Mi spiego meglio: quando dicono che ad es. i boschi sono aumentati è vero, ma non dicono che la qualità è ridotta al minimo (prima faggete o boschi planiziali querco-carpineti ed oggi di sola robinia) con capacità di ospitare fauna selvatica in percentuali ridottissime rispetto al passato.
Un po' come dire che oggi sulle tavole c'è più cibo di 20 anni fa: ieri una bottiglia di Champagne e un'aragosta ed oggi 4 pagnotte, un tazzone di latte, 2 fette di prosciutto ed un litro di tavernello.
Se letta senza pensare è una giusta affermazione ma....
Idem i danni da fauna selvatica: raddoppiati i danni!!!!!
Per numero o nonostante si siano ridotti hanno colpito produzioni a reddito maggiore e hanno quindi alzato il costo del risarcimento?
Aumentano gli abbattimenti ed aumentano i danni?!?!?!?!?!
Qualcosa non quadra, o i dati son farlocchi o la capacità riproduttiva degli animali è aumentata, e così via.
Costa di più riparare una Ferrari che 20 Panda quindi, chi scrive, chiarisca sempre se gli aumenti sono per numero o per qualità del danno, cambia molto nel poter giudicare.
Mediamente ogni cittadino, per risarcire gli enormi danni della fauna selvatica, deve sborsare 0,50/1 € all'anno, meno delle tasse pagate acquistando 1 lt di benzina.......
Se invece di dire che dovremo pagare 1 € all'anno ti dicono che il costo è di 1,5 mioni di € (senza che la gente si preoccupi che nella tal regione vivono 1,5 milioni di persone) sembra un cifrone.
Sarebbe ad esempio bello paragonare le cifre che ci catapultano con il costo sociale di chi le catapulta.
Potrei aggiungere molti altri esempi, ancora più specifici, ma per iscritto diventa pesante e mi limito qui.
Mi scuso per la lungaggine ma spero che, oltre ad avervi stufato, riesca anche a farvi un po' meditare ed imparare a non prendere per oro colato tante notizie abbaglianti.
Buona Pasqua a tutti. [brindisi]

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