Percorro in macchina i pochi chilometri che mi separano dal mare e come al solito faccio i miei esercizi di respirazione e rilassamento , nel mentre penso a dove potrò andare a caccia di orate.
Dietro una curva più buio del buio, improvviso mi sfila accanto un grosso cinghiale nero non visto per tempo, fosse stato sulla mia carreggiata difficilmente sarei riuscito a scansarlo.
Sono già in riva al mare che è ancora buio pesto, la mia meta è là, ad almeno 40 min. Di nuoto tutti da fare prima che il primo albore pervada il cielo.
È là l'appuntamento con la grande orata proprio all'alba su quello scoglietto magico che ogni volta mi ha saputo riservare sorprese capaci di stupire le mie più infantili fantasie.
Sono in acqua, in una spanna d'acqua, mi tengo attaccatissimo agli scogli che conosco uno ad uno in un labirinto dove non potrei perdermi neanche fossi bendato per come mi è familiare per tutte le volte che l'ho percorso in passato.
Salto sistematicamente tutti i posti buoni, semmai li farò al ritorno, oggi voglio provare la funzionalità del mio ultimo mimetismo nel tratto in assoluto migliore del tragitto.
Ci sono!
Albeggia e solo una cinquantina di metri mi separano dal punto migliore, sono in parete, già si vede in acqua sufficientemente e quindi mi muovo lentissimo, ad un tratto sotto le mie pinne altrettanto lenta si materializza una sagoma imponente, brandeggio il fucile al rallentatore puntando in basso e mi si apre l'aletta, ma il pescione sembra sordo e cieco è lì praticamente fermo di fronte alla mia asta ma il mio cervello si è bloccato e non dà l'ordine al dito di pigiare il grilletto perché temo che quella stramaledetta aletta aperta possa in qualche modo deviare l'asta ( paura infondata ed irrazionale, lo realizzerò troppo tardi).
Dopo eterni secondi di stallo il pesce si volge quasi dandomi la coda e comincia lentissimo ad allontanarsi, a quel punto dopo un cauto respiro, svuoto i polmoni, mi mollo dalla parete e mi lascio affondare lento alle sue spalle, non mi sente ho agito bene; giunto alla stessa profondità della mia preda con l'orizzontalizarsi del fucile l'aletta va a posto a quel punto un po' preso dalla fretta e dalla paura di perderlo sparo e vedo l'asta sfilare a meno di un dito a fianco della magnifica preda, Lei va via ma lenta forse appena infastidita....ed io in quel momento avrei ingoiato il mio 95.
Ho interrotto la pescata, non ho neanche ricaricato il fucile, per quella mattina la mia occasione il mare me la aveva già concessa.
Quanto era grossa quell'orata?
No lo saprò mai, a guardarla con la maschera sembrava quanto il parabrezza dell'auto, stimarla non saprei mai prese neanche lontanamente così grosse ma era diverse volte più grossa di un'orata di 2 kg...
Il rimpianto più grande?
Non avere piu il fisico per poter raggiungere quello scoglietto magico, di comprare un a.s. neanche a parlarne, meno mezzi e tecnologia mi hanno dato sempre più soddisfazioni, se è tempo che io non ritorni più lì di persona continuerò a farlo nei miei ricordi e nei miei racconti.

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