pernici in Calabria

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  • sascia09
    Ho rotto il silenzio
    • Feb 2014
    • 44
    • Calabria
    • Epagnuel Breton

    #16
    Originariamente inviato da pietro.pirredda
    L'Alectoris Barbara - alias Penice Sarda è un bellissimo animale di cui mi vanto di cacciarle, ammirarle e preservarle. In Sardegna le cacciamo per 3 giorni all'anno, di domenica e con un carniere che consente massimo 2 pernici al giorno. Si è contenti solo di vederle alzarsi figurarsi se in 3 giornate se ne prende anche solo una.
    Le vogliamo così.
    Gli animali immessi dai pollai (allevamenti) non servono, e le uniche immissioni valide sono derivanti da catture in zrc....( non viene fatta una cattura autorizzata dal 94)! Può andar bene immettere maschi allevati ma la femmina deve essere selvatica o provenire da zrc altrimenti non cova.
    Sono animali scaltri, ottimi pedonatori e dal frullo che spaventa.
    Se decideste di re inserirla con un progetto valido, sappiate che dal nome (alectori barbara) abituata a terreni scarni, non farà rimanere altri galliformi nelle vicinanze. Gli scontti sono tremendi e trovando covate di altri rallidi / galliformi le distrugge. Insomma se vi è la pernice sarda non possono esservi pernici rosse o starne.
    Beve la mattina, se non vi è fonte vicino, beve dalla rugiada e (purtroppo) a mezzogiorno canta per radunarsi. Il suo canto è bellissimo, la sera prima di andare a dormire cantano per riunirsi ed avviene spesso vicino alle fonti per bere.
    Le regioni del sud (Sicilia, Calabria , Basilicata e Puglie) con un progetto serio sarebbero ideali per la sua reintroduzione.
    In Sardegna soffrono specie quali cornacchie, ghiandaie, ricci, martore, volpi e cinghiali (che si nutrono delle uova)!
    Vivono spesso vicino alle persone (granai, greggi di pecore o capre) perchè così trovano meno predatori naturali.
    Covano a terra e prediligono le cave, i terreni percorsi dal fuoco o campi di frumento.

    Animale stupendo che non cambierei con 10.000 fagiani.
    Grazie pietro x la bella descrizione dell'alectoris barbara! E spero che se un giorno si decidesse di introdurre questo splendido animale nel sud Italia! Si pensi pure di fare dei corsi seri di gestione, con voi cacciatori sardi! Complimenti per quello che siete riusciti a conservare fino ai nostri giorni! [brindisi]

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    • cicalone
      Celsius °C
      • Dec 2008
      • 19936
      • Ostia Lido Roma
      • cane da lecco

      #17
      Originariamente inviato da ARESPOISON
      Purtroppo, dobbiamo combattere anche con queste realtà, fatte da pseudo-cacciatori, a me hanno persino raccontato che qualcuno dalle mie parti dopo l'immissione dei fagiani andava giornalmente a portare granaglie agli stessi per non farli spostare da determinate zone, per poi all'apertura della caccia abbatterli.
      Ma che caccia è?[:142]

      Tranquillo vanno al pari di quelli che la sera prima dell'apertura li vanno a mettere a letto e alle 5 di mattina li vanno a mitragliare....alle 7,00 di mattina e' gia' tutto finito....mille volte meglio andare a pesca[:-clown]
      Cosa vuol dire avere un metro e mezzo di statura, te lo rivelan gli occhi e le battute della gente e la curiosita' di una ragazza irriverente ....

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      • ARESPOISON
        Ho rotto il silenzio
        • Mar 2014
        • 27
        • Reggio Calabria
        • Weimaraner ARES

        #18
        Animale stupendo che non cambierei con 10.000 fagiani.

        Bellissima descrizione, e come dici tu i nostri habitat sarebbero ideali per un ripopolamento "SERIO" fatto con le nostre pernici "Alectoris Graeca".
        Giustissima anche l'osservazione sul fatto che il ripopolamento deve essere fatto con animali non "gabbiaroli", ma piuttosto facendo un serio censimento delle popolazioni presenti e cercando di inserire animali selvatici, ma sopratutto cercando di preservare e far prolificare bene le coppie già presenti.
        Mi permetto di insistere sul fatto che secondo me, la scarsa presenza è dovuta sopratutto alla cattiva gestione dei parchi in cui il prolificare dei predatori naturali di questa e di altre specie è completamente fuori controllo.

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        • pietro.pirredda
          ⭐⭐
          • Jan 2010
          • 948
          • Arzachena (SS)
          • Setter Inglese

          #19
          La pernice sarda Si può reinserire a patto che tutto venga fatto con un progetto serio dove tutte le forze in campo dovranno raggiungere una sinergia che ad oggi non esiste per nessun progetto in capo agli ATC (che guarda caso noi non vogliamo) in quanto queste vere e proprie aziende devono creare utili. Sarà per questo che nonostante le difficoltà e la mancanza di catture in zrc, da noi la pernice sarda trova a seconda delle annate, numeri in aumento o in diminuzione per fattori climatici e di predatori naturali. Altra cosa, i parchi in Italia (parere personale) sono tutti inutili. Sono posti pieni di poltrone, dove girano un sacco di soldi, (i posti spesso sono più sporchi delle zone libere -vedi alcune aree delle isole del Parco Nazionale dell'Arcipelago di La Maddalena) e vennero fatti per limitare solamente noi cacciatori....riusce dovi pienamente. La peggior legge però non fu la 394/91 ma la 157/92!
          Detto questo:
          Appare possibile che nei tempi andati le pernici esistessero in tutto il sud Italia in quanto come si sa, sono state introdotte dagli invasori provenienti dal Nord Africa.
          Dove si re introduce si devono creare delle ZRC (mai oasi di protezione faunistica) da far ruotare massimo ogni 5 anni in quanto la pernice vive massimo 4 anni e l'ultimo anno specialmente non si riproduce.
          Creare riserve perenni insomma diventa deleterio perchè lì potrebbero crescere a dismisura (come suggeriva qualcuno) i predatori naturali.
          Concetto principale che secondo me vale per tutta la caccia. Escluso la Sardegna, oggi in Italia, la nobile stanziale si caccia troppo. Cioè per un animale come la pernice, starna, fagiano, coturnice (e starna dove esiste) è auspicabile una pressione non superiore a 4 giornate annue.....poi.....le giornate di caccia a settimana (massimo cinque con scelta di 3 giornate) a livello nazionale sono veramente troppe. Si dovrebbe uniformare la caccia a livello nazionale per 2 giornate settimanali più eventuali festivi infrasettimanali che in questo caso potrebbero cadere in martedì o venerdì.
          Si dovrebbe contestualmente puntare ad allungare la stagione della migratoria che tradizionalmente si caccia va prima della 157; parlo di tordi, colombacci, beccacce, ecc. Che dovrebbero essere nuovamente cacciati almeno fino al 20 febbraio di ogni anno (come peraltro accade in Francia, Spagna - extremadura e Grecia)! Le eresie certificate dall'Ispra, sulle date di migrazione prenunziale, non stanno in cielo nè in terra solo che a troppi va bene così (principalmente ad un paio di AA.VV.)! Si devono acquisire nuovi dati scientifici non di parte, al fine di sovvertire l'Ispra. Se ogni regione facesse detti studi demandando al proprio osservatorio regionale, in 3 anni si avrebbero dati tali da portare davanti a chi dice il contrario.

          ---------- Messaggio inserito alle 10:12 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 09:59 PM ----------

          Originariamente inviato da sascia09
          Grazie pietro x la bella descrizione dell'alectoris barbara! E spero che se un giorno si decidesse di introdurre questo splendido animale nel sud Italia! Si pensi pure di fare dei corsi seri di gestione, con voi cacciatori sardi! Complimenti per quello che siete riusciti a conservare fino ai nostri giorni! [brindisi]
          Grazie sascia, proprio oggi con una gruppetto di 30 amici mi trovavo per una battuta di caccia al cinghiale, in Agrituristico venatoria a Dorgali (NU), mentre rientravo alla macchina si sono alzate due barbare da un prato. Era una coppia e non tarderà a deporre le uova....spero. Sappi che il frullo contemporaneo a primo acchitto, fragorso e potente, mi ha spaventato.
          Vederle così è stata la cosa più bella della giornata. Solo che come dicevo vi sono molti predatori naturali. Per dirtela tutta abbiamo scovato insieme a 5 cinghiale (3 a terra) anche 4 volpi.....e due non faranno più danni....in un posto dove vi sono tantissime pecore le volpi non mancheranno mai. Metti ci poi cornacchie, ghiandaie, martore, ricci , rapaci diurni e notturni e capisci che se a settembre alzi una brigata di una 15 ina di pernici ti trovi davanti a un miracolo della natura. [brindisi]
          Vincere non è importante, è l'unica cosa che conta!!

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          • beccaccia61
            ⭐⭐
            • Feb 2011
            • 533
            • catanzaro calabria
            • setter inglese

            #20
            Originariamente inviato da Donato Scalfari
            Ve la racconto come l'ho avuta.
            Anche sui calanchi che circondano il mio paese, al centro del Golfo di Squillace, c'erano le pernici e l'anziano che me ne ha parlato, mi disse che furono decimate dal veleno con cui venivano trattati i semi per evitare che venissero mangiati dai topi.
            Quoto in pieno quanto detto, qui al mio paese era pieno di cotorni (alectoris graeca graeca) Son cresciuto appresso a questi splendidi animali, poi i Consorzi di Bonifica all'epoca dei rimboschimenti si inventarono, in accordo con la Forestale, di proteggere dai roditori (topi) le piantine di Pino silvestre appena piantate nei terrazzamenti, mettevano i semi di grano in dei grandi calderoni a mescolare col veleno (non sò che veleno usavano, devo chiedere agli operai dell'epoca che adesso son tutti belli anziani..) e poi lo sparpagliavano sul terreno. Il risultato è stato lo sterminio di uno dei selvatici che di più ho amato e che mi è rimasto nel cuore. Il fragore del frullo e le interminabili picchiate dai dirupi con relativa risalita sul versante opposto insieme al canto mattutino sono ricordi talmente indelebili che se chiudo gli occhi li vedo/sento ancora adesso. I voli di 20/30 individui erano normalità, adesso non ci resta che il ricordo... Solo un sano intervento di immissione partecipato con la responsabilizzazione di tutti i cacciatori potrebbe avere delle speranze di successo, ma purtroppo credo che non siamo all'altezza, c'è ancora troppa ignoranza tra di noi... purtroppo.

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            • ARESPOISON
              Ho rotto il silenzio
              • Mar 2014
              • 27
              • Reggio Calabria
              • Weimaraner ARES

              #21
              Sono pienamente daccordo con Pietro, purtroppo,almeno qui da noi, i parchi sono stati istituiti solo per consentire a determinta persone di potersi accomodare sulle relative poltrone, dopodichè rimangono delle zone prive di alcuna utilità, senza alcun sentiero fruibile per il trekking o le passeggiate a cavallo o di una qualsivoglia struttura fruibile dalla comunità, basti pensare ai tanti caselli forestali che abbiamo all'interno dei nostri parchi abbandonati a se stessi a il risultato è, come ha già detto Pietro, che queste zone risultano il più delle volte più trascurate di altre aperte alla caccia, per quanto riguarda il calendario venatorio è superfluo ripetere che il nostro è a dir poco inadeguato in quanto da noi a settembre è ancora piena estate e la preapertura (ridicola) di qualche giornata, per poter consentire a qualche "sparatore" di abbattere qualche tortorella "domestica" si potrebbe pure evitare e consentire la caccia a determinate specie fino a fine febbraio.[brindisi]

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              • sascia09
                Ho rotto il silenzio
                • Feb 2014
                • 44
                • Calabria
                • Epagnuel Breton

                #22
                Originariamente inviato da beccaccia61
                Quoto in pieno quanto detto, qui al mio paese era pieno di cotorni (alectoris graeca graeca) Son cresciuto appresso a questi splendidi animali, poi i Consorzi di Bonifica all'epoca dei rimboschimenti si inventarono, in accordo con la Forestale, di proteggere dai roditori (topi) le piantine di Pino silvestre appena piantate nei terrazzamenti, mettevano i semi di grano in dei grandi calderoni a mescolare col veleno (non sò che veleno usavano, devo chiedere agli operai dell'epoca che adesso son tutti belli anziani..) e poi lo sparpagliavano sul terreno. Il risultato è stato lo sterminio di uno dei selvatici che di più ho amato e che mi è rimasto nel cuore. Il fragore del frullo e le interminabili picchiate dai dirupi con relativa risalita sul versante opposto insieme al canto mattutino sono ricordi talmente indelebili che se chiudo gli occhi li vedo/sento ancora adesso. I voli di 20/30 individui erano normalità, adesso non ci resta che il ricordo... Solo un sano intervento di immissione partecipato con la responsabilizzazione di tutti i cacciatori potrebbe avere delle speranze di successo, ma purtroppo credo che non siamo all'altezza, c'è ancora troppa ignoranza tra di noi... purtroppo.
                Sai io vivo nella provincia di Crotone ovviamente gli anziani che raccontano non parlano mai di coturnici, loro le chiamano genericamente pernici, di certo non saprei si trattasse di alectoris graeca, alectoris barbara o qualche altra sotto specie! Di sicuro posso dirti che gli abitat che frequentavano andavano dalla zona costiera fino alla nostra pr pre sila, nella macchia a lentisco, corbezzolo e olivastro alternate si a zone pitrose e coltivi.certo che la specie autoctona ormai resta nei ricordi dei nostri anziani.ma se un giorno decidessimo di reintrodurre delle pernici ci sarebbe tanto da studiare! [brindisi]

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                • andrea iozzo
                  ⭐⭐
                  • Feb 2010
                  • 234
                  • CALABRIA/MILANO
                  • spinone

                  #23
                  in Calabria ci stavano starne e coturnici,ma parliamo ormai di almeno una settantina di anni fa.In qualche posto sperduto dell'Aspromonte ,fino a qualche anno addietro ,rimanevano ancora alcune cotorne ma oggi non saprei.Il motivo per cui sono sparite,soprattutto le starne,è lo stesso del resto d'Italia:calendari venatori insostenibili,bracconaggio e radicale cambiamento dell'habitat,basta pensare che l'immenso territorio coltivato in modo tradizionale,senza pesticidi e con tecniche tradizionali,nel'arco di mezzo secolo è praticamente scomparso .

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                  • ojaja
                    ⭐⭐⭐
                    • Feb 2009
                    • 3374
                    • olbia
                    • segugi istriani,bassotti tedeschi,jagd terrier

                    #24
                    Originariamente inviato da andrea iozzo
                    in Calabria ci stavano starne e coturnici,ma parliamo ormai di almeno una settantina di anni fa.In qualche posto sperduto dell'Aspromonte ,fino a qualche anno addietro ,rimanevano ancora alcune cotorne ma oggi non saprei.Il motivo per cui sono sparite,soprattutto le starne,è lo stesso del resto d'Italia:calendari venatori insostenibili,bracconaggio e radicale cambiamento dell'habitat,basta pensare che l'immenso territorio coltivato in modo tradizionale,senza pesticidi e con tecniche tradizionali,nel'arco di mezzo secolo è praticamente scomparso .
                    il nocciolo della questione per quanto riguarda le specie nobili sta tutto qua! pretendere ancora oggi di perseguire dei selvatici per cosi tante giornate come abitualmente si fa in base ai calendari del continente,non puo che portare all'estinzione delle stesse.... ma guai a parlare di riduzione,conservazione ect ect....

                    per quanto riguarda il quesito iniziale...beh.. le alectoris barbare potrebbero tranquillamente vivere e riprodursi negli ambienti della fasce costiere e non solo, perché ha una grande adattabilità.il problema principale pero riguarderebbe la sua stessa immissione perché ,come ha gia fatto osservare qualcuno,si tratterebbe di specie alloctona e quindi in base alla normativa attuale,non introducibile.per fare un es da noi la specie fagiano compariva in calendario nei lontani anni 70 inquanto fu tentata una introduzione senza risultati apprezzabili e oggi tolta dalle specie cacciabili e quindi non la si puo più immettere.inoltre non credo che le autorita preposte rilascino le dovute autorizzazioni inquanto una eventuale immissione potrebbe comportare problemi di ordine sanitario nei confronti delle specie presenti,

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                    • beccaccia61
                      ⭐⭐
                      • Feb 2011
                      • 533
                      • catanzaro calabria
                      • setter inglese

                      #25
                      Certamente l'abbandono delle campagne ed il passaggio ad un'agricoltura intensiva hanno il loro peso sulla scomparsa/rarefazione di molte specie selvatiche autoctone come la starna la coturnice ed anche la lepre italica. Il bracconaggio ha fatto sicuramente la sua parte e la scorretta politica di sfruttamento del territorio ha dato il colpo di grazia ad un'ambiente che è diventato ora utile solo alla riproduzione di specie opportuniste come i corvidi. I cinghiali in tutto questo degrado ed abbandono hanno dimostrato grande capacità di adattamento popolando zone mai frequentate dal suide che ormai arriva a colonizzare anche la fascia costiera. Corrette politiche di sviluppo e di gestione del territorio e della fauna consentirebbe di ristabilire un equilibrio naturale, ma la politica ha occhi ed interessi altrove.. quindi credo che il discorso sia chiuso per sempre

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                      • ojaja
                        ⭐⭐⭐
                        • Feb 2009
                        • 3374
                        • olbia
                        • segugi istriani,bassotti tedeschi,jagd terrier

                        #26
                        per intenderci questi sono alcuni "posti da pernice" in cui caccio abitualmente...







                        ma poi magari si ha la fortuna di trovarle ancora in posti cosi!...

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                        • Lume
                          ⭐⭐⭐
                          • Oct 2009
                          • 4497
                          • Valtrompia
                          • Setter redo

                          #27
                          Io quando ho la fortuna di poter trascorrere qualche giorno in Sardegna più che al mare preferisco farmi un giro a mattina presto nei posti dove quasi sempre vedo le barbarelle. Animale che mi piace molto e dal frullo possente che nulla ha da invidiare alla cotorna.
                          In Sicilia e Calabria la barbara non esiste... Sono cotorni. Grosso modo lo stesso ceppo e con stesse abitudini di quelle che popolano i balcani.... Dove lareale spazia a altitudini molto diverse ma sempre legate alla pastorizia più che all'agricoltura. Nei momenti chiave quindi quando è tempo di portare a maturitài ppulcini sono gli insetti e la loro abbondanza a decretare incrementi o decrementi della popolazione.... L'agricoltura c'entra molto meno nella cotorna rispetto alla starna per quel poco che sono riuscito ad osservare in questi pochi anni da appassionato osservatore.

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                          • beccaccia61
                            ⭐⭐
                            • Feb 2011
                            • 533
                            • catanzaro calabria
                            • setter inglese

                            #28
                            Cari amici, dire che ti invidio Ojaja è poco, posti magnifici, la pelle d'oca solo a guardare.. Lume hai in parte ragione che le cotorne son più legate alla pastorizia che all'agricoltura, ma probabilmente in alta montagna è cosi, qui in collina pastorizia ed agricoltura hanno la stessa influenza ed importanza perchè se la prima fornisce gli abitat derivanti dal pascolo del bestiame, la seconda dovrebbe fornire il frumento e le altre colture molto appetite dalla coturnice, vederle in gruppo tra i frumenti appena mietuti era abbastanza usuale non molto tempo fà (parlo di circa 25/30 anni fà..non un secolo..) Ma purtroppo tra gli incendi, i veleni, l'abbandono delle campagne e tutto il degrado che il nostro territorio stà subendo oltre alla incultura e inciviltà di individui che fatico a definire "cacciatori" hanno posto la parola fine a quella che è la vera caccia. Ojaja, caro amico, la "tua" Sardegna è un santuario da proteggere e mi auguro che chi ha la fortuna di fruire di questa terra e dei suoi magnifici frutti abbia il buon senso di preservare quello che è un patrimonio di valore immenso.

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                            • muia' vincenzo
                              ⭐⭐
                              • Jan 2009
                              • 269
                              • calabria
                              • pointer: giove pionter: ambra setter: linda

                              #29
                              Io abito in prov. di reggio calabria sulla costa ionica, e quelle che erano presenti sul nostro territorio erano cotorne "alectoris greca greca" i luoghi dove si trovavano, almeno quelli che conosco io, andavano dai 600-700 mt. s.l.m. luoghi molto simili alla prima foto di ojaja, forse con un pò meno vegetazione.
                              Ormai quasi tutti quei luoghi fanno parte del parco d'aspromonte, ed in quelli rimasti liberi non si registrano abbattimenti dagli anni 80.

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                              • Lume
                                ⭐⭐⭐
                                • Oct 2009
                                • 4497
                                • Valtrompia
                                • Setter redo

                                #30
                                Originariamente inviato da beccaccia61
                                Cari amici, dire che ti invidio Ojaja è poco, posti magnifici, la pelle d'oca solo a guardare.. Lume hai in parte ragione che le cotorne son più legate alla pastorizia che all'agricoltura, ma probabilmente in alta montagna è cosi, qui in collina pastorizia ed agricoltura hanno la stessa influenza ed importanza perchè se la prima fornisce gli abitat derivanti dal pascolo del bestiame, la seconda dovrebbe fornire il frumento e le altre colture molto appetite dalla coturnice, vederle in gruppo tra i frumenti appena mietuti era abbastanza usuale non molto tempo fà (parlo di circa 25/30 anni fà..non un secolo..) Ma purtroppo tra gli incendi, i veleni, l'abbandono delle campagne e tutto il degrado che il nostro territorio stà subendo oltre alla incultura e inciviltà di individui che fatico a definire "cacciatori" hanno posto la parola fine a quella che è la vera caccia. Ojaja, caro amico, la "tua" Sardegna è un santuario da proteggere e mi auguro che chi ha la fortuna di fruire di questa terra e dei suoi magnifici frutti abbia il buon senso di preservare quello che è un patrimonio di valore immenso.
                                Vedi io ho la convinzione che fatto 100.. 70 sia la pastorizia.. 30 l'agricoltura. Da me le cotorne si affiancano sempre al bestiame e alle malghe in generale... Cosi come un tempo alle praterie bruciate nei mesi precedenti.. Condizioni simili ma molto più diffuse le trovano nelle montagne dei balcani.. Dove per fortuna stanno meglio che da noi.
                                Corvi poiana faine e cinghiale nell'ultimo ventennio hanno avuto un impatto devastante e che noi sottoatimiamo... Pur sapendo tutti quanto danno facciano.. Ma al peggio a cui noi pensiamo..... Loro fanno molto peggio... E così per rendere sopportabile la pressione venatoria bisogna fare 1 noi... E lasciare venti a loro.. Sperando che qualcuna arrivi

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