Nel corso dell’ultima riunione del “Tavolo Caccia”, voluto da Vasco Errani e portato avanti dall’Assessore regionale Stefano della Puglia per verificare se fosse possibile un accordo tra i portatori di interesse in merito alla stesura dei calendari venatori regionali, onde evitare i ricorsi della passata stagione venatoria che hanno causato alcune chiusure anticipate della caccia in qualche regione italiana, Libera Caccia si è trovata da sola nel contestare sia il metodo sia il merito del documento finale del “Tavolo Caccia”.
Alcuni esempi del contenuto del documento proposto:
L’apertura per quasi tutte le specie slitta al 1 di ottobre invece che alla 3^ domenica di settembre;
chiusura anticipata per Pernice, Starna e Coturnice dal 1 di ottobre al 30 di novembre (la 157 prevede la chiusura al
31 di dicembre);
chiusura anticipata per gli acquatici al 20 di gennaio (la 157 prevede dalla 3^ domenica di settembre al 31 gennaio);
chiusura anticipata per la Beccaccia alla 3^ domenica di gennaio (la 157 prevede dalla 3^ domenica di settembre al
31 gennaio);
chiusura anticipata al Tordo sassello-bottaccio e Cesena alla 3^ domenica di gennaio (la 157 prevede dalla 3^
domenica di settembre al 31 gennaio);
specie Fagiano periodo di caccia dal 1 di ottobre al 31 di dicembre (la 157 prevede dalla 3^ domenica di settembre
al 31 gennaio);
chiusura anticipata per la Quaglia alla 3^ domenica di novembre (la 157 prevede la chiusura al 31 di dicembre);
chiusura anticipata per la Tortora al 20 di ottobre (la 157 prevede la chiusura al 31 di dicembre)
eliminazione del Combattente dalle specie cacciabili e divieto di caccia per la Moretta nelle aree dove nidifica su
segnalazione dell’ISPRA.
Questi alcuni dei contenuti del documento che ha ricevuto il plauso degli animalisti, degli ambientalisti e, udite udite, anche dell’ARCICACCIA, rappresentata da Marco Ciarafoni (responsabile PD per la biodiversità e politiche faunistiche) che ha dichiarato il suo pieno appoggio al documento.
Viene spontaneo rivolgere due domande: una all’Arcicaccia nazionale e toscana per sapere se ritiene di sottoscrivere
l’accordo e farsi rappresentare da un esponente di un partito invece che presenziare ad una importantissima riunione
sui calendari venatori, e un’altra domanda la dobbiamo rivolgere al PD nazionale e toscano per conoscere se davvero intende condividere la posizione del suo rappresentante Ciarafoni in merito ad una nuova pesante limitazione dei periodi e delle specie cacciabili in Italia.
Ci sorprende la fragorosa assenza delle altre associazioni venatorie che facevano parte del Tavolo Caccia che hanno
ritenuto di non presenziare ad una importantissima riunione tecnica-politica per disegnare il futuro della caccia in
Italia, quasi a voler accettare passivamente decisioni così negative per i cacciatori.
Nel ritenere illegittimo e addirittura al di fuori della legalità il metodo di lavoro del Tavolo Caccia che ha generato
un simile documento, riteniamo che la sua approvazione non debba comportare nessun obbligo di adeguamento dei
calendari venatori per le Regioni italiane.
L’articolo 18 della legge nazionale n. 157 del 1992 non è stato in alcun modo modificato nella parte dove indica i
periodi di caccia, quindi se non verranno rispettati i tempi previsti dalla legge, l’Associazione Libera Caccia
annuncia fin d’ora possibili ricorsi al Tar o alla Corte Costituzionale contro le Regioni che vorranno tener conto del
contenuto del documento sopra esposto per palese contrasto con la norma nazionale.
11 giugno 2011
L'UFFICIO STAMPA dell'ANLC
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