In Puglia le gazze sono ormai degli "alien", dei mostri che hanno invaso l'ambiente e lo devastano. Attaccano in stormo i rapaci e li mettono ko; predano i nidiacei di ogni specie e se li pappano; ghermiscono i piccoli dei conigli selvatici e se li pappano altrettanto; sono ormai egemoni e bisognerebbe seriamente valutare un dispositivo di limitazione massiva del loro numero esorbitante.Addirittura entrano nei pollai e rubano le uova, manco fossero faine o donnole. La protezione di questo animale astuto e spietato è altrettanto incomprensibile quanto quella dei tordi che letteralemnet "spianano" gli uliveti della prov. di Brindisi, ed è per giunta vietato spararli pena sanzioni pesantissime. Conosco persone che hanno sistematicamente distrutti i raccolti di ortaggi da parte delle gazze: come rimedio io so che si stanno procurando i piccoli rapiti dai nidi, li allevano, li tengono in gabbia, poi li espongono in cima agli alberi per attirare le gazze selvatiche e, quando queste incuriosite si avvicinano all'albero dove è appesa la gabbia con la gazza allevata, sparano senza pietà. Non si tratta di caccia, ma di una reazione rabbiosa a un'invasione contro cui il "buonismo" incosciente degli ecologisti nulla fa. Preciso che io condanno queste pratiche se spaciate come attività venatorie (la caccia è tutt'altra cosa!), ma come non essere solidali con gli agricoltori che hanno congegnato questa guerra alle gazze?
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Mi correggo: ho scritto "tordi", ma intendevo "storni"
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