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  • gianni74
    ⭐⭐⭐
    • Nov 2010
    • 2376
    • locri
    • setter Ricky e breton Laika

    #46
    Originariamente inviato da sandro canepuccia
    E come si puo' pensare che un partito di cacciatori, possa essere ascoltato in parlamento. Per me molti confondono la politica di vivere in un certo modo, con la politica del parlamento . La vita e il lavoro vengono influenzati dalla politica del parlamento e oggi soprattutto dai decreti del governo, il divertimento lo scegliamo da noi , e questa è la politica del vivere in un certo modo ,ma non ci da da mangia'. Secondo me qualcuno sta confondendo le 2 cose

    se tu sei così propenso a rinunciare a quello scampolo di libertà che ti dà la caccia fai pure, io non sono disposto a sacrificare più nulla per lasciar comandare (perchè di questo si tratta!) uno che la pensa anni luce distante dalla mia idea, ma vogliamo capire che la caccia è una parte del nostro modus vivendi? che è qualcosa e non nulla?
    cosa farai la domenica di novembre quando avranno chiuso definitivamente la caccia? e che faranno i tuoi cani? e chi li alleva i cani?e come userai i tuoi fucili? e che vederanno gli armieri? e che produrranno le fabbriche d'armi? e che farrnno i guardiacaccia? ecc....ecc....ecc...

    capisco che non dà da mangiare a te personalmente ma non puoi dire lo stesso di migliaia di famiglie che vivono aspettando settembre!
    e poi la politica si chiama politica perchè si poccupa "poliedricamente" di tutto ciò che riguarda la vita sociale, non per arraffare dalle nostre tasche di dritto e senza che nessuno si lamenti! se poi a te la situazione attuale stà bene.....

    perdonami se il tono può sembrare aggressivo, ti assicuro che non vuol esserlo, lungi da me il poco rispetto per le idee altrui, ma proprio non capisco perchè quando si potrebbe fare qualcosa alcuni si ostinino a rimanre inattivi, e non parlo solo della caccia ma di tutto il resto, sto dicendo solo che vorrei al governo qualcuno che la pensa come me su tutto o almeno sulla maggior parte delle cose e non uno che non ha la più pallida idea di quelli che sono i miei problemi o se li sà sene infischia!

    cordialmente
    Giovanni

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    • EnricoTaglia
      ⭐⭐⭐
      • Feb 2009
      • 2912
      • Roma, purtroppo
      • kurzhaar

      #47
      Originariamente inviato da stefano64
      che la caccia non dia da mangiare è una tua opinione personale che non condivido [stop]

      pensa solo che milioni di persone in Italia vivono grazie ad armerie, fabbriche di armi e munizioni etc.

      ma la caccia vivacchia solo per questo. siamo una fonte di reddito da sopportare e tassare. il partito dei cacciatori lo voterebbero solo i cacciatori (magari) , ma in Italia verrà sempre considerato, se non cambiano le cose, un partito fazioso e di talebani distruttori. comunque proverò a dare il mio contributo

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      • Luigi Capitanio

        #48
        Originariamente inviato da Arolf
        Ma vogliamo scherzare? Un partito dei cacciatori a cosa servirebbe? Forse a legitimare questo o quel politico che come sempre ci usa e poi fà il suo interesse.
        Purtroppo i cacciatori nella società sono una minoranza e spesso sono usati per mandare in Parlamento gente che dei cacciatori comuni si dimentica presto (tanto loro vanno all'estero), servono esperti, servono leggi e soprattutto equilibrio. Noi cacciatori dovremmo innanzitutto difendere l'ambiente, allearsi con gli ambientalisti e gestire la risorsa faunistica con intelligenza e competenza. Per ambientalisti non intendo i fanatici animalisti ma le persone serie che come a noi cacciatori hanno a cuore la conservazione di habitat e animali, è finita la caccia degli sparatori, ecco dove dovremmo impegnarci tutti, tutti dovremmo diventare dei guardacaccia e impedire certi scempi che poi ricadono su tutta la categoria. Tutti sappiamo chi sono i veri nemici della caccia, fra questi una parte sono cacciatori, tutti dovremmo mettere come primo obbiettivo la conservazione dell'ambiente e in questo la caccia avrà sempre il suo spazio. Se continua così quando l'Italia sarà ricoperta di discariche, capannoni e zone altamente inquinate allora chi potrà andrà a cacciare all'estero gli altri dovrano cacciare pantegane tra discariche e fossi maleodoranti.
        Si ecco, bravo, perchè fin'ora quelli di destra e di sinistra che si sono avvicendati a svuotarci le saccocce cosa hanno fatto? Lo faranno anche quelli del partito dei cacciatori? forse, intanto cominciamo a non dare i voti alla Brambilla o ai Veneziano, ai Ciarafoni e compagnia bella... tanto, peggio di così mica può andare

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        • Daniele 64

          #49
          Originariamente inviato da Luigi Capitanio
          Si ecco, bravo, perchè fin'ora quelli di destra e di sinistra che si sono avvicendati a svuotarci le saccocce cosa hanno fatto? Lo faranno anche quelli del partito dei cacciatori? forse, intanto cominciamo a non dare i voti alla Brambilla o ai Veneziano, ai Ciarafoni e compagnia bella... tanto, peggio di così mica può andare
          Facendoti gli auguri per il tuo compleanno Luigi,vorrei dirti che la penso come tè.
          Ci chiedono i nostri voti,ci promettono appoggi per tutelare la caccia , e poi scopriamo che sono solo menzogne.
          Per quanto mi riguarda il mio voto se lo scordano.[:-golf]
          Daniele 64 Cercino (Sondrio)

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          • daniele.r
            ⭐⭐
            • Dec 2010
            • 939
            • Monte San Biagio (LT)

            #50
            Secondo me oltre al partito appoggiato da noi cacciatori, ci vorrebbe molta informazione. Promuovere le attività inerenti all'impatto ambientale sulla tutela del territorio e la salvaguardia delle specie minacciate dai nocivi. Insomma dobbiamo riuscire a sfatare il mito del cacciatore assassino e riuscire a far capire che noi siamo persone che in realtà amano il proprio territorio e paese più dei così detti ambientalisti e animalisti. Proprio l'altro ieri ho parlato con un ragazzo di 18 anni e discutendo del più e del meno vorrebbe immettere dei fagiani e delle lepri nella zona dove abito io. Mi sono messo a disposizione io ci metto il tempo e l'incubatrice (grazie a BEPPE P.), le uova le prendiamo da un mio amico e i lepri vedremo di andare a trovarli da qualche parte. Ovviamente dobbiamo informarci se la cosa è fattibile per l'anno prossimo nel rispetto delle leggi. Questo secondo me è il messaggio da dare alle persone che ci giudicano male. Caccia e ambiente servirà (forse) ma attenzione si dice "l'occasione fa l'uomo ladro", a buon inteditore poche parole.
            Daniele



            Il mio cuore è un cacciatore solitario che caccia su una collina solitaria. (William sharp)

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            • sandro canepuccia

              #51
              Milioni di persone che vivono intorno alla caccia! si nell'eta' del bronzo era cosi bravo.Io mi preoccupo per i miei figli e non del tuo divertimento che è pure il mio , gente nata nel 74 ha quasi 40 anni, e ti assicuro che molti lavorano con me in campagnia nella mia azienda e non hanno il tempo e la voglia di parlare di caccia, noi siamo dei privileggiati, oggi si ritengono "ricchi" quelli che hanno il tempo per vivere al di fuori del lavoro coloro che riescono ad avere hobby come noi, ma la politica è un'altra cosa, i cacciatori dovrebbero unirsi per difendere i propri diritt come cacciatori appunto , ma la politica va fatta seriamente e non mettendo altra gente a mangiare nel trogo dove questi porci si affrettano ad imbrattarsi. Fine

              Commenta

              • Arolf

                #52
                Originariamente inviato da daniele.r
                Secondo me oltre al partito appoggiato da noi cacciatori, ci vorrebbe molta informazione. Promuovere le attività inerenti all'impatto ambientale sulla tutela del territorio e la salvaguardia delle specie minacciate dai nocivi. Insomma dobbiamo riuscire a sfatare il mito del cacciatore assassino e riuscire a far capire che noi siamo persone che in realtà amano il proprio territorio e paese più dei così detti ambientalisti e animalisti. Proprio l'altro ieri ho parlato con un ragazzo di 18 anni e discutendo del più e del meno vorrebbe immettere dei fagiani e delle lepri nella zona dove abito io. Mi sono messo a disposizione io ci metto il tempo e l'incubatrice (grazie a BEPPE P.), le uova le prendiamo da un mio amico e i lepri vedremo di andare a trovarli da qualche parte. Ovviamente dobbiamo informarci se la cosa è fattibile per l'anno prossimo nel rispetto delle leggi. Questo secondo me è il messaggio da dare alle persone che ci giudicano male. Caccia e ambiente servirà (forse) ma attenzione si dice "l'occasione fa l'uomo ladro", a buon inteditore poche parole.
                Giustissimo! Anche secondo me questa è la strada giusta, dialogo, dialogo e ancora dialogo.

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                • alcione tsa
                  ⭐⭐⭐
                  • Oct 2009
                  • 4361
                  • Ischia
                  • cocker

                  #53
                  Originariamente inviato da sandro canepuccia
                  Milioni di persone che vivono intorno alla caccia! si nell'eta' del bronzo era cosi bravo.Io mi preoccupo per i miei figli e non del tuo divertimento che è pure il mio , gente nata nel 74 ha quasi 40 anni, e ti assicuro che molti lavorano con me in campagnia nella mia azienda e non hanno il tempo e la voglia di parlare di caccia, noi siamo dei privileggiati, oggi si ritengono "ricchi" quelli che hanno il tempo per vivere al di fuori del lavoro coloro che riescono ad avere hobby come noi, ma la politica è un'altra cosa, i cacciatori dovrebbero unirsi per difendere i propri diritt come cacciatori appunto , ma la politica va fatta seriamente e non mettendo altra gente a mangiare nel trogo dove questi porci si affrettano ad imbrattarsi. Fine
                  Ciao Sandro,scusami,ma sento il "dovere morale"di controbattere a questo tuo post,chi ti scrive è nato nel 67,figlio di cacciatore nato nel 37,e (aimè)i 40 anni li hanno abbondantemente passati,premesso questo voglio dirti che mio padre,oggi in pensione ha sempre fatto il muratore nella vita ed ha avuto sempre il tempo(domeniche e ferie varie)per portarmi a caccia sin da piccolo,quindi anch'io che faccio il semplice portiere d'albergo per soli 6 mesi all'anno,pur avendo moglie e due figli di tre e quattro anni riesco (con enormi sacrifici)ad andare a caccia,che se dal tuo punto di vista definisci divertimento..per me e tanti altri è una enorme e smisurata passione.Non saranno milioni di famiglie che "vivono"dell'indotto "caccia",ma centinaia di migliaia sicuramente,se pensi alla sola vendita di armi,munizioni,buffetteria,materiale di ricarica ecc..ora mi chiedi,perchè posso votare per Caccia-Ambiente, anteponendo la mia passione per la caccia, ai problemi sociali, economici, a quelli per la scuola, della sanità, delle guerre, dell’immigrazione, della cultura, della giustizia ecc.?? E dimmi dove come e quando e da chi mai sono stati risolti questi problemi!
                  Dimmi quale politico che fa "politica seriamente"lo ha mai fatto,dimmi quale "porco"abbia mai fatto niente di buono da 40 anni ad oggi!E'chiaro che ci sono un sacco di problemi da risolvere,in Italia come è chiaro che se per puro caso riuscissimo a portare un rappresentante di Caccia Ambiente in Parlamento non credo che si dovesse occupare 365 giorni all anno solo di caccia!Ci sono chiaramente tante priorità(siamo in piena crisi economica),ma serve qualche rappresentante in parlamento altrimenti assisterai e assisteremmo alla MORTE della caccia in Italia,perchè li fuori c'è gente che vuole continuare a farci a pezzi,nonostante la caccia in Italia è ridotta al "lumicino"!!!
                  cordialità

                  Vincenzo Piro

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                  • phalacrocorax
                    ⭐⭐⭐
                    • Apr 2009
                    • 5961
                    • Veneto, Verona
                    • Indy, epagneul breton femmina

                    #54
                    Originariamente inviato da daniele.r
                    Secondo me oltre al partito appoggiato da noi cacciatori, ci vorrebbe molta informazione. Promuovere le attività inerenti all'impatto ambientale sulla tutela del territorio e la salvaguardia delle specie minacciate dai nocivi. Insomma dobbiamo riuscire a sfatare il mito del cacciatore assassino e riuscire a far capire che noi siamo persone che in realtà amano il proprio territorio e paese più dei così detti ambientalisti e animalisti.
                    Io penso che questa sia la sfida del prossimo futuro, che già è cominciata in passato, ma ora la rivisitazione dell'immagine del cacciatore e la sua comunicazione devono essere accelerate.
                    Credo che sia questo uno dei motivi per cui stanno nascendo associazioni per la difesa rurale in senso lato. Per riunire attorno ad una sigla comune tutti i soggetti e le categorie di soggetti che, a vario titolo, partecipano di una cultura rurale che si contrappone ad una visione metropolitana della società, fatta da persone che con la ruralità hanno nulla a che spartire ma che hanno la pretesa di imporre la propria ideologia.
                    Se cacciatori, perscatori, agricoltori, ecc. sanno riunirsi attorno ad un concetto comune di ruralità, forse sapranno dare un nuovo spunto epr invertire la tendenza imperante di far decidere ad una città che vive in un mondo distaccato come si deve vivere la campagna e la natura.
                    Parlando su di un piano prettamente politico penso che un partito formato dalle categorie di cui sopra possa essere un buono spunto per portare nelle sedi istituzionali le legittime aspettative ed istanze del mondo rurale in senso lato.
                    Fino ad ora mi pare abbiano trovato risalto solo i grandi interessi economici, i quali hanno prevalso su ogni altro aspetto sociale, anche su quelli ambientali. Ci sono state categorie che sono state considerate portatrici di economia in quanto operanti su larga scala, e categorie che, in quanto reggenti l'economia su piccola scala, sono state sacrificate senza patemi per tornaconto delle prime.
                    Anche la ruralità fa economia e contribuisce a migliorare la condizione dei cittadini.
                    Perché deve sempre soccombere di fronte ad altri interessi?
                    Occorre, a mio avviso, rivalutare l'aspetto rurale della società sotto tutti i profili, anche sotto quello economico quindi, e se questo può esser fatto oltre che attraverso associazioni istituite ad hoc, anche attraverso partiti politici che si facciano individuare senza possibilità di essere fraintesi come portatori di tali valori, ben venga.

                    ---------- Messaggio inserito alle 10:20 AM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 10:06 AM ----------

                    Originariamente inviato da sandro canepuccia
                    Milioni di persone che vivono intorno alla caccia! si nell'eta' del bronzo era cosi bravo.
                    Non è proprio così. I cacciatori sono grossomodo, tra i tesserati ad aa.vv. e coloro che si fanno l'assicurazione in proprio, 1 milione: 750.000 i tesserati e 250.000 gli altri.
                    Attorno a questo milione di persone non ruota solo l'industria delle armi e delle munizioni. Ci sono anche aziende di abbigliamento, di accessori, di viaggi, ecc. Ed attorno a queste ci sono le aziende satellite che con queste lavorano ed impiegano professionalità.
                    Se si pensa al settore delle auto, ad esempio, credo tutti siano consci che il marchio X non produce l'intera auto nei propri stabilimenti. Molti colori metallizzati, ad esempio, per tutte le case automobilistiche, vengono fatti da una ditta giapponese (che ha sospeso la produzione in seguito alla nota vicenda nucleare, facendo mancare alcune tinte metallizzate alle case europee). Gli alzavetro elettrici vengono fatti da ditte che li vendono ai costruttori di auto. Così anche i freni. Ecc. ecc. Poi c'è la parte della commercializzazione e della riparazione, così vivono attorno all'auto anche concessionari, meccanici e carrozzieri.
                    Attorno ad un'auto vivono decine di aziende e centinaia di dipendenti e famiglie.
                    Anche per la caccia è così.
                    La ditta d'abbigliamento non fa anche i bottoni e le cerniere: le compra da una ditta che li fabbrica.
                    La ditta che vende il viaggio venatorio si avvale dei vettori aerei, degli alberghi, delle concessioni, del personale locale.
                    La ditta che fa armi industriali compra i grilletti, i bottoni di sicura, i cani, i mirini, ecc. da ditte che producono minuteria, gli acciai dalle acciaierie.
                    E si potrebbe andare avanti ancora. Dicendo che i i fornitori di accessori comprano il materiale da trasformare da altre aziende; che le ditte di abbigliamento comprano cuoio e pellami da chi li produce e li concia, o i tessuti da chi li fabbrica, e avanti.
                    Altro che età del bronzo, dove per fare una spada bastavano pochi passaggi commerciali.
                    L'indotto occupa milioni di persone, considerando sia quello diretto che quello indiretto.
                    E tutto questo contribuisce a fare economia.

                    ---------- Messaggio inserito alle 10:25 AM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 10:20 AM ----------

                    Originariamente inviato da sandro canepuccia
                    ma la politica va fatta seriamente e non mettendo altra gente a mangiare nel trogo dove questi porci si affrettano ad imbrattarsi. Fine
                    La politica si fa raccogliendo le istanze dei cittadini e provvedendo su di esse. Non c'è un'altra ricetta. Quando gli interessi si incrociano, vengono valutati insieme. Se gli interessi di una categoria mancano non saranno valutati e saranno ritenuti sacrificabili.
                    Le istituzioni sono necessarie al governo di un Paese. Gli uomini che le servono possono essere degni o indegni. Come in tutte le categorie sociali.

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                    • daniele.r
                      ⭐⭐
                      • Dec 2010
                      • 939
                      • Monte San Biagio (LT)

                      #55
                      Originariamente inviato da phalacrocorax
                      Anche la ruralità fa economia e contribuisce a migliorare la condizione dei cittadini.
                      Perché deve sempre soccombere di fronte ad altri interessi?
                      Occorre, a mio avviso, rivalutare l'aspetto rurale della società sotto tutti i profili, anche sotto quello economico quindi, e se questo può esser fatto oltre che attraverso associazioni istituite ad hoc, anche attraverso partiti politici che si facciano individuare senza possibilità di essere fraintesi come portatori di tali valori, ben venga.

                      Su questo punto mi trovi in pieno accordo. Anzi bisogna ricordare alle generazioni future noi come popolo le nostre radici quali sono, senza però rinnegare la voglia di migliorare. Dalle mie parti stiamo cercando di riportare proprio la gente indietro nel tempo nel senso figurato del termine a far riscoprire i vecchi valori dei nostri nonni io in primis di notte faccio il turnista e di giorno porto al pascolo le pecore, e non me ne vergogno produco latte e derivati allevo i miei 3 maialetti all'anno e mi faccio le mie scorte di salumi insomma cerco di mantenere viva la tradizione, e spero che un giorno al figlio/a che verrà seguirà le mie orme. Ed è questo che dobbiamo far capire ai brambillofori, verdisti, 0,100% animalai che cosa vuol dire natura ambiente e ruralità. Io amo il mio paese e farò di tutto nel mio piccolo per proteggere il futuro dei nostri figli. Spero solo che caccia e ambiente non si faccia prendere dall'ambizione...................
                      Daniele



                      Il mio cuore è un cacciatore solitario che caccia su una collina solitaria. (William sharp)

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                      • stefano64
                        ⭐⭐⭐
                        • Sep 2009
                        • 3506
                        • civitavecchia
                        • pointer

                        #56
                        Originariamente inviato da phalacrocorax


                        Non è proprio così. I cacciatori sono grossomodo, tra i tesserati ad aa.vv. e coloro che si fanno l'assicurazione in proprio, 1 milione: 750.000 i tesserati e 250.000 gli altri.
                        Attorno a questo milione di persone non ruota solo l'industria delle armi e delle munizioni. Ci sono anche aziende di abbigliamento, di accessori, di viaggi, ecc. Ed attorno a queste ci sono le aziende satellite che con queste lavorano ed impiegano professionalità.
                        Se si pensa al settore delle auto, ad esempio, credo tutti siano consci che il marchio X non produce l'intera auto nei propri stabilimenti. Molti colori metallizzati, ad esempio, per tutte le case automobilistiche, vengono fatti da una ditta giapponese (che ha sospeso la produzione in seguito alla nota vicenda nucleare, facendo mancare alcune tinte metallizzate alle case europee). Gli alzavetro elettrici vengono fatti da ditte che li vendono ai costruttori di auto. Così anche i freni. Ecc. ecc. Poi c'è la parte della commercializzazione e della riparazione, così vivono attorno all'auto anche concessionari, meccanici e carrozzieri.
                        Attorno ad un'auto vivono decine di aziende e centinaia di dipendenti e famiglie.
                        Anche per la caccia è così.
                        La ditta d'abbigliamento non fa anche i bottoni e le cerniere: le compra da una ditta che li fabbrica.
                        La ditta che vende il viaggio venatorio si avvale dei vettori aerei, degli alberghi, delle concessioni, del personale locale.
                        La ditta che fa armi industriali compra i grilletti, i bottoni di sicura, i cani, i mirini, ecc. da ditte che producono minuteria, gli acciai dalle acciaierie.
                        E si potrebbe andare avanti ancora. Dicendo che i i fornitori di accessori comprano il materiale da trasformare da altre aziende; che le ditte di abbigliamento comprano cuoio e pellami da chi li produce e li concia, o i tessuti da chi li fabbrica, e avanti.
                        Altro che età del bronzo, dove per fare una spada bastavano pochi passaggi commerciali.
                        L'indotto occupa milioni di persone, considerando sia quello diretto che quello indiretto.
                        E tutto questo contribuisce a fare economia.
                        Quoto in pieno

                        Sandro, se lasci un attimo i bufali ed esci da Ladispoli e ti vai a fare un giretto a fiere tipo l'EXA di Brescia ti renderesti conto di come queste parole descrivano una realtà economica importante

                        Commenta

                        • giuseppe770
                          ⭐⭐⭐
                          • Oct 2009
                          • 1801
                          • Italia

                          #57
                          Secondo me continuate a parlare sanza avere visualizzato la situazione.

                          Tralasciamo gli interessi economici di armerie, produttori ecc...

                          I paragoni con l'estero non potete farli perchè all'estero la caccia è privata e questo significa benefici e reddito per tutti, a cominciare da proprietari e conduttori del fondo agricolo, che se si trovassero di fronte a proposte di limitare la caccia si ribellerebbero.

                          Nella situazione italiana della caccia gestita da enti pubblici non serve un partito che fa politica ( la politica la fanno le associazioni che già abbiamo...) ma una associazione venatoria unica, o se volete un organo unico che rappresenta le varie associazioni venatorie, che fa valere i diritti dei cacciatori nelle sedi opportune e che si occupi di vigilare sul rispetto dei doveri dei cacciatori, oltre a prodigarsi per l'immagine dei cacciatori.

                          Non dimentichiamo che il nostro "egoistico passatempo" ha una sua funzione nel controllo degli ambienti e degli ecosistemi per cui o i cacciatori lavorano uniti per "Questa caccia" oppure tanto vale un regime di caccia privata come all'estero, in cui se non lavori e non rispetti le regole sei fuori.

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                          • sandro canepuccia

                            #58
                            Quoto quello che mi ha risposto Vincenzo Piro, al nostro amico Stefano vorrei dire che uno di gardone Valtrompia è un cliente mio e lo è stato di mio padre da 40 e ora che entrambi sono dilla', noi io e i suoi figli siamo in ottimi rapporti di amicizia e commerciali, sono persone senza voler fare il nome conosciute in tutto il mondo, e amano le nostre mozzarelle. Tu invece potresti venirmi a trovare cosi ti faccio scoprire il piacere di pascolare una mandria di bufali e ti offro volentieri la nostra mozzarella, poi mi parlerai della caccia e delle fiere a stomaco pieno , potremmo accompagnare le nostre mozzarelle con il pachino del vesuvio e con un buon greco di tufo, ti puoi fermare a casa mia , siamo gente molto ospitale, e poi dopo una giornata a contatto con la ruralità vedrai le cose con un altro occhio eh! Vincenzo o Alcione ricordati che i veri eroi in Italia sono le persone come te e tuo padre ti ammiro e capisco tutto quello che mi hai scritto e condivido il tuo sfogo nei miei confronti ma ti assicuro che se potessimo parlare ci troveremmo su tante cose. W la caccia ma speriamo in un buon Governo che ci renda piu' liberi di vivere TUTTI , ed ecco perche' non voglio un partito dei cacciatori , non avrebbe senso per me ,ma magari i cacciatori uniti in una associazione affiancati da come dite voi "l'indotto" che gravita in torno, per far valere i nostri diritti. A Roma non lo sanno mica cosa vuol dire Ruralita' e un politico "dei cacciatori ", dopo 2 giorni se lo sono comprato e mangiato, si mette la cravatta e abbiamo un parassita in piu' a mangiare, Sveglia ragà !

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                            • EnricoTaglia
                              ⭐⭐⭐
                              • Feb 2009
                              • 2912
                              • Roma, purtroppo
                              • kurzhaar

                              #59
                              ---------- Messaggio inserito alle 10:20 AM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 10:06 AM ----------



                              Non è proprio così. I cacciatori sono grossomodo, tra i tesserati ad aa.vv. e coloro che si fanno l'assicurazione in proprio, 1 milione: 750.000 i tesserati e 250.000 gli altri.
                              Attorno a questo milione di persone non ruota solo l'industria delle armi e delle munizioni. Ci sono anche aziende di abbigliamento, di accessori, di viaggi, ecc. Ed attorno a queste ci sono le aziende satellite che con queste lavorano ed impiegano professionalità.
                              Se si pensa al settore delle auto, ad esempio, credo tutti siano consci che il marchio X non produce l'intera auto nei propri stabilimenti. Molti colori metallizzati, ad esempio, per tutte le case automobilistiche, vengono fatti da una ditta giapponese (che ha sospeso la produzione in seguito alla nota vicenda nucleare, facendo mancare alcune tinte metallizzate alle case europee). Gli alzavetro elettrici vengono fatti da ditte che li vendono ai costruttori di auto. Così anche i freni. Ecc. ecc. Poi c'è la parte della commercializzazione e della riparazione, così vivono attorno all'auto anche concessionari, meccanici e carrozzieri.
                              Attorno ad un'auto vivono decine di aziende e centinaia di dipendenti e famiglie.
                              Anche per la caccia è così.
                              La ditta d'abbigliamento non fa anche i bottoni e le cerniere: le compra da una ditta che li fabbrica.
                              La ditta che vende il viaggio venatorio si avvale dei vettori aerei, degli alberghi, delle concessioni, del personale locale.
                              La ditta che fa armi industriali compra i grilletti, i bottoni di sicura, i cani, i mirini, ecc. da ditte che producono minuteria, gli acciai dalle acciaierie.
                              E si potrebbe andare avanti ancora. Dicendo che i i fornitori di accessori comprano il materiale da trasformare da altre aziende; che le ditte di abbigliamento comprano cuoio e pellami da chi li produce e li concia, o i tessuti da chi li fabbrica, e avanti.
                              Altro che età del bronzo, dove per fare una spada bastavano pochi passaggi commerciali.
                              L'indotto occupa milioni di persone, considerando sia quello diretto che quello indiretto.
                              E tutto questo contribuisce a fare economia.

                              ---------- Messaggio inserito alle 10:25 AM ---------- il messaggio prcedente inserito alle 10:20 AM ----------



                              Appunto. la caccia non sparirà mai solo per questi motivi, sfruttare noi poveri coglioni, ma sarà mortificata sempre in maggiore misura. è un po come per le sigarette, fanno male "accidentaccio" ma portano tanti soldini, credo che la chiave di volta possa essere solamente un tipo di informazione in controtendenza totale con le angherie che ci fanno da anni. ma la vedo proprio dura. alla caccia non serve economia, ma dignità.

                              Cmq possibile che la gente abbia un senso critico così limitato? perchè si crede sempre al primo che passa, perchè in Italia siamo tutti così poco propensi a compiere l'immane sacrificio di ragionare?

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                              • phalacrocorax
                                ⭐⭐⭐
                                • Apr 2009
                                • 5961
                                • Veneto, Verona
                                • Indy, epagneul breton femmina

                                #60
                                Originariamente inviato da giuseppe770
                                Secondo me continuate a parlare sanza avere visualizzato la situazione.

                                Tralasciamo gli interessi economici di armerie, produttori ecc...

                                I paragoni con l'estero non potete farli perchè all'estero la caccia è privata e questo significa benefici e reddito per tutti, a cominciare da proprietari e conduttori del fondo agricolo, che se si trovassero di fronte a proposte di limitare la caccia si ribellerebbero.

                                Nella situazione italiana della caccia gestita da enti pubblici non serve un partito che fa politica ( la politica la fanno le associazioni che già abbiamo...) ma una associazione venatoria unica, o se volete un organo unico che rappresenta le varie associazioni venatorie, che fa valere i diritti dei cacciatori nelle sedi opportune e che si occupi di vigilare sul rispetto dei doveri dei cacciatori, oltre a prodigarsi per l'immagine dei cacciatori.

                                Non dimentichiamo che il nostro "egoistico passatempo" ha una sua funzione nel controllo degli ambienti e degli ecosistemi per cui o i cacciatori lavorano uniti per "Questa caccia" oppure tanto vale un regime di caccia privata come all'estero, in cui se non lavori e non rispetti le regole sei fuori.
                                Secondo il mio punto di vista la battaglia va condotta sotto due fronti. Il primo è quello di una concezione di valori (perché tali sono quelli rurali) da contrapporre a quelli metropolitani. In questo rientra anche la caccia, per cui anche l'immagine del cacciatore e della caccia deve essere veicolata nei giusti termini, in quanto naturalmente appartenente alla vita rurale.
                                L'altro fronte è quello di evitare la eccessiva compressione della caccia attraverso vari sistemi. Non so se avete letto la discussione relativa all'ultima bozza di calendario unificato proposto da Legambiente e Coldiretti e cosa ne pensiate, ma io ci ho visto un altro, patetico, tentativo di ridurre i tempi di caccia.

                                Io non credo che la teorizzazione di un'unica associazione venatoria sia concretamente attuabile. Un po', se volete, per il campanilismo imperante in Italia su ogni questione. Del resto, nemmeno riusciamo a mantenere un bipolarismo o bipartitismo politico, ma torniamo sempre alla frammentazione storica dei partiti e alle necessità di coalizioni elettorali tra soggetti politici anche molto distanti tra loro.
                                Penso, comunque, che in fondo la frammentazione associativa venatoria abbia contribuito a far vivere la caccia in questi anni. Le referenze partitiche di ciascuna associazione hanno prodotto una sorta di trasversalità politica della caccia, che ha trovato sostegno all'interno di ciascun partito parlamentare.
                                Ricordo (magari mi sbaglio essendo passato tanto tempo) che nel 1989 Carlo Firmariello di Arcicaccia battagliò non poco con l'allora PCI che voleva sostenere il referendum anticaccia. Il presidente della Camera, al tempo, mi pare fosse Nilde Iotti ed era in discussione in Parlamento una legge sulla caccia.

                                Nella legge sulla caccia degli anni 70 (fine anni 60 forse) venivano modificate alcune norme della legislazione precedente, però il quadro rimaneva grossomodo questo (magari chi all'epoca già cacciava se lo ricorda...io all'epoca dovevo ancora nascere): c'era un comitato provinciale della caccia che, almeno sulla carta, era delegato a prendere varie decisioni in materia venatoria. Ma al suo interno già erano presenti ambientalisti ed agricoltori.
                                Sotto questo profilo la 157 non ha innovato, ha solo portato delle modifiche, ma il concetto di ATC e di caccia programmata, anziché solo controllata, sono stati sviluppati sulla base delle leggi precedenti.
                                L'unico vero stravolgimento rispetto al passato si è avuto sui tempi e sulle specie oggetto di caccia.
                                Io non credo che la differenza tra caccia italiana e caccia europea stia solo nella diversa concezione della proprietà della selvaggina. E nemmeno nel tornaconto reddituale degli agricoltori. Anche se sul fronte dell'arrotondamento del reddito agricolo la 157 muove qualche timido passo con le AATV e con i centri privati di produzione della fauna selvatica.
                                La verità è che tre categorie di cittadini (cacciatori, agricoltori, ambientalisti) sono stati incaricati di gestire un bene comune, e ciascuno ha guardato solo al proprio tornaconto nel (non?) fare ciò.
                                Questo è stato il vero fallimento della gestione.

                                Così, a fronte di questo fallimento, i cacciatori vorrebero degli interventi che migliorino la situazione.
                                Ma gli unici interventi in materia di caccia sono quelli che impongono limiti di tempi, di specie e di territorio, adducendo a giustificazione ora l'ISPRA ora l'Europa e/o i KC.
                                Le ssociazioni venatorie possono poco in politica, nazionale od europea, e l'azione loro è solo indiretta. Solo la politica gode di una possibilità di intervento diretto. Ma la caccia non interessa alla politica, perché un politico non cacciatore non ha interesse a farsi impallinare dagli estremisti per qualcosa che non gli appartiene, che non riconosce come valore sociale.
                                Non so se un partito dei cacciatori (e agricoltori, ecc.) sia una soluzione concreta alla mancanza di risposte da parte dei partiti tradizionali. Non saprei nemmeno dire, oggi, se sarà un fallimento o una boccata d'ossigeno.
                                Però un conto sono le associazioni, che, in quanto associazioni, non hanno intervento diretto nella politica, ma solo mediato, attraverso i propri referenti. Un altro paio di maniche è un partito politico che, in quanto soggetto diverso dall'associazione, opera direttamente su di un piano politico, e quindi diverso da quello associativo.
                                Ecco il motivo per il quale non concordo sul fatto che al posto di un partito sia meglio un'associazione delle associazioni: sono due cose diverse operanti su piani differenti.

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