Cosa ne pensano per esempio i nostri amici ambientalisti (mi piacerebbe che qualcuno di loro mi desse una risposta) che imputano alla caccia lo sterminio delle specie? [:-bunny]
che fine hanno fatto....
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che fine hanno fatto....
Prendendo spunto dal sondaggio sulle specie in pericolo, ritorno a domandare che fine possono aver fatto uccelli come lo zigolo, la ballerina, il cardellino, lo sbraviere, il prispolone, il rigogolo, la calandra, il verdone, il fanello, il francolino di monte, il porciglione, la pavoncella, il passero, il rondone ecc, oltretutto quasi tutte specie da decine di anni non più cacciabili.
Cosa ne pensano per esempio i nostri amici ambientalisti (mi piacerebbe che qualcuno di loro mi desse una risposta) che imputano alla caccia lo sterminio delle specie? [:-bunny]MB,Tecna,Sipe,JK6, mah, le uniche che mi funzionano sono quelle caricate con la "CENTRITE"![:D] -
Prendendo spunto dal sondaggio sulle specie in pericolo, ritorno a domandare che fine possono aver fatto uccelli come lo zigolo, la ballerina, il cardellino, lo sbraviere, il prispolone, il rigogolo, la calandra, il verdone, il fanello, il francolino di monte, il porciglione, la pavoncella, il passero, il rondone ecc, oltretutto quasi tutte specie da decine di anni non più cacciabili.
Cosa ne pensano per esempio i nostri amici ambientalisti (mi piacerebbe che qualcuno di loro mi desse una risposta) che imputano alla caccia lo sterminio delle specie? [:-bunny]
Sicuramente e poi e' noto che noi cacciatori facciamo delle grandi stragi di rondoni e ballerine[:-golf]Cosa vuol dire avere un metro e mezzo di statura, te lo rivelan gli occhi e le battute della gente e la curiosita' di una ragazza irriverente .... -
Il verdone passa tutti gli anni per quello, ne vedo parecchi. Calandre se ne vedono ancora ma, almeno qui da me, non si fermano più, come invece accadeva un tempo.
Un uccelletto che non si vede più da decenni è lo strillozzo, un tempo abbondantissimo.
Pavoncelle un tempo ce n'erano a bizzeffe, ora è una quindicina d'anni che se ne vedono pochissime.
Tra l'altro se si pensa che la rondine è in drastico calo, e NON E' MAI STATA CACCIABILE, si fa presto a concludere che con il calo delle popolazioni di avifauna la caccia non c'entra un fico secco. Cosa, tra l'altro, riconosciuta pure dall'Ispra...Commenta
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avete letto l'articolo su repubblica di ieri sui gatti predatori e distruttori di piccoli volatili?Dogs & Country http://www.dogsandcountry.it
http://dogsandcountry.it/the-gundog-project/ Progetto di ricerca sul cane da caccia e da prove :-)Commenta
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Cosa vuol dire avere un metro e mezzo di statura, te lo rivelan gli occhi e le battute della gente e la curiosita' di una ragazza irriverente ....Commenta
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[QUOTE=vecchioA300;576734]Prendendo spunto dal sondaggio sulle specie in pericolo, ritorno a domandare che fine possono aver fatto uccelli come lo zigolo, la ballerina, il cardellino, lo sbraviere, il prispolone, il rigogolo, la calandra, il verdone, il fanello, il francolino di monte, il porciglione, la pavoncella, il passero, il rondone ecc, oltretutto quasi tutte specie da decine di anni non più cacciabili.
Cosa ne pensano per esempio i nostri amici ambientalisti (mi piacerebbe che qualcuno di loro mi desse una risposta) che imputano alla caccia lo sterminio delle specie? [:-bunny][/QUOTE Un gran numero di uccellini,anche stanziali,sono praticamente estinti,causa primaria il gran numero di predatori nocivi come gazze cornacchie e ghiandaie che sistematicamente distruggono nidi e covate e non vale neppure nidificare nei centri abitati perche' vengono falcidiati anche qui!per quelli migratori la causa della loro drastica diminuizione potrebbe essere data anche dall'agricoltura intensiva e dall'uso spesso sconsiderato di pesticidi,fatto sta che nel periodo canonico del passo migratorio autunnale,ottobre,nei cieli e' diventato difficile vedere le specie che un tempo affollavano le rotte migratorie,fra le specie elencate sopra solo il porciglione,da me,risulta ancora abbastanza presente,ma per il resto...cmq vuotarsi le p...e con animalai e ambientalisti e tutte le loro cazzate che propinano all'opinione pubblica..e' tempo perso![:-clown]giannetti lucianoCommenta
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Esistono pure dei gatti non ha quattro zampe, ma bensi' a due mani e due gambe....e' la realta' di questi giorni, dove la Polizia Provinciale ha beccato cinque persone con reti, trappole, vischio ecc. si calcola che una settimana di appostamenti abbia fruttato centinaia e centinaia di vittime di tutte le specie, (in numero considerevole nel ripasso come non si vedeva da tempo) tra fringuelli, cardellini, pettirossi, ciuffolotti, ed altre superprotette, vittime destinate ad un orrendo mercato redditizio chiamato in Veneto "polenta e osei" . Due di questi purtroppo sono disgraziati "cacciatori"(se cosi' si possono chiamare).... apriti cielo, decine e decine di e-mail in Provincia, sui quotidiani, foto e riprese dei reati proposti nei vari telegiornali di emmitenti locali, indescrivibili insulti e minacce verso la nostra categoria sempre piu' sola ed abbandonata da tutti. Non oso immaginare il seguito di questi giorni....[:-cry][:-cry]Ultima modifica Gion; 23-03-11, 14:58.Commenta
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Sì Gion, sono d'accordo sul bracconaggio. Ma ridurre il fenomeno al bracconaggio non spiega cali così consistenti. Fino a pochi decenni or sono gli uccelli si catturavano in tutti i modi, con roccoli, vischio, reti, ecc., e questi sistemi andavano avanti da secoli, non erano prerogativa del 900. Tuttavia di uccelli ce n'erano in abbondanza.Esistono pure dei gatti non ha quattro zampe, ma bensi' a due mani e due gambe....e' la realta' di questi giorni, dove la Polizia Provinciale ha beccato cinque persone con reti, trappole, vischio ecc. si calcola che una settimana di appostamenti abbia fruttato centinaia e centinaia di vittime di tutte le specie, in numero considerevole nel ripasso come non si vedeva da tempo tra fringuelli, cardellini, pettirossi, ciuffolotti, ed altre superprotette, vittime destinate ad un orrendo mercato redditizio chiamato in Veneto "polenta e osei" .
Ora, nel giro di una trentina d'anni, si è assistito a cali impressionanti di certe specie (tipico ed emblematico il caso della rondine, mai cacciata e mai oggetto di uccellagione; ma potrebbe anche farsi il caso della pavoncella, uccello abbondantissimo in autunno e ora rarefatto), a cambiamenti anche significativi nel passo, ad uccelli che non si fermano più da noi come un tempo e tirano dritto per altri lidi.
Allora io penso che il calo delle specie, le modifiche dei passi, la non propensione a stanziare, derivino da modificazioni ambientali più che dalla predazione diretta, umana o animale.
Torno alla rondine perché è un uccello sui generis, che vive in stretto contatto con l'uomo. Non è generalmente predata dai gatti domestici, nidifica negli abitati dove è anche più al sicuro da predatori notturni, vive praticamente in stretto contatto con l'uomo da sempre, non è cacciata, cos'è che la uccide? Cos'è che ne ha determinato il calo drastico nella popolazione?Commenta
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il mio intervento si riferiva al messaggio di Ross e dei gatti predatori, consapevole e pienamente d'accordo con Te che non e' certo il bracconaggio che determina un cosi' vasto calo di certe specie di volatili, ma consentimi di esprimere il mio dissapunto per quello che si e' verificato in questi giorni nel mio territorio di caccia. Sono cacciatore da sempre, desidererei esserlo, salute permettendo ancora per qualche anno, vorrei essere libero di passeggiare senza essere additato come un criminale, distruttore di specie protette ed in via di estinzione, solo perche' un paio di cretini si comportano in maniera deplorevole e spudorata mettendosi a catturare e commercializzare uccelletti che dalla rete di cattura, passano a gonfiare le tasche dei ristoratori compiacenti. E' no... siamo nel 2011, abbiamo il mondo intero contro, questa e' pura vigliaccheria nei confronti delle vittime catturate in primavera e nei confronti dei cacciatori onesti che si battono per migliorare la categoria. Sono talmente ...incazzato che hai due "signori cacciatori" in contesto, proporrei la radiazione...e mi auguro che cosi' sia. CiaoSì Gion, sono d'accordo sul bracconaggio. Ma ridurre il fenomeno al bracconaggio non spiega cali così consistenti. Fino a pochi decenni or sono gli uccelli si catturavano in tutti i modi, con roccoli, vischio, reti, ecc., e questi sistemi andavano avanti da secoli, non erano prerogativa del 900. Tuttavia di uccelli ce n'erano in abbondanza.
Ora, nel giro di una trentina d'anni, si è assistito a cali impressionanti di certe specie (tipico ed emblematico il caso della rondine, mai cacciata e mai oggetto di uccellagione; ma potrebbe anche farsi il caso della pavoncella, uccello abbondantissimo in autunno e ora rarefatto), a cambiamenti anche significativi nel passo, ad uccelli che non si fermano più da noi come un tempo e tirano dritto per altri lidi.
Allora io penso che il calo delle specie, le modifiche dei passi, la non propensione a stanziare, derivino da modificazioni ambientali più che dalla predazione diretta, umana o animale.
Torno alla rondine perché è un uccello sui generis, che vive in stretto contatto con l'uomo. Non è generalmente predata dai gatti domestici, nidifica negli abitati dove è anche più al sicuro da predatori notturni, vive praticamente in stretto contatto con l'uomo da sempre, non è cacciata, cos'è che la uccide? Cos'è che ne ha determinato il calo drastico nella popolazione?Commenta
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In effetti, la maggior parte degli uccelli che hai citato è diventata molto rara.
Alcuni esemplari riesco ancora a vederli l'estate, quando vado in vacanza nella mia Calabria. Trovo ancora le ballerine, sia bianche che gialle, mi è capitato di vedere una coppia di rigogoli, averle, cardellini e, anche se non è facile crederci, visto che parlo di agosto, si trova qualche allodola e qualche cappellaccia. Passeri, rondini e balestrucci, nonché stormi di gruccioni, colombacci "stanziali", tanto numerosi da farci l'apertura di settembre e africanelle completano i miei avvistamenti estivi.
In riva al mare, spesso proviamo a giocare con piccoli stormi di piro piro, che ci fanno arrivare "a tiro", volano e si rimettono poco più avanti passando sul mare, fino a quando, stanchi del gioco, volano nella direzione contraria alla nostra per rimettersi lontano. Sempre più rara, invece, è diventata la ghiandaia marina, che, da bambino, vedevo in abbondanza.
Domenica scorsa, alla periferia di Roma (ho avvistato la prima rondine, ma ho aperto una discussione) ho visto diversi codirossi.
Nel periodo autunno-inverno nelle campagne di Roma è facile vedere qualche culbianco.
---------- Messaggio inserito alle 04:03 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 03:53 PM ----------
Insetticida, pesticida, diserbanti, tecniche agricole moderne, urbanizzazione, scarichi industriali, inquinamento in genere, contrubuiscono tutti alla rarefazione delle specie.Sì Gion, sono d'accordo sul bracconaggio. Ma ridurre il fenomeno al bracconaggio non spiega cali così consistenti. Fino a pochi decenni or sono gli uccelli si catturavano in tutti i modi, con roccoli, vischio, reti, ecc., e questi sistemi andavano avanti da secoli, non erano prerogativa del 900. Tuttavia di uccelli ce n'erano in abbondanza.
Ora, nel giro di una trentina d'anni, si è assistito a cali impressionanti di certe specie (tipico ed emblematico il caso della rondine, mai cacciata e mai oggetto di uccellagione; ma potrebbe anche farsi il caso della pavoncella, uccello abbondantissimo in autunno e ora rarefatto), a cambiamenti anche significativi nel passo, ad uccelli che non si fermano più da noi come un tempo e tirano dritto per altri lidi.
Allora io penso che il calo delle specie, le modifiche dei passi, la non propensione a stanziare, derivino da modificazioni ambientali più che dalla predazione diretta, umana o animale.
Torno alla rondine perché è un uccello sui generis, che vive in stretto contatto con l'uomo. Non è generalmente predata dai gatti domestici, nidifica negli abitati dove è anche più al sicuro da predatori notturni, vive praticamente in stretto contatto con l'uomo da sempre, non è cacciata, cos'è che la uccide? Cos'è che ne ha determinato il calo drastico nella popolazione?Donato Scalfari
sigpic
"Sono un uomo che preferisce perdere piuttosto che vincere con modi sleali e spietati. Grave colpa da parte mia! E il bello è che ho la sfacciataggine di difendere tale colpa, di considerarla quasi una virtù" Pier Paolo Pasolini
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Qualche cardellino nei giardini dove non arrivano gazze e cornacchie lo si vede ancora, i rondoni nei fienili o sotto i cornicioni delle case si spera che ritornino anche quest'anno. Chi a caccia batte il canneto col cane riesce a vedere anche qualche porciglione. Per quel che riguarda la pavoncella il passo è stato inesistente ma il ripasso sembra buono. E' evidente che se si volesse estinguere una specie soltanto con la caccia sarebbe quasi impossibile. Un esempio: dalle mie parti mezzo secolo fa nella valle del Mezzano la folaga veniva cacciata con qualsiasi mezzo regolare e non più per necessità che per svago, dalla caccia a rastello che terminava con decine di migliaia di morti e l'acqua rosso sangue fino ad uccidere con i bastoni gli animali stermati da ghiaccio che si rifugiavano nella vegetazione delle rive, che anche se magri spolpati potevano sfamare una famiglia. Ma finchè la valle ha mantenuto il suo ambiente naturale l'anno successivo le folaghe erano ancora di più. Quando l'intelligenza umana ha portato a prosciugare il Mezzano, o ad aumentare la salinità delle valli rimaste per allevare il pesce di mare facendo sparire la vegetazione sommersa la specie è stata maggiormente decimata in qualche anno piuttosto che in secoli di storia. Ma si sa, è più comodo far finta che vada tutto bene e incolpare la caccia!Commenta
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Che fine hanno fatto
Ti sei dimenticato la veliaPrendendo spunto dal sondaggio sulle specie in pericolo, ritorno a domandare che fine possono aver fatto uccelli come lo zigolo, la ballerina, il cardellino, lo sbraviere, il prispolone, il rigogolo, la calandra, il verdone, il fanello, il francolino di monte, il porciglione, la pavoncella, il passero, il rondone ecc, oltretutto quasi tutte specie da decine di anni non più cacciabili.
Cosa ne pensano per esempio i nostri amici ambientalisti (mi piacerebbe che qualcuno di loro mi desse una risposta) che imputano alla caccia lo sterminio delle specie? [:-bunny]sigpic Chi fa la posta alla Beccaccia è uno ....... [bi]Nato non fui,per lavorare come un ciuco, ma per seguitar cani e selvagginaCommenta
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Anche io cardellini ne vedo, non moltissimi ma nemmeno così pochi da metterli tra le specie scomparse! Ballerine idem, anzi, ancora più in salute! La pavoncella, quando scendo a Marano, la vedo in ottima salute!
Gli altri hai ragione, pochi, qualche verdone, qualche rigogolo, ma nulla più...
Il francolino merita discorso a parte nel senso che è un animale che conosco benissimo, che incontro ogni anno e quindi posso testimoniare la sua continua diminuzione di popolazione: ma non è causa di cacciatori, bracconieri o gatti selvatici! Bensi, del bosco!!! Oggi le montagne sono lasciate a se stesse, lo sfalcio non esiste quasi più e il pascolo dei bovini ridotto all'osso: tutto ciò non ha fatto altro che trasformare un'habitat adatto a tantissime specie avicole in un "deserto" inospitale sia per le specie migratrici, sia per quelle stanziali come il francolino!
Per me il numero si è fortemente ridotto per molte delle specie da te menzionate, ma soprattutto tali specie hanno fortemente modificato le loro rotte di migrazione ben sapendo che sulla nostra penisola il cibo oramai scarseggia e i pesticidi-diserbanti-veleni sono ovunque!Mandi
Alessandro
Posta alla beccaccia? No grazie, roba da sfigatiCommenta
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ovvio ma volevo mettere in luce il fatto che un giornale normale (no di caccia) mettesse in rilievo questa cosa fino a ieri praticamente negata
eccolo
L'American Bird Conservancy stima che ogni anno, negli Usa, siano circa 500 milioni gli uccelli vittima del felino. In Italia la cifra si aggira sui 26 milioni…
e superficiale ma interessante (almeno se ne parla) questo
Individuato in Sardegna un mitile che promette di soffocare la specie nostrana. Tante le presenze esotiche che minacciano gli ecosistemi e le economia. Genoves…
ieri c'era anche un filmato con i lupi in abbruzzo ripresi da telecamera nascosta
RossellaDogs & Country http://www.dogsandcountry.it
http://dogsandcountry.it/the-gundog-project/ Progetto di ricerca sul cane da caccia e da prove :-)Commenta
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il mio intervento si riferiva al messaggio di Ross e dei gatti predatori, consapevole e pienamente d'accordo con Te che non e' certo il bracconaggio che determina un cosi' vasto calo di certe specie di volatili, ma consentimi di esprimere il mio dissapunto per quello che si e' verificato in questi giorni nel mio territorio di caccia. Sono cacciatore da sempre, desidererei esserlo, salute permettendo ancora per qualche anno, vorrei essere libero di passeggiare senza essere additato come un criminale, distruttore di specie protette ed in via di estinzione, solo perche' un paio di cretini si comportano in maniera deplorevole e spudorata mettendosi a catturare e commercializzare uccelletti che dalla rete di cattura, passano a gonfiare le tasche dei ristoratori compiacenti. E' no... siamo nel 2011, abbiamo il mondo intero contro, questa e' pura vigliaccheria nei confronti delle vittime catturate in primavera e nei confronti dei cacciatori onesti che si battono per migliorare la categoria. Sono talmente ...incazzato che hai due "signori cacciatori" in contesto, proporrei la radiazione...e mi auguro che cosi' sia. Ciao
Sono pienamente d'accordo con te su tutto quello che hai scritto!
---------- Messaggio inserito alle 09:55 AM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 09:53 AM ----------
Sì, sono propenso anch'io a credere che le cause siano proprio queste
---------- Messaggio inserito alle 10:09 AM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 09:55 AM ----------
Ecco, infatti questo è significativo. Ricordo che quand'ero ragazzino seguivo mio padre a caccia nella zona di quelle che furono le grandi valli venete (poi distrutte dalla stupidità politica con le bonifiche, finite peraltro negli anni 70), e le pavoncelle c'erano come le zanzare. Una ventina d'anni fa, quando presi la licenza, cominciai a cacciare anch'io in quelle zone, e di pavoncelle ce n'erano, anche se meno di quando ero bambino. Poi, all'incirca alla metà degli anni 90, cominciai a vederne sempre meno, finché gli ultimi anni che frequentai quelle zone (siamo già agli inizi degli anni 2000), di pavoncelle ne vedevo raramente. Parliamo quindi di luoghi dove non sono mai mancate prima.
Anche adesso che ho cambiato zona (ma parliamo sempre di pianura) di pavoncelle ne vedo molto poche.
Per cui sul passo non se ne vedono e sul ripasso sì. E questa cosa non riesco a spiegarmela, perché tutto sommato il terreno della bassa veronese è quello di trent'anni fa e la pavoncella frequenta anche i terreni arati, che sono la costante sconsolante del territorio agricolo padano.
Sicché non capisco cosa abbia spinto una specie come la pavoncella a disdegnare, da una quindicina d'anni, un ambiente che, tutto sommato, è rimasto immutato nell'ultimo trentennio...[:-bunny]
---------- Messaggio inserito alle 10:24 AM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 10:09 AM ----------
Sì, letto. Ed in effetti è vero. Ciò che si dimenticano di dire è che anche il merlo rientra tra le prede del gatto, nei giardini di casa nostra.
La ricetta della LIPU di mettere mangiatoie in alto mi sembra fuori luogo, perché presuppone di dover dar da mangiare ad uccelli selvatici e perché in fin dei conti il gatto colpisce per la maggiore prede che si nutrono a terra.
Sono invece d'accordo che una delle cause della scomparsa dei passeri da cortili e case sia la predazione del gatto. Ma direi che non è l'unica. Ci si dimentica di rilevare che i rapaci diurni di piccole dimensioni pattugliano giornalmente le aree dove normalmente stanziano i passeri, che queste specie protette godono di ottima salute e che, per forza di cose, mangiano tutti i giorni. Sicché abbiamo già gatti e falchetti. Poi c'è sempre il discorso inquinamento: bere e lavarsi in pozzanghere di strada che "fanno l'arcobaleno" per lo strato di oli che c'è sopra l'acqua non so quanto possa essere salutare per il passero. Così come fare le stesse cose nelle corti agricole dopo i lavaggi delle botti da irrorazione.
Sicché non imputerei in maniera esclusiva al gatto la colpa della rarefazione del passero.
Di curare tortore aggredite da gatti è capitato anche a me come all'animalista dell'articolo, per cui concordo sul fatto che le prede del gatto possono essere anche uccelli di dimensioni piuttosto rilevanti.
Circa le prede preferite dal gatto, direi che assieme al pettirosso ci sono le cince, i codirossi e gli scriccioli, che nei periodi del passo e durante l'inverno condividono le siepi dei giardini coi pettirossi, e che come i pettirossi mangiano prevalentemente a terra.Commenta
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