Ma l'agricoltura chi la controlla ?
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scusa ..ho sbagliato aggettivo nel dire "indiscriminato"... sicuramente anche nelle colture cerealicole quali orzo ,grano ect. se la coltura lo richiede e indispensabile usarli.. mi riferivo a cio che semino io in questi ultimi anni... devo dire che di erbe infestanti nei miei campi non ce ne sono e quidni dei diserbanti ne faccio volentieri a meno.. in goni caso in questi discorsi troppo spesso si mette in croce l'agricoltore e questo non mi sta bene perche le colpe bisognerebbe addossarle a chi ci ha messo con le spalle al muro: multinazionali e mercati in primis nonche precise colpe della politica comunitaria in un secondo tempo(o anche quelli sempre in primis...fate vobis!)Da otto anni semino il Grano su sodo e il raccolto è meno consistente ma ad un costo unitario un po' più basso.
Garantisco che, in generale, le condizioni sono più favorevoli alla fauna , micro e macro ,rispetto alle arature che , peraltro , sono indispensabili per altre colture.
In alcuni casi ,dietro pagamento di una cifra che non esito a definire ridicola , sono state effettuate colture a perdere in terreno libero. Se , e ripeto se , c'è stato il risultato di incrementare la presenza di selvaggina , e se , dopo la prova dei cani preapertura c'era ancora qualcosa , alla sera del primo giorno non rimaneva quasi nemmeno l'erba !!
---------- Messaggio inserito alle 01:50 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 01:26 PM ----------
Potrebbe essere una soluzione , ma teorica , stante l'attuale condizione giuridica ( art. 842 ecc)
I cosiddetti "premi" sono interventi paragonabili agli aiuti che qualsiasi comparto economico riceve in un modo o nell'altro . Inoltre sono dell'idea che gli Agricoltori , anche solo , come " fornitori " di un paesaggio rurale a tutta la comunità e come custodi del suolo svolgano un compito sociale mai abbastanza riconosciuto.Siamo in Toscana ( ma altrove è la stessa cosa) e vorrei vedere se bastassero gli Uffizi ad attrarre milioni di turisti.
Se non ci si rende conto che l'Agricoltura italiana è un bene da salvaguardare si arriverà , inevitabilmente , ad importare ciò che mangiamo ma soprattutto non avremo più attorno a noi il mondo in cui siamo cresciuti.
Se ,poi, è questo che si preferisce per il futuro allora sono io che mi sbaglio.
Scusate il fuori tema .
---------- Messaggio inserito alle 02:17 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 01:50 PM ----------
Sottoscrivo quanto hai affermato ( buono anche per quel che riguarda le comode poltrone in altro post [:D]).
Ci sarà , come in ogni settore , qualcuno che non sa fare il suo mestiere ma ti garantisco che l'utilizzo di diserbanti è , PURTROPPO, indispensabile dalle nostre parti per condurre in fondo una coltura di Grano o di Orzo.[:-golf]Commenta
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Io posso portare avanti quello che vedo nel mio atc.
Per fine Settembre tutti i campi di granoturco sono stati tagliati a 30/40 cm dal suolo.
Per il 15/20 di Ottobre quelle 4 gambe di granoturco vengono abbattute per preparare il terreno.
Come si diceva prima per il 10/15 Dicembre tutti i campi sono arati e le rive tosate a zero.
Da tutto il territorio bisogna escludere quei 10 campi di erba perenne e i campi seminati a sono ,ATTENZIONE CULTURA IN ATTO QUINDI...
Come vi sembra come cartolina?
arrivato il giorno dell'immacolata mi piange il cuore uscire a caccia.
Da ignorante mi chiedo ma non è possibile avere più culture invece della monocultura?
Nei campi di grano dopo il raccolto cresce molta erbaccia che crea covi per la selvaggina.
Ovviamente io con la terra non ci campo , quindi....[:-golf]CIAO RINOCommenta
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Sono assolutamente d'accordo.il mio primo pointer è stato rinominato MastroLindo proprio per una dermatite che lo ha pelato come..... me! era diventato "nudelook" con muscolacci in evidenza e da quì il nuovo nome!
questo preambolo solo per sottolineare la mia idea sull'agricoltura intensiva della mie zone,già allora(e andiamo indietro di circa 20 anni) ho sempre sostenuto che le lotte ambientaliste avrebbero dovuto tendere molto di più alla corretta gestione del territorio da parte del mondo agricolo,piuttosto che dedicare anima e corpo ad una guerra contro la caccia,suscitando molto spesso delle accese discussioni che finivano inevitabilmente conl la solita frase... comamdare a casa degli altri non è possibile ma nemmeno comprensibile.
io penso che si dovrebbe arrivare ad una collaborazione totale trai nostri 2 mondi,un esempio positivo è la gestione dei nocivi,che provocano moltissimi danni e che vengono(dove è possibile) controllati numericamente dai cacciatori abilitati senza chiedere nessun "rimborso spese" ....uno negativo(ma ne potrei fare moltissimi) è la ffresatura delle ripe e degli argini senza nessun veto temporale,provocando inevitabilmente la distruzione di nidi e covate,di quei micro ambienti necessari alla sopravvivenza delle stesse..
credo fermamente che per la corretta gestione del territorioe sia necessaria una revisione profonda delle attuali regole,sia argicole che venatorie.
Gli ambientalisti si preoccupano dei danni provocati dall'attività venatoria ma non sanno nemmeno quali reali danni si possono creare con una conduzione dissennata dell'ambiente agricolo.
Nelle zone dova vado a caccia, un tempo altamente vocate per la starna e la lepre, ormai la stanziale è praticamente assente viste le tonnellate di diserbo e la totale distruzione di aree di rifugio e nidificazione, unitamente alla scomparsa quasi totale di colture cerealicole, il tutto per far posto a sua maestà la nocciola.
---------- Messaggio inserito alle 09:08 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 08:57 PM ----------
Anche io mi occupo di questioni simili.Io sono una di "queste persone" e sono convinto che un ambiente naturale tragga nocumento dall'introduzione in esso della più piccola molecola estranea.
Premesso ciò ti informo che (perlomeno in Toscana , ma credo ovunque) tutte le Aziende Agricole sono tenute alla compilazione di un Quaderno dei trattamenti che indica come e cosa è stato usato e quindi se si sono rispettate le norme di legge.
Naturalmente i controlli potrebbero essere carenti ma questo è un discorso generale che investe tutti i campi delle azioni degli Italiani.
Non solo i produttori agricoli ma anche gli allevatori sono tenuti, tramite la compilazione del Quaderno di campagna, a registrare i trattamenti delle colture destinate non solo all'alimentazione umana ma anche agli alimenti per gli animali.
Il problema sta come dici giustamente tu, nella corretta applicazione dei prodotti e nel rispetto dei tempi di sospensione.
C'è da considerare però il problema della preparazione degli operatori e della non remota possibilità che dell'acquisto di certi prodotti non vi sia traccia, un pò come avviene per i farmaci ad utilizzo zootecnico.
Questo fa si che alcuni trattamenti sfuggano completamente ai controlli che pure, sono nella maggior parte dei casi, piuttosto capillari.
---------- Messaggio inserito alle 09:15 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 09:08 PM ----------
Ho una mia personalissima idea sul biologico.Sono leggermente spaventato dal parere di " fior fiore di intellettuali " ( ma è un problema mio [:D] ).
Occhio al Biologico perchè è spesso , e dico spesso , una Utopia radical - chic , ho troppi conoscenti che hanno fatto rapidamente dietro front .
Per quanto riguarda l'arricchirsi : sapete come si fa a diventare Milionari ?................basta essere Miliardari e darsi all'Agricoltura.[occhi]
Ce ne saranno un paio di aziende fra tutte quelle che frequento che ci si avvicinano, il resto è fumo negli occhi. Solo andare a rompere o a morganare con un trattore gommato significa, per me, non essere più strettamente in biologico, ma credo che una bella vetta di bovi, al posto del trattore, sia ad oggi improponibile.
Senza poi considerare il problema falde acquifere, aziende biologiche nelle adiacenze di aeroporti ed autostrade ecc.Commenta
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La trinciatura degli argini serve a non far intasare i canali di scolo, ma anche lì si potrebbe trinciare a 15 cm invece che portare via anche la terra col risultato di che ogni anno bisogna rifare l'argine...
altre tecniche compatibili con la fauna cacciabile sono gli sfalci dei foraggi a 10 cm di altezza, con i vantaggi di una più facile essiccazione del prodotto - l'aria passa da sotto l'erba - un maggior valore nutritivo e ricaccio più veloce: così facendo raramente si falceranno nidi e/o piccoli.
Per quelli che vivono nelle zone vocate al riso, cercate su google "riso secondo natura" e proponetelo agli agricoltori che conoscete (nn mi pagano, non li conosco neanche...)Commenta
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