I casi sono:
1. Il fotografo vede nel frattempo una bella figliola e si distrae muovendo
la fotocamera;
2. Il fotografo, a insaputa di Fidc, è un 'grillino' e gli riesce il colpaccio;
3. L'Ipocrisia cola da quella foto come il miele dal favo maturo;
4. Assist a favore Lac;
5. Associazione venatoria passa al nemico;
6. Ci si nasconde dietro un dito.
Non amo ignorare i miei fucili, quando parlo di caccia: se ne dimentico anche solo uno a casa, Fly mi gira un morso al polpaccio. Se parlo in assemblea pubblica per difendere il mio 'vizio assurdo', parto dalla premessa che io il fucile lo adopero, nei tempi consentiti, su specie consentite, in territori consentiti.
E non vivo problemi e frustrazioni? Certo che sì! Io che ho insidiato nei rodoreti delle Orobie i Galli, io che ho visto le colline di queste plaghe abitate da Pernici (non quegli ibridi di allevamento che vediamo oggi dappertutto, financo in risaia...), Starne e Leproni; io che assisto alla saga dei fruitori delle ATV, dove un salariato ti torce il collo al fagiano appena comprato dalla gabbia dell'allevatore, lo scuote un poco in attesa che arrivi, tra mezz'ora (non oltre sennò il fagiano magari passa oltre le paline), in attesa, dicevo, che arrivi un replicante ( volevo dire di peggio) che lo freddi col suo magnum che vomita 5o grammi di nichelato; io che non posso più mostrare ai figli, nè godere di piccoli passeriformi sui fili del telefono e sui paletti delle viti di nebiolo; io che non sento cantare più i Fanelli nelle vigne dei bricchi assolati... io so bene che l'uomo, coltivatore, cacciatore, turista, sfaccendato, industriale e operaio, comunque consumatore e quindi fruitore dell'ambiente degradato in cui viviamo, quest'uomo, dicevo, e io per primo, ha la responsabilità di operare al fine di gestire al meglio questa 'fine del mondo', o quello che sarà (unica spes) un radicale cambiamento dei costumi e soprattutto dei consumi e dei comportamenti.
Io, che vengo temporalmente, da abbastanza lontano, io che ho cacciato troppo perchè le leggi me lo consentivano, io che ho anche fatto della difesa dell'ambiente la mia vita, io che amo saltare (Sabato 25 settembre)un pomeriggio di caccia per partecipare ad un convegno sulla 'Biodiversità', io che guardo con molto sospetto un 'parvenu' che ci dice che 'le specie' sono in aumento (forse avrà detto 'speci') e che bisogna cacciare di più e per più tempo; io che mi inalbero un poco se sento chiamare 'nocivi' i mustelidi o i corvidi (so bene il problema dei corvidi che predano altre specie, ma il guaio l'abbiamo fatto noi umani alterando l'ambiente!); io che vado 'col fucile' a parlare a favore di una caccia sostenibile, contro la caccia assolutamente improponibile di troppi, contro un'agricoltura che av velenando il territorio stermina ogni forma di biodiversità e quindi, alla fine...anche noi; io che ho in odio la cementificazione sistematica del territorio di cui noi italiani (padani in primis) siamo i massimi campioni al mondo: io, dicevo, conscio delle mie responsabilità passate, della responsabilità che mi hanno dato consentendomi di girare col fucile in spalla anche oggi, della responsabilità enorme che avrei se fucilassi l'ultimo, chessò, l'ultimo Francolino della Valtellina...
Io, dicevo, la foto me la faccio fare col fucile: se l'argomento è " La Caccia".
Tetraogallo