Patrimonio Genetico

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  • Bosco 85
    ⭐⭐⭐
    • Dec 2010
    • 1202
    • Basilicata
    • spinone italiano

    #1

    Patrimonio Genetico

    Vi propongo un tema che in qualche modo sia riconducibile alle nostre razze italiane che hanno poco patrimonio genetico su cui lavorare e quindi migliorarsi, secondo voi come e cosa si potrebbe fare per salvaguardare e migliorare queste due razze??? Qui si parla in realtà di razze di utilità e difesa ma il discorso credo sia molto generico.
    Il cane è un essere biologico pensante, quindi ogni “individuo cane” (e non la razza a cui appartiene) rappresenta il prodotto finito di un enorme serie di eventi biologi e genetici. Ciò che è davvero straordinario nei cani è la velocità con cui la selezione di un determinato carattere può portare ad un comportamento nuovo e mai visto prima. Usando le teorie darwiniane, i cani dovrebbero essere visti come un avanzamento evolutivo con ottima variabilità genetica. Le razze canine sono state “inventate” da G. De Buffon nel 1755; fino ad allora non esisteva il concetto di razza ma quello di “tipo funzionale”, già nell’Antichità così distingueva i cani Aristotele rispetto alla loro origine, poi in epoca Romana Varrone e Columnella sistematizzarono il concetto di impiego (pastoralis, catenarius, pugnax) e anche nel tardo Rinascimento J. Keys (Caius) formalizzò una classificazione rispetto all’impiego. Le moderne razze sono il frutto di una selezione naturale iniziale e successivamente artificiale. Quando diciamo che una razza è “pura”, in realtà possiamo affermare che lì c’è pochissima variazione genetica, ma la “purezza” della razza ha poco a che fare con il comportamento lavorativo di un ottimo cane a 360°.
    Anzi! tanto più la razza è “pura” e tanto meno c’è margine per operare un cambiamento evolutivo e migliorativo: la selezione (naturale o artificiale) in una razza nel senso darwiniano è possibile laddove è presente una variazione anche minima di un carattere da migliorare. La selezione operata nel passato dai pastori neolitici riguardante la creazione di “razze” da lavoro pastorali, fu inevitabilmente creata tramite ibridazione per loro inconscia, la stessa che oggi conosciamo grazie gli inglesi con il termine di cross-breeding. L’ibridazione è un modo per produrre istantaneamente variabilità genetica, come in passato avveniva più o meno spontaneamente durante una transumanza. La stessa creazione delle quattrocento e più razze “pure” riconosciute e documentate dalla F.C.I., è avvenuta a partire dal XIX secolo, tramite cross-breeding. Ad esempio il capitano Max Von Stephanitz ha utilizzato cani di diversa estrazione, per creare il Pastore Tedesco moderno, in particolare i cani ibridati dei pastori della Turingia. Analogamente osserviamo come i capo-stipidi dei cani da slitta sono un miscuglio di svariate razze, che furono usate anche per la “corsa all’oro” nel XIX secolo. Storicamente i migliori cani da lavoro, indipendentemente dalla razza, venivano fatti accoppiare tra di loro ed erano forti e sani. L’ibridazione è, ahimè, un argomento tabù per la cinofilia ufficiale e tutti sappiamo il perché, non ostante anche durante la metà del XX secolo diversi i ricercatori genetisti abbiano definito l’ibridazione come una fonte naturale di variazione genetica per il miglioramento delle “razze” canine. Gli Enti e le associazioni costituiti dalla cinofilia ufficiale, nel tentativo o meglio nell’intendimento di preservare ciascuna “razza”, hanno prodotto l’effetto esattamente contrario: trattare le “razze” come se fossero specie e non tante popolazioni, isolarle sessualmente nel tentativo di preservare il fenotipo storico ed ideale, ha portato alla degenerazione ed all’impoverimento del patrimonio genetico.
    Nel giro di poche generazioni, questo isolamento sessuale dalla popolazione più numerosa, porta inevitabilmente a conseguenze terribili come patologie ereditarie e perdita delle doti caratteriali, in particolare là dove le linee di sangue vengono sempre più sviluppate in “purezza” ovvero da accoppiamenti tra soggetti consanguinei, in-breeding, diviene sempre più evidente la velocità con cui le qualità naturali si vengono a perdere ed il patrimonio genetico a degenerare. Il genetista John Pollack della Cornell University (U.S.A.), tra i più famosi in questo campo, spiegò quanto tempo occorre per arrivare alla consanguineità degenerativa una volta isolata sessualmente una “razza”.
    Con quanti stalloni si comincia ad allevare? Se si dispone di uno solo stallone la prima generazione sarà composta da fratelli e fratellastri e Già a partire dalla seconda generazione, tutti gli accoppiamenti saranno tra consanguinei. Se si cominciasse con due stalloni non imparentati allora sarà la consanguineità comincerebbe dalla terza generazione. Invece con cento stalloni fondatori non imparentati, l’in-breeding: comincerebbe dalla decima generazione, cioè circa quindici anni dopo.
    Se per creare una nuova razza agli inizi del XX secolo si fosse cominciato con duecento stalloni, quella razza oggi si starebbe accoppiando tra consanguinei più o meno stretti da ottantacinque anni. Cosa si può fare per sottrarsi a questa “trappola genetica”? Bisognerebbe operare un cross-breeding ogni tre/quattro generazioni! Gli allevatori al di fuori dei circuiti della cinofila ufficiale, che continuano a selezionare incrociando cani di razze diverse ma compatibili (es. tra lupoidi con lupoidi) per migliorare salute e carattere, vengono perseguiti ed emarginati dalla cinofilia ufficiale. Quello che i moderni allevatori di cani di ”razze pure” dimenticano è che tutte le “razze” all’origine sono state un prodotto del cross-breding! Ecco perché, all’inizio della loro creazione, hanno prodotto degli ottimi cani sani e funzionali, che avevano tutta la salute e l’energia definita come “vigore ibrido”. Oggi i cani da difesa e utilità sono tutti sulla soglia di un baratro proprio a causa della consanguineità, a maggior ragione quando si afferma un “campione” sul panorama internazionale, che viene impiegato come stallone (e pagato profumatamente) per le monte di tutti gli allevamenti che intendono dare lustro ai propri pedigree e in questo modo ricadono tutti nella “trappola genetica”: se la cinofilia ufficiale continuerà su questa strada, fra trenta/quarant’anni non avremo più cani da difesa e utilità sani e di carattere.
    Un rustico eccezionale, pieno di talento, disposto al sacrificio, grande passione per la caccia, tutto questo e tante altre qualità è lo spinone Pasquale Rossini
  • Giampaoletti
    ⭐⭐⭐
    • Aug 2008
    • 1863
    • Ascoli Piceno

    #2
    Complimenti. Sicuramente una interessante discussione. Date le mie scarse cognizioni in materia di genetica probabilmente sarà solo lettore.
    Permettimi, però, una domanda.
    La discussione ha carattere generale. Intendi circoscriverla allo Spinone e al Bracco italiano considerata la sede del Forum?
    E un' osservazione.
    Parli di una cinofilia ufficiale e di una non ufficiale. E a quest' ultima è rivolta la tua adesione. Ecco, mi sembra sia ciò un punto debole della discussione. In partenza, a mio avviso, dovremmo conoscere le due impostazioni senza preferenze.

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    • mesodcaburei
      ⭐⭐⭐
      • Jan 2015
      • 8874
      • Donceto, Valtrebbia(pc)
      • 2 Setter Inglesi 1 Pointer

      #3
      Pasquale è tuo lo scritto o è estrapolato?

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      • giovanni
        ⭐⭐⭐
        • Sep 2007
        • 1180
        • Bari
        • Breton Kira

        #4
        Credo che ci sia ben poco da commentare e discutere. Ma praticamente è una lotta contro i mulini a vento! Ci sono percorsi che ci piaccia o no devono completarsi e alcune razze o specie sono condannate dalla genetica che ad oggi, e per le conoscenze che si hanno, non ha mai perdonato! Sono in pericolo deriva genetica i Setter, i Pointer, ... che stanno in campo grazie al fatto che i certificati non possono parlare ... per non toccare gli elefanti, le tigri, i leoni, ... dei circhi e degli zoo.
        Giovanni Albergo - Bari

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        • Bosco 85
          ⭐⭐⭐
          • Dec 2010
          • 1202
          • Basilicata
          • spinone italiano

          #5
          Originariamente inviato da Giampaoletti
          Complimenti. Sicuramente una interessante discussione. Date le mie scarse cognizioni in materia di genetica probabilmente sarà solo lettore.
          Permettimi, però, una domanda.
          La discussione ha carattere generale. Intendi circoscriverla allo Spinone e al Bracco italiano considerata la sede del Forum?
          E un' osservazione.
          Parli di una cinofilia ufficiale e di una non ufficiale. E a quest' ultima è rivolta la tua adesione. Ecco, mi sembra sia ciò un punto debole della discussione. In partenza, a mio avviso, dovremmo conoscere le due impostazioni senza preferenze.
          Giampaoletti certo che intendo circoscriverla anche verso queste due razze altrimenti non l'avrei posto qui:) queste specie e non razze patiscono lo stesso problema e cioè poco pochissimo patrimonio genetico da cui poter attingere migliorandosi, rinnovarsi sempre o almeno a questo serve la selezione, e se è vero guardando i numeri in altre razze loro possono uscire e rientrare da varie linee di sangue, queste due razze sono costrette alla consaguineità per l'appunto lo scarso patrimonio genetico che è a disposizione.... Tu chiami debole quel punto io lo chiamo centrale, visto che se in passato si è già cercato di farlo con dei pro e contro sotto gli occhi di tutti si doveva far qualcosa per tutelare anche quel gene ancora puro per non cadere come poi è successo in parenti stretti ovunque oppure di parteciparvi tutti con più stalloni possibili per dare davvero qualcosa per tutti e non solo per qualcuno.... Io non ho preferenze dico solamente che ho voluto rendervi partecipe a quello che queste due razze canine vanno incontro paragonandole anche alle altre di utilità e difesa il discorso chiave non cambia. Per un miglioramento continuo della specie e quindi per un adeguato rinnovamento della razza c'è bisogno del genotipo di diverso rango (intendo o specie compatibili o uguali di fenotipo ma di diverso gene) , altrimenti si avranno dei limiti ai quali non ci sarà più rimedio con malattie genetiche evidenti, limiti anche nel campo dove loro da tempo sono state assegnate nel nostro caso Gruppo7 cani da ferma. Ricordo a tutti voi che tanti anni fa a caccia almeno dalle mie parti erano favoriti gli incroci come cani forti a caccia nello specifico modo il bracco-pointer bene dopo anni di accurata selezione oggi esiste il bracco francese.
          Ultima modifica Bosco 85; 16-09-15, 16:05.
          Un rustico eccezionale, pieno di talento, disposto al sacrificio, grande passione per la caccia, tutto questo e tante altre qualità è lo spinone Pasquale Rossini

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          • silvio roncallo
            ⭐⭐⭐
            • Dec 2006
            • 5650
            • genova, Genova, Liguria.
            • spinone

            #6
            Originariamente inviato da Bosco 85
            ....Ricordo a tutti voi che tanti anni fa a caccia almeno dalle mie parti erano favoriti gli incroci come cani forti a caccia nello specifico modo il bracco-pointer bene dopo anni di accurata selezione oggi esiste il bracco francese.

            Immagino tu ti riferisca al Bracco Francese tipo dei Pirenei, ma mi sfugge qualcosa:
            1 - il Bracco francese prima dell' accurata selezione non esisteva?
            2 - il Bracco francese è da considerarsi incrocio o puro?
            3 - gli incroci sono meglio dei puri perchè più forti. Ma allora, secondo te, perchè i cani sono stati selezionati per averli "puri"?
            4 - Laverck ha iniziato con 4 cani .... quasi 200 anni fa. Secondo la teoria dell'indebolimento a causa della deriva genetica i Setter dovrebbero essere scomparsi già da un pezzo.
            Chissà cosa c'è stato messo dentro....[:-bunny]
            silvio

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            • fabryboc
              Moderatore Setter & Pointer
              • Dec 2009
              • 8035
              • piemonte
              • setter inglese e griffone Korthals

              #7
              Laverak infatti ad un certo punto dovette ricorrere a sangue esterno per un'eccessivo indebolimento fisico e un peggioramento di doti morali dei suoi cani...ma nel suo caso l'imbreeding era davvero esasperato.

              Volendo farlo, adesso nel setter ci sono i numeri per renderla una razza granitica, sarebbe sufficiente rendere obbligatorie alcune verifiche sanitarie e genetiche, cosa che SPETTEREBBE alla società di razza, ma che non piacerebbe a nessuno.

              Certo è che senza ricorso alla consanguineità stretta, determinate linee non sarebbero così riconoscibili al primo colpo d'occhio, morfologicamente e come atteggiamenti venatori...anzi, col decuplicarsi degli affissi e la scomparsa o quasi dei tre-quattro nomi che han fatto la storia, adesso se hai un'idea precisa di setter, trovarlo come dici l'è dura...

              Per bracco e spinone, la vedo ancora più complicata, vista l'esiguità dei numeri, e l'ulteriore scrematura delle linee non squisitamente cacciatrici.
              Ultima modifica fabryboc; 16-09-15, 18:19.
              Mala tempora currunt

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              • Bosco 85
                ⭐⭐⭐
                • Dec 2010
                • 1202
                • Basilicata
                • spinone italiano

                #8
                Originariamente inviato da silvio roncallo
                Immagino tu ti riferisca al Bracco Francese tipo dei Pirenei, ma mi sfugge qualcosa:
                1 - il Bracco francese prima dell' accurata selezione non esisteva?
                2 - il Bracco francese è da considerarsi incrocio o puro?
                3 - gli incroci sono meglio dei puri perchè più forti. Ma allora, secondo te, perchè i cani sono stati selezionati per averli "puri"?
                4 - Laverck ha iniziato con 4 cani .... quasi 200 anni fa. Secondo la teoria dell'indebolimento a causa della deriva genetica i Setter dovrebbero essere scomparsi già da un pezzo.
                Chissà cosa c'è stato messo dentro....[:-bunny]
                Silvio Roncallo se vuoi un pò di storia sul bracco francese dei pirenei al quale mi riferisco te la dò pure ma non perdiamo il fulcro del discorso... Dunque il bracco francese già esisteva prima del '700 e solo più avanti intorno al xx secolo questa razza si sdoppiò dando origine ad altre due razze, il bracco d'anjou e al dupuy, con l'avvento delle razze inglesi ebbero anche loro la loro crisi solo che lì i cinofili decisero di intervenire dando così origine dopo svariati anni e accoppiamenti vari al bracco gascogne e a quello dei pirenei... Ti rispondo ora alla seconda domanda con un filo logico e teorico una specie è considerata razza solo quando è pura cioè capace di riprodursi dando soggetti con caratteri geni e fenotipi corrispondenti allo standard creato e quindi capace di trasmetterli altrimenti rimangono solo incroci... ma è dagli incroci che è tutto partito non dimentichiamocelo mai.... Alla terza ti rispondo con Darwin nel senso che egli diceva in molti casi è la natura a fare l'eugenetica cioè a selezionare soggetti sani, forti, belli e di ottimo carattere più comunemente chiamata selezione naturale... ma purtroppo oggi, in cinofilia, stanno succedendo cose che con l’eugenetica hanno ben poco a che vedere. Succede che cani malati, ma belli, vengano usati in riproduzione, mentre cani sanissimi ma “brutti” (ovvero, non rispondenti allo Standard di razza) vengano soppressi. Questa sarebbe eugenetica? no è solo business e marketing!!!!! L'eugenetica al naturale mira in parole povere a mantenere in vita il o i soggetti più sani, più forti capaci di sopravvivere, di trasmettere i propri caratteri ad altre specie migliorandosi e quindi capaci di riprodursi. Con l'avvento degli allevatori ognuno ha cercato di tutelare il proprio lavoro di isolare la sua "razza" dalle altre elevandosi nel chiamarla "pura" ma i troppi allevatori di altre troppe razze hanno fatto modo che si isolassero tutte ed eccoci qui, chi ha grandi numeri ed è più forte sopravvive il resto è destinato alla scomparsa se non si interviene. Alla quarta ti hanno già risposto egregiamente.
                Un rustico eccezionale, pieno di talento, disposto al sacrificio, grande passione per la caccia, tutto questo e tante altre qualità è lo spinone Pasquale Rossini

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                • mesodcaburei
                  ⭐⭐⭐
                  • Jan 2015
                  • 8874
                  • Donceto, Valtrebbia(pc)
                  • 2 Setter Inglesi 1 Pointer

                  #9
                  Dunque, come tutti gli "addetti alla passione" saprai Pasquale che lo Spinone qualche "rinfrescata" genetica la ha avuta, si può essere più o meno d'accordo ma qualche risultato lo ha dato e...a mio avviso i lati positivi sono stati più di quelli negativi.(ma questa è una mia opinione)
                  il problema è che abbiamo talmente pochi cani che il rischio di ritornare in un indebolimento di razza c'è, ma la consanguineitá aiuta a fissare certi caratteri ad esempio utili ai fini venatori, e dobbiamo ricordarci che dei cani iscritti molti non sono cani da caccia e di quelli che cacciano alcuni sono tiepidi...troppo tiepidi.
                  Io son dell'idea di testare i cani e andare avanti con quelli validi e continuare su questi ma non escludo che alla peggio (se dovessimo tornare ai livelli di metá anni ottanta quando la consanguineitá era ripetutissima e stretta...continua e perpetua tanto da spegnere l'arfore venatorio dei cani) approverei immissioni di sangue spurio per salvare la razza, le approverei però "a libro aperto" cioè alla luce del sole...e senza troppe levate di scudi.
                  Anche Korthals partì e fissò una razza con 15 soggetti, quindi la consanguneitá c'era...eccome.

                  Ah dimenticavo Pasquale, non hai risposto alla mia domanda del post #3.

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                  • spinonenelcuore
                    Ho rotto il silenzio
                    • Jun 2015
                    • 40
                    • NOVARA
                    • SPINONE

                    #10
                    Bosco, innanzitutto ti faccio i complimenti per il tuo bellissimo intervento. La mia grande passione per lo spinone, oltre a leggere il più possibile ed informarmi in continuazione, mi ha portato a girare qualche allevamento. Ho conosciuto persone che svolgono con passione la loro attività. Non si può non rimanere colpiti dal loro grande amore per lo spinone. In genere ho visto esemplari molto belli, che venivano mostrati con orgoglio. Parlando con gli allevatori quasi tutti mi hanno detto, a garanzia della bontà del loro allevamento, che la selezione per produrre soggetti sempre migliori avviene esclusivamente tra soggetti del proprio allevamento (pochi allevatori mi hanno detto che ricorrono a soggetti "esterni" e comunque anche loro lo fanno molto raramente). La prima volta che mi è stato detto ciò, mi è venuto spontaneo chiedere se ciò non portasse a problemi di consanguineità. L'allevatore mi ha risposto che i cani in natura vivono in branco e di conseguenza anche in natura la consanguineità è molto diffusa. Per questo per loro il fatto di ricorrere ai propri soggetti non può essere un problema ma una garanzia della purezza della razza e della bontà dei soggetti selezionati. Io non sono un esperto in materia ma ho non pochi dubbi che questo modo di operare possa incidere negativamente sulla salute dei cani e mi sembrerebbe quantomeno auspicabile una maggiore collaborazione tra i diversi allevamenti. Proprio questa scarsa collaborazione e la reciproca diffidenza è l'unica critica che mi sento di muovere agli allevatori che ho conosciuto, che anche dal lato umano mi sono parse quasi sempre persone eccezionali.

                    P.S.: non poco tempo avevo chiesto consigli su allevamenti per l'acquisto di un cucciolo di spinone. Nessuno mi ha risposto. Se qualcuno avesse qualche consiglio da darmi, mi farebbe un grande piacere.

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                    • fabryboc
                      Moderatore Setter & Pointer
                      • Dec 2009
                      • 8035
                      • piemonte
                      • setter inglese e griffone Korthals

                      #11
                      Originariamente inviato da mesodcaburei
                      Anche Korthals partì e fissò una razza con 15 soggetti, quindi la consanguneitá c'era...eccome.
                      Erano 7.

                      E i tentativi/esperimenti di immisioni di sangue spurio ci furono eccome, alcuni velatamente ammessi dallo stesso Korthals (subito "corretti"), altri operati in seguito da chi si discostava dalla visione Korthaliana di selezione…semplicemente non ebbero risultati apprezzabili, anzi….quindi ci fu un deciso cambio di politica e si ritornò al sangue dei sette patriarchi radendo al suolo tutto il resto.

                      Anni dopo, quando per via della guerra, gli allevamenti tedeschi, belgi e francesi persero i contatti, la famiglia Korthals prese tre strade parallele, che tornarono molto utili, a guerra finita e rapporti ripresi, alla variabilità genetica della razza. Ad oggi per ogni cucciolata, è possibile conoscere l'indice di consanguineità dei riproduttori, che spesso è veramente risibile.

                      Ultimamente qualcuno proprio in Francia ci ha riprovato, ottenendo grandi risultati nelle prove, e generando pronipoti…setter…ecco perché anche ora in Francia le regole sono diventate decisamente rigide….qui in Italia si inizierebbe a parlarne solo alla cinquantesima generazione di meticci.

                      E comunque tornando a Laverak e agli albori del setter, i tricolori sono un chiaro segno di immissione di sangue gordon con l' intento di rafforzare una razza che rischiava la decadenza fisica e psichica.
                      Ultima modifica fabryboc; 16-09-15, 21:12.
                      Mala tempora currunt

                      Commenta

                      • mesodcaburei
                        ⭐⭐⭐
                        • Jan 2015
                        • 8874
                        • Donceto, Valtrebbia(pc)
                        • 2 Setter Inglesi 1 Pointer

                        #12
                        Spinonenelcuore ti possiamo rispondere in mp
                        Per non ledere la sensibilitá di nessuno.
                        Comunque gira e rigira che male non fa...magari vai anche da qualche privato, comunque se non lo usi a fini venatori tutti vanno bene.
                        Fine OT

                        ---------- Messaggio inserito alle 10:06 PM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 10:03 PM ----------

                        Originariamente inviato da fabryboc
                        Erano 7.

                        E i tentativi/esperimenti di immisioni di sangue spurio ci furono eccome, alcuni velatamente ammessi dallo stesso Korthals…semplicemente non ebbero risultati apprezzabili, anzi….quindi ci fu un deciso cambio di politica e si ritornò al sangue dei sette patriarchi radendo al suolo tutto il resto.

                        Ultimamente qualcuno proprio in Francia ci ha riprovato, ottenendo grandi risultati nelle prove, e generando pronipoti…setter…ecco perché anche ora in Francia le regole sono diventate decisamente rigide….qui in Italia si inizierebbe a parlarne solo alla cinquantesima generazione di meticci.

                        E comunque tornando a Laverak e agli albori del setter, i tricolori sono un chiaro segno di immissione di sangue gordon con l' intento di rafforzare una razza che rischiava la decadenza.
                        Grazie vecchio ero convinto fossero quindici, comunque la consanguineitá anche in quella razza è molto forte, basta andare a vedere le genetiche dei cani (almeno in Italia) non lo sostengo io.

                        Beh...se hai letto il mio intervento vedi cosa ho detto...sulle immissioni, va valutato lo stato delle cose, guarda anche breton e kurzhaar....vorranno mica dirmi che non ci sono stare immissioni...ci sono breton con la testa tonda e il naso all'insù...
                        E se conoscessi le "botteghe oscure" dello Spinone riconosceresti a colpo d'occhio certe provenienze...

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                        • fabryboc
                          Moderatore Setter & Pointer
                          • Dec 2009
                          • 8035
                          • piemonte
                          • setter inglese e griffone Korthals

                          #13
                          Se è per quello qualcuno ha visto levrieri negli allevamenti di pointer….lo dico sempre, essere un popolo di artisti è la nostra forza e il nostro limite…qualcuno lo ammette, qualcuno ha il coraggio di negarlo.

                          PS nel GK francese, la consanguineità fa ridere, rispetto a quella ad esempio dei nostri setter (che sono molti, molti di più).
                          Mala tempora currunt

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                          • mesodcaburei
                            ⭐⭐⭐
                            • Jan 2015
                            • 8874
                            • Donceto, Valtrebbia(pc)
                            • 2 Setter Inglesi 1 Pointer

                            #14
                            Si ho specificato in italia perchè la situazione francese non la conosco.
                            I levrieri probabilmente so anche dove li ha visti....

                            Però ci sono differenze, un conto è intervenire per rivitalizzare la razza, un altro è farlo a scopo velocistico e basta.

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                            • fabryboc
                              Moderatore Setter & Pointer
                              • Dec 2009
                              • 8035
                              • piemonte
                              • setter inglese e griffone Korthals

                              #15
                              Questo ci porta a doverosi distinguo…

                              Se anche fosse concepibile una pianificata immissione di sangue spurio per il bene di una razza dopo attenti studi, invece il farlo in sordina e disordinatamente con l'unico scopo di avere cani più competitivi, potrebbe avere effetti nefasti per tutti.
                              Mala tempora currunt

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