Tutto nasce da un commento lasciato sul blog di Beppe Grillo il 9 giugno dello scorso anno: «è necessario uccidere Silvio Berlusconi». Istigazione a delinquere, l’ipotesi di reato formulata dalla Procura della Repubblica di Milano. I PM avevano chiesto ad H3G di inviare tutte le informazioni in merito all’indirizzo IP 62.13.173.176, assegnato dall’operatore alla connessione durante la quale il commento è stato inserito. Ma H3G ha negato i dati alla Procura, evidenziando come il Garante, al fine di tutelare la riservatezza della navigazione in Internet, abbia vietato ai gestori di servizi telefonici e telematici la conservazione delle informazioni sui siti visitati dagli utenti oltre i due mesi. Analoga risposta i PM hanno ricevuto da Microsoft: l’anonimo utente si era registrato al sito di Grillo con un indirizzo email creato su Hotmail.
Di fronte a questa situazione, il PM Francesco Cajani ha chiesto l’archiviazione del procedimento. Ma il GIP Francesco D’Arcangelo si è opposto: la magistratura, sostiene D’Arcangelo, può fermarsi solo di fronte ai limiti imposti dalla legge e non a quelli dettati da autorità amministrative. La prescrizione del Garante, prosegue il GIP, è difforme dal termine di conservazione previsto dal legislatore comunitario (6 mesi) e nazionale (12 mesi). Infine, secondo D’Arcangelo, l’indirizzo IP si configura come un dato esterno alla comunicazione e, come tale, non è tutelato dalle norme sulla privacy.
a ciascuno lascio fare le proprie conclusioni.
Quello che e' certo e' che l'anonimato non esiste e che quanto scritto su di un forum puo' facilmente essere portato in un tribunale.

Commenta