Caccia: notizie da Palazzo Chigi

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  • Lume
    ⭐⭐⭐
    • Oct 2009
    • 4497
    • Valtrompia
    • Setter redo

    #16
    Originariamente inviato da silvio roncallo
    penso che, molto semplicemente, sia stato appurato che i dati da noi forniti, quando siano mai stati forniti, per la maggior parte dei casi siano ........ diciamo un pò "farlocchi" (vedi prelievo beccacce, ad es.)
    Ma i farlocchi sono gli unici disponibili....quindi che facciamo?[;)]

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    • 48ful
      ⭐⭐⭐
      • May 2011
      • 1069
      • provincia di roma
      • setter

      #17
      me
      Home » Liguria: Briano incontra l’ispra per gli storni
      Liguria: Briano incontra l’ispra per gli storni
      Caccia allo storno: la Regione in Emilia per un incontro con l’Ispra
      Regione. Intraprendere un percorso finalizzato a verificare la possibilità di aprire la caccia in deroga allo storno, tecnicamente definita “prelievo in piccola quantità”.
      E’ questo lo scopo dell’incontro che si è svolto in mattinata a Ozzano dell’Emilia, in provincia di Bologna, tra Renata Briano, assessore all’Ambiente della Regione Liguria, e Silvano Toso, direttore sezione fauna selvatica di Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale.
      Con l’assessore, una delegazione del Consiglio regionale della Liguria formata da Francesco Bruzzone (Lega Nord), Alessio Cavarra (Pd), Valter Ferrando (Pd) e Nino Miceli (Pd).
      Da un punto di vista scientifico Ispra ha confermato le difficoltà di carattere tecnico nel definire il numero di capi prelevabili in deroga. Nel contempo ha ribadito i risultati dello studio condotto recentemente dagli esperti dell’istituto che mettono in evidenza il buono stato di salute della specie. Questa constatazione potrebbe portare all’inserimento dello storno nell’elenco delle specie cacciabili in Italia. A tal proposito va sottolineato che anche l’Unione europea ha manifestato la volontà di muoversi nella stessa direzione, anche se i tempi non saranno brevissimi.
      Nel frattempo la Regione Liguria si impegna a inviare all’Ispra la richiesta di un parere accompagnato dai risultati trasmessi dall’Università di Genova in base a uno studio commissionato proprio dalla Regione. Sempre questa richiesta di parere sarà inviata anche all’Unione Europea.
      IVG.it - Notizie in tempo reale, news a Savona, IVG: cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi



      Guardate come si sono organizzati bene per massacrarci ..... altro che !!!!( I storni buono stato di salute!!!!!!!!! ma che fenomeni !!!!!

      ---------- Messaggio inserito alle 03:09 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 03:01 PM ----------

      [/COLOR][menaie][menaie][menaie][menaie][menaie][menaie]

      Fanno pure i viaggetti per gli storni!!!!!!!!!!!!!!!!! che presa per il..c....o !!!!!
      IN ITALIA ,NULLA E' STABILE FUORCHE' IL PROVVISORIO

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      • silvio roncallo
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        • Dec 2006
        • 5650
        • genova, Genova, Liguria.
        • spinone

        #18
        Originariamente inviato da Lume
        Ma i farlocchi sono gli unici disponibili....quindi che facciamo?[;)]
        il fatto è che anche "loro" sanno che i ns dati sono un po' farlocchi, quindi.... o ci mettiamo a raccogliere dati con un po' più di buon senso o è difficile poi sostenere che siano gli altri a raccontarti delle balle. (gli "altri" ti sommergono sempre di statistiche, numeri, estrapolazioni, dati ecc. ecc.)
        silvio

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        • stefano64
          ⭐⭐⭐
          • Sep 2009
          • 3506
          • civitavecchia
          • pointer

          #19
          Originariamente inviato da cheytac
          Personalmente non mi pare un golpe.ma esattamente quello che tutti invocano(almeno a parole),ovvero uniformarsi all'europa,o sbaglio?????Ciao veci
          Bene allora se è come dici tu uniformiamoci all'europa per la caccia al tordo che appunto in tutta europa ed in particolare in spagna, francia, grecia etc. viene cacciato fino a fine febbraio ... e da qualche parte anche i primi 10 gg di marzo ...

          cheytac non sognare .... [:-bunny]

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          • Lucio Marzano
            Lo zio
            • Mar 2005
            • 30090
            • chiasso svizzera
            • bracco italiano

            #20
            io mi auguro che abbiate ragione, ma ho forti sospetti ; in parecchi e molto importanti paesi d'Europa (germania in testa)vige il divieto di caccia agli uccelli "dal becco gentile" di cui fa parte anche il tordo e ci sono movimenti per vietare la caccia alla beccaccia.
            In alcuni paesi (Olanda) è vietata la starna ed il beccaccino.
            Se vietassero la starna da noi, per coerenza dovrebbero vietare anche il rinoceronte
            dato che le starne sono presenti piu' o meno come il rinoceronte.
            Ma con certi animalisti , che pur di fare un dispetto ai cacciatori si taglierebbero i gioielli di famiglia, c'é da aspettarsi di tutto, per esempio, Corriree della Sera di oggi,
            in prima pagina c'é la foto di un leone paralizzato da una malattia, per il quale in Brasile hanno fatto una colletta raccogliendo migliaia di dollari per tenerlo (inutilmente e facendolo soffrire) in vita e ripeto in Brasile dove abbondano le favelas e molti non sanno se mangeranno almeno una volta al giorno.
            lucio

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            • Lume
              ⭐⭐⭐
              • Oct 2009
              • 4497
              • Valtrompia
              • Setter redo

              #21
              Originariamente inviato da silvio roncallo
              il fatto è che anche "loro" sanno che i ns dati sono un po' farlocchi, quindi.... o ci mettiamo a raccogliere dati con un po' più di buon senso o è difficile poi sostenere che siano gli altri a raccontarti delle balle. (gli "altri" ti sommergono sempre di statistiche, numeri, estrapolazioni, dati ecc. ecc.)
              Gli unici dati in italia tangibili per la beccaccia sono le ali dei cacciatori raccolte dalle associazioni dei beccacciai.
              Li di farlocco non c'è nulla e sono dati inconfutabili...garantito al limone.
              Cosi come la nuova tecnologia satellitare che verificata su un numero X di soggetti darà una media di data reale in cui le beccacce iniziano la migrazione verso casina.
              Lo scorso anno la beccaccia padovana parti per la sua meta ad aprile inoltratissssssimo.
              Ora vediamo di metterne insieme altre e poi sentiamo il parere loro su cosa si basa.[:D]

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              • silvio roncallo
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                • Dec 2006
                • 5650
                • genova, Genova, Liguria.
                • spinone

                #22
                che i dati basati sulla raccolta delle ali siano veritieri è ovvio. Quello che è meno ovvio è: siamo sicuri che le ali raccolte corrispondano alle beccacce abbattute?
                silvio

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                • 48ful
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                  • May 2011
                  • 1069
                  • provincia di roma
                  • setter

                  #23
                  Originariamente inviato da silvio roncallo
                  che i dati basati sulla raccolta delle ali siano veritieri è ovvio. Quello che è meno ovvio è: siamo sicuri che le ali raccolte corrispondano alle beccacce abbattute?

                  Intanto qualcosa è che altri non hanno, ti sembra poco ? Poi mi domando ma
                  l'ISPRA chi la controlla e chi scegli i membri che la compongono , vengono eletti ?
                  e da chi ?
                  IN ITALIA ,NULLA E' STABILE FUORCHE' IL PROVVISORIO

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                  • silvio roncallo
                    ⭐⭐⭐
                    • Dec 2006
                    • 5650
                    • genova, Genova, Liguria.
                    • spinone

                    #24
                    Originariamente inviato da 48ful
                    Intanto qualcosa è che altri non hanno, ti sembra poco ? Poi mi domando ma
                    l'ISPRA chi la controlla e chi scegli i membri che la compongono , vengono eletti ?
                    e da chi ?

                    altri non hanno chi??? in Francia ed in Germania lo fanno da anni e lì, infatti, si possono anche permettere di avere dei verdi nel governo centrale (come è successo) senza che rompano le scatole ai cacciatori. Addirittura in Francia hanno tirato fuori la legge di "disturbo al cacciatore"!!! pensa un po'. E' solo questione di avere dei dati seri (cioè documentati ufficialmente per es. da ricercatori universitari che vengono pagati, in Francia, con borse di studio messe a disposizione dall'associazione venatoria, in francia ce n'è 1 sola.....)per confutare i loro.
                    silvio

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                    • 48ful
                      ⭐⭐⭐
                      • May 2011
                      • 1069
                      • provincia di roma
                      • setter

                      #25
                      Originariamente inviato da silvio roncallo
                      altri non hanno chi??? in Francia ed in Germania lo fanno da anni e lì, infatti, si possono anche permettere di avere dei verdi nel governo centrale (come è successo) senza che rompano le scatole ai cacciatori. Addirittura in Francia hanno tirato fuori la legge di "disturbo al cacciatore"!!! pensa un po'. E' solo questione di avere dei dati seri (cioè documentati ufficialmente per es. da ricercatori universitari che vengono pagati, in Francia, con borse di studio messe a disposizione dall'associazione venatoria, in francia ce n'è 1 sola.....)per confutare i loro.
                      Altri mi riferivo all'ispra ![IMG][/IMG]

                      [IMG][/IMG]


                      Mi riferivo all'ispra , e questi non sono documenti !!!!!
                      IN ITALIA ,NULLA E' STABILE FUORCHE' IL PROVVISORIO

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                      • Lume
                        ⭐⭐⭐
                        • Oct 2009
                        • 4497
                        • Valtrompia
                        • Setter redo

                        #26
                        Originariamente inviato da silvio roncallo
                        che i dati basati sulla raccolta delle ali siano veritieri è ovvio. Quello che è meno ovvio è: siamo sicuri che le ali raccolte corrispondano alle beccacce abbattute?
                        Sono un campionamento che esploso da esattamente non tanto gli abbattimenti ma lo stato di salute e riproduttivo della specie.[;)]

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                        • daniele.r
                          ⭐⭐
                          • Dec 2010
                          • 939
                          • Monte San Biagio (LT)

                          #27
                          Belle ste riunioni, è come quando si fa un processo e non si da la
                          possibilità all'accusato di difendersi. Si sa già la sentenza.
                          Ora dico ma è mai possibile che ogni qual volta che si fa una riunione in merito all'attività venatoria sul territorio nazionale sulle specie cacciabili e non cacciabili, non è mai presente alcun rappresentante delle asssociazioni venatorie riconosciute??
                          Al punto 4, cito testualmente:

                          Si è affrontato il tema delle deroghe adottate ai sensi dell art. 9, par. 1 lett. (c) (c.d. picola quantià) ed ha asicurato la disponibilità dei servizi tecnici della DG Ambiente a confrontarsi sul tema. Tuttavia, a fronte della Carenza di studi scentifici e di una valutazione uniforme a livello nazionale, la Dr.ssa Bucella ha richiamato l'esigenza preliminare che un eventuale metodo alternativo di calcolo, elaborato sulla base di dati forniti dalle Regioni, sia avvalorato dal supporto di ISPRA.

                          Ma scusatemi un attimo sto studio come è stato fatto?
                          Quanto tempo c'hanno messo a tirare giù sti dati?
                          L'ISPRA in 28 giorni ha redatto una relazione che dice tutto questo
                          basandosi su quali dati?
                          Con quale medoto, e con cosa hanno confrontato lo studio fatto in 28 giorni?
                          Cioè secondo me queste cose vanno studiate e confrontate non in così poco tempo ma col giusto tempo di studi e confrontati con persone che si trovano sul campo dalla mattina alla sera, e parlo degli agricoltori.
                          Non si può dire che lo storno a mio parere si può inserire nelle specie cacciabili dal 2015 tanto per scrivere qualcosa. C'è gente che vede i frutteti martoriati dagli storni, e sono come locuste. Poi ci lamentiamo se un kg di fagiolini al burro costano 9 €.
                          L'ISPRA fa e soddisfa da sè senza consultare agronomi e agricoltori, se non quelli che lavorano per la stessa ISPRA, quindi di parte.
                          Ma anche le varie associazioni venatorie non vengono consultate.
                          Quindi secondo voi che cosè l'ISPRA ? Per me è un qualcosa che è meglio che non lo scrivo.
                          Daniele



                          Il mio cuore è un cacciatore solitario che caccia su una collina solitaria. (William sharp)

                          Commenta

                          • Francesco Petrella
                            ⭐⭐⭐
                            • Oct 2006
                            • 4883
                            • L'Aquila, Abruzzo.
                            • Setter inglese

                            #28
                            Come dice Diego sulla beccaccia abbiamo ormai molti dati, perchè è da dieci anni che ci facciamo un mazzo tanto. E quando proveranno a chiuderla, noi (e non tutti quelli che dicono zitti non ne parlate, mi raccomando silenzio, omertà, la posta non esiste etc...) saremo lì a contestare punto su punto, dati alla mano, grafici, analisi, anni di ricerca mentre tutti gli altri che, sono buoni solo a criticare cosa faranno?
                            A si, diranno che è tutta colpa della politica. Mi spiace solo che se riusciremo a fare qualcosa, ne godranno tutti, anche quelli che ci hanno sempre criticato sostenendo la necessità del silenzio.
                            La beccaccia è tra le specie da chiudere, in Abruzzo grazie ai dati e alle ricerche fornite si è riusciti a riaver eil mese di gennaio, prima chiuso con il calendario e poi riaperto. Almeno i beccacciai abruzzesi (ma non solo) che hanno sperimentato sulla loro pelle a cosa servono questi dati dovrebbero correre in massa a tesserarsi, ma soprattutto a fare volontariato.
                            Mi spiace, ma se non ci diamo da fare noi chi pretendete che ciaiuti?
                            Posta alla beccaccia?
                            No grazie, roba da sfigati

                            Francesco Petrella
                            www.scolopax.it

                            www.scolopaxrusticola.com

                            sigpic



                            We te ne
                            nee te sa
                            (chi salva l'aquila, salva il futuro. Detto navajo)

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                            • daniele.r
                              ⭐⭐
                              • Dec 2010
                              • 939
                              • Monte San Biagio (LT)

                              #29
                              Originariamente inviato da Francesco Petrella
                              Come dice Diego sulla beccaccia abbiamo ormai molti dati, perchè è da dieci anni che ci facciamo un mazzo tanto. E quando proveranno a chiuderla, noi (e non tutti quelli che dicono zitti non ne parlate, mi raccomando silenzio, omertà, la posta non esiste etc...) saremo lì a contestare punto su punto, dati alla mano, grafici, analisi, anni di ricerca mentre tutti gli altri che, sono buoni solo a criticare cosa faranno?
                              A si, diranno che è tutta colpa della politica. Mi spiace solo che se riusciremo a fare qualcosa, ne godranno tutti, anche quelli che ci hanno sempre criticato sostenendo la necessità del silenzio.
                              La beccaccia è tra le specie da chiudere, in Abruzzo grazie ai dati e alle ricerche fornite si è riusciti a riaver eil mese di gennaio, prima chiuso con il calendario e poi riaperto. Almeno i beccacciai abruzzesi (ma non solo) che hanno sperimentato sulla loro pelle a cosa servono questi dati dovrebbero correre in massa a tesserarsi, ma soprattutto a fare volontariato.
                              Mi spiace, ma se non ci diamo da fare noi chi pretendete che ciaiuti?

                              Quoto alla grande, così si si fa con dati alla mano e con anni di studi. L'ISPRA questo deve fare, non con un paio di giorni di monitoraggio decide che il tordo al 31 di dicembre si deve chiudere.
                              Daniele



                              Il mio cuore è un cacciatore solitario che caccia su una collina solitaria. (William sharp)

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                              • Giampaoletti
                                ⭐⭐⭐
                                • Aug 2008
                                • 1863
                                • Ascoli Piceno

                                #30
                                Quello che mi sembra sconcertante è che nella stessa nota del dipartimento politiche comunitarie della presidenza del consiglio si parte dalla sottolineatura di "come l'Italia sia l'unico tra i paesi mediterranei della U.E.in cui, a fronte di uno stato di conservazione più che soddisfacente della specie, non sia possibile cacciare lo storno"" poi si evidenziano, invece tante difficoltà per consentire l'esercizio in deroga.Pur essendoci lo studio di febbraio dell'ISPRA che supporta scientificamente e in buona sostanza addirittura la richiesta di modifica dell'allegato B alla direttiva uccelli 2009.
                                Tra l'altro la modifica dell'allegato mi sembra diventi una cosa madornale.Giustamente complessa perchè necessitante di dati. Ma esageratamente lunga.Non certo al passo coi tempi delle dinamiche delle popolazioni selvatiche. L'Unione Europea per questi casi dovrebbe essere più coerente con se stessa e trovare strumenti per una governance efficace molto ma molto più celeri dell'iter legislativo.
                                Almeno per le deroghe annuali per evitare danni all'agricoltura c'è un modello toscano da seguire.Meglio di niente è.
                                Ma non basta le Regioni chiedono, forse più a ragione che a torto, un DPR per rendere i provvedimenti di deroga uniformi.E il brodo si allunga.Chissà quando il Governo,impegnato ora nella manovra economica,avrà voglia di farlo.
                                Rimangono le piccole quantità.Ma in assenza di dati la UE vuole che i dati forniti dalle Regioni siano avvalorati dall'ISPRA.
                                Allora non trattiamola troppo male l'ISPRA e osserviamo attentamente come lavora.

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