Non tutti tra noi si interessano di tiro al piattello, infatti la maggior parte di noi sono cacciatori ... e basta; quindi molti non conoscono neppure troppo a fondo il Tiro a Volo e ... questa ragazza di 17 anni, che ha strabiliato tutti per la sua classe, bravura e carattere.
Jessica, la conosco personalmente da quando aveva 9 anni, sono amico di suo padre Ivan e di sua mamma Monica, perchè Jessica abita a Crevalcore, il nostro paesino, in provincia di Bologna.
Fare elogi ad una campionessa del mondo sarebbe estremamente facile, perchè i risultati da soli giustificherebbero le lodi; per Jessica è un po' diverso, perchè lei oltre ad essere diventata una campionessa del mondo nel 2009, è stata ed è una campionessa straordinaria nella vita, fin dall'inizio di questa sua passione e credo valga la pena di raccontare una aneddoto inedito, che ne mostra la volontà, il carattere, la semplicità e la grande modestia.
Jessica a 9 anni ogni domenica del 2001, seguiva il papà Ivan sui campi di tiro della nostra zona in provincia di Bologna e di Modena; allora era una bambina, abbastanza gracile, con un viso molto dolce ed un affetto enorme per suo papà, per il quale faceva in silenzio un tifo incredibile ad ogni garetta sui nostri piccoli campi secondari.
In lei però saliva, e la si vedeva e palpava, la passione per questa disciplina, si percepiva la sua voglia di provare a sparare a questi dischi di argilla colorati di arancio, così con Ivan, sul campo di San Giovanni in Persiceto, alla sera, a fine giornata di ogni domenica la facevamo sparare ai 15 piattelli che venivano lanciati per "scaricare" le macchine del vecchio impianto sul campo del Voltone.
Per la sua corporatura e "stazza", Ivan le aveva preparato un sovrapposto cal. 410, al quale aveva tagliato il calcio alla misura giusta e se non ricordo male, anche corretto leggermente la piega.
Per qualche domenica, feci una quindicina di cartucce cal. 36 del n. 8 per lei, per quei primi piattelli, primo passo tiravolistico di questa incredibile ragazzina-campionessa.
Si sparava chiaramente da sopra alla buca, senza phonopull e il comando veniva dato in modo che la voce fosse sentita dal mitico Zannella, che in buca, sganciava manualmente il piattello.
Ho visto centinaia di persone iniziare a sparare, ma nessuno mi ha sorpreso come la nostra Jessica Rossi, non ho mai visto nessuno, intuire e realizzare in un solo attimo, come si dovesse sparare ad un bersaglio piccolo e veloce, come un piattello che esce dalla fossa olimpica, e farlo con un 36!
Col suo fuciletto e quelle cartuccine, Jessica "fumava" letteralmente prima oltre la metà, poi quasi tutti i 15 piattelli.
Il suo sguardo, la sua concentrazione dopo la chiusura del fucile, sono gli stessi che potete vedere ora, quando è in pedana in gara.
La sensazione che chi conosce questo sport, poteva avere guardandola, era quella che si ha ora: Jessica il piattello lo rompe in quella piccola meditazione che precede il pull, perchè quando chiama il piattello, ha già deciso che lo romperà, e lo romperà, ... è come sia già rotto!
Jessica, va però oltre lo stile, l'efficienza e la bravura; dall'alto della sua carica, non ha perso quel dono impagabile che è la modestia, lei ha un sorriso ed un saluto per tutti, ogni volta e questo insieme al suo successo è la cosa che la fa ammirare ancora di più.
Ora attendiamo le prossime Olimpiadi e speriamo che nessuno vada a siliconarle l'interno dei piattelli, perchè non si rompano pur se colpiti, come è accaduto incredibilmente in Cina a lei e ad altri atleti mondiali, solo pochi mesi fa. [:-glass]
Grande Jessica!
http://www.rai.it/dl/tg1/speciali/ContentItem-182b3ec5-bb9e-4ff6-a3df-4bd4c6993917.html

Cordialità
G.G.
Jessica, la conosco personalmente da quando aveva 9 anni, sono amico di suo padre Ivan e di sua mamma Monica, perchè Jessica abita a Crevalcore, il nostro paesino, in provincia di Bologna.
Fare elogi ad una campionessa del mondo sarebbe estremamente facile, perchè i risultati da soli giustificherebbero le lodi; per Jessica è un po' diverso, perchè lei oltre ad essere diventata una campionessa del mondo nel 2009, è stata ed è una campionessa straordinaria nella vita, fin dall'inizio di questa sua passione e credo valga la pena di raccontare una aneddoto inedito, che ne mostra la volontà, il carattere, la semplicità e la grande modestia.
Jessica a 9 anni ogni domenica del 2001, seguiva il papà Ivan sui campi di tiro della nostra zona in provincia di Bologna e di Modena; allora era una bambina, abbastanza gracile, con un viso molto dolce ed un affetto enorme per suo papà, per il quale faceva in silenzio un tifo incredibile ad ogni garetta sui nostri piccoli campi secondari.
In lei però saliva, e la si vedeva e palpava, la passione per questa disciplina, si percepiva la sua voglia di provare a sparare a questi dischi di argilla colorati di arancio, così con Ivan, sul campo di San Giovanni in Persiceto, alla sera, a fine giornata di ogni domenica la facevamo sparare ai 15 piattelli che venivano lanciati per "scaricare" le macchine del vecchio impianto sul campo del Voltone.
Per la sua corporatura e "stazza", Ivan le aveva preparato un sovrapposto cal. 410, al quale aveva tagliato il calcio alla misura giusta e se non ricordo male, anche corretto leggermente la piega.
Per qualche domenica, feci una quindicina di cartucce cal. 36 del n. 8 per lei, per quei primi piattelli, primo passo tiravolistico di questa incredibile ragazzina-campionessa.
Si sparava chiaramente da sopra alla buca, senza phonopull e il comando veniva dato in modo che la voce fosse sentita dal mitico Zannella, che in buca, sganciava manualmente il piattello.
Ho visto centinaia di persone iniziare a sparare, ma nessuno mi ha sorpreso come la nostra Jessica Rossi, non ho mai visto nessuno, intuire e realizzare in un solo attimo, come si dovesse sparare ad un bersaglio piccolo e veloce, come un piattello che esce dalla fossa olimpica, e farlo con un 36!
Col suo fuciletto e quelle cartuccine, Jessica "fumava" letteralmente prima oltre la metà, poi quasi tutti i 15 piattelli.
Il suo sguardo, la sua concentrazione dopo la chiusura del fucile, sono gli stessi che potete vedere ora, quando è in pedana in gara.
La sensazione che chi conosce questo sport, poteva avere guardandola, era quella che si ha ora: Jessica il piattello lo rompe in quella piccola meditazione che precede il pull, perchè quando chiama il piattello, ha già deciso che lo romperà, e lo romperà, ... è come sia già rotto!
Jessica, va però oltre lo stile, l'efficienza e la bravura; dall'alto della sua carica, non ha perso quel dono impagabile che è la modestia, lei ha un sorriso ed un saluto per tutti, ogni volta e questo insieme al suo successo è la cosa che la fa ammirare ancora di più.
Ora attendiamo le prossime Olimpiadi e speriamo che nessuno vada a siliconarle l'interno dei piattelli, perchè non si rompano pur se colpiti, come è accaduto incredibilmente in Cina a lei e ad altri atleti mondiali, solo pochi mesi fa. [:-glass]
Grande Jessica!
http://www.rai.it/dl/tg1/speciali/ContentItem-182b3ec5-bb9e-4ff6-a3df-4bd4c6993917.html

Cordialità
G.G.

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