<TABLE class=contentpaneopen><TBODY><TR><TD class=contentheading width="100%">Caccia: dopo la tragedia, giubbini obbligatori </TD><TD class=buttonheading width="100%" align=right>
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Si svolgerà domani mattina all’obitorio dell’ospedale Castelli di Verbania l’esame autoptico, disposto dal magistrato, sul corpo di Gelsomino Vittoni, il cacciatore 46enne morto tragicamente ieri mattina poco dopo le 7 all’Alpe Corgelli, tra Massiola e Forno,in alta Valle Strona, colpito accidentalmente da un colpo partito dal fucile di un suo amico e compagno di battuta durante la caccia al cinghiale. L’uomo è stato colpito in pieno, scambiato, forse a causa della scarsa visibilità e della fitta vegetazione, per un cinghiale che era stato avvistato nella zona. A sparare uno dei compagni di battuta, Raffaele Piana, 42 anni, esperto cacciatore ora denunciato a piede libero con l’accusa di omicidio colposo. Immediato l’allarme ai soccorsi: sul posto gli uomini del soccorso alpino della stazione di Omegna, vigili del fuoco e 118. Ma per Vittoni non c’era più nulla da fare. Sul posto carabinieri di Omegna e magistrato di turno. Comprensibilmente sotto choc l’amico. E intanto per evitare nuove tragedie, dettate come nel caso di Vittoni, dalla scarsa visibilità, i comprensori alpini caccia del Vco, hanno preso drastici provvedimenti: l’obbligo di indossare un giubbino ad alta visibilità. “Tre anni fa abbiamo distribuito questi giubbini – dice Bruno Campagnoli, presidente del Comprensorio Vco 1 – ad alta visibilità. Sono assolutamente sicuri per il cacciatore, perché l’animale non vede il colore, e sono fondamentali per essere visti di compagni di caccia. Oggi abbiamo deliberato che da mercoledì l’uso del giubbino diventi obbligatorio” </TD></TR></TBODY></TABLE>
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