«Ebbene, con un sol colpo - affermano le associazioni - il ministro Prestigiacomo cancellerebbe tutto ciò, riattivando in modo acuto il contenzioso sulla materia e riaprendo una situazione di vero e proprio caos normativo che il decreto 184 aveva contribuito a risolvere. Siamo quindi di fronte ad un provvedimento ingiustificabile e del tutto inappropriato, su cui grava il voto contrario delle regioni e persino il parere negativo dell'Ispra (ex Infs), autorità scientifica di riferimento, e che inoltre risulta sprovvisto di qualunque mandato di legge.Insomma, un atto che non ha alcuna chance giuridica e che, nel caso venisse emanato, porterebbe ad immediata impugnazione e ad una nuova denuncia all'Unione europea». «La speranza è tuttavia - concludono - che il ministro Prestigiacomo voglia recedere da questo pessimo tentativo, certamente mal consigliato, e decida di non firmare il decreto. Sarebbe un gesto di elementare buon senso e responsabilità<WBR>, che eviterebbe nuovi guai al Paese e una brutta figura allo stesso ministro, a pochi giorni dall'appello a favore della biodiversità del Commissario europeo all'ambiente Stavros Dimas, che ha chiesto all'Italia di intensificare, e non certo diminuire, le tutele a specie e habitat naturali». (Adnkronos) 23-DIC-08