Calendario Venatorio Abruzzo: arriva la sospensione del Tar
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Ma solo io chiedo le dimissioni dei dirigenti delle AAVV?[:-bunny]Posta alla beccaccia?
No grazie, roba da sfigati
Francesco Petrella
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(chi salva l'aquila, salva il futuro. Detto navajo) -
Eccomi presente, stasera mi sono giunte notizie che le associazioni venatorie si erano riunite per fare un tavolo comune su cosa non si sà, già si erano costituite nell'adunanza del 26/09 e questo è stato il risultato slittamento al 10/10 e cetriolo amaro non per il contadino ma bensì per i cacciatori. Io sono uno di quelli che scriverà agli atc per farsi restituire i soldi che ci hanno rubati e alla regione per farmi ridare i soldi della tassa regionale. Il caro assessore Febbo ci vada lui a caccia alle specie da lui elencate io mi sono rotto i c.......i di tutta sta gente sedute a ste poltrone che di natura e territorio non capiscono un c...o oramai siamo alla frutta e speriamo che l'orso si salvi perchè con i montanari non si scherza. Se vogliono la guerra siamo tutti pronti a scendere in campo. Spero che tutti gli associati del WWF e simili facciano una buona notte.AngeloCommenta
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Fuori il nome[menaie][menaie][menaie][menaie][menaie][menaie][menaie]Non voglio fare nomi. Ma una persona che è iscritta al WWF e per questa associazione ricopre anche un ruolo nel settore (anti)caccia mi ha detto che tale dottore è il responsabile del calendario venatorio e che è un ex (ex nel senso che non ha più la tessera) WWF... capite che un ex tesserato potrebbe comunque fare certi errori non a caso? Adesso non voglio andare oltre il mio sapere sulla questione, ma c'è da riflettere.Commenta
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Non faccio nomi pubblicamente perchè è una cosa che mi è stata detta, seppur da persona fidata, ma non ho le prove.
Se così fosse ci sarebbe da riflettere... certi errori potrebbero non essere del tutto casuali.
Comunque anche nel caso contrario questa persona e chi insieme a lui ha steso il calendario e portato avanti la vicenda in sede di ricorso ha lavorato male e su questo credo siamo d'accordo.
Gli amibientalisti hanno rotto, ma hanno solo fatto il loro dovere. Cominciamo a guardare nel nostro orticello perchè è lì che ci sono le persone, incompetenti o in malafede questo non lo sappiamo, che ci mettono per primi in mezzo a certi guai.Commenta
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Anche io sono per le dimissioni dei dirigenti delle AA. VV. La cosa più brutta riflettendo bene non è la vittoria di chi la caccia la voleva chiudere, ma è l'incapacità unita al menefreghismo di quelli che la volevano tentar d'aprire... il risultato lo guardiamo ora... xò non guardiamo solo il nostro orticello, vediamo quello ke sta accadendo in italia e rendiamoci conto di come 70.000 cacciatori sono stati presi per i fondelli, in un certo modo TRUFFATI, e di come ognuno se ne stà al proprio posto, quasi come a dire, è normale....Commenta
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Allora ho avuto una scambio di email con l'assessore nei giorni precedenti la discussione al TAR. Glio ho fatto presente che tutta la colpa è delle associazioni e di riflesso sua che è l'organo politico. Gli ho anche detto pubblicamente (eravamo nella mailing list dell'atc Salinello) che deve evitare di ascoltare le associazioni venatorie che sono incompetenti in materia, altrimenti non si spiegherebbero gli errori vistosi fatti in questo calendario. Gli ho anche suggerito un nuovo calendario, cercherò di ricontattarlo per vedere se ora è più disposto ad ascoltare. Due anni fa abbiamo dovuto risolvere il problema beccaccia e lo abbiamo risolto come amici di scolopax. Purtroppo noi non facciamo parte della consulta regionale, ma la consulta ha solo una funzione consultiva, l'assessore può e deve evitare di ascoltarli. Ora siamo disposti di nuovo a collaborare, speriamo solo di essere ascoltati. Nessun presidente di associazione venatoria è mai intervenuto nelle discussioni di questi giorni, almeno l'assessore si è confrontato. Le associazioni tacciono, e nessuno si dimetterà, nella mailing list gli animi sono infuocati, ma tutte le associazioni tacciono e solo l'assessore continua ad essere presente. Vedremo cosa succede. Le dimissioni dei presidenti sarebbe un atto dovuto.Posta alla beccaccia?
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Enrì questa volta il calendario è opera loro, in quanto l'assessore ha detto che erano tutte d'accordo e il calendario era da loro condiviso. Se la linea comune è questa meglio che siano separate. Abbiamo già perso 12 gg di caccia vediamo che succede.Posta alla beccaccia?
No grazie, roba da sfigati
Francesco Petrella
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La cosa bella è che Febbo ancora parla e c'è chi invece di mandarlo a far compagnia a quelli della regione lazio attacca gli animalisti. In Abruzzo l'unica cosa che funzionava erano le ZAGS, poi qualche racimolatore di voti (di destra) è tornato agli slogan (di sinistra) anni 70 perchè ogni cacciatore doveva fare il xxxx che voleva........ questi sono i risultati. Se non fosse che tutto il territorio è protetto in 15 anni si sarebbe estinta la stanziale da penna.
SandroCommenta
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Francè nell'affermare che le AAVV SONO LATITANTI dico che esistono soltanto al momento del rinnovo della tessera, dopodiche fanno perdere le loro tracce: mai una riunione, mai una notizia una comunicazione. Prendiamo ad esempio il CV: un'associazione seria ne avrebbe parlato con i propri iscritti per sapere le loro proposte, i loro giudizi. Invece niente ed ecco i risultati.Commenta
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“è in corso un’indagine per verificare che nelle zone dell’Abruzzo, in cui è presente l’orso marsicano, siano vietate le pratiche venatorie che possono minacciare questa specie protetta”
la vedo dura ... invece di piantare a perdere mais, mele, grano e permettere la caccia di selezione alle specie invasive
L'Ue risponde ad una interrogazione dell'onorevole Andrea Zanoni. E il Parco d'Abruzzo, precisa
Pescasseroli - Sembra che si voglia strattonarlo, ora da una parte ora dall’altra, il povero orso bruno marsicano. Enti, associazioni e parlamentari continuano, incessantemente, a parlare del prestigioso plantigrado. Sempre, secondo alcuni, in una sorta “linea di confine”: tra la sopravvivenza della specie e la possibile scomparsa.
Insomma, un “borderline”, che fa sì che si continui a stanziare ingenti risorse per l’amico orso. E che finiscono, inevitabilmente, anche per scatenare qualche polemica.
“Il progetto Life Arctos 2010-2014, è un progetto del programma finanziario dell’Unione Europea per la tutela delle popolazioni di orso bruno delle Alpi e degli Appennini. Ha avuto un finanziamento di 3 milioni di euro, che vengono erogati solo dopo il controllo di merito della Commissione Europea Life e coinvolge 10 partner fra i quali c’è anche il Parco d'Abruzzo, coordinatore del progetto”.
Con questo chiarimento, Il Parco ritiene opportuno intervenire sulla “notizia” di una presunta indagine della Comunità Europea sui fondi del Life Arctos.
Ma, andiamo per ordine.
In un comunicato del 10 ottobre 2012, l’ufficio Stampa dell'onorevole Andrea Zanoni (Idv), scriveva:
Orso marsicano, l'Ue indaga.
Continua l'indagine Ue per verificare le condizioni dell'orso marsicano in Abruzzo. Dal 2007 più di 5 milioni sono arrivati dal fondo europeo Life. “La Commissione ha già avviato un'indagine (EU Pilot 3202/12/ENVI) per verificare che in tutte le zone dell'Abruzzo, in cui è presente l'orso marsicano (Ursus arctos marsicanus), siano effettivamente vietate certe pratiche venatorie che potrebbero minacciare questa specie protetta”.
E' la risposta del Commissario Ue all'Ambiente, Janez Potocnik, all'interrogazione di Andrea Zanoni, Eurodeputato IdV, sul grave declino anche colposo dell'Orso bruno marsicano nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. “L'interessamento concreto dell'Ue è una buona notizia. Adesso si faccia luce su come l'Italia ha usato i fondi europei del Life”.
Nella sua risposta, il Commissario Ue ha precisato che: “Spetta all'Italia adottare i provvedimenti necessari per conseguire una protezione rigorosa dell'orso ai sensi della direttiva 92/43/CEE (direttiva Habitat)”.
A questo proposito, Potocnik precisa che, dal 2007 ad oggi, ben tre progetti riguardanti l'orso bruno marsicano (ed altri carnivori) hanno beneficiato di un finanziamento nell'ambito del programma LIFE, per un costo totale stimato a 10.224.707 euro, di cui 5.168.356 euro di contributo LIFE.
“I cittadini italiani ed europei hanno il diritto di sapere come questi soldi sono stati spesi”, incalza Zanoni, che invita le autorità a fare tutto il possibile per “contrastare il bracconaggio nei confronti dell'orso e a vietare tutte quelle pratiche dannose alla sua sopravvivenza, fino ad oggi troppo spesso tollerate dalle autorità localmente coinvolte” .
Secondo l'Eurodeputato: “Molte delle cause di morte e disturbo, potrebbero essere rimosse con maggior impegno e presidio del territorio dell'Ente Parco e con calendari venatori più rispettosi delle esigenze della fauna protetta”. Buona parte della responsabilità di questa grave situazione, va sicuramente imputata ad un Ente Parco, quello d'Abruzzo, che sta facendo poco per tutelare l'orso ed il suo prezioso habitat.
“Adesso attendiamo l'esito dell'indagine europea – conclude l'Eurodeputato – speriamo di non doverci trovare di fronte all'ennesima vergogna italiana” .
Da qui la risposta dell’Ente Parco, che in un comunicato dice:
Il Commissario UE all’Ambiente Janez Potocnik, in risposta ad una interpellanza parlamentare sull’orso marsicano, ha semplicemente detto che “è in corso un’indagine per verificare che nelle zone dell’Abruzzo, in cui è presente l’orso marsicano, siano vietate le pratiche venatorie che possono minacciare questa specie protetta” aggiungendo anche “che spetta all’Italia adottare provvedimenti necessari per conseguire una protezione rigorosa dell’orso”.
L’indagine sembra chiaro, è su come viene praticata la caccia in Abruzzo, argomento sul quale il Parco ha un dialogo aperto, sia con la Regione che con i cacciatori. E’ della scorsa settimana l’incontro con i Presidenti degli Atc per coinvolgere la categoria nel monitoraggio sanitario delle specie cacciabili, azione prevista proprio dal Life.
Per quanto riguarda il programma finanziario del progetto, va sottolineato che c’è un percorso predefinito approvato dalla Commissione Europea Life + Natura e i fondi vengono riconosciuti, e quindi erogati, dopo il controllo della stessa Commissione, di tutte le azioni previste e realizzate dai vari partner che sono beneficiari dei fondi stessi. L’ultimo report, inviato lo scorso mese di luglio, ha avuto peraltro, una valutazione molto positiva da parte della commissione sulle azioni che il progetto sta realizzando.
Oltre al Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, fanno parte del Life Arctos 2010-2014 il parco dei Monti Simbruini, i due parchi delle Orobie Bergamasche e Valtellinesi, il Parco dell’Adamello Brenta e il Parco dell’Alto Garda. E poi, le regioni Abruzzo, Lazio, Lombardia e Friuli Venezia Giulia, la Provincia Autonoma di Trento, il Corpo Forestale dello Stato, le università di Roma e di Udine.
Con l’occasione, il direttore del Parco, Dario Febbo, desidera precisare, rispetto alla consistenza della popolazione di orsi, che le difficoltà attuali hanno origine negli anni ’80. Già allora, la popolazione del plantigrado, come risulta da studi dell’epoca, aveva la stessa consistenza attuale, se non di numero inferiore.Nec sine Marsis nec contra Marsos triumphari posseCommenta
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Attività venatoria sospesa, intervengono i consiglieri provinciali Alfonsi e Floris
L’Aquila. In relazione alla recente decisione del TAR di sospendere, in attesa della decisione di merito, tra l’altro, l’esercizio dell’attività venatoria in alcune zone interessate dalla presenza dell’orso bruno intervengono i consiglieri
provinciali Gianluca Alfonsi ed Armando Floris: “La decisione del TAR, che va senza dubbio rispettata, ci lascia quantomeno perplessi ed insoddisfatti. La Regione Abruzzo vede precluso all’attività venatoria già il 70% del suo
territorio, in virtù della presenza di numerose aree protette nazionali e regionali e con l’interdizione alla caccia nei cd siti “Natura 2000 e nelle aree di presenza dell’orso bruno individuate dal PATOM il territorio venabile si riduce ulteriormente. La caccia in tali ultime zone non è stata mai vietata ed anzi quest’anno il calendario venatorio prevede delle importanti prescrizioni finora mai previste – affermano i Consiglieri – che consentono un controllo efficace e che, concretamente attuate, potranno ridurre il disturbo all’orso in maniera più incisiva rispetto alle precedenti stagioni venatorie. Inoltre la chiusura in dette aree della caccia al cinghiale forte competitore alimentare dell’orso avrà ripercussioni negative sia per la tutela dell’orso sia per i danni apportati all’agricoltura – continuano – a ciò si aggiunga che migliaia di cacciatori hanno già provveduto al versamento delle tasse necessarie con il conseguente rischio che sia legittimamente richiesta la restituzione delle somme versate o il risarcimento del danno subito. Riteniamo che sia assolutamente conciliabile in dette aree, come finora avvenuto in seria collaborazione con il PNALM, l’esercizio dell’attività venatoria con la tutela dell’orso marsicano (specie che anzi quest’anno ha fatto rilevare una presenza di cuccioli a detta degli esperti di carattere eccezionale) e che la presenza dei cacciatori ha altresì garantito ad oggi un costante controllo del territorio sotto tutti i punti di vista non facendo registrare alcuna significatica criticità. Crediamo siano ben altri i problemi per l’orso che andrebbero seriamente affrontati. Ci impegneremo in sede consiliare acchè il Presidente Del Corvo solleciti l’Assessore Regionale Febbo come dallo stesso preannunciato – concludono Alfonsi e Floris – ad impugnare l’atto del TAR, (che giova precisare non si è ancora pronunciato nel merito rinviando ogni decisione a giugno 2013) nonchè ad attivare ogni utile iniziativa che consenta l’avvio di una regolare stagione di caccia così come previsto dal vigente calendario
Fonte: marsicalive.it del 13 ottobre 2012Commenta
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Notizie di pochi minuti fà, dall'assemblea presso la Regione Abruzzo con le associazioni venatorie e gli atc, il msg di Francesco Petrella è stato "C'E' L'ABBIAMO FATTA".AngeloCommenta
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E voilà il nuovo calendario!!!!![vinci][vinci][vinci][vinci][vinci]Commenta
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