Mi sembra opportuno anche alla luce delle discussioni in atto distinguere le diverse competenze tra Gruppi Cinofili e Società Specializzate sperando che da questo chiarimento possano emergere delle proposte da inserire nel prossimo programma triennale della SABI.
Lo Statuto dell’ENCI prevede che le proprie organizzazioni di base siano costituite dai Gruppi Cinofili e dalle Società Specializzate.
I Gruppi Cinofili (GC) sono associazioni legalmente costituite tra proprietari di cani di razza con lo scopo di valorizzare le razze canine mediante manifestazioni, convegni ed altre iniziative in ambito provinciale e sub provinciale.
Ai GC riconosciuti come Delegazioni , e solo a loro, è demandata l’attività amministrativa periferica: iscrizioni di cucciolate e relativi controlli, passaggi di proprietà e rilascio di libretti di lavoro, iscrizioni al ROI (Registro Origini Italiane) dei cani di provenienza estera. Attività che si svolgono sempre sotto diretto controllo dell’ENCI.
I GC possono inoltre organizzare in proprio prove ed expò a livello regionale, nazionale ed internazionale nell’ambito dei regolamenti ENCI ed FCI e svolgere funzioni di supporto tecnico per tutte le manifestazioni riconosciute dall’Ente Nazionale che si abbiano luogo sul territorio di loro competenza ma non organizzate direttamente. Ad esempio una prova di lavoro organizzata da una Associazione Venatoria o da una Società Specializzata può essere svolgersi solo con l’ approvazione, la garanzia di collaborazione e la super visione tecnica del GC responsabile territorialmente.
Sono invece Società Specializzate (SS) di razza quelle associazioni legalmente costituite tra cinofili proprietari di soggetti iscritti al libro genealogico che si occupano, ai fini del miglioramento genetico delle popolazioni, dello studio, della valorizzazione, dell’incremento e dell’utilizzo di una singola razza o di un gruppo di razze similari.
L’ENCI affida ad esse incarichi di ricerca e di verifica , forniscono inoltre supporto tecnico alla Commissione Tecnica Centrale prevista dal Disciplinare del Libro Genealogico. Non può essere riconosciuta più di una SS per ciascuna razza o gruppi di esse.
Ecco dunque che chiunque si cimenti nell’elaborare programmi sia per i GC che per le SS deve aver chiara la diversa funzione delle organizzazioni di base dell’ENCI.
Promozionale e di servizio i primi, prevalentemente zootecniche le seconde.
Né è pensabile mescolare le competenze : un GC non potrà mai proporre la modifica di uno standard ed una SS non potrà mai provvedere ad iscrivere una cucciolata , competenze diverse per fini diversi, né gli uni né le altre possono organizzare alcunchè di ufficiale che travalichi quanto previsto dai regolamenti ENCI.
Alcuni anni fa una SS fu commissariata perché veniva valutata la socievolezza degli esemplari della razza con metodi non riconosciuti dall’Ente centrale e apponendo un timbro sui certificati.
Non esiste spazio in comune, ma soltanto iniziative che possono essere attivate con la collaborazione reciproca, pertanto quando alcune volte si parla di una SS come di una società erogatrice di servizi si commette un grossolano errore, perché si fa assumere alla SS un ruolo improprio.
Ora tutto è perfettibile e modificabile , ma la stesura dello Statuto dell’ENCI, delle Norme Tecniche di Attuazione, del Disciplinare dei Libri Genealogici ha comportato un percorso durato anni sotto il controllo del Ministero delle Politiche Agricole, per cui pensare di cambiarlo in tempi brevi e medi è una mera utopia.
Vediamo invece un po’ più da vicino cosa può fare una Società Specializzata.
Le linee guida sono fissate non solo dallo Statuto dell’ENCI e dal Disciplinare sopra ricordato, ma anche dallo Statuto di cui è dotata ogni singola Società e che a suo tempo è stato ratificato dall’Ente centrale.
Statuti che in genere sono standard in quanto identici gli obiettivi che si prefiggono e che generalmente possono essere conseguiti mediante iniziative di divulgazione , di assistenza tecnica agli allevatori ed agli utilizzatori della razza tutelata, favorendo la loro preparazione teorica e pratica e sottoponendo la razza stessa al controllo morfologico e funzionale dei propri esperti specializzati.
Da qui discende la responsabilità della SS nella evoluzione della razza : selezionare e segnalare i possibili riproduttori significa dare precisi indirizzi zootecnici all’allevamento.
Ad esempio non segnalare con il Certificato di Attitudine al Campionato (CAC) un cane che sia ai valori minimi o massimi dello standard significa, pur lasciando libera scelta agli allevatori, indirizzare la selezione su soggetti di media taglia che risultano più attinenti al momento storico della razza stessa..
Pensate al lavoro della SIS, guidata da Alighiero Ammannati, che qualche decennio fa si ritrovò con un patrimonio canino, almeno nella maggior parte dei suoi soggetti di punta, per ragioni che in questa sede non è il caso di ricordare, ai livelli minimi della taglia se non addirittura sotto.
Furono organizzati Raduni di Allevamento durante i quali sono stati e vengono tuttora controllati i vari prodotti generazionali degli Allevamenti e si cominciò a precludere la carriera ai soggetti in possesso delle caratteristiche che si volevano eliminare: gradatamente la taglia dei migliori setter è tornata a livelli accettabili.
Non è il caso di fare ulteriori esempi, l’importante è non confondere il ruolo zootecnico di una Società Specializzata con gli interessi dei singoli e con quelli sportivi di coloro che, il compianto Massimo Scheggi, definiva “passionisti”.
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