Pressione diminuita o aumentata
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Pressione diminuita o aumentata
Vorrei aprire un dibattito in base alle vostre sensazioni più o meno razionali se negli ultimi anni (2000-2010) la pressione sulla beccaccia sia aumentata o diminuita, questo in rapporto agli anni del boom venatorio (1960-1990). Un fattore da tenere conto, in senso positivo, almeno per la beccaccia, è il forte calo dei cacciatori, che già agli inizi degli anni 60 erano attorno ai 900.000 per poi arrivare fino a 1500000 circa negli anni 80, ora mi sembra si attestano sui 750000. Altro fattore positivo attuale è , sempre riferito alla beccaccia, la compressione del calendario, eliminando la caccia di ripasso, l'aumento del territorio protetto, la fisazione di limiti giornalieri di prelievo, l'aumento notevole dei cacciatori di ungulati, l'aumento delle superfici, almeno in zone collinari e montane boscate. A queste si possono aggiungere la proibizione, almeno nell'europa centro.settentrionale, delle cacce alla croule, che permangono solo nei paesi dell'est o così almeno credo. L'abitudine in alcune zone di nidificazione, di prelevare le uova, almeno avevo letto che era usanza in alcune zone della russia di fare ciò. Di negativo c'è sicuramente, almeno per tutti gli ani 60 e 70, di una maggiore alternativa, cioè di avere una scelta più ampia di selvatici, sia per la stanziale che per la migratoria, a cui dedicarsi con il cane da ferma, questo almeno per l'italia centro-settentrionale, più legata alla caccia alla stanziale. Una minore mobilità sia interna, ma sopratutto verso l'estero, fattore che molti considerano, io invece lo ritengo secondario, il motivo principale dell'aumentata pressione verso la beccaccia. -
Se facciamo un semplice ragionamento sul fattore quantitativo. Dagli anni 50 alla fine degli anni 80 la caccia è stata consentita sia nel passo che nel ripasso, quindi caccia alla beccaccia per 6-7 mesi, con variazioni locali dovute a fattori geografici, stabiliamo 5 mesi di caccia alla beccaccia che significano un 150 gg, che nel primo periodo non prevedevano gg di silenzio venatorio, limiti di carniere e con un limitato territorio protetto, ad eccezione delle zone di ripopolamento e cattura, che interessavano quasi totalmente il territorio del centro nord, mentre il meridione credo che avesse poche zone protette o almeno così credo. Non esistevano atc e il territorio era quasi completamente libero, questo discorso è riferito sopratutto al primo periodo, anni 60 e 70. In questa situazione agivano tra i 900000 e 1500000 di cacciatori, che risultavano TUTTI migratoristi e quindi non lesivano a sparare alla beccaccia e questo con tutti i mezzi, leciti e illeciti, vedi aspetto serale. Questa breve descrizione della situazione venatoria tra il 1960 e 80 secondo me fa invece deporre per una minore pressione attuale. Forse adesso c'è una minore riproduzione, anche se è tutta da provare, ma secondo me in italia la beccaccia si trova meglio adesso che durante quel periodo.Commenta
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il mondo della caccia è in evoluzione continua ,...come tutto del resto ....difficile fare sondaggi su micro aree visto che oltretutto come il sottoscritto non sono più molti che cacciano praticamente intorno a casa o atc limitrofi, ormai è assodato che per fare ....qualche incontro bisogna ...conoscere , essere preparati e sopratutto avere cani ad hoc e questo non è facile .....stiamo invecchiando e i giovani sono pochi ormai è assodato così come lo sviluppo di caccie ..."più comode"....cinghiale ...capriolo ...ecc ecc e poi con l' evoluzione economica tanti son beccacciai sì ma dove??,,....in croazia , in scozia , bulgaria ecc ecc.....per cui intorno a casa trovi sempre i soliti......assatanati.....pochi per fortuna....[:D]Commenta
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La mia vuole comunque essere una valutazione lontana dai soliti luoghi comuni che vedono il passato sempre a tinte rosa, come un bengodi della caccia. Ho letto parecchie diane degli anni '50 e 60 e devo dire che la caccia già viveva alti e bassi, come lo è anche adesso. Questo si riferisce sopratutto alla caccia alla migratoria. Oggi sicuramente la caccia alla beccaccia vive di un batage pubblicitario notevole, ma devo dire che anche le riviste di un tempo avevano sempre qualche articolo o comunque notizie varie sulla caccia allo scolopacide, quindi già dagli anni 50 la beccaccia era considerata un oggetto del desiderio. Ritengo e riconfermo la mia tesi di un deciso calo della pressione nell'ultimo decennio. Questo non significa che ci sono più beccacce, perche sicuramente il fattore riproduttivo, che interessa sopratutto i territori settentrionale del continente europeo, non è facilmente valutabile e sicuramente ha subito effetti negativi in questi ultimi 50-60 anni. Ma lo ripete che 1500000 di cacciatori che, magari non con la principale intenzione di abbattere la beccacce, girano per 6 mesi in un territorio senza alcun vincolo e con poche regole fanno sicuramente più danno di 500000 ,per essere a maniche larghe, che cacciano in un territorio con molti vincoli e per soli 2 mesi all'anno. Il discorso delle caccie all'estero non lo voglio trattare e comunque non interessa la pressione che c'è in italia. Secondo Voi il deciso incremento delle beccacce svernanti che si riscontra da oltre una decina di anni nei nostri territori dell'italia settentrionale, io sono friulano, sia legato anche a questo minore disturbo. Io mediamente osserva la presenza di una mediaannuale di 8 - 10 beccacce svernant, da metà dicembre a febbraio.i in un territorio collinare della pedemontana pordenonese e questo oramai da oltre una decina di anni.Commenta
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Anche nelle mie zone la caccia all'aspetto è ancora presente, anche se ritengo in diminuzione, permane un n° di cacciatore o meglio di sparatori che mantengono questa "tradizione", sovente per interesse economico, credo che sia difficilmente estirpabile. Ritengo però che l'aspetto fosse più presente negli anni passsati.Commenta
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Ho iniziato una ricerca simile proprio su questo forum qualche tempo fa ed ho condotto uno studio molto simile. Credo di poter dire che molto dipende dalla zona che si sta valutando, ma che indicativamente la pressione venatoria nei confronti della beccaccia è notevolmente aumetata.
Verzegnie è certamente vero che il boom dei cacciatori è avvenuto molti decenni addietro mentre ora è in netto calo, ma è vero anche che fino a poco più di dieci anni fa l'interesse per la beccaccia era davvero limitato e quasi "limitato" a pochi appassionati. Oggi pressoché tutti coloro che hanno cani da piuma in territorio alpino o collinare si dedicano ad un selvatico che prima era per pochi. Nel mio comprensorio quasi tutti coloro che seguono la tipica seguono anche la beccaccia, là dove vent'anni fa nei boschi a novembre non si incontrava anima viva (anche perchè si andava alla tipica per tutto il periodo disponibile e quindi finchè la neve non imponeva di abbandonare la coturnice).
E' vero che probabilmente la gente si comporta meglio e problemi come la posta vanno diminuendo, ma sulla pressione non c'è proprio nulla da dire e basta contattare studiosi come Spanò per averne la conferma.
---------- Messaggio inserito alle 05:47 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 05:12 PM ----------
Comunque, ripensandoci, credo che il discorso sulla pressione venatoria sia un discorso delicato e difficile da trattare. Come infatti è stato accennato il problema non è solo di stabilire quante persone pratichino questa caccia, ma di come venga portata avanti questa pratica e quanti capi vengano realmente abbattutti.
Molti cacciatori e tutti nel rispetto dei limiti imposti dalla legge non sono un problema; là dove pochi cacciatori con la mania del tiro possono diventare un danno enorme. La pressione venatoria e la valutazione della demografia si possono valutare solo in base a quanti animali vengono segnati sul tesserino o alle ali che vengono spontaneamente consegnate a chi di competenza.
Ma in realtà sono un tantino pessimista in proposito perchè ritengo che sotto certi aspetti i "cacciatori cinofili" non siano ancora tanto pronti. Non è cattiveria, ma una semplice constatazione.
Faccio un esempio pratico. Dalle mie parti c'è un famoso beccacciaro (ma io non faccio il nome) che è considerato allastregua di un idolo per molti locali: è amico del noto setterista Cavaglià, è un ottimo tiratore, ha cani dalle aperture esorbitanti, è ammirato da moltissimi per la sua costanza e tutti sanno che incarniera una sessantina di beccacce all'anno, quando gli va male. Sembra esagerato e invece il numero è certificato dal fatto che, essendo un tipo molto socievole, è ormai circondato da un gran numero di fans che seguono le sue gesta eroico-venatorie con sogni di emulazione.
Io lo conosco bene e sono in buoni rapporti con lui, ma neanche a dirlo... su qualche punto siamo in disaccordo e non capisco proprio i suoi ammiratori.
Se tutti i beccacciari fossero come lui, se il mondo fosse pieno di grandi cacciatori con grandi cani come lui, la situazione sarebbe molto critica perché i suoi carnieri vanificano la correttezza di molti altri cacciatori che sanno imporsi e rispettare il limite di dieci capi l'anno. Per questo dico che i cacciatori non sono ancora pronti.
Nell'ambiente della caccia di selezione un atteggiamento simile è inimmaginabile, almeno tra coloro che si ritengono estimatori di questo tipo di attività: sforare i limiti significa essere un bracconiere, un ladro, un morto di fame.
Invece questo tizio, e non stento a credere che esistano molti altri come lui, pur spacciandosi per "amico di scolopax" in realtà compie un danno incredibile, enorme per la specie.
Come si è potuto notare non ho messo l'accento sui sistemi di caccia in modo da non iniziare di nuovo le solite polemiche, ma ho solo voluto sottolineare come i comportamenti e l'onestà dei cacciatori (in altre parole l'etica) influiscano sulla pressione venatoria tanto e forse più del numero proprio di cacciatori che praticano l'attività.
E questo è elemento di uniformità perchè là dove ci sono zone in cui il numero dei cacciatori è aumentato (da me) ci sono zone in cui è diminuito (vedo sopra), ma sicuramente di persone maleducate ce ne sono ovunque.L'indulgenza verso sé stessi induce ad essere accondiscendenti verso le scorrettezze altrui. Gamsbart PowerCommenta
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L'aumento (direi esponenziale) delle svernanti nel nord Italia, ma anche degli incontri ha un duplice aspetto. Si pensi alla diminuzione degli incontri nel sud Italia. il cambiamento climatico è spesso la prima risposta, ma io non ci credo. Perché? Perché il località più a sud (Grecia, Iran etc) gli incontri sono sempre numerosi. Maggiore pressione venatoria e quindi più specialisti al nord, e quindi meno beccacce che arrivano al sud? Ok, ma vale ancora quanto detto prima, e più a sud? Quest'anno si sono avuti numerosi incontri in Toscana, molti di più che negli anni passati perché? Nella mia zona la pressione venatoria sulle beccacce è praticamente nulla e chi ci ha cacciato (penso a Flash, ma anche Renato Pianegonda o Marco Guerrisi) si è reso conto. Purtroppo però il numero di incontri non è cambiato significativamente negli anni. Inoltre nemmeno la presenza di ben 4 parchi enormi, non ne ha modificato la consistenza. Che succede allora? Io mi sono fatto quest'idea: il territorio si evolve e per forza di cose cambiano anche le zone adatte alla sosta e allo svernamento delle beccacce. Inoltre la presenza umana è fondamentale anche nella cura del bosco e questo introduce un'ulteriore variabile. I venti e la migrazione cambiano ulteriormente le cose. Come vedete la variabili sono tante e secondo me, ogni zona va considerata come a se stante. Comunque la pressione venatoria effettiva secondo me è generalmente diminuita rispetto a 10 anni fà, è aumentata rispetta a 20 anni fà. L'andamento però è sicuramente discendente, soprattutto perché ci sono cacce molto più redditizie, soprattutto se pensiamo agli ungulati, ma anche all'aumento che hanno avuto alcune specie di acquatici.Posta alla beccaccia?
No grazie, roba da sfigati
Francesco Petrella
www.scolopax.it
www.scolopaxrusticola.com
sigpic
We te ne
nee te sa
(chi salva l'aquila, salva il futuro. Detto navajo)Commenta
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....[:D] lasciamo da parte l' etica ...che ormai è stata seppellita da anni in piemonte e non per colpa dei cacciatori ma dasta guardare ai calendari venatori dei vari atc...a dir poco..aberranti[:142][:142][:142]......il tesserino dice......non più di 10 capi ....annuali[:142][:142][:142]......tra ...scolopacidi e....e trampolieri......[:-clown]Commenta
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Ma io non ho ancora capito in che paese viviamo... se 10 l'anno me l'hanno raccontato in una fiaba o se è così ovunque. Ma la legge italiana cosa dice??
Poi lo so... la parola etica è stata seppellita ed è bestemmia pronunciarla, ma questo non fa onore a noi cacciatori e finché non ce lo mettiamo in testa non faremo nessun passo avanti. E' una parola da bacchettoni e da preti. Ci si lava la bocca parlando di gestione, tutela, statistiche e poi non sappiamo neppure quante se ne possono prendere in un anno.... bah.L'indulgenza verso sé stessi induce ad essere accondiscendenti verso le scorrettezze altrui. Gamsbart PowerCommenta
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