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Cari amici Gordonisti e non, ho proprio voglia di aprire un nuovo "bar" (3d),
dove tutti noi possiamo parlare dei nostri gordon, con il divieto assoluto di inoltrarsi sui vari problemi che affliggono la razza del duca.
Vorrei che gli allevatori ci tenessero aggiornati sui loro soggetti piu' importanti,
sulla situazione del lavoro attuale..,
vorrei sapere dei nostri cuccioli che crescono e si affermano nella caccia, sentire aneddoti, racconti di bosco e di vita, legati ai nostri ausiliari, cosi che che il nuovo utente Gordonista che ci visita per la prima volta , possa trovare una fonte di acqua serena alla quale placare la sua "sete di Gordon."
Forza ragazzi, teniamo viva l'attenzione sul nero di Scozia; non può che fargli e farci bene.
sotto!
Cari amici Gordonisti e non, ho proprio voglia di aprire un nuovo "bar" (3d),
dove tutti noi possiamo parlare dei nostri gordon, con il divieto assoluto di inoltrarsi sui vari problemi che affliggono la razza del duca.
Vorrei che gli allevatori ci tenessero aggiornati sui loro soggetti piu' importanti,
sulla situazione del lavoro attuale..,
vorrei sapere dei nostri cuccioli che crescono e si affermano nella caccia, sentire aneddoti, racconti di bosco e di vita, legati ai nostri ausiliari, cosi che che il nuovo utente Gordonista che ci visita per la prima volta , possa trovare una fonte di acqua serena alla quale placare la sua "sete di Gordon."
Forza ragazzi, teniamo viva l'attenzione sul nero di Scozia; non può che fargli e farci bene.
sotto!
Il tuo entusiasmo è incoraggiante e mosso da genuino amore per il nerofocato, mi mette allegria, però penso che a questo tuo appello non sia corretto che rispondano gli allevatori altrimenti qualcuno potrebbe pensare che sia stato aperto ad arte per pubblicizzarne i cani, dovrebbero invece rispondere tutti gli utilizzatori e tutti coloro che hanno delle belle storie da raccontare vissute in compagnia del proprio scozzese.
Penso sia corretto quello che dici Ivan, sono sicuro che anche tu però avrai qualche aneddoto interessante o qualche dato da mettere a nostra disposizione...
Il gordon ha bisogno di energia positiva!!
Ciao
Bell'idea quella di questa nuova discussione! Bravo Amanda.
Una storia carina potrebbe essere questa.
Il mio primo Gordon, Olmo, nove anni compiuti a Natale, fin da piccolo, tutte le volte che lo indirizzavo perchè entrasse nel bosco in un certo punto, accorreva, guardava il punto e ... scappava via.
Solo dopo un po' mi sono accorto che in realtà scappava via per entrare nello stesso bosco, ma da un altro punto e poi uscire dal punto che io gli avevo indicato come inglesso, quindi venendo verso di me dal bosco in quel punto.
Qualche anno dopo ho scoperto, sui libri, che è una peculiarità del Gordon, non ricordo il nome in inglese, che deriva dalla sua naturale tendenza a mettere il selvatico, ancor prima di trovarlo, tra se e il cacciatore.
vorrei sapere dei nostri cuccioli che crescono e si affermano nella caccia, sentire aneddoti, racconti di bosco e di vita, legati ai nostri ausiliari, cosi che che il nuovo utente Gordonista che ci visita per la prima volta , possa trovare una fonte di acqua serena alla quale placare la sua "sete di Gordon."
Forza ragazzi, teniamo viva l'attenzione sul nero di Scozia; non può che fargli e farci bene.
sotto!
Caro Gordonista, se dovessi scrivere di imprese venatorie ne avrei veramente tante in oltre 30 anni di gordon, però non voglio deluderti e ti racconto del mio primo gordon, Queto dell'Arbia, siamo negli anni 80, a quei tempi la selvaggina vera non mancava, io mi divertivo andare a colini, selvatico non facile per gli ambienti che frequentava, Queto era un gordon con una grande avidità da far paura, i rovi li divorava per scovare i colini.
Un giorno mentre ero a caccia, incontro un amico e ci fermiamo a fare due chiacchiere, avevo perso di vista il gordon, ad un tratto lo vedo uscire dal bosco e guardandomi si mette ad abbaiare, non ho dato peso alla cosa, poi continuava e mi avvicinai per capire, rientrò nel bosco e si mise in ferma su un bel volo di colini, con mio grande stupore capii che era venuto a cercarmi, anche l'amico rimase impressionato della cosa, che ancora oggi quando ci incontriamo ne parliamo!
Voglio raccontartene un'altra anche se mi fa un po male, questo è un racconto di vita, perchè il gordon è anche questo.
Siamo nel 94, avevo Bambu dell'Arbia, Camp. It. Int. B prova di lavoro fatta sul campo, 1° Ecc unico gordon in una batteria di Inglesi, a quei tempi o forse anche oggi, si potevano fare le prove di lavoro lasciando il soggetto nel box, Bambu viveva in casa con noi, un occhio di riguardo per un campione, poi era il preferito della padrona di casa, mia moglie si ammalò di un tumore al pancreas e Bambu viveva al suo fianco era la sua ombra, non la lasciava un attimo, mia moglie peggiorava giorno per giorno e io non la lasciavo un attimo da sola, un giorno mia madre, la caccia era aperta e conoscendo la mia passione, mi disse, vai a farti un giro che rimango io quì, andai più per non vedere mia moglie in quelle condizioni che non la voglia di uscire a caccia, costeggiavo la riserva quando non trovo più il gordon, conoscendolo pensai fosse entrato a far volare qualche fagiano, ma niente il gordon non c'era più, mai successo una cosa del genere, poi mi venne un dubbio e ritornai a casa, lo trovai davanti alla porta sdraiato, mi aveva lasciato per tornare da mia moglie, nel primo gennaio del 95 morì e Bambu per molto tempo non uscì con me a caccia, rimaneva accucciato ai piedi del letto dalla parte di mia moglie, un'altro dolore quando lo trovai morto all'età di 13 anni per una torsione di stomaco, come potrei non volere bene a questa meravigliosa razza e sentirne parlare negativamente ci soffro, e come ci soffro!!!
Caro Gordonista, se dovessi scrivere di imprese venatorie ne avrei veramente tante in oltre 30 anni di gordon, però non voglio deluderti e ti racconto del mio primo gordon, Queto dell'Arbia, siamo negli anni 80, a quei tempi la selvaggina vera non mancava, io mi divertivo andare a colini, selvatico non facile per gli ambienti che frequentava, Queto era un gordon con una grande avidità da far paura, i rovi li divorava per scovare i colini.
Un giorno mentre ero a caccia, incontro un amico e ci fermiamo a fare due chiacchiere, avevo perso di vista il gordon, ad un tratto lo vedo uscire dal bosco e guardandomi si mette ad abbaiare, non ho dato peso alla cosa, poi continuava e mi avvicinai per capire, rientrò nel bosco e si mise in ferma su un bel volo di colini, con mio grande stupore capii che era venuto a cercarmi, anche l'amico rimase impressionato della cosa, che ancora oggi quando ci incontriamo ne parliamo!
Voglio raccontartene un'altra anche se mi fa un po male, questo è un racconto di vita, perchè il gordon è anche questo.
Siamo nel 94, avevo Bambu dell'Arbia, Camp. It. Int. B prova di lavoro fatta sul campo, 1° Ecc unico gordon in una batteria di Inglesi, a quei tempi o forse anche oggi, si potevano fare le prove di lavoro lasciando il soggetto nel box, Bambu viveva in casa con noi, un occhio di riguardo per un campione, poi era il preferito della padrona di casa, mia moglie si ammalò di un tumore al pancreas e Bambu viveva al suo fianco era la sua ombra, non la lasciava un attimo, mia moglie peggiorava giorno per giorno e io non la lasciavo un attimo da sola, un giorno mia madre, la caccia era aperta e conoscendo la mia passione, mi disse, vai a farti un giro che rimango io quì, andai più per non vedere mia moglie in quelle condizioni che non la voglia di uscire a caccia, costeggiavo la riserva quando non trovo più il gordon, conoscendolo pensai fosse entrato a far volare qualche fagiano, ma niente il gordon non c'era più, mai successo una cosa del genere, poi mi venne un dubbio e ritornai a casa, lo trovai davanti al porta sdraiato, mi aveva lasciato per tornare da mia moglie, nel primo gennaio del 95 morì e Bambu per molto tempo non uscì con me a caccia, rimaneva accucciato ai piedi del letto dalla parte di mia moglie, un'altro dolore quando lo trovai morto all'età di 13 anni per una torsione di stomaco, come potrei non volere bene a questa meravigliosa razza e sentirne parlare negativamente ci soffro, e come ci soffro!!!
Una storia di vita vera.....purtroppo drammatica,come spesso è la vita ,dove l'amore di un cane di questa meravigliosa razza commuove e scuote il nostro animo per la sua incredibile nobiltà!
Tanti Saluti Sergordon
Ser hai tutta la mia solidarietà, penso che avere un cane, e soprattutto questi cani, insegni e aiuti a vivere.
Una banalità, a confronto con la storia di Ser. La caccia è chiusa e l'altro giorno ho portato Olmo e Emily al fiume, un torrentello, ma per la neve adesso ha più acqua e più corrente del solito. Olmo (dieci anni) ha guadato e Emily (due anni e mezzo), presa dall'entusiasmo, ha guadato anche lei. Poi però si sono separati e Olmo è rientrato per primo. A qesto punto Emily non trovava più il guado, malgrado noi continuassimo a chiamarla e darle consigli.
Olmo è venuto da me, mi ha guardato e senza che gli dicessi nulla ha guadato di nuovo e ha riportato di qua Emily che lo ha seguito rassicurata.
Non è solo il fatto in se, è l'atteggiamento con i quale Olmo ha fatto l'operazione che mi ha colpito.
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