La Nascita di un Cacciatore

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  • Skeetshooter
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    • Jul 2019
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    • Conversano
    • Setter Eba

    #1

    La Nascita di un Cacciatore

    I miei sedici anni furono segnati da due eventi importanti: presi la patente per la moto e, poche settimane dopo, la licenza di caccia. La moto arrivò presto: una Parilla 125 ss, che mi fu compagna per alcuni anni, fino a quando un automobilista svoltò a sinistra senza segnalare e mandò la Parilla dal demolitore e me all’ospedale.
    L’esame per la licenza lo superai a giugno, senza difficoltà, perché mi ero preparato, certo, ma soprattutto perché già da alcuni anni seguivo mio padre e mio zio nelle loro uscite di caccia, per cui ero già allenato a riconoscere la selvaggina e conoscevo discretamente le leggi.
    Quanto al maneggio del fucile, ero già piuttosto in esercizio perché mio zio Gianni cominciò farmi sparacchiare ai passeri con la sua doppietta, usando cartucce a carica ridotta che preparava apposta per me, fin da quando avevo nove o dieci anni.
    Mio padre poi non mancava mai di farmi trascorrere qualche mattina a caccia di allodole con la civetta impagliata, nei giorni di passo: io manovravo il cordino per far muovere le ali alla civetta e andavo a raccogliere le allodole colpite.
    In premio per questo lavoro mi si permetteva di sparare qualche colpo a mia volta, con la precauzione di caricare solo la prima canna della doppietta, per evitare troppi rischi.
    Ai tiri, cioè la prova pratica di tiro che andava superata al Tiro a Segno Nazionale, me la cavai dignitosamente.
    A quel punto avevo la licenza, ma mi mancava ancora un piccolo dettaglio: un fucile tutto mio.
    Mio padre, buonanima, mi portò un pomeriggio al negozio di Ravizza, a Milano, in Via Hoepli.
    All’epoca quella era una delle migliori e più grandi armerie di Milano, e la mia emozione nell’entrare in quel tempio della caccia fu indescrivibile.
    Ci rivolgemmo ad un addetto alle vendite che ci era già ben conosciuto per aver lavorato in precedenza in un’altra armeria di Milano, presso la quale i miei parenti si servivano storicamente, ma che aveva chiuso i battenti.
    Non ricordo quali proposte ci vennero fatte, ma ricordo bene che la scelta cadde su una bella Sauer & Sohn modello Royal, in calibro 12. Aveva mezze batterie (come si diceva allora) con avvisatore di arma carica, sicura automatica, calcio con poggia guancia e, meraviglia delle meraviglie, estrattori automatici.
    Ci piacque talmente tanto che mio padre ne acquistò una anche per sé, in sostituzione della sua vecchia a cani esterni.
    Sul fucile non si era badato a spese, ma occorreva adesso risparmiare un pochino sugli accessori e siccome un pivello come me avrebbe dovuto fare molto esercizio, anche sulle cartucce; almeno su quelle per la piccola selvaggina che sarebbe stata il mio obiettivo fino a quando non avessi ben assimilato l’arte del tiro a volo.
    Ma l’armeria Ravizza non era il luogo adatto per chi volesse badare molto alle spese.
    A chi rivolgersi, allora?
    Elementare: ai grandi magazzini de “La Rinascente”, in Piazza del Duomo, a Milano.
    A raccontarlo oggi non ci si crede, eppure è vero: a La Rinascente c’era un reparto adibito a caccia e pesca, dove si potevano acquistare abbigliamento, buffetterie e munizioni.
    Sinceramente non ricordo se vendessero anche fucili, la memoria mi tradisce.
    Ricordo però bene che acquistammo un centinaio di cartucce a piombo 10, di non so più quale marca, ma indimenticabili per il funereo colore nero del bossolo e per il curiosissimo odore di liquirizia che lasciavano nell’aria allo sparo.
    Tanto cattive però non dovevano essere perché tornai a rifornirmene almeno in un paio di occasioni.
    Ultimo, ma primo per importanza, il cane.
    Io non avevo, e non potevo avere un cane mio, né lo avevano i miei parenti, costretti com’eravamo in appartamenti cittadini; ma per fortuna c’era Kira.
    Kira era un bravo bracco tedesco appartenente a certi amici di Lomellina che ci permettevano di considerarlo come nostro perché loro avevano ben poche occasioni di portarla a caccia perché il suo padrone era all’estero per lavoro, e ci sarebbe rimasto a tempo indeterminato.
    Licenza, cane, fucile, cartucce, voglia di andare: tutto era pronto per il mio ingresso ufficiale nel mondo della caccia.
    Ma questa è un’altra storia.
    “Non si mente mai così tanto come prima delle elezioni, durante la guerra e dopo la caccia.”
  • pointer56
    ⭐⭐⭐
    • Sep 2013
    • 5185
    • Pordenone
    • pointer femmina Aura - bassotto tedesco a pelo duro femmina Frida

    #2
    Se non sei mio coetaneo poco ci manca e la mia storia assomiglia per tanti aspetti alla tua: anch'io ho preso la licenza a sedici anni e anch'io ho fatto pratica di tiro al volo ad allodole, con la differenza che, per non disgustare il pivello con un rinculo fastidioso, mio padre mi fece cominciare (a 7-8 anni) con il monocanna 32 con cui tutti in famiglia hanno iniziato a sparare; poi mi regalò una bella doppiettina di Zanoletti in cal. 28 (ce l'ho ancora, è nuova) e infine, alla licenza, mi regalò un Falconet in cal. 20, per il quale dopo poco, venne acquistato un secondo paio di canne in 12. Io però credo di aver preso la licenza prima di te: era il 1972 e non occorreva sostenere alcuna prova di tiro, ma solo il c.d. maneggio armi. Bei tempi!

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    • Skeetshooter
      ⭐⭐
      • Jul 2019
      • 315
      • Conversano
      • Setter Eba

      #3
      Ciao Pointer56, io ho fatto la licenza nel 1969 e in buona fede mi ricordo di aver dovuto fare i tiri al TSN.
      Non escludo però che la memoria mi possa tradire, anche perché io poi ho frequentato il poligono, seppure saltuariamente.
      Ti ringrazio per la precisazione.
      Ricordo bene il Falconet, fucile sul quale si scrisse parecchio sulla stampa specializzata.
      Io avevo un Alcione Super, del quale conservo un ottimo ricordo.
      A proposito, ti ricordi il Quaderno Franchi?
      “Non si mente mai così tanto come prima delle elezioni, durante la guerra e dopo la caccia.”

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      • Alessandro il cacciatore
        🥇🥇
        • Feb 2009
        • 20199
        • al centro della Toscana
        • Deutsch Kurzhaar

        #4
        Originariamente inviato da Skeetshooter
        Mio padre, buonanima, mi portò un pomeriggio al negozio di Ravizza, a Milano, in Via Hoepli.
        Per la razza umana Milano potrebbe essere rasa al suolo, eccetto questo! [;)][:-golf]

        1971: esami + tiri al poligono.
        Ultima modifica Alessandro il cacciatore; 31-07-19, 13:55.
        Ars venandi est collectio documentorum, quibus scient homines ad opus suum deprehendere animalia non domestica cuiuscumque generis vi vel ingenio. (Fridericus II Imperator 1194-1250)

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        • dobro
          ⭐⭐
          • May 2009
          • 969
          • provincia cremona
          • setter inglesi

          #5
          licenza nel 1973 ed obbligo tiri al poligono se non avevi ancora fatto il militare.

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          • alcione tsa
            ⭐⭐⭐
            • Oct 2009
            • 4361
            • Ischia
            • cocker

            #6
            Originariamente inviato da dobro
            licenza nel 1973 ed obbligo tiri al poligono se non avevi ancora fatto il militare.
            Licenza nell 87, fatto i tiri al poligono, ho fatto il militare nell 88, a 21 anni x i rinvii scolastici.... presentata la domanda a 18 anni esatti, due anni di perdite di tempo tra scartoffie e esami.....[emoji26]

            Inviato dal mio SM-G935F utilizzando Tapatalk

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            • Skeetshooter
              ⭐⭐
              • Jul 2019
              • 315
              • Conversano
              • Setter Eba

              #7
              Grazie per le precisazioni.
              Tuttavia io volevo sollecitare e smuovere i vostri ricordi degli esordi, non concentrarmi sull'aspetto delle modalità per ottenere la licenza.
              Nessuno ha voglia di condividere i suoi ricordi degli albori della sua passione venatoria?
              La caccia è emozione.
              Quali emozioni avete provato voi?
              “Non si mente mai così tanto come prima delle elezioni, durante la guerra e dopo la caccia.”

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              • iago 77
                ⭐⭐⭐
                • Feb 2012
                • 1958
                • ischia
                • bracco ungherese

                #8
                Non senza fatica condivido parte dei miei ricordi....ne sono geloso.....
                Seguivo mio papà nelle cacce d'appostamento dall'età di 4 anni....portavo con me la cartuccera e la doppiettina giocattolo.....quella che aveva le capsulette sulle cartuccine è i tappeti rossi in volata.....e poi si litigava per chi avesse abbattuto l'uccello.....oggi il mio papà è anziano.....io sono un uomo....e l'appostamento è sempre lo stesso.....ed io continuo a vederlo come un gigante.....ma questa è un'altra storia....

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                • Franzpero
                  • May 2017
                  • 149
                  • Verona

                  #9
                  Originariamente inviato da Skeetshooter
                  Grazie per le precisazioni.
                  Tuttavia io volevo sollecitare e smuovere i vostri ricordi degli esordi, non concentrarmi sull'aspetto delle modalità per ottenere la licenza.
                  Nessuno ha voglia di condividere i suoi ricordi degli albori della sua passione venatoria?
                  La caccia è emozione.
                  Quali emozioni avete provato voi?
                  Ciao, molto bello il tuo scritto sui ricordi. Abbiamo qualche anno di differenza quando tu prendesti la licenza io avevo 10 anni e comunque ho bazzicato penso da l'età prescolare. Nel modo della caccia ci sono nato si a da parte di padre che di madre le famiglie erano di cacciatori vecchia scuola tipo : chiedere il permesso al proprietario / conduttore dei campi e si salutava chi si incontrava in giro togliendosi il cappello.
                  Fino a 18 anni ho praticato solo la caccia alle allodole, mio padre giustamente volle che mi impratichissi per bene prima di andare a girovagare col fucile in mano.
                  Oddio cosa fosse un arma lo sapevo molto bene, ho iniziato a sparare con una doppietta cal. 24 belga a cani esterni con un vecchio prozio che mi portava con se quando dressava i cani. E' una storia un po' lunga se vorrai te la racconterò. Oggi purtroppo mi manca il tempo per scrivere ancora.
                  Francesco

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                  • Skeetshooter
                    ⭐⭐
                    • Jul 2019
                    • 315
                    • Conversano
                    • Setter Eba

                    #10
                    Francesco, Jago, grazie per le vostre parole.
                    Ciò che mi piacerebbe è proprio che ciascuno di noi aprisse una sua una scatola dei ricordi e la condividesse, nel limite del possibilei, perché riandare con la mente alla nostra gioventù è un modo per ravvivare e onorare il ricordo di persone, luoghi, cani; di tutto un mondo che abbiamo amato e che non sempre è ancora vivo e presente e uguale.
                    Inoltre, come disse qualcuno, parlare di caccia è come cacciare ancora.
                    “Non si mente mai così tanto come prima delle elezioni, durante la guerra e dopo la caccia.”

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                    • guli51
                      ⭐⭐⭐
                      • Jan 2016
                      • 1675
                      • Trento

                      #11
                      Leggendovi, mi sono rivisto, da ragazzino 16enne da Bignami ad acquistare l' Alcione Franchi 2 e 4 stelle con canne 68 che ho usato a galli per una vita[brindisi].
                      Bei tempi, in cui un diciassettene usava la 600 della mamma ([occhi][fiuu] ) e con la fida Erina del Brembo ( supersetter figlia di campionissimi con supergenealogia presa cucciola da Isaia Bramani ) e se ne andava da solo a caccia su montagne praticamente deserte.
                      Saranno stati altri tempi, ma non ho ricordi ( bugia ... li ricordo, ma per podore taccio [brindisi]) dei numeri di Forcelli Cedroni e Beccacce che ... si incontravano[fiuu].
                      Ormai sono nonno e dopo poche ore a galli sono finito [:-cry].
                      Grazie di avermi risvegliato meravigliosi ricordi.
                      ciao
                      Guli51
                      PS: sono stato uno degli ultimi a non aver fatto l' esame di caccia, da minorenne ho fatto solo una prova di tiro con aria compressa.

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                      • pointer56
                        ⭐⭐⭐
                        • Sep 2013
                        • 5185
                        • Pordenone
                        • pointer femmina Aura - bassotto tedesco a pelo duro femmina Frida

                        #12
                        Ah, mi confondevo io: avevo capito che tu avessi sostenuto una prova di tiro al volo: il c.d. maneggio armi di cui ho vago ricordo includeva una prova di tiro al bersaglio in poligono, hai ragione; quella l'ho fatta anch'io, 1972. Quanto ai ricordi, eh, sono tanti. Per esempio, quando papà mi portava a caccia d'allodole al capanno, ricordo il profumo del pane appena cotto che ci fermavamo a prendere, passando per un paesino, prima dell'alba (il forno teneva la saracinesca alzata solo di mezzo metro, a quell'ora) e il calore del sacchetto del pane che mi scaldava le gambe. E l'emozione del primo selvatico "regolare", sotto ferma della Sanda, una deliziosa pointerina tutta nera che era nata solo tre anni dopo di me, io sedici e lei tredici anni. E l'anno scorso, la gioia e l'emozione di mio figlio alla sua prima beccaccia dopo un'azione perfetta: ferma, consenso e tiro difficile sulla beccaccia bassa, saettante tra gli alberi: la vita continua, "ragazzi"!

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                        • Diaolo
                          ⭐⭐
                          • Dec 2010
                          • 701
                          • Toscana

                          #13
                          Io preso nel lontano, almeno per me, 1997... prova di maneggio armi perché avevo 18 anni e non avevo ancora fatto il militare. Preso ancor prima della patente.

                          Mi ricordo che la buonanima di mio zio, quanto mi manca, mi regalo dalla sua rastrelliera la sua doppietta Franchi 300 68 4/2 stelle con la quale facevo sopratutto migratoria e specialmente allodole la sua grande passione. È ancora nell armadio e ci rimarrà per sempre!

                          Il primo giorno di caccia sempre in sua compagni non lo ricordo purtroppo, ma tanti bei momenti passati insieme si. Le.prime schioppettate fatte tirare in grandi giornate di passo alle lodole sulla civetta. A lui tutto veniva facile me un po meno...

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                          • ligure
                            • Mar 2019
                            • 197
                            • uscio
                            • kurzhaar drahthaar

                            #14
                            ...cresciuto in una famiglia di cacciatori....l'armeria con vetrinetta accanto al mio letto, i fucili erano la prima e l'ultima mia visione prima di dormire ...
                            P.dA. a sedici anni......dopo 10 anni di accompagnamento a Babbo E Nonno....
                            ricordo distintamente la mia prima fucilata, 6 o 7 anni , con una doppiettina cal 24 con chiusura a maniglione parzialmente sorretta da mio Padre....da dentro il pollaio accanto casa....
                            E ancor più distintamente ricordo , ma se chiudo gli occhi la Rivivo ,.....la prima fucilata al volo : ....mezza mattinata...seduti col Nonno che sta parlando con amici segugisti e i fucili a tracolla....si posano su un seccone a 25m delle passere mattuge....il Nonno mi guarda ,mette nell'automatico un cartuccia del 10 e dice : puntalo bene e tiragli !
                            prendo il fucile ( breda Apollo q.c., circa kg 3,5 )....ma nonostante fossi robustello per i miei 8 anni non riesco a tenere fermo il fucile tanto da poter mirare bene....ad un certo punto il passero è volato...dritto a sx....non so dove ho trovato la forza ma ho spostato la canna e ho tirato il grilletto.....e la mattugia è caduta....
                            Ricordo che le emozioni mi ammutolirono e mio Nonno e gli altri vecchi lepraioli che increduli mi dicevano bravo.....circa 55 anni or sono ma è come fosse ieri.
                            in quello stesso identico posto mio figlio ha tirato giù il suo primo fringuello posato una quarantina di anni dopo.....

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                            • Skeetshooter
                              ⭐⭐
                              • Jul 2019
                              • 315
                              • Conversano
                              • Setter Eba

                              #15
                              Tu chiamale se vuoi...emozioni..
                              “Non si mente mai così tanto come prima delle elezioni, durante la guerra e dopo la caccia.”

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