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La sfida della scienza di fronte alla polarizzazione del dibattito tra la caccia "ricreativa" e la gestione della fauna selvatica
Buongiorno a tutti,
vi condivido un articolo pubblicato sul giornale "European Journal of Wildlife Research" dove viene presentato uno spunto di riflessione che credo sia utile e costruttivo. Non è uno studio "propriamente" tecnico , ovvero basato su statistiche, calcoli, rilevazioni, quanto un'analisi del dibattito ampio che c'è tra gli appassionati seguaci di Diana, i nostri odiatori e la scienza.... credo offra qualche spunto di riflessione utile
Buona lettura
Introduzione La sfida della scienza di fronte alla polarizzazione sulla caccia ricreativa e sulla gestione della fauna selvatica Jaime Rodríguez-Estival, Pelayo Acevedo, Pablo Ferreras, Christian Gortazar, Rafael Mateo, Joaquín Vicente, Beatriz Arroyo e 171 ricercatori sulla caccia e la gestione faunistica Abstract La scienza sta affrontando una perdita di prestigio a causa della proliferazione di “verità” soggettive. In un mondo saturo di informazioni, i fatti verificabili stanno cedendo il passo a credenze personali e collettive amplificate dai bias dei media e dei social network. Questo indebolisce la fiducia nel metodo scientifico e favorisce disinformazione e polarizzazione sociale, ostacolando il dialogo costruttivo su temi chiave. Un caso emblematico è la caccia ricreativa, vista da alcuni come essenziale per la conservazione e da altri come dannosa e obsoleta. La scienza faunistica viene spesso strumentalizzata o delegittimata da entrambe le estremità, alimentando un ciclo di sfiducia e confronto. Questo fenomeno riflette una sfida più ampia: riconciliare la scienza con una società sempre più frammentata e polarizzata dalla post-verità. Introduzione La scienza moderna, inclusa quella faunistica, affronta una sfida inattesa: l’erosione del suo prestigio di fronte alla proliferazione di “verità” soggettive. Come afferma il documento, “Science is currently confronting a loss of prestige in the face of the proliferation of subjective ‘truths’”. In un mondo sovraccarico di informazioni ma povero di pensiero critico, i fatti verificabili vengono spesso sostituiti da credenze personali rafforzate dai bias mediatici e social. Questo indebolisce la fiducia nella scienza e favorisce polarizzazione e disinformazione. La caccia ricreativa è uno dei temi più colpiti da questa dinamica. Dal prestigio alla svalutazione sociale La scienza è un processo razionale per comprendere la realtà attraverso dati verificabili. Storicamente ha rappresentato un motore di progresso, integrandosi nella cultura e nell’educazione. Tuttavia, la percezione sociale della scienza è cambiata drasticamente a causa dell’“infoxication” mediatica e dei bias cognitivi che modellano “la nostra verità”. In un ambiente dominato da opinioni divergenti, negazionismo, fake news e egocentrismo sociale, la post-verità prevale sui dati verificabili, alimentando polarizzazione e sfiducia. “La verità” sulla caccia La caccia ricreativa è un tema fortemente polarizzato. Il documento osserva che “Recreational hunting has become a permanent battlefield on which the biases of both the most pro-hunting and the most anti-hunting extremes play a fundamental role”. La caccia ricreativa, definita come l’abbattimento di animali principalmente per svago, può avere motivazioni culturali, alimentari, sociali o gestionali. Tuttavia, il dibattito pubblico è dominato da posizioni estremiste: Estremi pro-caccia
“La caccia è essenziale per la conservazione della natura”
“La caccia genera ricchezza dove altrimenti ci sarebbe povertà”
“I cacciatori sono i regolatori della natura”
Estremi anti-caccia
“La caccia è incompatibile con la biodiversità”
“I predatori sono sufficienti per mantenere l’equilibrio delle popolazioni”
“La caccia causa estinzioni di massa”
“La caccia distrugge famiglie animali e migrazioni”
Entrambi gli estremi ignorano o delegittimano la scienza quando non conferma le loro convinzioni. Caccia, società e scienza La caccia ricreativa affronta crescente rifiuto sociale, soprattutto in società urbanizzate più sensibili al benessere animale. Tuttavia, rimane un’attività regolamentata basata sull’uso di risorse rinnovabili. Se guidata da principi scientifici, può essere sostenibile e contribuire alla gestione faunistica e alla conservazione degli ecosistemi. La scienza è fondamentale per integrare obiettivi ecologici, sociali, economici e culturali nelle normative venatorie. Studi recenti indicano che il futuro della caccia dipenderà dalla sua sostenibilità, accettazione sociale e gestione adattativa. Non tutto dipende da “come la si guarda” La verità sulla caccia non può basarsi su percezioni soggettive ma su evidenze scientifiche. Non esiste una verità assoluta, ma non tutte le “verità” hanno lo stesso valore.
Il fronte pro-caccia deve accettare gli studi che mostrano impatti negativi o inefficienze gestionali.
Il fronte anti-caccia deve accettare gli studi che dimostrano benefici socioeconomici e ambientali della caccia sostenibile.
La scienza deve essere il punto di partenza per un dialogo costruttivo. Riconciliare scienza e società Per restituire alla scienza il suo ruolo guida, è necessario:
rafforzare l’educazione scientifica
migliorare la comunicazione dei risultati scientifici
combattere la disinformazione
promuovere un dialogo trasparente tra scienza e società
formare cacciatori e professionisti della gestione faunistica
migliorare il trasferimento delle conoscenze dalla ricerca alla pratica
riconoscere e mitigare i bias degli stessi scienziati
Media, scienziati, decisori politici e cittadini devono concentrarsi sui fatti verificabili e non su opinioni o ideologie. Conclusione La scienza non è il problema, ma parte della soluzione. Può contribuire a ridurre la polarizzazione sulla caccia ricreativa e favorire un dialogo basato su evidenze, non su estremismi. La società deve imparare a distinguere scienza da disinformazione e scienziati da chi pretende di possedere “la verità” sulla caccia.
Riferimenti
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"Ululò a lungo, ma poi mi fu addosso come un uragano, e io mi trovai, per così dire, avvolto in un turbine di furiosa gioia canina.” Konrad Lorenz
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