Un saluto
La solità faziosità
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Per un paio di annetti bisognerebbe smettere di pagare tassa regionale, tassa nazionale e soprattutto il tesserino dell'associazione venatoria.... poi vedrete come cambieranno le cose quando i furbetti non avranno più di che pagarsi gli stipendi da direttori di banca!!!!!
Un saluto -
Quoto in toto Roberto. Purtroppo non credo che la "ricetta" suggerita da Ale T. sia un valido rimedio, anzi penso che "scioperare" per un paio di anni e poi magari ricadere nello stesso stato di cose sarebbe addirittura una beffa per noi stessi. Bisogna invece mutare rotta, come già più volte è stato scritto da molti, da parte di noi stessi: la caccia va vissuta, praticata, divulgata come elemento del comportamento umano storicamente presente da sempre, tornare cioè ad uno stato in cui il cacciatore era focalizzato come elemento facente parte (ATTIVA) di un processo "naturale" della vita; bisogna DEMOLIRE l'assioma: cacciatore = depauperatore di selvaggina. Siamo noi stessi che dobbiamo cambiare, essere più partecipi (compatti) nei luoghi in cui la Caccia si gestisce politicamente e socialmente, divulgare una figura di cacciatore fruitore delle risorse naturali al pari di ogni altro soggetto. Finchè continueremo a delegare a chiunque altro (associazioni, federazioni, etc.) la nostra rappresentanza credo che....la partita sia inevitabilmente persa!Commenta
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ma di che parliamo???
La caccia è pericolosa per l'uomo e per l'ambiente:l'inquinamento invece è una manna dal cielo...
cit:"...Secondo questi dati, nel nostro Paese nel 2012 59.500 decessi prematuri sono attribuibili al particolato fine (PM 2.5), 3.300 all’ozono (O3) e 21.600 al biossido di azoto (NO2)."
I dati del rapporto dell’Agenzia europea per l’ambiente: «Serve una trasformazione radicale della nostra mobilità. La riduzione delle emissioni, pur avendo determinato un miglioramento, non è abbastanza». E l'Ue vara nuovi limiti per gli inquinanti dell'aria
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Sono le decine di migliaia di cartucce sparate deai Cacciatori e perche no......dai tiravolisti!!! [occhi]La caccia è pericolosa per l'uomo e per l'ambiente:l'inquinamento invece è una manna dal cielo...
cit:"...Secondo questi dati, nel nostro Paese nel 2012 59.500 decessi prematuri sono attribuibili al particolato fine (PM 2.5), 3.300 all’ozono (O3) e 21.600 al biossido di azoto (NO2)."
I dati del rapporto dell’Agenzia europea per l’ambiente: «Serve una trasformazione radicale della nostra mobilità. La riduzione delle emissioni, pur avendo determinato un miglioramento, non è abbastanza». E l'Ue vara nuovi limiti per gli inquinanti dell'aria
http://www.corriere.it/salute/15_nov...6576138f.shtmlSuper aspidem et basiliscum ambulabis, et conculcabis leonem et draconem .Commenta
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la prima chiave di accesso, ad un processo di nuova divulgazione,della figura del cacciatore a mio modesto avviso deve partire dalle scuole,primarie ,e non ultime universitarie,con particolare attenzione ,alle branchie,medicina,agraria,filosofia,economia,..... .[;)]Quoto in toto Roberto. Purtroppo non credo che la "ricetta" suggerita da Ale T. sia un valido rimedio, anzi penso che "scioperare" per un paio di anni e poi magari ricadere nello stesso stato di cose sarebbe addirittura una beffa per noi stessi. Bisogna invece mutare rotta, come già più volte è stato scritto da molti, da parte di noi stessi: la caccia va vissuta, praticata, divulgata come elemento del comportamento umano storicamente presente da sempre, tornare cioè ad uno stato in cui il cacciatore era focalizzato come elemento facente parte (ATTIVA) di un processo "naturale" della vita; bisogna DEMOLIRE l'assioma: cacciatore = depauperatore di selvaggina. Siamo noi stessi che dobbiamo cambiare, essere più partecipi (compatti) nei luoghi in cui la Caccia si gestisce politicamente e socialmente, divulgare una figura di cacciatore fruitore delle risorse naturali al pari di ogni altro soggetto. Finchè continueremo a delegare a chiunque altro (associazioni, federazioni, etc.) la nostra rappresentanza credo che....la partita sia inevitabilmente persa!Commenta
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Cosa vuol dire avere un metro e mezzo di statura, te lo rivelan gli occhi e le battute della gente e la curiosita' di una ragazza irriverente ....Commenta
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sigpicO a Napoli in carrozza o alla macchia a far carbone!Commenta
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....
Rappresentare dati del tutto inventati: come fanno ed essere prelevati mezzo milione di capi per ogni ora di attività venatoria?
Come fanno ad essere prelevati 464 milioni di animali per stagione, da 500 mila cacciatori? Vorrebbe dire 773 capi a testa.
....
Perché le nostre associazioni non rispondono punto per punto?
I dati pubblicati sono veritieri: rappresentano il fedele resoconto dei nostri racconti di caccia. [fiuu]
[:D][:D][:D][:D]A volte l'inutile si traveste da impossibile.Commenta
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Eh, eh, eh, cosa fa fare la passione... bravo il pensionato, fra l'altro è più giovane di me, ingegnoso il bastone fuciletto, io uno così lo capisco e gli voglio pure bene, mi importa una sega se non ha in mano il pezzetto di carta con su scritto licenza rilasciata dal padrone, glielo proibiscono e lui si ingegna come può, per me il cattivo è quello che proibisce mica quello che si ingegna, da che mondo è mondo il popolino è andato avanti ingegnandosi a svicolare le prepotenze dei potenti, non passa giorno che il padrone di turno tiri fuori divieti o ordini perentori a fare o non fare quello che dice lui, per schivare le legnate la gente fa quello che può e riesce, poi come si dice la necessità aguzza l'ingegno e... "to ciapa" il bastone fuciletto, però almeno le silenziate le poteva usare... e i caramba per la miseria con tutta la delinquenza che c'è in giro, proprio il vecchietto che vuol far su il padellino di uccelletti. [wink]
[:-golf]
(questo [:-golf]è per il pensionato ingegnoso)Ultima modifica carpen; 01-11-17, 09:07.Commenta
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Evidentemente scrivere ai direttori a portato i suoi frutti:
È stata data parola anche ad un cacciatore vs anticaccia (entrambi giornalisti di corriere).
Per lo meno sono esposti due punti di vista.
Visto l'andazzo generale, su una pagina importante come Corriere.it (e un servizio intero su 7, il settimanale), mi sembra quasi rivoluzionario che qualcuno parli di piano di gestione, censimenti etc.
Per una voltaUltima modifica Tinx; 03-11-17, 12:35.Non ereditiamo la terra dai nostri padri, la prendiamo in prestito dai nostri figli.Commenta
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Ho letto il servizio su 7. Non so se perché partigiano io, ma l'impressione è che ne esca nettamente meglio la figura del cacciatore (il giornalista offre argomentazioni decisamente più valide e convincenti) rispetto all'animalista (la giornalista propina una mera posizione ideologica).Evidentemente scrivere ai direttori a portato i suoi frutti:
È stata data parola anche ad un cacciatore vs anticaccia (entrambi giornalisti di corriere).
Per lo meno sono esposti due punti di vista.
Visto l'andazzo generale, su una pagina importante come Corriere.it (e un servizio intero su 7, il settimanale), mi sembra quasi rivoluzionario che qualcuno parli di piano di gestione, censimenti etc.
Per una volta
Certo, la caccia tratteggiata nel breve articolo è quella di selezione. Meno facile parlare di sostenibilità e virtuosa gestione faunistica trattando, ad esempio, di caccia alla stanziale (attenendosi alla realtà dei fatti, come "vendere" all'opinione pubblica i prontacaccia?).
Speriamo l'abbiano letto in molti.
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Avere figli è una benedizione di Dio, che reca alcuni svantaggi.
Uno dei vantaggi di non avere figli è che, arrivati ad una certa età, ti plachi.
Con tanta fatica, cerchi di farti passare la voglia di prendere a calci nel cu.lo tanti deficienti con questo pensiero: mandate pure tutto a put.ane, io per quel che mi resta da campare potrò farlo ancora ottimamente.
Se il mondo che mi seguirà sarà quello delle pasticcerie per cani e della Brambilla, dell'oceano pieno di plastica e del mutamento climatico, posso farmene una ragione.
Quanta amarezza, però.A volte l'inutile si traveste da impossibile.Commenta
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Non e' meno facile, e' impossibile parlare di sostenibilità di una caccia alla selvaggina minore che di fatto alla fine della stagione venatoria nella maggior parte dei casi ha fatto il vuoto, o peggio ancorca voler spacciare per caccia i fagiani lanciati la mattina.
Certo, la caccia tratteggiata nel breve articolo è quella di selezione. Meno facile parlare di sostenibilità e virtuosa gestione faunistica trattando, ad esempio, di caccia alla stanziale (attenendosi alla realtà dei fatti, come "vendere" all'opinione pubblica i prontacaccia?).
Speriamo l'abbiano letto in molti.
Anche per la selvaggina minore vanno applicati i sistemi gestionali della caccia agli ungulati.
---------- Messaggio inserito alle 11:38 AM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 09:45 AM ----------
Ars venandi est collectio documentorum, quibus scient homines ad opus suum deprehendere animalia non domestica cuiuscumque generis vi vel ingenio. (Fridericus II Imperator 1194-1250)Commenta
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Non e' meno facile, e' impossibile parlare di sostenibilità di una caccia alla selvaggina minore che di fatto alla fine della stagione venatoria nella maggior parte dei casi ha fatto il vuoto, o peggio ancorca voler spacciare per caccia i fagiani lanciati la mattina.
Anche per la selvaggina minore vanno applicati i sistemi gestionali della caccia agli ungulati.
---------- Messaggio inserito alle 11:38 AM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 09:45 AM ----------
Concordo pienamente sul principio, Alessandro. Anche se penso che la differenza abissale tra ungulati e selvaggina "minore", al giorno d'oggi, sia essenzialmente data dall'habitat. Nel senso che negli ultimi decenni, laddove larghe porzioni di territorio sono divenute ambiente ideale per la proliferazione degli ungulati, il paesaggio rurale si è fatto decisamente ostile alla selvaggina "minore", che proliferava in simbiosi con l'agricoltura non meccanizzata e policolturale d'un tempo, mentre è quasi inconciliabile con l'agricoltura industriale d'oggi.Non e' meno facile, e' impossibile parlare di sostenibilità di una caccia alla selvaggina minore che di fatto alla fine della stagione venatoria nella maggior parte dei casi ha fatto il vuoto, o peggio ancorca voler spacciare per caccia i fagiani lanciati la mattina.
Anche per la selvaggina minore vanno applicati i sistemi gestionali della caccia agli ungulati.
Questo per dire che, a monte anche dei modelli di gestione venatoria (che andrebbero indubbiamente adattati alle situazioni contingenti!), ci sarebbe forse soprattutto da porre questioni ambientali. E non solo. Non vorrei filosofeggiare di massimi sistemi, ma forse bisognerebbe farne una questione di modelli di sviluppo economico, sociale etc.
Penso alla mia Lombardia e alla pianura padana, casi emblematici. E penso alla progressiva scomparsa delle stalle e al generalizzato passaggio delle aziende agricole alle monocolture (con la rarefazione, se non sparizione di prati stabili e quant'altro. Le marcite sono ormai storia passata). Posto che non si può certo tornare indietro - non sui progressi tecnici e tecnologici, quantomeno - non sarebbe comunque utile, per tutti, ripensare certi modelli e gestire, indirizzare certi cambiamenti?
Scusate la digressione.
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