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cos'è l'esperienza, quanto conta, come la si misura?
Ciao, più volte mi sono imbattuto in villantatori di esperienza per campi e boschi accorgendomi spesso si trattasse di cacciatori e cinofili mediocri, con tanti anni di percorso venatorio alle spalle ma che ancora avevano capito ben poco o nulla, soprattutto in termini di rapporto/intesa con il proprio cane, atteggiamenti, stile di razza e movimento.. Quelli che fischiano sempre a cani che non tornano mai, che imprecano e che passano la giornata a ricordare dove magari 20 anni prima avevano levato una Beccaccia che ora non c'è più... ecc. ecc.
La mia domanda è la seguente:
quanto conta secondo voi l'esperienza nel cacciatore e/o nel cinofilo e, soprattutto, come la si misura: in anni o effettiva pratica? (esempio: in 10 anni un cacciatore può uscire 100 volte o 1000 volte);
Quanto contano le capacità cognitive e la sensibilità di ognuno nel valorizzare e arricchire il proprio bagaglio d'esperienza e quanto può fare la differenza quest'ultimo particolare?
Spero in una buona partecipazione, anche con il supporto di giovani cacciatori che vogliano dire la propria anche se con "poca esperienza".
Se parliamo di cinofilia l'esperienza si fa sul campo possedendo, addestrando e, cosa non facile, cercando di capire le caratteristiche di vari cani. In questo caso non contano molto le nozioni teoriche o i consigli ricevuti da cinofili più o meno competenti, ma è fondamentale aver avuto direttamente per le mani svariati cani...in ogni caso non è un percorso breve e rapido e , di certo, non si finisce mai di imparare
E' , come sempre ,tutto relativo !!! Ho imparato di piu' in un pomeriggio trascorso con Veri Maestri , che non in un anno con chi si illudeva di sapere ...
Bellissimo argomento!!
Io ho pochissima esperienza, sono appena 6 anni che caccio.
Gli anni di pratica che uno fa, sono sicuramente il pane per ogni cacciatore.
L'importante secondo me è comunque avere quell'onestà di ricredersi delle proprie idee e di non convincersi che ciò che si fa da 30 anni è sempre giusto a priori.
Detto questo, io ho chiesto 1000 consigli e mi sono trovato molto bene quasi sempre.
Penso anche che ci siano alcune cose che non si imparano, per esempio il carisma di uno che sa addestrare un cane o di uno che riesce a capire dove e come può trovarsi un selvatico.
La mia nonna toscana mi diceva "val più la pratica della grammatica" e a volte è proprio così!!
E' , come sempre ,tutto relativo !!! Ho imparato di piu' in un pomeriggio trascorso con Veri Maestri , che non in un anno con chi si illudeva di sapere ...
Questo è certo Roberto, ma converrai con me che, in ogni caso, è necessaria parecchia gavetta...intesa, parlando di cinofilia venatoria, come numero di stagioni Venatorie e, soprattutto, numero di cani avuti per le mani direttamente
Ciao, più volte mi sono imbattuto in villantatori di esperienza per campi e boschi accorgendomi spesso si trattasse di cacciatori e cinofili mediocri, con tanti anni di percorso venatorio alle spalle ma che ancora avevano capito ben poco o nulla, soprattutto in termini di rapporto/intesa con il proprio cane, atteggiamenti, stile di razza e movimento.. Quelli che fischiano sempre a cani che non tornano mai, che imprecano e che passano la giornata a ricordare dove magari 20 anni prima avevano levato una Beccaccia che ora non c'è più... ecc. ecc.
La mia domanda è la seguente:
quanto conta secondo voi l'esperienza nel cacciatore e/o nel cinofilo e, soprattutto, come la si misura: in anni o effettiva pratica? (esempio: in 10 anni un cacciatore può uscire 100 volte o 1000 volte);
Quanto contano le capacità cognitive e la sensibilità di ognuno nel valorizzare e arricchire il proprio bagaglio d'esperienza e quanto può fare la differenza quest'ultimo particolare?
Spero in una buona partecipazione, anche con il supporto di giovani cacciatori che vogliano dire la propria anche se con "poca esperienza".
Argomento molto interessante. Bravo Furietto.
Premetto che tutto quanto dopo è condizionato dal "secondo me"
Le variabili su come si forma un cacciatore sono moltissime. In primis ritengo l'ambiente in cui è cresciuto e con ambiente intendo la famiglia e il contesto abitativo. Sarà molto avvantaggiato chi proviene da una famiglia di cacciatori e abita in campagna anziché non avere familiari cacciatori ed essere vissuto in sempre in città.
Chiaramente l'età e gli anni di caccia come in qualsiasi attività contano nella formazione dell'esperienza di un cacciatore, ma conta molto anche la passione e la ferrea volontà nella pratica.
Di contro la decadenza fisica inficia parte dei vantaggi che anni di pratica hanno portato per questo è prioritario per chi pratica la caccia vagante specialmente in Appennino e sulle Alpi una preparazione fisica quasi da atleta. Per la cinofilia entrano in gioco altri fattori, quali la sensibilità soggettiva nei confronti del cane, il carattere da istruttore pacato, paziente e poco apprensivo, oltre ad una oramai indispensabile cultura che viene da esperienza, passione e studio di letture sul tema. Improvvisarsi istruttori spesso è causa di danni ai comportamenti del cane che invece sarebbero evitati applicandosi poche ore e applicando i consigli riportati nei libri che trattano l'argomento o per i più "svogliati" i video che si possono scaricare su internet. Inoltre ritengo che i risultati migliori gli ottengono coloro che si applicano con passione ed accettano i consigli di tutti valutando i risultati ottenuti.
I migliori cacciatori sono quelli più "fissati" e pacati: sarà un caso ma hanno sempre cani buoni o eccelsi (anche se loro non lo dicono)
Nessuna donna è mai riuscita a farmi battere il cuore quanto i miei cani in ferma su una Regina.
Complimenti a Voi, leggo con attenzione interventi sempre al Top.. [emoji106]
1 occhio al passato e 2 al futuro, le realtà cambiano e niente più della ormai difficile condizione del nostro territorio, della fauna selvatica... Poco, molto poco per "far esperienza" per cani e cacciatori, ma come ogni che, c'è sempre il rovescio della medaglia... meno attenzione al carniere (che spesso non si fa) tanta agli aspetti più raffinati della nostra passione..
Cose turche per i cacciatori "d'altri tempi" ..... meditate giovani meditate ... [:-golf]
Praticare praticare e praticare all'infinito,e cercare di avere come maestri i migliori che ci siano,nella caccia preferita,dedicare moltissimo tempo ad essa,anche quì,accompagnati dai migliori,dai propi ausiliari,pretendere sempre di più e non accontantarsi mai(c'è sempre di meglio),imparare anche e sopratutto dagli errori commessi,ed infine pedalare e pedalare e pedalare,ascoltando tutto e tutti [brindisi]
Parlando in modo semplicistico si definisce esperienza la somma delle inc.....re che si prendono durante la vita!
Detto questo, dato ke sono giovane ne ho poca, ma come in tutte le cose dove la pratica sul campo fa la differenza, l'esperienza conta e come!!!
I grandi :maestri anno pochissimi allievi .Parlano poco ,e cacciano molto chi va al bar ha fare proclami sono i famosi politici . in bocca al lupo al Forum
Sicuramente ci vuole esperienza in tutte le cose, ma che conta è il nostro modo di ragionare e comprendere magari con l' aiuto di qualcuno più esperto . Ma l' esperienza è relativa, se non capisco un ca..o posso fare 30 anni di esperienza e girare 500 cani ma non capirò mai un ca..o.
Se il mio professore invece della matematica mi insegnava cinofilia ,non avrei mai smesso di frequentare gli studi .E scontato che fai una professione senza la dovuta passione,molto poco combinerai . Ho fatto il meccanico da ragazzo oggi quando mi trovo ha portare la mia macchina da sedicenti meccanici, rimpiango amaramente quello che potevo diventare ciao un saluto
nasodibracco dice che si diceva valesse piu'la pratica della grammatica, io penso che la pratica sia fondamentale e la grammatica aiuti molto specie per la cinofilia, ma in sostanza di cosa parliamo se non di esperienze personali (pratica) e di esperienze di altri che si acquisiscono guardando, ascoltando e leggendo. Chiaramente quanto piu' si pratica tanto piu' si hanno elementi per imparare (e si vivesse cento anni, ci sarebbe sempre qualcosa da imparare) cosi' migliori sono i maestri e piu' si avranno possibilità di imparare, poi chiaramente piu' sono le giornate di caccia, piu' sono i tipi di selvaggina cacciata, piu' sono i territori nei quali si caccia e piu' si potrà apprendere. Cosi' come non tutti sanno insegnare, infatti spesso il "mestiere" va "rubato" altrettanto non tutti hanno la stessa capacità di apprendere e di mettere in pratica gli insegnamenti. Riguardo ai cani, pur avendone avuti parecchi e visti tanti , affermo che una cosa é vedere e tuttaltra cosa é essere in grado di mettere in pratica gli insegnamenti e di trarne dalle esperienze fatte.
La selvaggina é sempre la stessa, parlando di quella buona e i terreni anche. In mezzo secolo (parlo della mia esperienza personale) sono cambiati i cani, oggi la maggior parte dei campioni di ieri, sarebbe giudicata non nella nota del concorso nelle prove, soprattutto classiche e grande cerca, perché c'é stata una selezione (in moltissime razze da ferma) a velocizzare ed a ridurre le taglie, ma nel contempo é arrivata l'elettronica che ha cambiato parecchio il modo di cacciare la beccaccia (per starne , coturnici, bianche e beccaccini invece l'elettronica non aiuta, anzi danneggia , sempre a mio modestissimo avviso) Nella vita , non solo per la caccia e la cinofilia, nessuno nasce "imparato" occore farsi sia la cultura relativa sia le esperienze perché, come spesso ripeto, anche Einstein e Leonardo, non fossero andati a scuola , sarebbero rimasti analfabeti. L'amico Roberto (l'Inglese) dice che ha imparato piu' in una giornata guardando un buon maestro che in molte giornate di caccia e non posso che convenire : i buoni maestri fanno apprendere in una uscita (ai buoni allievi) cose che richiederebbe decine di esperienze personali dirette.
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16-11-25, 14:40
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