Una serata con Silvio Spanò

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    #1

    Una serata con Silvio Spanò

    Credo che la serata trascorsa a Lanzo Torinese insieme al Professor Silvio Spanò sia stato uno dei momenti più interessanti che il Comprensorio Alpino ha mai offerto ai suoi cacciatori.
    Con molta pacatezza e con un’incredibile abbondanza di dati statistici il professore ha chiaramente illustrato la situazione attuale della beccaccia nel mondo, e in modo particolare in Europa, e al tempo stesso gli studi che i diversi enti europei hanno avviato negli ultimi quattro decenni riguardo a questa specie per una migliore comprensione dei flussi migratori e dei ceppi di popolazioni.
    Tralasciando le indicazione di carattere demografico, a suo avviso poco attendibili (è quasi impossibile stabilire l’esatta consistenza numerica di un migratore il cui areale comprende buona parte di due continenti), Spanò si è soffermato molto sull’analisi degli abbattimenti, sui sistemi di caccia e sui principi di gestione della beccaccia, non senza colorare gli argomenti con suoi personali commenti di studioso e cacciatore.
    Le notizie da lui riportate che mi hanno sorpreso maggiormente sono state certamente quelle relative ai vari sistemi di caccia alla beccaccia, praticati in diversi paesi e in diversi periodi, e all’impatto che questi hanno sulla specie: interessante il dato che il maggior numero di abbattimenti censiti in Italia non avviene da parte dei cacciatori specializzati, ma dalla somma di chi ne prendere una o due all’anno in seguito ad incontri occasionali. Inatteso anche il dato secondo cui i paesi in cui la beccaccia è cacciata con maggior assiduità sono proprio Italia e Francia ed è dunque qui che l’impatto è maggiore. Ne consegue che i corretti principi di gestione devono partire proprio da casa nostra! Certamente molto è stato già fatto e ci sono protocolli che stentano a partire soltanto per mancanza di fondi. La spinta è sempre nella direzione della limitazione massima dei carnieri nelle regioni di nidificazione e nei periodi di riproduzione e con alcuni paesi, la Russia per esempio, si stanno prendendo accordi in questo senso.
    Il Professore ha proseguito la serata descrivendo gli studi fatti a livello internazionale tramite valutazione degli animali inanellati, soprattutto a partire da Francia e Spagna, che hanno permesso di individuare almeno due ceppi distinti di beccaccia transitanti nel nostro paese e al tempo tesso hanno messo in luce i diversi comportamenti durante il volo dei giovani rispetto agli adulti.
    In conclusione ha descritto i principi fondamentali di una corretta gestione per la tutela della beccaccia, che dovrebbero essere condivisi più possibile con i diversi paesi interessati:
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    • il ripristino o il mantenimento degli habitat idonei,
    • lo sforzo inteso ad arrecare il minor disturbo possibile durante il periodo riproduttivo,
    • la massima limitazione possibile di strumenti e mezzi che agevolino l’attività venatoria,
    • una corretta e diffusa valutazione delle ali allo scopo di conoscere l’age-ratio,
    • un aumento delle catture per inanellamento allo scopo di saperne sempre più sui flussi migratori.
    Oltre questi sarebbe auspicabile, ma è un punto controverso su cui non tutti i pareri sono concordi, indirizzarsi verso una caccia di specializzazione ovvero praticata da chi segue l’argomento con una certa frequenza e passione.
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    Ho molto apprezzato la sottigliezza con cui il Professor Spanò ha parlato (in verità marginalmente) degli strumenti in voga per la caccia alla beccaccia, riferendosi in particolare all’utilizzo di automobili per spostarsi da una zona all’altra e anche di ausili sonori per il reperimento del cane nel bosco, evitando accuratamente di parlare di divieti, ma consigliandone vivamente la massima limitazione dell’uso.
    Per concludere riporto una notizia da “prendere con le pinzette” secondo le stesso Spanò, cacciatore e cinofilo. Si tratta di una breve osservazione riguardante l’impatto delle attività venatorie sul rapporto tra i sessi: il sistema più paritario in questo senso sembra essere proprio la posta, in quanto comporta una abbattimento alla pari dei due sessi; più dannoso è il tiro alla croule, che impatta per lo più sui maschi dominanti durante il volo nuziale; la caccia in battuta incide ancora una volta sui maschi a causa della loro più spiccata tendenza all’involo; secondo questo studio si piazza peggio di tutti proprio il sistema di caccia con il cane, in quanto negli habitat dove tipicamente viene ricercata la beccaccia, si rinvengono prevalentemente le femmine, che hanno più incidenza nella riproduzione. E’ certamente un dato che non deve indurre a ricercare giustificazioni per pratiche illegali nel nostro paese e diseducative per chi ama questo animale, ma mi sembrava opportuno riportarlo.
    [:D]
    L'indulgenza verso sé stessi induce ad essere accondiscendenti verso le scorrettezze altrui. Gamsbart Power

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