Nuovo piano faunistico veneto
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Nuovo piano faunistico veneto
Non ho ancora letto il testo integrale ma da quanto traspare una nuova battuua d'arresto per la caccia. La densità ettari / cacciatori x ambito, viene portata dal 6 a 14 per cui molti dovranno abbandonare l'ambito presso cui hanno finora cacciato. Poi il comitato di gestione composto da tre caciatori e tre cosidetti ambientalisti (anticaccia) ecc.. Il presidente eletto non più dai cacciatori ma dal direttivo. La possibilità dei contadinii di precludere la caccia sulle loro proprietà (sarà una corsa alle tabellazioni). Attendo di informarmi sul resto. Le associazioni maggioritarie come sempre non si spendono per contrapporsi a questa nuova e oserie dire pesantissima vessazione ai danni dei cacciatori. -
La struttura del piano rimane la stessa del precedente. Non ci sono grossi cambiamenti. È stato fatto un ricalcolo della superficie cacciabile alla luce della perdita di territorio (pensiamo a quante strade case e zone industriali sono nate negli ultimi 15 anni)..
Sinceramente l’aumentare la superficie pro capite la vedo solo una cosa positiva.. non credo che ci sará un problema di aver troppi cacciatori specialmente nei prossimi 4/5 anni.. poi se sei iscritto in un atc e continui a pagare la quota non credo che possano buttarti fuori. Ciò presumo che valga per le prossime nuove iscrizioni).
La possibilità di vietare l’attività venatoria sul proprio terreno esiste da sempre e si chiama “fondo chiuso”..
Quindi Loris ti invito a leggerlo bene questo piano ed aspettare la sua applicazione.. non è detto che non sia un buon piano..come sempre io credo che la differenza vera la faccia il comitato e il gruppo di lavoro che si crea attorno ad un atc.
Se c’è una buona squadra di volontari i risultati si vedono.. almeno nel mio atc è così
Poi ricordiamoci che un comitato che lavora male può essere cambiato.. basta votare contro il bilancio è l’atc viene commissariato..
La cosa che manca all’interno del piano faunistico secondo me è l’obbligo per ogni atc di avere una figura tecnica di consulenza il cosiddetto tecnico faunista e di prevedere piano di gestione per le specie stanziali anche in pianura.
Il problema vero credo sia il fatto che siamo sempre sotto scacco del tar e dei ricorsi animalisti.
A ciò aggiungo che ispra purtroppo non è organismo tecnico di riferimento imparziale ma molto politicizzato e questo crea dei grossi problemi.
Quindi come sempre i morti si contano alla fine.. aspettiamo e vediamo che succede. -
La valutazione di Sergio Berlato, che conoscerai sicuramente, è oltremodo negativa...es. dare la possibilita a quanti la chiedono di precludere la caccia sui loro territori, qui da noi, vuol dire fine della caccia. Avere tre esponenti ambientalisti all'interno del direttivo ATC e l'elezione del presidente non più dalla base ma dal direttivo non mi pare democratico. Attendiamo comunque notizie. Il tuo ottimismo comunque mi incoraggia.
CiaoCommenta
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Pensavi che Berlato potesse essere favorevole?La valutazione di Sergio Berlato, che conoscerai sicuramente, è oltremodo negativa...es. dare la possibilita a quanti la chiedono di precludere la caccia sui loro territori, qui da noi, vuol dire fine della caccia. Avere tre esponenti ambientalisti all'interno del direttivo ATC e l'elezione del presidente non più dalla base ma dal direttivo non mi pare democratico. Attendiamo comunque notizie. Il tuo ottimismo comunque mi incoraggia.
Ciao
È facile criticare ma quando era lui consigliere di maggioranza e presidente della terza commissione perché non ha spinto per fare allora il piano faunistico?
Non è che forse fa più comodo stare sempre all’opposizione e criticare tutto ciò che viene fatto piuttosto che mettersi in gioco e dialogare anche con chi non ci sta simpatico (leggi Fidc)?
I cosiddetti esponenti ambientalisti ci sono anche adesso in ogni atc così come gli esponenti delle associazioni agricole..spesso sono essi stessi cacciatori (vedi eko club o fondazione UNA)..
Si possono precludere zone alla caccia motivatamente (es agriturismi-fattorie didattiche o aziende agricole che hanno colture particolari) al massimo fino al 1% del tasp (territorio agro Silvio pastorale)..
Sull’elezione del presidente ho qualche perplessità anche io..
Comunque come sempre contano le persone e la passione e la finalità che ci mettono nel fare le cose.
Stiamo a vedere.. intanto aspettiamo di vedere i nuovi comitati che andranno a formarsi nei prossimi giorniCommenta
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Dialogare spesso è difficile ...puoi dialogare con Zanoni? Non ho preclusioni x nessuna associazione solo che federcaccia ha sovente subito passivamente situazioni non prorio conformi alla pratica venatoria. Riguardo al consiglio direttivo non mi risulta che attualmente sia composto anche di tre pseudo ambientalisti..poi che siano cacciatori non mi pare. Relativamente ai territori preclusi alla caccia...qui da noi sono solo monocolture, vigneti....le vedo difficile, comunque speriamo. Certo gredirei l'opinione dei rappresentanti delle assocoazioni venatorie riconosciute...tutto tace!!Pensavi che Berlato potesse essere favorevole?
È facile criticare ma quando era lui consigliere di maggioranza e presidente della terza commissione perché non ha spinto per fare allora il piano faunistico?
Non è che forse fa più comodo stare sempre all’opposizione e criticare tutto ciò che viene fatto piuttosto che mettersi in gioco e dialogare anche con chi non ci sta simpatico (leggi Fidc)?
I cosiddetti esponenti ambientalisti ci sono anche adesso in ogni atc così come gli esponenti delle associazioni agricole..spesso sono essi stessi cacciatori (vedi eko club o fondazione UNA)..
Si possono precludere zone alla caccia motivatamente (es agriturismi-fattorie didattiche o aziende agricole che hanno colture particolari) al massimo fino al 1% del tasp (territorio agro Silvio pastorale)..
Sull’elezione del presidente ho qualche perplessità anche io..
Comunque come sempre contano le persone e la passione e la finalità che ci mettono nel fare le cose.
Stiamo a vedere.. intanto aspettiamo di vedere i nuovi comitati che andranno a formarsi nei prossimi giorniCommenta
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Loris, leggi cosa ha scritto Luca: fa riferimento alla norma di legge, il "famoso" art.842 del Codice Civile, che recita: "Il proprietario di un fondo non può impedire che vi si entri per l'esercizio della caccia, a meno che il fondo non sia chiuso nei modi stabiliti dalla legge sulla caccia o vi siano colture in atto suscettibili di danno." Questa norma esiste dal 1942 ed è tuttora in vigore (non per niente è stata oggetto di un paio di referendum abrogativi proposti dagli anticaccia).
Dunque non è assolutamente possibile precludere la caccia su un determinato terreno se non in forza di una disposizione di legge, abrogativa/modificativa dell'art.842, cosa che un piano faunistico non è.
Calma, dunque, nessun allarmismo.Commenta
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L'art. 842 sancisce la possibilità di cacciare nei terreni non inclusi in fondo chiuso e dove non vi sono colture in atto...giusto! Bene, qui da noi vi sono vigneti tabellati dove non si caccia anche dopo la raccolta dell'uva (Zone sottratte alla caccia) Nelle colture di peschi, meli ecc. vietata la caccia anche dopo la raccolta..nemmeno il cane può entrare. Ovviamente divieto di caccia nelle monocolture di soia, mais, tabacco, riso, verdure di tutte i tipi. In pratica nell'ATC 1 di Verona cacci solo nelle stoppie e zone boschive praticamente inesistenti. Finora c'era una certa tolleranza anche perchè le richieste di preclusione avvenivano ogni cinque anni, ora col nuovo PFR annualmente. Forse la tua realtà è differente per cui ti è difficile comprendere. Non riesco a vedere il bicchiere mezzo pieno e mantenere la calma mi pare insensato, nel senso che gradirei una presa di posizione da parte da chi ci rappresenta..sempre che esistano.Loris, leggi cosa ha scritto Luca: fa riferimento alla norma di legge, il "famoso" art.842 del Codice Civile, che recita: "Il proprietario di un fondo non può impedire che vi si entri per l'esercizio della caccia, a meno che il fondo non sia chiuso nei modi stabiliti dalla legge sulla caccia o vi siano colture in atto suscettibili di danno." Questa norma esiste dal 1942 ed è tuttora in vigore (non per niente è stata oggetto di un paio di referendum abrogativi proposti dagli anticaccia).
Dunque non è assolutamente possibile precludere la caccia su un determinato terreno se non in forza di una disposizione di legge, abrogativa/modificativa dell'art.842, cosa che un piano faunistico non è.
Calma, dunque, nessun allarmismo.
CordialitàCommenta
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Non conosco la situazione degli atc di Verona.. credo ci sia un territorio antropizzato e con colture di pregio.. il fatto di avere molte zone chiuse a macchia di leopardo non lo vedo necessariamente come un male.. penso al fatto che gli animali (lepri e fagiani) hanno più possibilità di salvarsi in queste zone dove la caccia è chiusa. Certo che se ci sono molte zone chiuse e poche cacciabili di conseguenza si dovrebbe ricalcolare i parametri di densità venatoriaCommenta
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Concordo con quanto affermi riguardo al ricalcolo, solo che in questo modo i due terzi dei cacciatori residenti dovrebbero essere espulsi...persone per lo più di una certa età che difficilmente acceterebbero di spostarsi in altri ambiti... da noi hanno sbagliato riguardo l'istituzione degli ATC: troppi e mal ripartiti...non c'è territrio cacciabile in ATC 1 se non per pochissime persone; ora anche l'alta velocita con ulteriore diminuzione del territorio cacciabile. Ti assicura che quando va bene riesci a cacciare col cane per non più di un'ora, poi devi spostarti in un'altra porzione di terreno e questo a vendemmia avvenuta prima meglio stare a casa.Non conosco la situazione degli atc di Verona.. credo ci sia un territorio antropizzato e con colture di pregio.. il fatto di avere molte zone chiuse a macchia di leopardo non lo vedo necessariamente come un male.. penso al fatto che gli animali (lepri e fagiani) hanno più possibilità di salvarsi in queste zone dove la caccia è chiusa. Certo che se ci sono molte zone chiuse e poche cacciabili di conseguenza si dovrebbe ricalcolare i parametri di densità venatoriaCommenta
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Effettivamente da noi in Friuli la situazione è un po' diversa: soia e vigne sono precluse per regolamento, ma il mais no (e che danno fa al mais un cane che vi corra dentro?). Grandi siepi e boschetti ben diffusi, in genere, però le vigne in alcuni comuni sono in aumento (prosecco, prosecco!) e qualche lamentela di cacciatori l'ho sentita, è vero.Commenta
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Mah, spero bene, negli ultimi anni qui da noi vicino a Rovigo, anche se Cavarzere è sotto Venezia, tra il Parco del Delta a Ro e la soia dappertutto in zona Ve è diventato difficile trovare un terreno da cacciare, ... prima che ci arrivino in tanti! Poi tra mille divieti, distanze di rispetto, colture, si è sempre a rischio di non essere in regola... tante volte sono andato nella stoppia già battuta da altri , pur di far girare il cane, anche se con i ripopolamenti sospesi per il covid ed i tanti fucili concentrati, si prendeva solo ...aria fresca! Coraio tosi, sperem che l'è un male de passajo... Edo49Commenta
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Qui oramai è tutto a vigneto e le siepi vengono tagliate perchè fanno ombra alle viti...una vergogna. Io per cacciare vado in AFV che fortunatamente è ben gestita e si trova ottima selvaggina con buona presenza di beccacce...chi non se lo può permettere appende il fucile al chiodo.Effettivamente da noi in Friuli la situazione è un po' diversa: soia e vigne sono precluse per regolamento, ma il mais no (e che danno fa al mais un cane che vi corra dentro?). Grandi siepi e boschetti ben diffusi, in genere, però le vigne in alcuni comuni sono in aumento (prosecco, prosecco!) e qualche lamentela di cacciatori l'ho sentita, è vero.
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Cosa faresti Loris per migliorare la situazione?Qui oramai è tutto a vigneto e le siepi vengono tagliate perchè fanno ombra alle viti...una vergogna. Io per cacciare vado in AFV che fortunatamente è ben gestita e si trova ottima selvaggina con buona presenza di beccacce...chi non se lo può permettere appende il fucile al chiodo.
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