p></o:p>
              Che attrezzature hai? <o:p></o:p>
              Ciao.
              Luca
              Le parole devono andare pari passo con i fatti, in caso contrario sono solo chiacchiere!

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              • Ciccio58
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                • Aug 2008
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                • Korthals/orma

                #8
                Si grazie avevo già cominciato a curiosare su YouTube.
                Per quanto attiene all'ancora con riferimento ai luoghi che pensavo ci vorrebbe il paracadute, e da quel che ho verificato nel tempo con riferimento al bolentino classico, le giornate migliori coincidono con la presenza di corrente forte, poi c'è anche il problema che la direzione dello scarroccio non sempre è ottimale con la conformazione del fondo, cigliate picchi, quindi questa tecnica comporterebbe l'individuazione di luoghi più congeniali alla tecnica stessa.
                Attrezzatura ho un po' di tutto, un paio di canne da surf, appese al chiodo, diverse da bolentino , una da jigging, anche quella al chiodo con un capitale in artificiali. E da poco ho preso una robetta per lo spinning con tanto di artificiali tutti da provare e un mulinello serie 4000, ma mi sono mantenuto basso prima vediamo se il contesto mi prende e poi vediamo di crescere, quest'ultima scelta causa forza maggiore in quanto ho dovuto appendere al chiodo i fucili subacquei. Sono alla ricerca di qualcosa che mi coinvolga....vedremo

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                • Luca da Lecce
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                  #9
                  Originariamente inviato da Ciccio58
                  Si grazie avevo già cominciato a curiosare su YouTube.
                  Per quanto attiene all'ancora con riferimento ai luoghi che pensavo ci vorrebbe il paracadute, e da quel che ho verificato nel tempo con riferimento al bolentino classico, le giornate migliori coincidono con la presenza di corrente forte, poi c'è anche il problema che la direzione dello scarroccio non sempre è ottimale con la conformazione del fondo, cigliate picchi, quindi questa tecnica comporterebbe l'individuazione di luoghi più congeniali alla tecnica stessa.
                  Attrezzatura ho un po' di tutto, un paio di canne da surf, appese al chiodo, diverse da bolentino , una da jigging, anche quella al chiodo con un capitale in artificiali. E da poco ho preso una robetta per lo spinning con tanto di artificiali tutti da provare e un mulinello serie 4000, ma mi sono mantenuto basso prima vediamo se il contesto mi prende e poi vediamo di crescere, quest'ultima scelta causa forza maggiore in quanto ho dovuto appendere al chiodo i fucili subacquei. Sono alla ricerca di qualcosa che mi coinvolga....vedremo.
                  Giusto per iniziare prova ad usare una canna da bolentino dal vettino sensibile e accoppiala a quel mulo da 4000 con in bobina un buon Dyneema da 15/20 lb.
                  La pesca subacquea è stata l'altro grande amore che, gioco forza, ho dovuto lasciare. Ho ancora tutto conservato... dalle mute Cressi Sub agli arbalete Black Viper da 55 - 75 - 90 e 100 (il cannone per le ricciole che incontravo quando andavo a fare l'aspetto lungo la costa dell'isola di Othoni e Merlera), più due autocostruiti per le tane, alle pinne in carbonio e tutto il resto.
                  Dopo le tecniche di pesca verticale, più in la tratteremo la traina in tutte le sue forme e credo che ti appassionerai tanto con la Traina Light che è una scuola di pesca come dice il mio caro amico Antonello Salvi (campione mondiale di pesca sportiva).
                  Alla prossima e fammi sapere gli sviluppi.
                  Ciao.
                  Luca
                  Le parole devono andare pari passo con i fatti, in caso contrario sono solo chiacchiere!

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                  • Luca da Lecce
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                    • 1022
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                    #10
                    Originariamente inviato da Ciccio58
                    Si grazie avevo già cominciato a curiosare su YouTube.
                    Per quanto attiene all'ancora con riferimento ai luoghi che pensavo ci vorrebbe il paracadute, e da quel che ho verificato nel tempo con riferimento al bolentino classico, le giornate migliori coincidono con la presenza di corrente forte, poi c'è anche il problema che la direzione dello scarroccio non sempre è ottimale con la conformazione del fondo, cigliate picchi, quindi questa tecnica comporterebbe l'individuazione di luoghi più congeniali alla tecnica stessa.
                    Attrezzatura ho un po' di tutto, un paio di canne da surf, appese al chiodo, diverse da bolentino , una da jigging, anche quella al chiodo con un capitale in artificiali. E da poco ho preso una robetta per lo spinning con tanto di artificiali tutti da provare e un mulinello serie 4000, ma mi sono mantenuto basso prima vediamo se il contesto mi prende e poi vediamo di crescere, quest'ultima scelta causa forza maggiore in quanto ho dovuto appendere al chiodo i fucili subacquei. Sono alla ricerca di qualcosa che mi coinvolga....vedremo
                    Sei uscito a pesca a provare il Tenya?
                    Ciao.
                    Luca
                    Le parole devono andare pari passo con i fatti, in caso contrario sono solo chiacchiere!

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