Caccia in passato e mancanza selvaggina oggi

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Marco94
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  • pedrofabian
    • Feb 2010
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    • vicenza
    • manson , sultan meticcio

    #16
    tordo 55
    anche dalle mie parti c'era una zrc, 3 anni fa abbiamo preso con le reti più di 50 lepri in mezzo alle case, ho visto partire fagiani a branchi di 10 , 20, e di più.
    dopo hanno aperto la zona a la caccia e oggi e il deserto,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,sara il cambiamento climatico ???la agricoltura???, ,,,,,,a vista il territorio è rimasto uguale soltanto con più bossoli per terra.
    questo non è caccia, e i polli non sono selvaggina(per questo non li caccio anche se pago l'ambito) bisognarebbe cacciare la stanziale como la fauna alpina, o gli ungulati, censimenti , se ci sono e se ti tocca cacci,. se no al meno puoi allenare il cane su selvatici veri.
    logicamente questa è la mia opinione.

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    • Marco94

      #17
      Io credo che nonostante l'antropizzazione se nei decenni passati i cacciatori si fosserò moderati nei carnieri adesso non ci sarebbe questa situazione. Comunque come ha detto franz anhe qui da alcuni anni ci sono moltissimi ungulati, ma penna zero.

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      • ALFIO68

        #18
        devo dire franz che i colombacci sono ormai in tutta la Sicilia mentre sino a circa 15 anni fa'...
        ormai i colombacci so anche piu' delle colombe,anche vero pero' che la selvaggina ha cambiato vita o meglio abitudini oltre che...
        la beccaccia a capito molto e adesso vive solo nei grandi parchi per lo piu' dove qualche buon amico degli amici la caccia tranquillamente.
        saluti a tutti

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        • michele.paini
          ⭐⭐⭐
          • Apr 2008
          • 1101
          • piombino
          • setter inglese

          #19
          Originariamente inviato da pedrofabian
          tordo 55
          anche dalle mie parti c'era una zrc, 3 anni fa abbiamo preso con le reti più di 50 lepri in mezzo alle case, ho visto partire fagiani a branchi di 10 , 20, e di più.
          dopo hanno aperto la zona a la caccia e oggi e il deserto,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,sara il cambiamento climatico ???la agricoltura???, ,,,,,,a vista il territorio è rimasto uguale soltanto con più bossoli per terra.
          questo non è caccia, e i polli non sono selvaggina(per questo non li caccio anche se pago l'ambito) bisognarebbe cacciare la stanziale como la fauna alpina, o gli ungulati, censimenti , se ci sono e se ti tocca cacci,. se no al meno puoi allenare il cane su selvatici veri.
          logicamente questa è la mia opinione.
          Questo è quello che scrive Nettuno ed ha ragione, ma il discorso è più vasto.
          Le zone di rispetto sono essenziali per avere selvaggina sia essa stanziale che migratoria, ma ogni specie è soggetta o meglio richiede attenzioni diverse, solamente attraverso le individuazioni di habitat confacenti si possono ottenere risultati, invece la tendenza è quella di stabilire confini di ambienti da salvaguardare sulla carta senza curarsi minimamente degli habitat e della loro adeguatezza nei confronti delle specie animali, se a questo sommiamo incuranza, inquinamento, atrofizzazione, cambiamenti climatici e la pressione venatoria il risultato è quello che conosciamo.
          Cambiare a mio avviso è possibile, ma il primo passo da fare è tutelare gli habitat e renderli ospitali, poi curare e provvedere a mantenere ospitali e adatti gli habitat al sostentamento della fauna nei periodi di grande difficoltà e riproduttivi ed infine la moderazione della pressione venatoria, perchè limitare la sola pressione venatoria è inefficace e questo già lo si dovrebbe aver capito da tempo, basti pensare all'incremento che hanno avuto determinate specie soggette di notevole pressione rispetto ad altre magari protette o non più cacciabili perchè la loro migrazione avviene in periodi in cui la caccia non è permessa.
          Il famoso cane che si rincorre la coda.

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          • gianluigi
            • Sep 2009
            • 88
            • Sardegna, Marmilla
            • Kurzhaar - springer spaniel, segugista mancato :(

            #20
            Caccia in passato e mancanza selvaggina oggi

            La caccia come le pensioni.... si son magnati tutto, e a noi giovani ci restano le briciole (forse) [:-cry][menaie]

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            • flash
              ⭐⭐⭐
              • Nov 2008
              • 1321
              • roma
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              #21
              Originariamente inviato da PaoLeo
              E io ogni volta, tanto per testimonianza, dico che intorno alla città, in mezzo alle tangenziali, quando chiudono un pezzetto di territorio, poi vedi fagiani, rosse e lepri anche di giorno, ci hanno fatto le catture questa settimana e han preso trenta lepri in un fazzoletto tra due quartieri periferici. Vai in collina in zona di caccia, agricoltura mista non all'antica ma certo non estremizzata, e di selvatici ce n'è molti meno. Qualcosa vorrà dire.
              Originariamente inviato da pedrofabian
              tordo 55
              anche dalle mie parti c'era una zrc, 3 anni fa abbiamo preso con le reti più di 50 lepri in mezzo alle case, ho visto partire fagiani a branchi di 10 , 20, e di più.
              dopo hanno aperto la zona a la caccia e oggi e il deserto,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,,sara il cambiamento climatico ???la agricoltura???,
              io dividerei il discorso in due: stanziale e migratoria....

              STANZIALE: io penso che una gran bella mano alla situazione attuale l'abbiamo data noi......ho quotato i due messaggi sopra proprio per questo motivo, aggiungendo, sempre per fare un esempio, che a Roma dentro il GRA, zona interdetta alla caccia da decenni, pullula di fagiani che normalmente covano ogni anno....fuori è peggio del Sahara....quindi, al di la dell'agricoltura che sicuramente è cambiata, abbiamo una situazione in cui il selvatico non ha respiro....non ci sono limitazioni di sorta, dei cacciatori superstiti sembra che nessuno lavori....a caccia 5 su 5 ma anche se fossero rispettosi della legge e quindi "solo" 3 giorni di caccia su 5 sarebbe troppo....le strade arrivano dappertutto e non c'è cacciatore (tranne me e pochi altri) che non ha il fuoristrada che li porta dappertutto (ovviamente c'è sempre qualche rara perla che, nonostante il fuoristrada, è molto rispettoso delle leggi e dell'ambiente).......insomma il fattore "umano" è molto pesante....io farei come la Sardegna....poche giornate alla stanziale....in ogni caso se non cambiano le teste, anche questa ulteriore limitazione sarebbe vana....

              MIGRATORIA: non lo so, ma tra condizioni climatiche e non, gli ultimi 10 anni sono stati caratterizzati da un calo progressivo di presenze di tutte le specie...salvo poche realtà locali in cui, forse per condizioni climatiche favorevoli, c'era un pò più di concentrazione...
              Guido

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              • CISPA27@alice.it

                #22
                Originariamente inviato da marco94
                in questi giorni ho letto il libro "cime boschi e paludi" di giorgio gramignani. Si parla di carnieri enormi: 71 starne , 77 beccacce, 70 beccaccini, 30 coturnici, 60 marzaiole... E sono tutti carnieri giornalieri!!!! 203 beccacce sul gargano in una settimana!!! Si racconta di brigate di starne che venivano ribattute continuamente!!!
                Ora ci si lamenta che non c'è più selvaggina e si accusa l'antropizzazione (che influice molto certamente) ma io credo che se oggi c'è poco sia anche conseguenza di 70 anni senza carnieri fissati dalla legge con la possibilità di muoversi in tutta italia, di 7 giorni di caccia su 7 con 2 milioni di cacciatori, di caccia nei periodi di riproduzione visto che si chiudeva a maggio. Voi, cosa ne pensate?

                Comunque il libro è molto bello e vi consiglio di leggerlo.
                Ciao
                marco

                concordo in pieno con te,mi permetto di dire che ci si lamenta tanto (almeno dalle mie parti)che non passa piu' un tordo quando pero' dall'italia ogni anno partono carovane di persone che vanno in spagna a fare le stragi di tordi che altrimenti sarebbero forse anche passati di qua',poi vanno anche in calabria quando i tordi tornano per nidificare(e non solo tordi).fermiamo questo turismo alla migratoria perche' o per lo meno regolamentiamolo a dovere.

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                • truzzeddu
                  ⭐⭐⭐
                  • Apr 2009
                  • 1610
                  • siniscola (nu)
                  • Anglo Tedesco Bracco Pointer Breton Jack Bass Antico Cane Sardo Dogo Sardo

                  #23
                  Io voglio ripetee quello che dice Barisoni nel suo libro Cacciatori si nasce, cioè << se Adamo fosse stato cacciatore si sarebbe lamentato della scarsità di selvaggina con il padre eterno!>> Ora è chiaro che la diminuizione della selvaggina, in particolar modo della stanziale, è da attribuirsi anche alla caccia, così come è vero pure che la sparizione degli habitat, l'inquinamento e altri fattori ( guardate cosa accade alla selvaggina dove c'è un parco eolico...) hanno contribuito alla rarefazione della stessa.
                  C'è anche un altro fattore però, che molta gente pretende di cacciare oggi come 50 anni fa, di inciampare a ogni passo in un selvatico. Cosa questa che anche in paradisi come la Croazia o la Romania sta diventando più difficile, ma non perché la selvaggina è sparita, si è solo fatta più furba e spesso ha mutato atteggiamenti e comportamenti.
                  Un esempio che calza a pennello, parlando di pesca sub.
                  Fino agli anni 70, 80 il sarago era una preda tipica della caccia in tana, oggi è la tipica preda di chi caccia all'aspetto o all'agguato ha cambiato radicalmente le sue abitudini preferendo una fuga veloce al rifugiarsi sotto una pietra. Ora la selvaggina non ha le pinne è chiaro, ma basta guardare come cambiano gli atteggiamenti della selvaggina nel corso della stagione venatoria, figuriamoci nel corso di anni insieme chiaramente a tutti gli altri fattori.

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                  • tobiamc
                    • Aug 2009
                    • 78
                    • Fornacette/pisa
                    • springer spaniel

                    #24
                    Originariamente inviato da nettuno56
                    Una volta tanto tutti hanno ragione!E questo non è bello, vuol dire che tutte le cause si intrecciano fra di loro , dando vita a una situazione diabolica " termine legale per spiegare intrigo", talmente nefasta per noi cacciatori da insinuare in molti la voglia di smettere.In ogni intervento è puntualizzato con dovizia di particolari e di cause la nostra difficoltà nel reperimento della selvaggina.Certamente la condizione ambientali sono mutate, il clima sta facendo il resto, chi gestisce la caccia anche, quindi cercando di fare una disamina corretta e equilibrata, non ci possiamo esimere dal fare un mea culpa, non perchè siamo responsabili dei cambiamenti climatici o altro, ma perchè non stiamo facendo niente per cambiare, lasciando di fatto che i nostri problemi e necessità vengano gestiti male!Io credo che ci sarebbero i margini per un recupero accettabile della fauna vocata alla caccia, però occorrerebbe darsi una regolata per alcuni anni, e questo può essere accettabile?Siamo disposti a gestire il patrimonio faunistico d' interesse venatorio in prima persona?Sono domande che sarebbe legittimo porsi se vogliamo continuare con la nostra passione.Altre volte ho proposto o melio ho cercato di stimolare, una discussione sull' opportunità di promuovere o di convicere settori agricoli "in crisi" montani o collinari a intraprendere uno fruttamento dei terreni , riadottando vecchie metodologie produttive, si meno redditizie, ma più vantaggiose per la fauna d' interesse, integrando la dove necessario i mancati guadagni con i fondi degli A T C .Io ho parlato di soldi, che noi versiamo annualmente a un ente per lo sviluppo e tutela della caccia, allora questi soldi invece di garantire sopravvivenza a un ' ente di chiara matrice assistenziale, dove fanno buca politici e amministratori trombati, vengano inpiegati veramente per lo scopo principe! Detto questo concludo, condivido tutte le posizioni espresse fino ad ora da voi cari colleghi, la mia posizione è certamente talebana, ma spero anche condivisibile. Saluti
                    Sono d'accordo, lo spazio è quello che è, la collina è abbandonata a se stessa ed è un mare di pruni, le zona di pianura post trebbiatura grano e girasoli diventano un deserto di zolle. Dovremmo cercare, non sò come e quanto comunque difficile sarebbe, di smettere di fare i nemici di noi stessi
                    mettendo da parte gelosie e settarismi. Che utopia!!!!!

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                    • michele.paini
                      ⭐⭐⭐
                      • Apr 2008
                      • 1101
                      • piombino
                      • setter inglese

                      #25
                      Originariamente inviato da flash
                      io dividerei il discorso in due: stanziale e migratoria....

                      STANZIALE: io penso che una gran bella mano alla situazione attuale l'abbiamo data noi......ho quotato i due messaggi sopra proprio per questo motivo, aggiungendo, sempre per fare un esempio, che a Roma dentro il GRA, zona interdetta alla caccia da decenni, pullula di fagiani che normalmente covano ogni anno....fuori è peggio del Sahara....quindi, al di la dell'agricoltura che sicuramente è cambiata, abbiamo una situazione in cui il selvatico non ha respiro....non ci sono limitazioni di sorta, dei cacciatori superstiti sembra che nessuno lavori....a caccia 5 su 5 ma anche se fossero rispettosi della legge e quindi "solo" 3 giorni di caccia su 5 sarebbe troppo....le strade arrivano dappertutto e non c'è cacciatore (tranne me e pochi altri) che non ha il fuoristrada che li porta dappertutto (ovviamente c'è sempre qualche rara perla che, nonostante il fuoristrada, è molto rispettoso delle leggi e dell'ambiente).......insomma il fattore "umano" è molto pesante....io farei come la Sardegna....poche giornate alla stanziale....in ogni caso se non cambiano le teste, anche questa ulteriore limitazione sarebbe vana....

                      MIGRATORIA: non lo so, ma tra condizioni climatiche e non, gli ultimi 10 anni sono stati caratterizzati da un calo progressivo di presenze di tutte le specie...salvo poche realtà locali in cui, forse per condizioni climatiche favorevoli, c'era un pò più di concentrazione...
                      Guido vedi il fagiano è un discorso un pò particolare e la stanziale in genere lo è.
                      Le zone di rispetto sono quanto mai necessarie, perchè senza di esse non ci sarebbe la stanziale, ma per averla all'esterno è necessario che queste zone pullolino veramente in modo che gli animali si diano fastidio uno con l'altro e si irradino all'esterno.
                      Per la riproduzione dei fagiani nei primi anni si hanno covate numerose, successivamente si deve operare con dei rinsanguamenti altrimenti si hanno covate di 2-3 fagianotti e non di 10 e più.
                      1 maschio per 3 femmine questa è la media da tenere per ottenere animali in buon numero.
                      Successivamente quando la zona di rispetto è veramente piena i fagiani iniziano a combattere per il territorio o per la femmina, non trovano cibo a sufficienza e sono costretti a spostarsi andando a ripopolare terreni situati all'esterno.
                      I fenomeni dello spostamento si hanno specialmente nei mesi di ottobre in cui i fagiani come tutti gli animali risentono della migrazione e nei mesi di dicembre e gennaio in cui iniziano i periodi degli amori.
                      Oltre ciò gli animali cambiano le abitudini alimentari sia per la carenza di "domestico" sia per il tipo di apporto calorico che il loro organismo richiede in funzione del clima e per questo motivo prediligono ambienti boscosi.
                      Chi praticava la caccia al fagiano sa bene che i periodi migliori erano questi e che in tali periodi era facile imbattersi in branchetti.
                      Logico che se all'esterno di dette zone non ci sono habitat non ne troveremo mai come logico che la popolazione(quantità di capi) rimanendo confinata all'interno del divieto per necessità alimentari e di ambiente aumenterà solo fino ad un certo numero per poi subire un decremento per malattie o per incremento esponenziale di nocivi.
                      vedere 100 capi in un 100 ettari non è niente e non si traggono benefici all'esterno, vederne 1000 significa che si devono spostare e che all'esterno riusciamo a fare carnieri imponenti come quelli citati nei racconti del passato.
                      Si parla tanto di censimenti, di caccia sostenibile e forse sarebbe bene iniziare a documentarsi per capire cosa significa e dare effettivamente una svolta alla caccia, almeno là dove è possibile.
                      Quindi se vogliamo parlare di stanziale e di fagiani dobbiamo operare cosi:
                      1) indivduare zone adatte all'accoglienza degli animali ed interdirle alla caccia
                      2) Intervenire con sostentamenti alimentari nei mesi da fine novembre a marzo e provvedere in tali periodi all'immisione di capi.
                      3) censire i capi presenti in termini non solo di numero, ma anche di sesso e permettendo poi l'abbattimento solo di maschi o femmine in modo da mantenere la proporzione 3 femmine 1 maschio.Questo dato che citate la caccia all'estero in alcuni paesi è vietato abbattere i fagiani femmine.
                      4)Provvedere a mantenere accoglienti gli ambienti di confine dei divieti
                      5) a questo punto possiamo combattere i nocivi.
                      In riferimento ai nocivi il loro aumento esponenziale cui stiamo assistendo negli ultimi anni è a causa del degrado ambientale e dell'intervento umano o meglio di atc incompetenti che immettono selvatici in ogni luogo creando abbondanza di cibo per queste specie e la loro conseguente proliferazione, perchè come si sa ogni animale uomo compreso aumenta la sua capacità riproduttiva in base alle condizioni in cui vive.
                      La migratoria è un discorso ancora diverso perchè quella ancora più della stanziale risente dell'ambiente e del clima.
                      Provate a cercare un luogo che anni addietro era interessato da una rotta di passo e che allo stato attuale non è più interessato e guardate cosa è cambiato.
                      Questo è riferito ad una piccola porzione di territorio, ma se la rotta di migrazione si è spostata magari in questa zona per la costruzione di un edificio o per una modificazione ambientale sapete quante ne saranno state apportate lungo quella rotta di migrazione che non inizia dove la conosciamo o dove riusciamo a vedere, ma a ,igliaia di km di distanza e quindi se subisce uno spostamento quà a pochi km dal punto di arrivo figuriamoci cosa subisce a migliaia di km ed ecco perchè tante specie migratrici transitano in maniera molto più considerevole da altri paesi anzichè dal nostro rispetto ad un tempo.
                      Se a tutto ciò aggiungianmo i prodotti chimici utilizzati, le modificazioni ecc compresa la pressione venatoria abbiamo il quadro della situazione completo.
                      Parlare di stragi all'estero, di carovane che si recano all'estero ecc può avere un senso, ma proviamo ad andare all'estero e rendiamoci conto quali sono le differenze ambientali, a quale pressione venatoria sono sottoposti gli animali in quei paesi e alle presenze effettive riferite ad un periodo lungo, in tal modo avremo la conoscenza dell'andamento in termini di incremento o decremento di una popolazione.
                      Che poi per alcune specie si pratichino attività insostenibili anche all'estero può essere vero, ma non è cosi per tutte le specie eppure in italia sempre di meno....diamo uno sguardo alle oasi wwf, un tempo in cui queste erano libere e gestite dai cacciatori erano popolate da svariate specie animali, oggi tolte poche anatre di superficie e gambettoni rimane ben poco da osservare...
                      La caccia in queste condizioni limitazioni o no è destinata a finire.

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                      • flash
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                        • Nov 2008
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                        #26
                        Originariamente inviato da michele.paini
                        Guido vedi ......
                        l'hai spiegata in modo più scientifico e preciso....siamo assolutamente d'accordo....sulla stanziale si può e si deve lavorare molto (limitazioni comprese)....sulle migratoria il discorso diventa più complicato....
                        Guido

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                        • maremmano
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                          • Sep 2010
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                          • grosseto
                          • setter ombra e otto

                          #27
                          c'era una volta il " padule di castiglion della pescaia" ... era in mano ai cacciatori .. e seppure in modo confuso riguardo ai turni e ai diritti di periodo e giornalieri, vi si osservavano tutti le rigide norme : di prelievo , di orario , e persino numero di colpi e grammatura e diametro dei piombi .
                          si facevano tutti gli anni le pulizie dei chiari, delle scoline, dei canali navigabili , e gli sfalci per le cacce vaganti al beccaccino ... si immetteva prima dell' apertura la necessaria acqua dolce e si manutenzionavano le chiuse adatte a tale bisogna.
                          un gran lavoro ... anche economico ... quindi, ma la frequentazione era molto poco onerosa economicamente per i singoli cacciatori :)
                          si manteneva quindi un' area degradabile in ottimo stato ... e si tramandavano e si insegnavano ai neofiti la cultura " caccia di palude" così come da decenni si praticava in quella zona !
                          oggi il " padule" c' è ancora ... ma non è più in mano ai cacciatori !
                          non voglio certo tediarvi su come è ridotto ! lo immaginate perfettamente ... ma è anche peggio credetemi !

                          ... e questo è un esempio di come ( non ci è più concesso ) intervenire sul territorio per la " migratoria"

                          ... a roccalbegna c'è una zona particolare di caccia e tralasciando norme e regolamenti di ammissione o di frequentazione( di certo migliorabili ) .. dove se andiamo col cane a caccia chiusa di certo si possono trovare fagiani, lepri , starne ( qualcuna ) e pernici rosse ....( tralasciando l' ovvia migratoria e ungulati vari)
                          ...cosa grave è che si fa poco per tenere a disposizione colture a perdere .. ma comunque stanziale riproducibile vi rimane dopo la caccia !

                          ... e questo è un esempio di come mantenere sul territorio la stanziale .... (se vado in terreno libero e lontano da ZRC difficilmente troverei qualche capo ... dopo la caccia !)

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