Cacciatore muore in Molise

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  • ennio
    ⭐⭐
    • May 2007
    • 910
    • Cassino.
    • Breton,Bracco,Segugio .

    #31
    Originariamente inviato da Mithril
    Per rimanere nel tema, fortunatamente non per esiti funesti, proprio oggi sul Giornale di Vicenza, nella cronaca di Bassano, è apparso un articolo che riportava la disapprovazione di un politico locale che aveva assistito da vicino alla stupidaggine di un cacciatore che tentando di colpire una lepre che attraversava un'aia aveva maldestramente sparato contro un manufatto di pietra a pochi passi da persone esponendosi alle giuste ire dei presenti.
    Se vogliamo evitare le critiche e la possibilità di colpire qualcuno, bisogna non esporsi così ingenuamente, l'articolo infatti non inveiva particolarmente contro la caccia in se, ma richiamava i cacciatori ad un maggior rispetto delle regole e in questo caso delle distanze dagli immobili.
    Sarò pedante, ma insisto che cacciare non vuol dire portare a casa a tutti i costi selvaggina, accertarsi di non essere pericolosi e rispettare le regole prima di tutto, dopo sparare e se si deve lasciare andare un selvatico niente tragedie si avrà un'altra occasione, meglio un eccesso di prudenza e un selvatico in meno che il rimorso di tutta una vita.
    Fra l'altro l'articolo stigmatizzava la maleducazione del cacciatore che invece di scusarsi si è allontanato imprecando contro la malasorte che gli aveva fatto mancare la lepre, come dire ottuso fino in fondo!

    Ivan
    pienamente d'accordo
    W LA CACCIA.

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    • phalacrocorax
      ⭐⭐⭐
      • Apr 2009
      • 5961
      • Veneto, Verona
      • Indy, epagneul breton femmina

      #32
      Sono d'accordo sul fatto che le attenzioni non sono mai troppe quando si va a caccia. A volte basta una dose davvero minima di accortezza per evitare gli incidenti. E occorrerebbe sempre tenere a mente che i comportamenti scorretti non nuociono solo a chi li mette in atto, ma si ripercuotono su tutta la categoria, contribuendo non tanto ad irrobustire le argomentazioni di chi ci avversa, quanto piuttosto a metterci in cattiva luce con chi in campagna ci ospita e con coloro che, con diritti eguali ai nostri, vi praticano attività ludiche o sportive.

      Detto questo, non sono d'accordo nel vedere la caccia quale attività pericolosa esemplare. Ci sono moltissime attività nelle quali è insito un rischio anche ben maggiore per la sicurezza pubblica. Così certi tipi di industria chimica, le fabbriche di materiali esplodenti, ecc. Un rischio consentito è presente anche in numerosi sport, ove non è affatto occasionale che ci si ritrovi in presenza di lesioni o anche di morti. Penso all'automobilismo, alla boxe, ma anche al tanto amato calcio, dove ogni tanto si rompono gambe e legamenti del ginocchio a causa di interventi sul corpo da parte dell'avversario.
      Gli incidenti ci sono dappertutto, ma la soluzione non è certo il divieto di fare una data attività.
      Se l'industria chimica può uccidere coi suoi inquinamenti e con i materiali impiegati nella produzione, la soluzione non è amputare l'economia o il progresso.
      Così come non sarebbe corretto vedere nel calcio un sistema di produzione di lesioni personali, e idem nella boxe.

      Non sono nemmeno d'accordo che la caccia, o l'uso di un'arma, possa produrre un danno a un terzo, mentre le altre attività sportive producano eventualmente un danno al solo praticante.
      Nell'esempio fatto da qualcuno dello sci, gli incidenti sulle piste coinvolgono anche più persone, ed i fuoripista possono causare smottamenti di neve che investono altri sciatori.
      Per cui non tutte le attività rappresentano un rischio solo per chi le pratica.
      Ma nella vita di tutti i giorni, nessuno si accorge che molti dei comportamenti che vengono messi in atto, e che sembrano apparentemente innocui, possono costituire un rischio. Penso alla violazione di norme sulla circolazione stradale, che è il caso più facile. Ma anche il portare al parco cani di certe razze privi di museruola, ad esempio.
      E come la mettiamo coi cosiddetti offendicula? Si tratta di quegli accorgimenti adottati per impedire gli accessi nelle proprietà, strumenti che, per la loro particolare costituzione o disposizione, sono in grado di recare offesa al prossimo.
      Quante cancellate appuntite esistono nella vostra via, o nel vostro quartiere? Non avete mai visto i cocci di vetro cementati sui muri delle ville antiche? Cani mordaci liberi in giardino? E via discorrendo. In tutti questi casi esiste il rischio di lesione verso terzi, ma nessuno pensa, ad esempio, al rischio che un ladro resti infilzato sulla cancellata che sta tentando di scavalcare (ma anche il bambino che salti il cancello per recuperare la palla).
      In definitiva, le attività "pericolose", quelle cioè che sono potenzialmente in grado di offendere un terzo, sono numerosissime, ed è sbagliato identificare la caccia col maggior rischio, poiché sarebbe identità non corrispondente al vero.

      Tutte le attività umane hanno in sé un rischio o un pericolo intrinseco, e ciascuna di esse richiede un livello di accortezza e di perizia adeguato alle operazioni che si svolgono.
      Solo chi non fa nulla non rischia o non pone in pericolo nulla.

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      • santuberto
        ⭐⭐
        • Jul 2010
        • 626
        • verona
        • setter

        #33
        Originariamente inviato da phalacrocorax
        ...Solo chi non fa nulla non rischia o non pone in pericolo nulla.
        Magari, se rimane a letto, gli può crollare addosso la casa per un terremoto.
        Ritengo che la tua esposizione sia molto chiara e, da parte mia, pienamente condivisibile. Però, anche queste argomentazioni, per chi rifiuta il dialogo e l'obiettività, saranno sempre contestabili. Come rimarrà contestabile qualunque altro argomento. Spesso visito il forum di centopercentoanimalisti e... Cordialità, Santuberto
        Cordialmente, Santuberto

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        • phalacrocorax
          ⭐⭐⭐
          • Apr 2009
          • 5961
          • Veneto, Verona
          • Indy, epagneul breton femmina

          #34
          Originariamente inviato da santuberto
          Spesso visito il forum di centopercentoanimalisti e... Cordialità, Santuberto
          A proposito hai visto in giro per la città quei manifesti anticaccia di no alla caccia. org? Fanno l'assonanza della caccia con il trappolaggio, e poi hanno inserito una frase di un tale presidente della RFT che dice sostanzialmente che chi va a caccia è un pazzo ...(lo diceva anche Hitler, chissà perché non hanno messo una sua frase...[:-bunny]).

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          • santuberto
            ⭐⭐
            • Jul 2010
            • 626
            • verona
            • setter

            #35
            Originariamente inviato da phalacrocorax
            A proposito hai visto in giro per la città quei manifesti anticaccia di no alla caccia. org?
            Nel tardo pomeriggio sarò in città e li andrò sicuramente a cercare. Cordialità, Santuberto
            Cordialmente, Santuberto

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            • ojaja
              ⭐⭐⭐
              • Feb 2009
              • 3374
              • olbia
              • segugi istriani,bassotti tedeschi,jagd terrier

              #36
              Originariamente inviato da phalacrocorax
              Sono d'accordo sul fatto che le attenzioni non sono mai troppe quando si va a caccia. A volte basta una dose davvero minima di accortezza per evitare gli incidenti. E occorrerebbe sempre tenere a mente che i comportamenti scorretti non nuociono solo a chi li mette in atto, ma si ripercuotono su tutta la categoria, contribuendo non tanto ad irrobustire le argomentazioni di chi ci avversa, quanto piuttosto a metterci in cattiva luce con chi in campagna ci ospita e con coloro che, con diritti eguali ai nostri, vi praticano attività ludiche o sportive.

              Detto questo, non sono d'accordo nel vedere la caccia quale attività pericolosa esemplare. Ci sono moltissime attività nelle quali è insito un rischio anche ben maggiore per la sicurezza pubblica. Così certi tipi di industria chimica, le fabbriche di materiali esplodenti, ecc. Un rischio consentito è presente anche in numerosi sport, ove non è affatto occasionale che ci si ritrovi in presenza di lesioni o anche di morti. Penso all'automobilismo, alla boxe, ma anche al tanto amato calcio, dove ogni tanto si rompono gambe e legamenti del ginocchio a causa di interventi sul corpo da parte dell'avversario.
              Gli incidenti ci sono dappertutto, ma la soluzione non è certo il divieto di fare una data attività.
              Se l'industria chimica può uccidere coi suoi inquinamenti e con i materiali impiegati nella produzione, la soluzione non è amputare l'economia o il progresso.
              Così come non sarebbe corretto vedere nel calcio un sistema di produzione di lesioni personali, e idem nella boxe.

              Non sono nemmeno d'accordo che la caccia, o l'uso di un'arma, possa produrre un danno a un terzo, mentre le altre attività sportive producano eventualmente un danno al solo praticante.
              Nell'esempio fatto da qualcuno dello sci, gli incidenti sulle piste coinvolgono anche più persone, ed i fuoripista possono causare smottamenti di neve che investono altri sciatori.
              Per cui non tutte le attività rappresentano un rischio solo per chi le pratica.
              Ma nella vita di tutti i giorni, nessuno si accorge che molti dei comportamenti che vengono messi in atto, e che sembrano apparentemente innocui, possono costituire un rischio. Penso alla violazione di norme sulla circolazione stradale, che è il caso più facile. Ma anche il portare al parco cani di certe razze privi di museruola, ad esempio.
              E come la mettiamo coi cosiddetti offendicula? Si tratta di quegli accorgimenti adottati per impedire gli accessi nelle proprietà, strumenti che, per la loro particolare costituzione o disposizione, sono in grado di recare offesa al prossimo.
              Quante cancellate appuntite esistono nella vostra via, o nel vostro quartiere? Non avete mai visto i cocci di vetro cementati sui muri delle ville antiche? Cani mordaci liberi in giardino? E via discorrendo. In tutti questi casi esiste il rischio di lesione verso terzi, ma nessuno pensa, ad esempio, al rischio che un ladro resti infilzato sulla cancellata che sta tentando di scavalcare (ma anche il bambino che salti il cancello per recuperare la palla).
              In definitiva, le attività "pericolose", quelle cioè che sono potenzialmente in grado di offendere un terzo, sono numerosissime, ed è sbagliato identificare la caccia col maggior rischio, poiché sarebbe identità non corrispondente al vero.

              Tutte le attività umane hanno in sé un rischio o un pericolo intrinseco, e ciascuna di esse richiede un livello di accortezza e di perizia adeguato alle operazioni che si svolgono.
              Solo chi non fa nulla non rischia o non pone in pericolo nulla.
              perfettamente d'accordo tranne che in questo passo:

              , ma nessuno pensa, ad esempio, al rischio che un ladro resti infilzato sulla cancellata che sta tentando di scavalcare

              bambini a parte (ovviamente..)

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              • mene1963
                ⭐⭐
                • Oct 2009
                • 477
                • GENZANO RM
                • frodo-bracco-francese

                #37
                statisticamente la pesca risulta essere nettamente piu' pericolosa della caccia ma nessuno lo dice ......

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                • fedro75
                  ⭐⭐⭐
                  • Nov 2009
                  • 2101
                  • Palermo
                  • pointer

                  #38
                  Sono cacciatore, pescatore, vado a funghi, ho una ducati scrambler che quando la guido vado in estasi, faccio escursioni in muontan bike, ho praticato nuoto e pallanuoto, karate e quando posso vado a correre.
                  Non trovo "troppi" pericoli nelle attività che mi fanno star bene, la soglia della pericolosità, del rischio, di un'attività la trovo preoccupante quando non vengono prese in considerazione tante misure di sicurezza e l'importanza di altri fattori, come la presenza di animali, cose e persone...
                  Trovo molto più pericoloso il mio lavoro, che mi porta a lavorare a volte in cantieri stradali, a maneggiare attrezzature e macchinari pericolosi, presidi chimici irritanti, tossici e a volte velenosi. Oltre alla movimentazione dei carichi c'è il rischio della caduta dall'alto, lavorando a volte in quota...
                  Che faccio non vado a lavorare? O tre quarti dell'Italia operosa sta a casa perchè a volte il lavoro comporta dei rischi?
                  Non credo proprio, ci vuole una corretta informazione, formazione e responsabilità nell'uso delle misure di prevenzione e degli strumenti idonei.
                  Se in tutte le attività, anche verbali, predominasse il buon senso.....
                  Fedro75
                  " NUMQUAM EST TAM MALE SICULIS, QUI ALIQUIS FACETE ET COMMODE DICANT......"

                  nemo me impune lacessit

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