VERONA (1 aprile) - Controlli a tappeto questa mattina negli uffici della polizia provinciale di Verona. Gli accertamenti messi in atto dai carabinieri del comando provinciale scaligero, hanno portato ad un provvedimento hanno portato ad un provvedimento restrittivo nei confronti di un ufficiale e a una ventina di avvisi di garanzia: in pratica metà del corpo provinciale.
Agli arresti domiciliari un ufficiale. Il provvedimento restrittivo è stato notificato all'ufficiale della polizia provinciale scaligera, Daniele Ferrais, 55 anni, di Verona, messo agli arresti domiciliari.
Tra gli indagati, secondo quanto si è appreso, ci sarebbero il comandante Davide Zeli ed esponenti della Lipu (Lega italiana protezione uccelli), tra cui il presidente Francesco Di Grazia, che aveva fatto un esposto alla magistratura su presunte irregolarità da parte della Polizia provinciale.
Indagine nata da esposti dei cacciatori. Sono stati alcuni esposti presentati da cacciatori all'origine dell'inchiesta che ha dato il via alla bufera che si è abbattuta stamani negli uffici della polizia provinciale di Verona.
Le ipotesi di reato vanno, a titolo diverso, dal falso ideologico e materiale al peculato, al maltrattamento degli animali. In un caso, la procura di Verona starebbe valutando anche l'ipotesi di corruzione.
Gli avvisi di garanzia sono stati notificati a colleghi di Ferrais e a esponenti della Lipu, che svolgevano attività di supporto sempre nei controlli dell'attività venatoria: dalle licenze al tipo di caccia, a come venivano tenuti gli animali. Proprio in questi vari ambiti di competenza di quelle che un tempo erano le guardie venatorie - la polizia provinciale si occupa di caccia, pesca ed ecologia - sarebbero state rilevate dai cacciatori delle irregolarità.
Animali misteriosamente "spariti". In particolare, ad esempio, sarebbero risultate 'sparizioni' di cinghiali e di lepri abbattuti. Da parte sua, il presidente della Lipu di Verona, Francesco Di Grazia, ha espresso sorpresa per il coinvolgimento nelle indagini: «non riesco a capire - ha detto - di cosa ci accusano».
<o:p> </o:p>
Commenta