Il provvedimento si colloca nel solco della tradizione etica dell’Ente, attento al rapporto cane - società , garante della salute e del benessere animale teso al miglioramento delle doti nell’ambito del dettato istituzionale della selezione zootecnica, mai perseguibile attraverso il maltrattamento, la frode, l’inganno per fini commerciali o di immagine deteriori. Il regolamento fa divieto dell’uso di qualsiasi sostanza atta a modificare con artificio il rendimento fisico e le prestazioni atletiche derivanti dall’influenza della stessa sia sulla morfologia che sulle funzioni dei cani. La commissione anti – doping, ad hoc istituita, coordinerà tutte le attività inerenti al regolamento e sorveglierà sulla su corretta applicazione. Potranno essere sottoposti a controllo tutti i soggetti partecipanti alle manifestazioni ufficiali. Saranno sottoposti a campionamento i soggetti sorteggiati fra tutti i migliori di razza in ambito espositivo e fra tutti i qualificati e/o certificati nell’ambito delle prove e tutti i cani scelti per le selezioni di rappresentative nazionali. I prelievi saranno effettuati dal veterinario di servizio in presenza del proprietario e/o del conduttore del cane su disposizione del delegato dell’E.N.C.I. che sovraintenderà alle operazioni. Il rifiuto all’esecuzione dei prelievi comporterà la squalifica del cane e l’applicazione di provvedimenti disciplinari al proprietario e/o al conduttore. I prelievi di ogni campione biologico dovranno essere duplici, uno per il laboratorio di analisi, l’altro per eventuali controanalisi.
Il delegato dell’E.N.C.I. provvederà alla spedizione dei campioni secondo le norme dettate dal regolamento. La presenza accertata di sostanze dopanti nei campioni determinerà la revoca delle qualifiche e dei titoli ottenuti dal cane nella sua carriera e l’esclusione dalle manifestazioni cinotecniche per un periodo compreso tra i sei mesi ed i due anni. Il proprietario del cane ed il conduttore, anche a titolo di culpa in eligendo adottata unanimemente nella giurisprudenza del mondo occidentale, pagheranno ciascuno una sanzione pecuniaria ( da euro 500 a euro 6000 ) e risponderanno all’autorità giudiziaria competente su segnalazione dell’Ente. La reiterazione del reato oltre le due volte esporrà il responsabile alla radiazione da ogni attività riconosciuta dall’E.N.C.I. I proprietari e/o i conduttori che nutrono sospetti di pratiche illecite sui propri cani debbono farne segnalazione agli organizzatori prima dell’inizio delle manifestazioni.
E fuori il dubbio che la nostra cinofilia è sana e ispirata a principi profondamente etici e che questo regolamento ha solo valore di difesa e di deterrenza nei confronti dei quei poveri che ne volessero in qualche modo minacciare l’integrità.
Pasquale Piazza
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