La caccia è un insieme di azioni che sommate ne danno una nuova :… la Caccia.
E’ un insieme di azioni belle e brutte, buone e cattive, tristi e felici…è vita e morte…insomma: facendo la somma algebrica, (oppure osservando il Tao dato dall’equilibrio mutevole dei 5 elementi, dello yin (-) e dello yang (+)[:D][:142], ecco che compare la Caccia; compare un sorta di “valore”.
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Per il cacciatore tale “valore” è positivo (altrimenti farebbe altro!).
Per i detrattori della caccia invece il “valore” è negativo.
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La verità sta nel mezzo…[:D]
E’ necessario essere consapevoli sia degli aspetti positivi che di quelli negativi della caccia per poter agire consapevolmente. In maniera etica.
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Detto ciò:
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I motivi che spingono un Uomo a cacciare possono messere molteplici: si può cacciare per vari motivi carne, trofeo, altro; tutti insieme, due, solo uno…
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Ci possono poi essere due fini / risultati che l’uomo può raggiungere cacciando: “eradicare” / estinguere una specie dal territorio o gestire / conservare / diffondere una specie sul territorio;
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L’etica – valida in tutti i casi - secondo me si potrebbe riassumere nel non far soffrire oltre il dovuto l’animale cacciato (quindi abbatterlo con mezzi idonei e il più possibile “fulminei”);
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Poi a seconda del fine, l’etica assume valori diversi: se si caccia per “eradicare”…si può cacciare senza limiti quantitativi e con metodologie molto ampie…in quanto l’estinzione ha – spesso - carattere di urgenza…non c’è tempo da perdere (in un certo senso).
Quindi è un caso particolare di “caccia”, quasi più per “professionisti” che per “dilettanti”.
In cui l’etica conta poco…contano più interessi e motivi economici.
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Se si caccia per gestire / conservare / diffondere si dovrà evitare di estinguere la popolazione della specie cacciata (attraverso una caccia che abbia dei limiti – che non sia avida! in termini di quantità e metodologie).
Quindi, in un certo senso, prelevare “l’interesse” e non il “capitale” (la caccia per esempio come branca della gestione-conservazione ambientale / faunistica). [semplificando al massimo …anni e anni di studi… [:D][:D][fiuu]]
Il tutto per far si che – dal punto di vista del cacciatore - ci siano animali da poter cacciare anche l’anno prossimo, tra due anni, tra 5,10,100,1000 anni…
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Quindi, il secondo aspetto etico della caccia potrebbe essere: evitare di estinguere la popolazione dell’animale cacciato. <o></o>
In questo caso, si potrà cacciare “senza fretta”, sportivamente, attuando metodologie che permettano alla preda di difendersi attraverso le doti difensive di cui madre natura l’ha dotata e mettendo in atto le strategie che le permettono anche – a volte se non spesso! – di salvarsi.
In questo caso, il cacciatore vuole SUPERARE (nel senso di oltrepassare in abilità sua o della sua tecnica ) le difese delle preda;
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Oppure - non sportivamente - cacciare utilizzando metodologie che non permettano alla preda alcuna difesa, alcuna via di fuga…in questo caso, il cacciatore vuole NEUTRALIZZARE le difese della preda a priori;
Per cacciare sportivamente, è necessario conoscere bene le prede che si vanno ad insidiare: conoscere le strategie di difesa e RISPETTARLE.
Ecco quindi quale potrebbe essere l’etica della caccia al giorno d’oggi: Non far soffrire inutilmente l’animale, non estinguerne la popolazione, e cacciare sportivamente.<o></o>
Che ne dite?
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Claudio
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