i migliori ATC e......
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sui problemi non ho fatto sarcasmo, casomai sulle soluzioni proposte. Potevo forse essere più simpatico ma i miei dubbi rimangono: atc più grandi potrebbero forse migliorare la situazione faunistica o ambientale? Perchè la mobilità è una bellissima cosa, ma da sola non basta: sai bello muoversi tra un posto dove non c'è nulla, un altro dove c'è pochissimo e uno dove non c'è niente....intanto non mi sembra corretto da parte tua fare del sarcasmo su dei problemi che tanti hanno e magari tu no!
poi non si parlava di risolvere il problema del troppo territorio sottoposto a vincoli con l'abolizione degli atc, ma di lasciarne al massimo 1 per provincia li dove ci sono cosi tanti vincoli che la gente per passare 2 ore a caccia non sa più dove sbattersi la testa.
Tra l'altro la maggior parte degli atc in italia è assodato che non funzionano e se a questo aggiungi che in delle provicie tipo la mia ci sono 3 atc e il 63% di territorio occupato da parchi di ogni genere, non si capisce perchè e come si fa a suddividere il territorio in tre o in quattro pezzettini dove la gente sebra rinchiusa in dei recinti.
Perchè se gli atc non funzionano, è invece vero che funzionano i Comprensori Alpini, che sono molto, molto più piccoli. Un esempio di territorio (chiamatelo atc, chiamatelo riserva sociale, chiamatelo "territorio gestito direttamente da un ente pubblico", chiametelo come volete...) di grande dimensione gestito bene, non lo conosco, tranne forse Reggio Emilia, che sono cmq 4 atc.
Questi sono dati di fatto.
(Ovviamente parlo della selvaggina stanziale, è ovvio che per la migratoria bisogna prevedere possibilità di spostarsi per i cacciatori.)____________________________________________
Paolino
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.. a leggere tutte queste polemiche non rimpiango affatto che in sardegna gli atc non esistano... ci possiamo spostare dove vogliamo per cacciare cio che vogliamo..altrimenti attorno ai grandi centri sarebbe il deserto.in questo modo si evita la concentrazione e anche per il fatto di non avere troppe zone di divieto e un altro punto a nostro favore..Commenta
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tranne quando arrivano quei pezzenti "ghettaus" di campidanesi a rubare e sporcare il posto!!!!.. a leggere tutte queste polemiche non rimpiango affatto che in sardegna gli atc non esistano... ci possiamo spostare dove vogliamo per cacciare cio che vogliamo..altrimenti attorno ai grandi centri sarebbe il deserto.in questo modo si evita la concentrazione e anche per il fatto di non avere troppe zone di divieto e un altro punto a nostro favore..ciao ....
giuseppe...[vinci][vinci]Commenta
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Salvatore, però il "modello sardo" funziona anche perchè è "estremo" dal punto di vista delle giornate e dei capi prelevabili. Temo che quelli del "tutto ovunque e sempre", che a questo thread non hanno ancora fatto visita, troverebbero molti motivi per criticarlo... a leggere tutte queste polemiche non rimpiango affatto che in sardegna gli atc non esistano... ci possiamo spostare dove vogliamo per cacciare cio che vogliamo..altrimenti attorno ai grandi centri sarebbe il deserto.in questo modo si evita la concentrazione e anche per il fatto di non avere troppe zone di divieto e un altro punto a nostro favore..
Quanto alla concentrazione, fai te che uno dei motivi per cui itengo utile legare il cacciatore al territorio è proprio la concentrazione, perchè il numero di soci di un atc è dato dalla superficie cacciabile, non dai residenti, altrimenti quelli della montagna sarebbero super-favoriti rispetto a quelli della città...____________________________________________
Paolino
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AL3 funziona molto bene, almeno per quanto riguarda le lepri, oltre ai cinghiali, e supera abbondantemente i 40.000 di estensioneEmanuele
Per ora è soltanto un sogno, ma se c'è la passione perchè non provarci [fiuu]Commenta
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Se fosse reperita ed attuata la 157/92 sarebbe vero, ma si torna al punto precedente.....qui la media è 2-3 ettari per cacciatore........Salvatore, però il "modello sardo" funziona anche perchè è "estremo" dal punto di vista delle giornate e dei capi prelevabili. Temo che quelli del "tutto ovunque e sempre", che a questo thread non hanno ancora fatto visita, troverebbero molti motivi per criticarlo.
Quanto alla concentrazione, fai te che uno dei motivi per cui itengo utile legare il cacciatore al territorio è proprio la concentrazione, perchè il numero di soci di un atc è dato dalla superficie cacciabile, non dai residenti, altrimenti quelli della montagna sarebbero super-favoriti rispetto a quelli della città...Commenta
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beh, vedete un pò voi: la Sardegna è come se fosse un solo, unico ATC dove si va a caccia 2 giorni a settimana giornate fisse mercoledì e domenica.
Premesso ch per me andrebbe benissimo, ma te lo immagini se esportassero le stesse regole sul "continente"????? e tutti quelli che vanno a caccia 5 giorni a settimana???silvioCommenta
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In Piemonte, in tutti gli atc ( non penso ci siano eccezioni ) si caccia nei tre giorni fissi, mercoledì, sabato e domenica. E se anche ad essere nel mondo degli onesti, 3 giorni a scelta su 5 vuol dire che quasi tutti i cacciatori cacciano 3 giorni la settimana, con i 3 giorni fissi quelli che riescono a fare 3 giorni di caccia la settimana sono molti di meno. Quindi non è solo una questione di poter scegliere i giorni...Emanuele
Per ora è soltanto un sogno, ma se c'è la passione perchè non provarci [fiuu]Commenta
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ciao paolo.. il modello sardo come tu dici e molto restrittivo ,e su questo non si discute .ma forse e questo che ci permette di avere ancora una buona presenza di selvaggina vera.. che possa suscitare critiche non lo metto in dubbio ma questo perche ci sono ancora un sacco di cacciatori che non vorrebbero avere alcun tipo di limite.. e vero..da noi il segugismo su lepre e di fatto inesistente perche con 4 mezze giornate a disposizione non vale neanche l'idea di allevare segugi in esclusiva per questa forma di caccia..il discorso migliora per la penna visto che nonostante anche le pernici si possano cacciare per le solite 4 mezze giornate,finite queste ci si puo dedicare alle quaglie e piu avanti alle beccacce sempre in buon numero.ridurre pero solo a questi dettagli il discorso ATC non e facile e ci sono molti altri fattori che concorrono.. ti faccio il mio es.personale.. e da tempo che io i giovedi(giorno consentito oltre alla domenica e non il mercoledi-errore veniale di silvio) faccio la caccia al coniglio.. in via teorica mi potrei accontentare di cacciare nei terreni della mia azienda in esclusiva ,visto che oltre a me non ci va nessuno.potrei contare con i terreni confinanti su oltre cento ettari..ebbene causa mixo ,sono spesso costretto a ..emigrare da altre parti e qualora non ce ne siano neanche in questi ,non esito ad andare nel nuorese che tra l'altro e la mia provincia di origine.. c'e anche da dire che non tutti i territori sono uguali e se volessi sparare a dei colombacci dovrei in ogni caso spostarmi.. se mi(ci) legassero al territorio del comune di appartenenza ad.es. saremo davvero fregati e non solo per la migratoria che peraltro e numerosa,ma prova ad immaginare i 2500 cacciatori del mio comune relegati in un territorio se vogliamo vasto, ma talmente inframezzato a strade,case, e quant'altro che ti impone dei vincoli da renderlo inutilizzabile a fini venatori.. infatti gli unici cacciatori che richiedono gli ATC in sardegna sono i cacciatori del nuorese,ricco di ogni ben di dio e poco popolato. e ovvio che se da te gli stessi funzionano teneteli e migliorateli,se e il caso .. del resto mi pare di capire che da voi si e portati ad essere piu specialisti di ogni singola caccia(se non ricordo male tu cacci la lepre pressocche in esclusiva..) del resto ti concedono un congruo numero di giornate e capi.. ma dopo? che fai? smetti di cacciare? questo per cio che mi riguarda non lo vorrei neanche prendere in considerazione.. se mi viene voglia e ci sono i selvatici non mi precludo la possibilita di andare a farmi una sparata ai colombacci di cui il mio comune e povero e ,del resto, per i cinghiali mi sposto di 50 km.. e siamo un po tutti in queste condizioni.. legarci al nostro territorio? dovrebbe nascere una fiducia reciproca che al momento e inesistente e gli unici commenti che senti al bar o da altre parti sono:li c'e un animale,mi ha fregato oggi ma domani... per cui l'ATC spingerebbe ancora di piu il singolo a prelevare anche oltremisura nella paura che l'altro glielo fotta nella tipica logica di"ogni lasciata e persa"!!!Salvatore, però il "modello sardo" funziona anche perchè è "estremo" dal punto di vista delle giornate e dei capi prelevabili. Temo che quelli del "tutto ovunque e sempre", che a questo thread non hanno ancora fatto visita, troverebbero molti motivi per criticarlo.
Quanto alla concentrazione, fai te che uno dei motivi per cui itengo utile legare il cacciatore al territorio è proprio la concentrazione, perchè il numero di soci di un atc è dato dalla superficie cacciabile, non dai residenti, altrimenti quelli della montagna sarebbero super-favoriti rispetto a quelli della città...
ripopolamenti?
inesistenti! qualche volta qualche federazione ottiene un po di pernici dagli allevamenti regionali..se le mettono nei loro orticelli... non c'e la mentalita e forse un maggiore rispetto del selvatico si ottiene paradossalmente proprio dal fatto che quando trovi una zona dove sei da solo abbatti di meno nella speranza che altri non passino ma se c'e competizione e finita a meno di accordi ma sempre tra pochi e non tra 2500..quanto meno utopistico anche ipotizzarlo
---------- Messaggio inserito alle 02:08 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 02:06 PM ----------
da appendere il fucile al chiodo!!!! mai e poi mai!!!Se fosse reperita ed attuata la 157/92 sarebbe vero, ma si torna al punto precedente.....qui la media è 2-3 ettari per cacciatore........Commenta
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bravo, hai capito al volo!.. a leggere tutte queste polemiche non rimpiango affatto che in sardegna gli atc non esistano... ci possiamo spostare dove vogliamo per cacciare cio che vogliamo..altrimenti attorno ai grandi centri sarebbe il deserto.in questo modo si evita la concentrazione e anche per il fatto di non avere troppe zone di divieto e un altro punto a nostro favore..
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ciao ma in quali zone di frosinone ti rechi piu spesso?cè chi è piu fortunato di altri ,io nella pr di roma e nell'atcrm2 ormai sono chiuso tra parchi riserve e confini vari mi iscrivo regolarmente nell'atc di vt1 per la stanziale qualche fagiano o lepre se capita poi con le20 gg alla migratoria si va a becc.in atc di frosinone il problema mio era quello che esistono degli atc tipo siena19 rovetocarseolano e chissa quanti ancora ai quali presentare domanda è come fare un buco nell'acqua,ciao ciao[:D][:D]
Anke io come atc c'ho fr1Commenta
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La soluzione non è imporre limiti, ma trovare il modo di non imporli.La selvaggina è presente in quei luoghi dove il territorio è ancora in grado di accoglierla, è impensabile continuare sulla strada delle limitazioni perchè il territorio muta e non è più in grado di ospitare e sostenere la selvaggina, dobbiamo prendere atto di ciò e cercare di impegnarci in questo caso in accordo con i nostri antagonisti perchè nel territorio siano ricostruiti habita e condizioni, ma la maturità sia da una parte che dall'altra mostra di non prevalere.
il vero problema è capire cosa non funziona, i motivi della riduzione di una specie anzichè di altra e intervenire in tal senso.Il cacciatore non è la causa della riduzione dei selvatici, basti pensare ai metodi di cattura di un tempo(stringoli, tagliole, pania, pietraccole, reti, laccioli ecc), agli aumenti delle popolazioni di ungulati nonostante anche in passato ed in maggior misura rispetto ad oggi vi fossero bracconieri che li predavano anche a caccia chiusa e che oggi sono abbattuti tutto l'anno da intere squadre e dalle guardie venatorie, per i danni che creano, alle marzaiole, non più cacciate da decenni, ma ormai scomparse alle cappellacce ieri quasi scomparse ed oggi in notevole aumento e cosi via per molte specie.
Se non riusciamo a metterci al tavolo e discutere di queste realtà e capirne l'evolversi, ma ci ostiniamo a limitarci ritenendoci responsabili per la riduzione di selvaggina dimostriamo di essere immaturi e di avallare tesi ed ideologie di ambientalisti fanatici.
I veri problemi affrontiamoli, non nascondiamoci incolpandoci e limitandoci dando soddisfazione ai nostri antagonisti, il vero problema non è che si risolve con la creazione di atc e altri limiti, ma con la consapevolezza che dobbiamo ricostruire habitat ed ambienti adatti alla selvaggina, che dobbiamo creare aree protette e gestirle consapevolmente e al di fuori di ideologie, che dobbiamo avvalerci non soltanto di studi scientifici effettuati da tecnici che hanno visto solamente libri, ma anche e sopratutto dell'ausilio di coloro che vivono giorno per giorno il territorio, revisionare gli atc e suddividere il territorio non per province, ma per capacità di fornire sostentamento ed habitat adatti alle singole specie, suddividere il territorio per n° di cacciatori, costituire come in francia dipartimenti veramente gestiti dai cacciatori in accordo con i proprietari.
Tutto irrealizzabile, per questo si caccia 5/5 e si abbatte tutto ciò che vola trasformandosi in bracconieri, meno limitazioni, più correttezza, concretezza e trasparenza fine del bracconaggio.Commenta
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sono d'accordo con te in tutto, tranne l'ultima parte, non puoi fare di tutta l'erba un fascio, io non vedo tutta questa gente che spara a tutto e che va a caccia 5 gg. su 5, negli ultimi anni ho notato molta responsabilità da parte della maggioranza dei cacciatori è ovvio che si trova qualche estremista cretino e almeno dalle mie parti è raro che da ottobre a gennaio senti qualche colpo di tra mercoledi e giovedi, qualcuno in + a settembre perchè c'è gente che prende le ferie, ma poi credo che la maggior parte di noi debba anche mantenere una famiglia.La soluzione non è imporre limiti, ma trovare il modo di non imporli.La selvaggina è presente in quei luoghi dove il territorio è ancora in grado di accoglierla, è impensabile continuare sulla strada delle limitazioni perchè il territorio muta e non è più in grado di ospitare e sostenere la selvaggina, dobbiamo prendere atto di ciò e cercare di impegnarci in questo caso in accordo con i nostri antagonisti perchè nel territorio siano ricostruiti habita e condizioni, ma la maturità sia da una parte che dall'altra mostra di non prevalere.
il vero problema è capire cosa non funziona, i motivi della riduzione di una specie anzichè di altra e intervenire in tal senso.Il cacciatore non è la causa della riduzione dei selvatici, basti pensare ai metodi di cattura di un tempo(stringoli, tagliole, pania, pietraccole, reti, laccioli ecc), agli aumenti delle popolazioni di ungulati nonostante anche in passato ed in maggior misura rispetto ad oggi vi fossero bracconieri che li predavano anche a caccia chiusa e che oggi sono abbattuti tutto l'anno da intere squadre e dalle guardie venatorie, per i danni che creano, alle marzaiole, non più cacciate da decenni, ma ormai scomparse alle cappellacce ieri quasi scomparse ed oggi in notevole aumento e cosi via per molte specie.
Se non riusciamo a metterci al tavolo e discutere di queste realtà e capirne l'evolversi, ma ci ostiniamo a limitarci ritenendoci responsabili per la riduzione di selvaggina dimostriamo di essere immaturi e di avallare tesi ed ideologie di ambientalisti fanatici.
I veri problemi affrontiamoli, non nascondiamoci incolpandoci e limitandoci dando soddisfazione ai nostri antagonisti, il vero problema non è che si risolve con la creazione di atc e altri limiti, ma con la consapevolezza che dobbiamo ricostruire habitat ed ambienti adatti alla selvaggina, che dobbiamo creare aree protette e gestirle consapevolmente e al di fuori di ideologie, che dobbiamo avvalerci non soltanto di studi scientifici effettuati da tecnici che hanno visto solamente libri, ma anche e sopratutto dell'ausilio di coloro che vivono giorno per giorno il territorio, revisionare gli atc e suddividere il territorio non per province, ma per capacità di fornire sostentamento ed habitat adatti alle singole specie, suddividere il territorio per n° di cacciatori, costituire come in francia dipartimenti veramente gestiti dai cacciatori in accordo con i proprietari.
Tutto irrealizzabile, per questo si caccia 5/5 e si abbatte tutto ciò che vola trasformandosi in bracconieri, meno limitazioni, più correttezza, concretezza e trasparenza fine del bracconaggio.Commenta
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.....I veri problemi affrontiamoli, non nascondiamoci incolpandoci e limitandoci dando soddisfazione ai nostri antagonisti, il vero problema non è che si risolve con la creazione di atc e altri limiti, ma con la consapevolezza che dobbiamo ricostruire habitat ed ambienti adatti alla selvaggina, che dobbiamo creare aree protette e gestirle consapevolmente e al di fuori di ideologie...revisionare gli atc e suddividere il territorio non per province, ma per capacità di fornire sostentamento ed habitat adatti alle singole specie, suddividere il territorio per n° di cacciatori, costituire come in francia dipartimenti veramente gestiti dai cacciatori in accordo con i proprietari.scusa se ti ho fatto il msg a pezzetti, ma su questi punti non si può non essere d'accordo
silvioCommenta
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